{"id":16289,"date":"2013-06-03T17:02:57","date_gmt":"2013-06-03T16:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16289"},"modified":"2013-06-12T10:00:55","modified_gmt":"2013-06-12T09:00:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-in-viaggio-di-paola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16289","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;In viaggio&#8221; di Paola Cavallari"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 una sensazione strana la mia.<b><\/b><\/p>\n<p>Mi sembra di essere qui da sempre.<b><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Passato<\/i><\/b><\/p>\n<p>Non ho la minima idea di chi e quando qualcuno mi abbia fatto salire qui dentro, oppure sbalzato, non so. I ricordi, come ombre del passato, mi appaiono confusi.<\/p>\n<p>Sbalzato, s\u00ec, sbalzato \u00e8 la parola giusta. Mi sono sentito come sbalzato in questo spazio ristretto, ma protetto, sicuro, confortevole e morbido.<\/p>\n<p>Era accaduto tutto in un attimo, un istante, una frazione, un\u2026 che cosa?<\/p>\n<p>Ricordo che mi ritrovai immerso in un liquido tiepido, come d\u2019altronde lo sono adesso (almeno questa \u00e8 l\u2019immagine che conserva la memoria) con l\u2019unica differenza che allora i miei movimenti erano impacciati, appena accennati e mi limitavo a starmene tutto rannicchiato,\u00a0 quasi immobile, come se dovessi risparmiare le forze; un corpo fluttuante in attesa di istruzioni.<\/p>\n<p>Prima non ero qui e subito dopo mi sono trovato dentro al buio. Tuttavia,\u00a0 questa strana oscurit\u00e0, cos\u00ec densa e al contempo vellutata, non mi spaventava. Lo sentivo, lo percepivo in modo netto. Ero al sicuro, ne ero certo. Questa chiara e limpida consapevolezza, mi ha sempre accompagnato in questo viaggio misterioso. Chi si era preoccupato di rinchiudermi in quella capsula vagante, mi voleva\u00a0 proteggere da qualcosa di pericoloso l\u00e0 fuori.<\/p>\n<p>In quel primo periodo tutto intorno a me era buio, eppure, di tanto in tanto una fievole luce si insinuava, come a rassicurarmi. Poi, dopo qualche tempo, di questo tempo indefinito, le mie palpebre hanno iniziato lentamente a sollevarsi, mentre\u00a0 gli occhi, a poco a poco, mettevano a fuoco un\u00a0 puntino lontano nello spazio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio da quell\u2019istante, nell\u2019attimo in cui trafiggeva il buio che la vista, ancora\u00a0 offuscata, ha lanciato un segnale alla mente, e io mi sono guardato attorno.<\/p>\n<p>Il mio campo visivo si stava gradualmente espandendo.<\/p>\n<p>Stupore, incredulit\u00e0, fascino. Un turbine di emozioni mi travolgeva.\u00a0 Le pareti della capsula entro cui viaggiavo, perch\u00e9 di un viaggio si trattava, (lo si poteva intuire dagli scossoni),\u00a0 assumevano via via sfumature di colore diverso: fasci di luce dalle tonalit\u00e0 calde, come in una danza ipnotica, si libravano in senso orizzontale, leggeri e sinuosi. Come un esploratore, nel tentativo di scrutarne meglio i contorni, ruotai allora la testa prima a destra e poi a sinistra, e notai che le pareti della capsula che mi accoglieva, non erano a precipizio, bens\u00ec di forma ovale. E non mi spaventavano tutte quelle sue rugosit\u00e0, simili a nicchie. La mia fantasia galoppava: erano forse le celle dove si nascondevano i sogni?<\/p>\n<p>Mentre fantasticavo, deglutii un poco di quel liquido in cui ero sospeso. \u201cNon male!\u201d esclamai tra me. Forse ne avevo inghiottito ancora in passato, ma non ne serbavo alcun ricordo. \u201cFa niente\u201d mi dissi<b> <\/b>confortato.<\/p>\n<p>Quel fluido energizzante mi dava sempre pi\u00f9 vigore e alzai lo sguardo, in alto, sopra la mia testa e proprio in quel momento avvertii un tocco leggero, pieno di grazia, e poi quel profumo, una fragranza deliziosa che non saprei spiegare, e a seguire fruscii, rimbalzi di echi lontani\u2026 rintocchi appena percettibili.<\/p>\n<p>Le mie sensazioni erano appena abbozzate.<\/p>\n<p>Tempo: lampi di luce si susseguivano veloci, ritmici, mentre in sottofondo una dolce armonia mi cullava. Infine, da queste note sublimi, in un crescendo di vibrazioni sempre pi\u00f9 accelerate,\u00a0 affior\u00f2 una voce. La riconobbi, carezzevole e familiare. L\u2019avevo sempre udita dentro di me. Ora era tutto pi\u00f9 chiaro: la voce! Era lei che mi aveva suggerito di assumere quella posizione rannicchiata, e io, le avevo ubbidito.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso un impulso\u2026 Un brivido.<\/p>\n<p>Allarmato, mi misi all\u2019ascolto: qualcosa con ritmo pulsante mi scuoteva il petto.<\/p>\n<p>La voce,\u00a0 ancora una volta,\u00a0 venne in mio soccorso: \u201c Ora dormi, non ti affaticare, quando arriver\u00e0 il momento, sar\u00f2 io a svegliarti\u201d.<\/p>\n<p>Conobbi cos\u00ec il mio cuore, che batteva all\u2019unisono con il suo.<\/p>\n<p>Ma stavo per fare la scoperta pi\u00f9 elettrizzante: ero dentro a una bolla dai riflessi cangianti. La sua consistenza appariva incorporea, evanescente.<\/p>\n<p>Tentavo come potevo, di contenere quel fluire continuo di emozioni e, seguendo il consiglio della voce, mi assopii, di nuovo accucciato in quella posizione comoda,\u00a0 abbandonato a un sereno sonno ristoratore. Mi ero addormentato, profondamente. Un attimo dopo, scivolai dentro a un sogno.<\/p>\n<p>Tale era il desiderio e cos\u00ec intenso di conoscere la meta finale di quel viaggio, che sognai il mio risveglio, al di fuori della capsula.<\/p>\n<p><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p><b><i>Il sogno<\/i><\/b><\/p>\n<p><i>Mi stirai tutto e sbadigliai a lungo.\u00a0 (Quanto tempo avevo dormito?)<\/i><\/p>\n<p><i>Mi sentivo pi\u00f9 forte, pi\u00f9 vivace. Cominciavo a prendere coscienza del mio corpo: mi osservai le mani, in verit\u00e0 un po\u2019 raggrinzite, -probabilmente a causa della permanenza in quel luogo chiuso-\u00a0 pensai. Poi, tenendo sollevato il mignolo, mi toccai la punta del naso, le orecchie, una spalla. Infine con i piedi mi diedi una gran spinta. Ero pervaso da una gran frenesia e fremevo per uscire dalla bolla, mi sentivo gi\u00e0 pronto. Gi\u00e0, pronto per che cosa? E un\u2019altra domanda si affacci\u00f2 curiosa alla mia mente: <\/i><\/p>\n<p><i>\u201cDa quanto tempo sto viaggiando nello spazio?\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cQuante domande ti stai facendo! Non ti sembra che sia il caso, adesso, di mettere il tuo naso fuori da qui?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Sobbalzai, tanto che il liquido si agit\u00f2 con un gran sciabordio ma, chi aveva parlato? Il suono proveniva dall\u2019esterno. L\u2019invito ad uscire dalla capsula mi era stato rivolto da un insieme di voci che non conoscevo. Tuttavia, non ero spaventato, direi piuttosto\u2026 incuriosito. La \u2018voce madre\u2019, che mai mi abbandonava, mi avrebbe di sicuro avvisato di un pericolo imminente.\u00a0 <\/i><\/p>\n<p><i>\u201cForza!\u201d Mi esortarono quelle in tono squillante \u201cEsci dalla bolla, e vieni a conoscere il tuo futuro\u201d. Una voce roca spiccava sulle altre\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Decisi di accogliere l\u2019invito corale, non prima di avanzare tutte le mie perplessit\u00e0, espressione di una sana diffidenza: \u201cS\u00ec, ma in che modo?\u201d\u00a0 <b><\/b><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cChiudi gli occhi e affidati a noi\u201d <\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMa io non vi conosco\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cNoi s\u00ec\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>Mi presi una piccola pausa per riflettere, poi osservai tra me: \u201cVoci, devo mettervi alla prova\u201d \u201cCome mi chiamo?\u201d domandai deciso.<\/i><\/p>\n<p><i>Che cosa avevo detto?!<\/i><\/p>\n<p><i>Come potevo conoscere il mio nome?\u00a0 Ero infuriato con me stesso, mi ero messo in trappola da solo.<\/i><\/p>\n<p><i>La \u2018voce madre\u2019, prontamente, mi sussurr\u00f2:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cAngelo!\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>Rinvigorito, replicai con entusiasmo: \u201cAllora, come mi chiamo?\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Le voci tacquero per un po\u2019,\u00a0 e alla fine, proruppero sospirando all\u2019unisono:\u201cAngelo, esci dalla navicella, e vieni a conoscere il tuo futuro\u201d. <\/i><\/p>\n<p><i>Trasalii: \u201cNavicella!\u201d Dunque era questo il nome dell\u2019oggetto che mi ospitava? <\/i><\/p>\n<p><i>Seguii le loro istruzioni. Chiusi gli occhi, e mi lasciai guidare:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSono pronto\u201d. <\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0E quando li riaprii, mi ritrovai a guardare dall\u2019esterno lo strano oggetto che solo un attimo prima mi conteneva.<\/i><\/p>\n<p><i>Una navetta dai contorni irregolari se ne stava sospesa nel vuoto, su uno sfondo buio, trapuntato da una moltitudine infinita di puntini luminosi. Una fune, una specie di cordone mi assicurava alla \u2018navicella madre\u2019, in totale assenza di gravit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p><i>Mi sentivo leggero, allegro, euforico e con una irresistibile voglia di giocare! Con un balzo raggiunsi una parete della navicella, mi diedi una spinta all\u2019indietro e cominciai a saltellare una, due, tre\u2026 non so quante volte, dimenticandomi completamente delle voci. A un tratto, fu una sola, a ricordarsi di me, mentre le altre avevano preso a intonare dolci melodie:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cVedo che ti stai divertendo molto, quass\u00f9\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>Ancora quella voce roca&#8230;\u00a0 Con il cuore in gola, posi fine al gioco, e quando mi girai per guardarmi alle spalle, venni investito da una luce sfolgorante. Istintivamente alzai le mani per riparami da quel bagliore, e strizzai gli occhi, per il timore di rimanerne accecato.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cGuarda che ora puoi riaprirli\u201d mi bland\u00ec la voce ruvida.<b><\/b><\/i><\/p>\n<p><i>Allargai piano le dita e riabbassai le mani, notando con sollievo che la luce\u00a0 non mi accecava affatto, anzi, mi stava colmando di autentica gioia, una sensazione mai provata prima.<b><\/b><\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0La scena che mi si present\u00f2 davanti mi lasci\u00f2 senza fiato: tre creature luminose galleggiavano a mezz\u2019aria all\u2019interno di una\u00a0 nube molto vaporosa.<\/i><\/p>\n<p><i>Ma quella che pi\u00f9 mi colp\u00ec fu la creatura al centro: era pi\u00f9 bassa delle altre due che aveva a fianco, quelle che cantavano, e cos\u00ec alte da sembrare due giganti. E la voce di mezzo, di nuovo, mi parl\u00f2:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cTi stavo aspettando!\u201d<b> <\/b><\/i><\/p>\n<p><i>Osservai curioso il vecchietto che mi fissava con un sorriso estatico.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cFammi indovinare\u201d disse con la sua vocetta un po\u2019 graffiante, puntandomi contro un dito tremolante: \u201cTu devi\u00a0 essere\u2026 Tu devi essere\u2026\u201d <\/i><\/p>\n<p><i>Il vecchietto aggrott\u00f2 le sopracciglia e, con aria concentrata, cominci\u00f2 a grattarsi in testa per frugare nella sua memoria, e per farlo, teneva il mignolo della mano alzato. A quel punto, riconobbi in lui\u00a0 quei tratti a me cos\u00ec familiari.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0In un attimo, anticipai\u00a0 i suoi pensieri, e\u00a0 sgranando\u00a0 gli occhi\u00a0 esclamai: \u201cNonno\u2026 nonno Angelo!\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>Vidi mio nonno battersi forte la fronte con la mano, e facendo schioccare le dita,\u00a0 esclam\u00f2:<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cEcco chi sei\u2026 Volevo ben dire!\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>\u201c<\/i><b><i>L\u2019infinito della conoscenza \u00e8 dentro di te<\/i><\/b><i>\u201d disse poi in un soffio.\u00a0 \u201cA proposito\u201d tagli\u00f2 corto, rivolgendosi ai giganti che aveva accanto, e\u00a0 facendo rimbalzare lo sguardo tra i due: \u201cChe ne dite cherubini\u201d e qui si schiar\u00ec la voce \u201cVogliamo mostrare a questo ragazzo il suo futuro?\u201d <\/i><\/p>\n<p><i>In quel momento, interrotto solo dal coro di voci angeliche, regnava un gran silenzio, e\u00a0 cos\u00ec carico di suggestioni, da farmi venire i brividi! In lontananza, anche da quella prospettiva brillavano festanti, e stagliati nel buio fitto,\u00a0 infiniti puntini luminosi.<\/i><i>\u00a0 <\/i><\/p>\n<p><i>Poi all&#8217;improvviso, ci fu un lampo, un suono improvviso: era\u00a0il canto dell\u2019Universo!\u00a0 E mi apparve un globo azzurro che ruotava\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>Fui colto da una gioia incontenibile. Volevo raggiungere mio nonno, abbracciarlo, stringerlo forte tra le braccia, schioccargli un grosso bacio sulla guancia rugosa quando\u2026<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Mi svegliai di soprassalto, con il cuore che martellava forte. <\/i><\/p>\n<p><b><i>Presente<\/i><\/b><\/p>\n<p>Era stato un sogno cos\u00ec vivido! Il\u00a0 brusco risveglio mi provoc\u00f2 delle sensazioni terribili: ero stordito, sgomento. Rassegnato mi accasciai, ancora avvolto nella mia bolla, sul fondo della capsula,\u00a0 in preda a un devastante senso di impotenza. Mi ci volle un bel po\u2019 per riprendermi.<\/p>\n<p>Mi sembra passato cos\u00ec tanto tempo da quel sogno emozionante, un\u2019eternit\u00e0. Cosa mi accadr\u00e0 adesso? Star\u00f2 qui dentro per sempre? Le ultime parole del nonno mi riecheggiano ancora nella testa:<\/p>\n<p><b>\u201cL\u2019infinito della conoscenza \u00e8 dentro di te\u201d<\/b><\/p>\n<p>Ecco: \u00e8 stato tutto un sogno.\u00a0 Uffa! Lo sapevo, ho immaginato il mio futuro, da qualche parte, e basta. Adesso, c\u2019\u00e8 un gran silenzio qua dentro, un silenzio agghiacciante.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non mi parlate pi\u00f9, voci? Ho freddo, ho paura, mi sento solo. Non mi lasciate qua per favore, voglio uscire, NONNO!<\/p>\n<p><i>\u201cFidati di me\u201d<\/i><\/p>\n<p>Nonno, sei tu? Sto ruotando la testa da tutte le parti ma non vedo nessuno, \u00e8 tutto buio\u2026 dove sei?<\/p>\n<p><i>\u201cIl tuo viaggio \u00e8 alla fine. E\u2019 stata un\u2019avventura meravigliosa, il sogno, ricordi? Piccolo Angelo, il meglio, deve ancora arrivare!\u201d<\/i><\/p>\n<p>Nonno, dove sei? Ma\u2026 cosa sta succedendo? La navicella non ha mai subito delle vibrazioni cos\u00ec forti. Mi sembra di essere sopra una giostra\u2026 mi gira la testa. Le pareti della capsula si stanno allontanando, mi sto muovendo anch\u2019io, mi sento scivolare\u2026<\/p>\n<p><i>\u201cFidati di me\u201d<\/i><\/p>\n<p>\u201cMamma, sei tu?\u201d<\/p>\n<p><i>\u201cFidati di me\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Riconosco la tua voce, s\u00ec, sei tu che mi hai sempre guidato, la voce madre: eri tu, mamma.<\/p>\n<p>Adesso per\u00f2, non ti affannare troppo. Respira forte, hai tutta l\u2019aria del mondo, cos\u00ec, brava! Sto arrivando, mamma\u2026<\/p>\n<p>No, non gridare mamma, devi gioire: adesso sar\u00f2 io a prendermi cura di te; e in pi\u00f9 avr\u00f2 sempre accanto un custode molto speciale, un guardiano che veglier\u00e0 su di me ogni giorno della mia vita: il mio piccolo grande nonno.<\/p>\n<p>Ecco, manca poco.<\/p>\n<p>Oh, sta succedendo tutto cos\u00ec in fretta\u2026 Che emozione!<\/p>\n<p>Ci siamo.<\/p>\n<p>Il mio viaggio \u00e8 giunto al termine.<\/p>\n<p>Una luce mi sta abbagliando: \u00e8 cos\u00ec forte&#8230;<\/p>\n<p>Mi chiamo Angelo, come mio nonno.<\/p>\n<p>Ecco, mi viene da piangere, forse perch\u00e9 sto respirando tutta l\u2019aria del mondo?<\/p>\n<p>Io sto nascendo alla<\/p>\n<p align=\"center\">Vita!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><i>***<\/i><\/p>\n<p>\u201cNonno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cdimmi Angelo\u201d<\/p>\n<p>\u201cE il mio futuro?\u201d<\/p>\n<p>\u201cOh,\u00a0 quello \u00e8 ancora tutto da scrivere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 una sensazione strana la mia. Mi sembra di essere qui da sempre. &nbsp; Passato Non ho la minima idea di chi e quando qualcuno mi abbia fatto salire qui dentro, oppure sbalzato, non so. I ricordi, come ombre del passato, mi appaiono confusi. Sbalzato, s\u00ec, sbalzato \u00e8 la parola giusta. Mi sono sentito come [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":694,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-16289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/694"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16289"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16309,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16289\/revisions\/16309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}