{"id":16975,"date":"2013-11-06T16:55:31","date_gmt":"2013-11-06T15:55:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16975"},"modified":"2013-11-06T16:55:31","modified_gmt":"2013-11-06T15:55:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-periferie-di-lucia-fornaini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16975","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Periferie&#8221; di Lucia Fornaini"},"content":{"rendered":"<p>Il rituale si ripeteva ogni mattina alle sei e mezzo, estate e inverno.<\/p>\n<p>Lo rappresentava la donna dalla faccia grigia, le rughe scavate sulla fronte stretta, gli occhietti spenti come una palude, le labbra curvate all\u2019ins\u00f9 in un sorriso forzato che trasmetteva tristezza.<\/p>\n<p>Quella donna bassa e sgraziata, dal ventre rilassato in pieghe molli, le braccia corte dai gomiti nodosi, due gambette incerte sui piedi strascicati, usciva lenta sul ballatoio davanti alla porta di casa e si fermava sull\u2019impiantito del lungo corridoio tra le due costruzioni parallele.<\/p>\n<p>Gli edifici erano grigiastri, come il volto della donna, posti in simmetria frontale, suddivisi in tanti appartamenti addossati l\u2019uno all\u2019altro, distanziati da un corridoio col pavimento in assi di legno, in alcuni punti un po\u2019 sconnesso.<\/p>\n<p>Quelle case popolari, costruite appena dopo la guerra in una zona periferica della citt\u00e0, davano alloggio a tante famiglie di operai che conducevano un\u2019esistenza dignitosa ma pervasa di grigiore. E tutto ne dava segno, nonostante la pianta di basilico sul davanzale di una finestra, la tendina di plastica che imitava una giallognola trina, appesa a un vetro, il tappeto verde sfilacciato sulla soglia di una porta.<\/p>\n<p>La donna abitava nell\u2019ultimo appartamento, uno dei pi\u00f9 piccoli, che divideva col marito manovale e un figlio sedicenne, garzone presso un meccanico del quartiere.<\/p>\n<p>Ogni mattina, dopo aver servito ai due uomini il caffelatte col pane raffermo, rimaneva sola per tutta la giornata.<\/p>\n<p>Indossava estate e inverno sempre gli stessi indumenti: una giacca di lana di un azzurro stinto, oramai lisa sui gomiti e priva di due bottoni, un grembiule di cotonina a minuscoli fiori bianchi e blu rammendato in pi\u00f9 punti, un paio di calzettoni fatti ai ferri in giovent\u00f9, con tante maglie tirate che aprivano lungo i polpacci smagliature che sembravano ferite e ai piedi un paio di ciabatte di plastica, imbottite di spugna sulla parte superiore.<\/p>\n<p>Alle sei e mezza puntualmente la donna usciva dalla porta di casa e si fermava all\u2019inizio del ballatoio. Con gesti precisi sfilava il golfino, slacciava il grembiule e lo toglieva di dosso, faceva scivolare a terra la nera sottoveste di nailon e poi tirava sopra il capo la maglietta da sotto, grigiastra e piena di rattoppi finch\u00e9 riusciva a levarla, quindi arrotolava le mutande di cotone pesante fino a rimuoverle completamente dalle gambe, infine toglieva ciabatte e calzettoni.<\/p>\n<p>Con ordine ammonticchiava gli indumenti ripiegati uno sopra l\u2019altro, quindi si metteva a camminare nuda avanti e indietro per il lungo corridoio, dapprima esitante e poi con sicurezza sempre maggiore.<\/p>\n<p>Nell\u2019 incedere il capo acquisiva una postura sempre pi\u00f9 eretta, le spalle curve si allargavano, le braccia penzolanti assumevano movimenti sempre \u00a0pi\u00f9 armoniosi, le pieghe del ventre liberavano\u00a0 una femminilit\u00e0 pressoch\u00e9 sconosciuta, le gambette si facevano pi\u00f9 sicure, il passo sempre pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p>Paradossalmente quella creatura quasi informe, nella sua completa nudit\u00e0 si trasformava in un\u2019altra persona, con una dignit\u00e0 che nell\u2019incedere esprimeva persino tratti di grazia.<\/p>\n<p>Nei primi anni trascorsi in quella casa, i vicini non avevano notato nessuna stranezza nei comportamenti della donna. Avevano udito qualche litigio di sera, quando il marito tornava dal lavoro, ma era una situazione comune a quasi tutte le famiglie. Si mormorava che lui bevesse pi\u00f9 del normale e al ritorno dal lavoro facesse tappa in troppe osterie. Forse per questo fra i brontolii dai toni accesi si erano sentiti a volte dei colpi battuti dai pugni sul tavolo e i singhiozzi soffocati di lei nel silenzio della notte.<\/p>\n<p>Poi, crescendo il ragazzo, da quelle pareti non si era pi\u00f9 sentito alcun rumore.\u00a0 Un mattino per\u00f2 era avvenuto il fatto strano: la donna uscita dalla porta si era spogliata completamente e tutta nuda e scalza aveva percorso pi\u00f9 e pi\u00f9 volte il lungo corridoio di legno tra le case.<\/p>\n<p>Dapprima l\u2019episodio aveva suscitato l\u2019ilarit\u00e0 dei pochi inquilini gi\u00e0 alzati e per alcuni giorni tutti erano diventati mattinieri per osservare da dietro i vetri l\u2019esibizione della bizzarra vicina. Qualcuno nel vederla passare si era ripetutamente percosso la fronte per comunicare agli altri che la donna aveva cominciato a dare segni di follia. Ma un po\u2019 alla volta nessuno aveva fatto pi\u00f9 caso a lei che ogni giorno esibiva il suo povero corpo spogliato, anzi l\u2019abitudine aveva finito per rendere normale la malinconica scena e la vita delle case era ripiombata nella calma\u00a0 totale.<\/p>\n<p>Un mattino d\u2019autunno una folata di vento di tramontana penetr\u00f2 nel lungo passaggio tra le case portando mulinelli di foglie gialle.<\/p>\n<p>Poi si fece largo un uomo nella sua lugubre divisa portando \u00a0una fredda sensazione di morte. E fu proprio all\u2019ultima porta che\u00a0 si diresse per comunicare alla donna, rimasta immobile come una pietra davanti all\u2019uscio, la morte del marito per un incidente avvenuto nel cantiere di lavoro.<\/p>\n<p>Per alcuni giorni dopo il mesto funerale l\u2019ultima porta rimase ermeticamente chiusa e le finestre sbarrate.<\/p>\n<p>Una mattina per\u00f2 le imposte, come per miracolo, furono spalancate agli ultimi\u00a0 smarriti raggi di sole e dopo anni, riscaldata da quella tenue luce che per la prima volta riusciva a penetrare nella sua dimora, la donna apr\u00ec il piccolo armadio.<\/p>\n<p>Da una gruccia di legno penzolava il vestito bello, di seta verde, che le aveva confezionato la sarta in occasione della cresima del figlio.<\/p>\n<p>Lo indoss\u00f2 con riguardo e, quasi vergognosa, si accorse con una sorta di piacere che le stava ancora bene.<\/p>\n<p>Sopra infil\u00f2 un soprabito nero dopo aver tolto accuratamente i residui di naftalina dalle tasche.<\/p>\n<p>Appunt\u00f2 sul colletto una piccola spilla d\u2019oro, unica eredit\u00e0 di valore della sua povera madre.<\/p>\n<p>Poi con emozione crescente apr\u00ec lo sportello del comodino e ritrov\u00f2 le scarpe col tacco imbottite di carta di giornale per mantenerne intatta la forma nel corso degli anni. Le indoss\u00f2 sopra un paio di calze velate dimenticate da sempre nel cassetto.<\/p>\n<p>Prov\u00f2 a camminare su e gi\u00f9 per la stanza per accomodare la posizione di precariet\u00e0 di quella rinnovata versione di s\u00e9 che sembrava non appartenerle.<\/p>\n<p>Ma avvertiva pian piano che una donna nuova prendeva posto nel suo corpo, una donna che non aveva pi\u00f9 bisogno di spogliarsi di paure, di miserie, di soprusi, di grigiori.<\/p>\n<p>Dal cassetto del comodino raccolse una manciata di monete per il biglietto del tram e richiuse la porta di casa dietro alle spalle.<\/p>\n<p>Avanzava adagio sul corridoio seguendo in modo armonico il ritmo impresso dai tacchi sull\u2019impiantito, davanti allo sguardo stupito dei pochi vicini.<\/p>\n<p>Si diresse quindi alla vicina fermata del tram accarezzata dai tiepidi raggi dell\u2019ultimo sole. Mentre camminava sent\u00ec che uno strano sentimento\u00a0 di timore misto a stupore si stava impadronendo di lei. Allora prov\u00f2 il desiderio incontenibile di conoscere il mondo oltre le grigie case parallele, oltre il suo povero mondo di periferia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16975\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16975\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rituale si ripeteva ogni mattina alle sei e mezzo, estate e inverno. 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