{"id":16316,"date":"2013-06-03T17:49:26","date_gmt":"2013-06-03T16:49:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16316"},"modified":"2013-06-03T17:49:26","modified_gmt":"2013-06-03T16:49:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-fuga-di-martina-di-ilaria-de-marinis-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16316","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La fuga di Martina&#8221; di Ilaria De Marinis (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>In una grande citt\u00e0, al numero 7 di via Pisa, c\u2019era un grande palazzo e dietro la finestra centrale dell\u2019ultimo piano c\u2019era\u2026 un naso. S\u00ec, un piccolo e delizioso naso. Questo nasino apparteneva a una bambina molto curiosa di nome Martina. Quel giorno la piccola guardava imbronciata le gocce di pioggia che ticchettavano contro il vetro. \u201cLa pioggia proprio non mi piace\u2026 tutto diventa grigio, i colori spariscono\u2026\u201d pensava tra s\u00e9 la piccola. Scese dallo sgabello accanto al davanzale e si sedette sul suo lettino dalle lenzuola azzurre. Mancavano pochi giorni al suo settimo compleanno. Sarebbe stato un giorno diverso, importante, e Martina lo sapeva. Per la prima volta avrebbe vissuto una vera avventura, ma non aveva paura, tutto era stato studiato nei minimi dettagli: il piano era pronto.<\/p>\n<p>Era un brutto giorno d\u2019inverno quando i signori Leonetti avevano scoperto che la loro figlioletta di quattro anni e mezzo aveva una brutta malattia. Presero i dovuti provvedimenti, e Martina, che conosceva cos\u00ec poco del mondo, fu rinchiusa, come una principessa prigioniera, tra le mura del suo castello. La mamma le aveva spiegato che nel corpicino di ogni bambino ci sono dei valorosi cavalieri bianchi pronti a difenderlo da tutti gli attacchi; nel caso di Martina, per\u00f2, i cavalieri erano stati sconfitti, e ora erano cos\u00ec pochi da non riuscire a proteggerla. La piccola sperava che presto sarebbero arrivati i rinforzi, e nel frattempo osservava il mondo da lontano. Ci\u00f2 che attirava di pi\u00f9 la sua attenzione era il parco della citt\u00e0. Dalla sua finestrella riusciva a vedere le cime degli alberi che ondeggiavano al vento e mille immagini stuzzicavano la sua fantasia: fiori di tutti i colori, prati di erba soffice, farfalle che volavano liete, ma soprattutto voci di bimbi che giocavano spensierati e liberi all\u2019aria aperta. Quanto le sarebbe piaciuto far parte di quel mondo ricco di sorprese\u2026 Immersa in quei sogni ad occhi aperti trascorreva ore e ore a disegnare i suoi adorati fiori e poi, orgogliosa, appendeva le sue opere alle pareti della cameretta, che ormai era un\u2019esplosione di colori. Col passare degli anni pian pianino le forze della bimba erano aumentate. Martina aveva chiesto pi\u00f9 volte alla mamma di portarla a giocare nel parco, ma la risposta era sempre stata negativa; e cos\u00ec, tra un \u201csei troppo debole\u201d, un \u201cnon \u00e8 ancora il momento\u201d e un \u201cvedremo pi\u00f9 in l\u00e0\u201d, i giorni erano trascorsi ed era arrivata la vigilia del suo settimo compleanno.<\/p>\n<p>Erano le nove di sera. La piccola, furtiva, prese le chiavi di casa che il pap\u00e0, dopo essere rientrato dal lavoro, aveva riposto sul comodino. Si guard\u00f2 intorno: nessuno si era accorto di nulla; allora sgattaiol\u00f2 in fretta nella sua stanzetta e nascose le chiavi nella cesta dei giochi. Poi con aria innocente diede la buonanotte ai genitori e si coric\u00f2 nel suo morbido lettino, felice ed emozionata per la giornata che l\u2019aspettava.<\/p>\n<p>Alle otto in punto suon\u00f2 la sveglia. Martina in un battibaleno salt\u00f2 gi\u00f9 dal letto e si precipit\u00f2 in cucina per la colazione. La mamma e il pap\u00e0 erano gi\u00e0 andati a lavoro e con lei in casa c\u2019era solo Rosalia, tata e donna tuttofare.<\/p>\n<p>Se c\u2019era una cosa a cui Rosalia non avrebbe mai rinunciato era la sua <i>soap opera<\/i> preferita. Ogni mattina seguiva la nuova puntata senza lasciarsi sfuggire neppure il pi\u00f9 piccolo particolare. Martina aveva scoperto che il giorno del suo compleanno (fortunata coincidenza) avrebbero trasmesso una puntata speciale di circa due ore e mezza: quale occasione migliore per attuare il suo piano.<\/p>\n<p>Dopo la colazione la bambina torn\u00f2 in camera sua e finse di giocare. Poi, verso le dieci, si vest\u00ec e prepar\u00f2 il suo zainetto mettendoci tutto l\u2019occorrente: bottiglietta d\u2019acqua, caramelle, cioccolatini, biscotti, i soldi che la nonna le aveva regalato per Natale, un cappellino e la cartina della citt\u00e0 che il pap\u00e0 le aveva insegnato a consultare. Mancava poco, e finalmente per due ore sarebbe stata libera. Quando sent\u00ec la sigla della <i>soap opera<\/i> prese le chiavi di casa che aveva nascosto e di soppiatto attravers\u00f2 il corridoio per raggiungere la porta d\u2019ingresso. Rosalia stava stirando e aveva alzato il volume del televisore per non perdere una sola parola dei suoi beniamini. Questo facilit\u00f2 le cose: la donna non si accorse del rumore della porta che cigol\u00f2 e non vide i due occhi furbetti che la osservarono prima di scomparire al di l\u00e0 delle mura di casa.<\/p>\n<p>Martina scese le scale in fretta. Quando si trov\u00f2 davanti al portone le tremarono le gambette: ancora un passo e avrebbe disubbidito ai genitori\u2026 E se avessero scoperto la sua assenza? Se non fosse tornata in tempo? Questi dubbi l\u2019assalirono, ma il desiderio di libert\u00e0 vinse su tutto. Con la sua manina delicata spalanc\u00f2 il portone, e la luce del sole, che splendeva alto nel cielo, le illumin\u00f2 il viso. Martina estrasse la cartina dallo zainetto e, stringendola tra le mani, senza perdersi d\u2019animo si incammin\u00f2 verso il parco. Suo padre non si era mai insospettito alle mille domande su come raggiungerlo e non immaginava affatto che la sua figlioletta preparasse un\u2019evasione. La piccola attravers\u00f2 con prudenza le strade, chiese indicazioni a un\u2019anziana signora che le aveva rivolto un sorriso affettuoso e infine, dopo un quarto d\u2019ora, raggiunse il parco.<\/p>\n<p>Grandi alberi sovrastavano l\u2019entrata e un sentiero di ghiaia divideva il prato. In lontananza vide cani scorrazzare felici sotto lo sguardo vigile dei loro padroni. Cammin\u00f2 lungo il sentiero osservando i fiori che mille volte aveva disegnato: ve n\u2019erano persino di pi\u00f9 belli. Raggiunse infine la zona dei giochi: alti scivoli, giostrine e altalene brulicavano di piccoli esploratori come lei, che giocavano con gli amichetti o con le loro mamme. Mentre guardava incuriosita tutto questo una mano le si pos\u00f2 sulla spalla facendola sussultare.<\/p>\n<p>\u00abCiao!\u00bb le disse un bambino dagli occhi castani e vispi.<\/p>\n<p>\u00abCiao\u2026\u00bb rispose Martina, un po\u2019 intimidita.<\/p>\n<p>\u00abVuoi giocare con me? Mi chiamo Luigi.\u00bb<\/p>\n<p>Martina rest\u00f2 per qualche secondo in silenzio, poi con un sorriso annu\u00ec e disse:<\/p>\n<p>\u00abIo sono Martina.\u00bb<\/p>\n<p>Luigi la prese per mano.<\/p>\n<p>\u00abVieni, andiamo a provare la giostrina rossa. \u00c8 nuova, l\u2019hanno montata solo ieri.\u00bb<\/p>\n<p>Martina lo segu\u00ec. Erano mano nella mano. Da anni non aveva contatti diretti con i bambini della sua et\u00e0; aveva atteso a lungo quel momento, e ora che era arrivato le sembrava tutto cos\u00ec strano\u2026 Per la prima volta, per\u00f2, si sentiva davvero felice, come non lo era mai stata, si sentiva viva, forte, sicura. Per la prima volta era una bambina come tutti gli altri.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16316\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16316\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una grande citt\u00e0, al numero 7 di via Pisa, c\u2019era un grande palazzo e dietro la finestra centrale dell\u2019ultimo piano c\u2019era\u2026 un naso. 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