{"id":1663,"date":"2009-05-29T11:56:56","date_gmt":"2009-05-29T10:56:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1663"},"modified":"2009-05-29T11:56:56","modified_gmt":"2009-05-29T10:56:56","slug":"il-luogo-dellassenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1663","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Il luogo dell&#8217;assenza&#8221; di Federica Bedini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Genova. Casa dolce casa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Non torno da diciannove anni: ricordo che al fischio finale di Italia &#8211; Germania capii che era <em>quello<\/em> il momento di prendere la vita per le palle e conoscere quanto pi\u00f9 mondo possibile. Diciannove anni sempre in giro senza sosta, come un novello Odisseo che ricerca virtute e canoscenza ovunque l\u2019uomo sia arrivato a imporre il proprio segno. Quando dico che per mestiere faccio il viaggiatore spalancano gli occhi, colpiti, e rispondono che sono tanto invidiosi e che ho del fegato, a essermi buttato il passato alle spalle senza rimpianti. Anche io lo pensavo, di essere coraggioso. Ma adesso, a Genova, con l\u2019odore scuro del porto nel naso, mi domando se in realt\u00e0 non si sia trattato semplicemente di paura. Paura di accettare le sfide della quotidianit\u00e0 piuttosto che andare costantemente alla ricerca di qualcosa di indefinito e assumere il ruolo dello spettatore, di quello che la vita la osserva, la annota, la studia, ma non se la marchia sulla propria pelle. Anche adesso, mentre cammino, osservo questi ragazzi accorsi a migliaia che manifestano, cantano, ridono: studio i capelli colorati, gli zaini scritti, le felpe nere. Li guardo sfilare, li invidio e li ammiro ma me ne resto su un marciapiede, come un servo di scena mentre il primattore recita il monologo brillando in un fascio di luce.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mi ritrovo non so come accanto ad una ragazza tutta riccioli che mi squadra per qualche secondo e poi, come se avesse capito che mi nutro di storie altrui, inizia a parlare: mi racconta che fa l\u2019universit\u00e0 a Milano e che la sua coinquilina l\u2019ha convinta a prendere il treno in piena notte per compiere un atto di disobbedienza contro la globalizzazione selvaggia. Mentre parla si anima, le si illuminano gli occhi e si intreccia una ciocca scura intorno alle lunghe dita bianche. Le sue fossette mi solleticano lo stomaco e mi ritrovo a pensare a quando ho vissuto a Nairobi, tra il fango e la colla da sniffare, con un fiammante distributore rosso della Coca-Cola nel centro dello slum, o a quegli occhi neri che mi fissavano da un marciapiede di Calcutta mentre le mani piccole, da bambina, intrecciavano una borsa di paglia da caricare sui camion diretti verso il vecchio continente. E allora capisco che questa \u00e8 una protesta civile, una cosa giusta. Improvvisamente mi esplode violentemente dentro la voglia di partecipare, di esserci, di recuperare le emozioni che ho lasciato scivolare via: la loro energia diventa la mia forza, abbandono il marciapiede e mi getto in mezzo a loro facendomi trascinare dal suono di cento dialetti diversi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Via Trieste, Piazza Meani, Via Cesare Battisti. Arriviamo alla scuola Diaz e ripenso che quando la frequentavo io il Preside ti spediva a casa se ti beccava a baciarti nel cortile ma adesso, con i sacchi a pelo, il fumo di sigaretta e il suono di una chitarra al piano di sopra sembra molto pi\u00f9 bella: gli stessi muri sembrano pi\u00f9 felici. Ritrovo la studentessa di Milano, che mi informa di quello che \u00e8 successo ieri ad un manifestante: io non ne sapevo niente. Ma ero in un altro continente, ieri. Poi, all\u2019improvviso, dei rumori, gi\u00f9 di sotto, e manganelli, caschi, urla, gente trascinata per i capelli, sangue. <em>Buio<\/em>. Quando riprendo conoscenza mi sento la testa pressata, come se delle tenaglie me la stessero stringendo, e la bocca gonfia, impastata. La prima cosa che mi colpisce \u00e8 l\u2019odore di cloroformio e mensa tipico degli ospedali: apro gli occhi e mi ritrovo disteso in un letto dal bianco abbacinante con le lenzuola dure d\u2019ammoniaca. Nel posto accanto al mio c\u2019\u00e8 un ragazzino, avr\u00e0 vent\u2019annni, con una cicatrice lungo il sopracciglio destro che continua a buttare sangue macchiando il niveo cuscino di piccole lacrime rosse. Due tizi in giacca e cravatta piantonano l\u2019ingresso e quando si rendono conto che sono cosciente corrono a subissarmi di domande.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><em><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Come stai? Chi ti ha fatto cadere? Dove eri seduto? Da dove vieni? Con chi parlavi? Chi ti ha spinto dalle scale? Quant&#8217;\u00e8 che sei a Genova? Hai riconosciuto qualcuno? Quanto sei rimasto alla Diaz? Chi ti ci ha portato? Di dove sei? Ti sei accorto di star cadendo?perch\u00e8 sei entrato? Chi ha organizzato tutto? Hai sentito delle voci familiari? Hai visto chi avevi accanto? Sei certo di ricordare bene? Saresti pronto a giurare di sapere esattamente com&#8217;\u00e8 andata? Perch\u00e8 eri al piano di sopra? Perch\u00e9 hai partecipato all\u2019occupazione? C&#8217;\u00e8 qualcuno che poteva avercela con te e farti cadere apposta? Perch\u00e9 sei rimasto l\u00ec dentro? <\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quando se ne vanno mi accorgo che non sono pi\u00f9 in grado di ricostruire i fatti: loro dicono che sono semplicemente caduto dalle scale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"35.4pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Genova. Casa dolce casa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova. 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