{"id":16926,"date":"2013-10-30T20:11:46","date_gmt":"2013-10-30T19:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16926"},"modified":"2013-10-30T20:11:46","modified_gmt":"2013-10-30T19:11:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2014-il-segno-del-destino-di-guido-de-eccher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16926","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2014 &#8220;Il segno del destino&#8221; di Guido de Eccher"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><!--[if gte mso 9]&gt;-->Uscito dall\u2019ambulatorio, fu abbagliato dalla luce forte del mattino d\u2019estate. S\u2019incammin\u00f2 lungo il marciapiede sconnesso senza accorgersi di aver preso la direzione sbagliata e prosegu\u00ec, perso nei suoi pensieri, finch\u00e9 giunse all\u2019angolo con un largo viale. Solo allora si accorse del suo errore e si lasci\u00f2 sfuggire un gesto di sconforto. Non aveva voglia di tornare subito alla macchina, che aveva lasciato nel parcheggio di un supermercato. Il caldo insopportabile, la luce accecante, la spossatezza che lo pervadeva, lo indussero a cercare un posto dove fermarsi un momento. Vide parecchie persone sedute davanti a un bar, sotto un pergolato, dall\u2019altra parte del viale. Lo attravers\u00f2, raggiunse un tavolino libero, si butt\u00f2 pesantemente su una sedia e si asciug\u00f2 il sudore con il fazzoletto.<\/p>\n<p>Estrasse dalla tasca della giacca la busta con il referto e lesse per l\u2019ennesima volta l\u2019esito delle analisi: carcinoma della vescica. Rimise la busta in tasca, prese il pacchetto di sigarette e ne sfil\u00f2 una. Si volse verso la vetrata del bar per riparare la fiamma dell\u2019accendino e vide il proprio viso riflesso. Non trov\u00f2 nulla di familiare e di rassicurante nella propria immagine: un viso magro e sottile ma indecifrabile come quello di un estraneo, incorniciato da una corta barba grigia, sovrastato da una chioma ancora scura.<\/p>\n<p>Mentre il cameriere gli chiedeva che cosa volesse ordinare, sent\u00ec una tremante voce di donna pronunciare il suo nome.<\/p>\n<p>\u201cAldo!\u201d<\/p>\n<p>Si volse di scatto. C\u2019era una donna, seduta al tavolino accanto al suo, che lo guardava con grandi occhi spalancati. Quando era entrato nell\u2019ombra protettiva del bar, non aveva fatto caso alle altre persone.<\/p>\n<p>Era suppergi\u00f9 della sua et\u00e0. Sulle prime non la riconobbe. La forma del viso, i capelli bruno chiaro e gli occhi castani, chiari anch\u2019essi, gli ricordavano qualcuno che gli era familiare. Furono gli occhi e quel modo di spalancarli a riportargli alla memoria cose vecchie di dieci anni.<\/p>\n<p>\u201cCamilla!\u201d esclam\u00f2. \u201cChe ci fai qui? Non eri in America con&#8230;\u201d<\/p>\n<p>S\u2019interruppe. Non aveva mai voluto, con lei, durante la loro relazione, neppure nominare suo marito.<\/p>\n<p>\u201cSono tornata da due anni. Maurizio \u00e8 mancato tre anni fa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMi dispiace\u201d mormor\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cSei bugiardo! Non te ne importa niente!\u201d<\/p>\n<p>Non ribatt\u00e9: dieci anni lo separavano da quella storia.<\/p>\n<p>\u201cCome stai?\u201d gli chiese lei.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec cos\u00ec\u201d rispose.<\/p>\n<p>\u201cHai il viso stanco, ma sei sempre tu\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnche tu sei la stessa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2 hai fatto fatica a riconoscermi. Ti ho osservato mentre leggevi quella cosa. Dapprima ho esitato a parlarti ma poi mi sono decisa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec non mi trovi troppo cambiato. \u00c8 vero, ci sono cose che non cambiano e altre, invece&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe cosa \u00e8 cambiato, per te?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTante cose. Mi sono separato qualche anno fa e poi la salute non \u00e8 quella dei bei tempi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon sar\u00e0 per via di quel foglio? Mi sembrava un referto medico\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon vorrei parlarne\u201d mormor\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cCon chi ne parlerai?\u201d chiese Camilla.<\/p>\n<p>Anche allora gli era difficile nasconderle qualcosa. Non le rispose. Non voleva confessarle di non avere un amico vero o un parente con cui confidarsi. Nessuno cui telefonare per dirgli: \u201cHo un cancro, \u00e8 in fase avanzata. Mi restano pochi mesi di vita\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 una cosa grave?\u201d chiese ancora Camilla con circospezione.<\/p>\n<p>\u201cUn po\u2019\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn po\u2019 quanto?\u201d<\/p>\n<p>Sorseggi\u00f2 la bibita fresca senza rispondere. Che strano incontrare Camilla proprio quella mattina! Due anni da che era tornata e non si erano mai incrociati, in una citt\u00e0 cos\u00ec piccola.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un segno del destino\u201d disse Camilla.<\/p>\n<p>\u201cChe cosa?\u201d le chiese lui, ma sapeva quello che voleva dire. Anche allora aveva uscite come quella.<\/p>\n<p>\u201cIncontrarci proprio oggi. Non credi?\u201d<\/p>\n<p>Camilla si alz\u00f2 e venne a sedersi al suo tavolino, di fronte a lui. Allung\u00f2 il braccio e pos\u00f2 la mano sulla sua. Gli parve di essere trasportato indietro, suo malgrado, verso qualcosa che aveva voluto dimenticare, quando s\u2019incontravano di nascosto in qualche bar.<\/p>\n<p>Camilla si sporse verso di lui.<\/p>\n<p>\u201cQuando mi hai lasciato\u201d gli disse con un\u2019espressione accorata \u201cho sofferto come non puoi nemmeno immaginare. Ci ho messo anni per ritrovare un po\u2019 di pace. Ma per te, com\u2019\u00e8 stato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer me? Mi sei mancata. Poi ho cercato di toglierti dalla mente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi sei riuscito?\u201d gli chiese Camilla.<\/p>\n<p>Lui non rispose e si limit\u00f2 a scuotere la testa, come se non trovasse le parole. Lei lo guard\u00f2 e poi gli chiese ancora: \u201cTi rendi conto di quello che mi hai fatto, quando hai deciso di non vedermi pi\u00f9?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon ero capace di vivere quella situazione\u201d mormor\u00f2 lui.<\/p>\n<p>\u201cPotevamo cambiarla, la situazione, ma non ci hai nemmeno provato, hai preferito amputare un pezzo di vita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAncora a questo punto?\u201d chiese Aldo con voce stanca. \u201cDopo tutti questi anni? E tu, perch\u00e9 te ne sei andata via? Non volevi farla finita anche tu?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMettiti nei miei panni! Maurizio aveva un\u2019occasione di lavoro che non poteva perdere ed io ho pensato che andare lontano mi avrebbe aiutato a dimenticare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon mi pare che tu ci sia riuscita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNo, infatti. Avevo sempre davanti la tua faccia dura e le tue parole crudeli, quando mi dicesti che non volevi pi\u00f9 vedermi. \u00c8 stato quello che mi ha fatto pi\u00f9 male\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPerdonami&#8230;\u201d disse lui, senza forze.<\/p>\n<p>Camilla alz\u00f2 le spalle, come per dire che, ormai, non c\u2019era pi\u00f9 nulla da perdonare.<\/p>\n<p>\u201cOra dimmi di te, di quell\u2019analisi\u201d.<\/p>\n<p>Lui non disse nulla, di nuovo tir\u00f2 fuori la busta. Esit\u00f2 e poi le porse il foglio ripiegato. Camilla lo lesse e poi glielo restitu\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cChe disastro\u201d disse e si asciug\u00f2 una lacrima con un fazzolettino.<\/p>\n<p>\u201cLe nostre vite distrutte, e abbiamo solo cinquant\u2019anni!\u201d<\/p>\n<p>Lui la guard\u00f2. Rimise in tasca il foglio e fece un cenno al cameriere.<\/p>\n<p>Camilla si alz\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cTi accompagno a casa. Abiti sempre l\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSempre\u201d disse lui alzandosi a sua volta \u201cma non disturbarti. Ho la macchina qui vicino\u201d.<\/p>\n<p>Le fece un cenno di saluto con la mano e si allontan\u00f2 in fretta nella luce violenta di quel giorno d\u2019estate. Lei lo segu\u00ec con lo sguardo mentre attraversava la strada.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16926\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16926\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscito dall\u2019ambulatorio, fu abbagliato dalla luce forte del mattino d\u2019estate. 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