{"id":16261,"date":"2013-06-03T18:07:22","date_gmt":"2013-06-03T17:07:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16261"},"modified":"2013-06-03T18:07:22","modified_gmt":"2013-06-03T17:07:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-primo-furto-non-si-scorda-mai-di-fabrizio-ibba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16261","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il primo furto non si scorda mai&#8221; di Fabrizio Ibba"},"content":{"rendered":"<p>La luna piena vegliava sul mondo gi\u00e0 da parecchio quando il buio arriv\u00f2, posandosi sulla terra e sulle cose degli uomini con la stessa delicatezza delle dita di un ladro.<br \/>\nIl vento soffiava nervosamente da settentrione e lungo le strade deserte gli alberi si piegavano mestamente alla sua volont\u00e0, come donne di bordello che si lasciano spogliare da qualunque mano.<br \/>\nUn ragazzo attravers\u00f2 con rapidit\u00e0 malandrina i pochi metri di giardino che separavano la casa dalla strada, nell\u2019imprecisabile periferia di una cittadina dove la pesca alle aringhe \u00e8 una malattia ereditaria.<br \/>\nLa tensione della prima volta e l\u2019odore dell&#8217;erba bagnata gli appesantivano il respiro.<br \/>\nIl cuore gli batteva forte in mille parti del corpo, all\u2019infuori di dove avrebbe dovuto. Se lo sentiva in gola, nelle tempie, nel ventre, nell&#8217;inguine.<br \/>\nUna premonizione, forse, se credete ai d\u00e9j\u00e0-vu ed ai ricorsi della storia.<br \/>\nAttravers\u00f2 il prato, ridotto ormai ad una palude, e fu al riparo sotto il portico.<br \/>\nLa sedia a dondolo era ancora nel punto da cui la vecchia soleva guardare i tramonti, cullandosi in attesa della morte, che infatti proprio l\u00ec la trov\u00f2.<br \/>\nPass\u00f2 un dito sulla polvere di anni formando strani ideogrammi che magari in una biblioteca cabalista avrebbero pure trovato un loro significato.<br \/>\nIl ladruncolo poggi\u00f2 la sacca sulla soglia e inspir\u00f2 una, due , tre volte.<br \/>\nAdesso era veramente pronto per il suo primo furto. E se anche non fosse riuscito a rubare, perdio, non sarebbe pi\u00f9 salito su un peschereccio.<br \/>\nDa certe decisioni non si torna indietro, il suo futuro sarebbe stato lontano dal mare.<br \/>\nAfferr\u00f2 con decisione la maniglia.<br \/>\nE subito la lasci\u00f2.<br \/>\nSi allontan\u00f2 di un passo, coi peli della nuca che s\u2019impennavano.<br \/>\nUna specie di mormorio indecifrabile si era sovrapposto al monotono soliloquio della pioggia.<br \/>\nNon era solo.<br \/>\nCon cautela sporse la testa oltre l\u2019angolo della casa, ma non vide nessuno.<br \/>\nAllora, sempre con l&#8217;orecchio ben teso, usc\u00ec dal portico e s\u2019addentr\u00f2 nel vialetto laterale invaso dalle malerbe e si avvicin\u00f2 ad una finestra.<br \/>\nAdesso riconosceva una specie di melodia gitana, attenuata dallo spesso legno dei muri ben costruiti.<br \/>\nUna ninna nanna, forse.<br \/>\nLa pioggia lo tastava impudica incollandogli i riccioli scuri sulla fronte e sugli occhi.<br \/>\nLe tende erano tirate, ma una candela ci disegnava sopra delle sagome distorte e tremolanti che le facevano sembrare il mirabolante spettacolo della pi\u00f9 grande lanterna magica mai costruita.<br \/>\nDi quelle sagome, almeno una apparteneva ad una donna che doveva essere piuttosto bella, di una sana magrezza contaminata da carnosit\u00e0 ben riposte.<br \/>\nUn ladro inesperto cade facilmente vittima della curiosit\u00e0, come il topolino goloso.<br \/>\nChi poteva essere quella donna?<br \/>\nTutti in citt\u00e0 sapevano che la casa era disabitata da quando la vecchia moglie del bottaio era morta di crepacuore.<br \/>\nE lui non si trovava proprio su quel portico ad ascoltare le favole con i suoi piccoli amici di strada, quando il fattore, di ritorno dalle cantine del conte, li interruppe per informare la vecchia della morte del marito, andato con lui a riparare tini e rimasto ucciso dalle esalazioni del mosto in fermentazione?<br \/>\nSi gratt\u00f2 il capo, ormai fradicio.<br \/>\nChe ci faceva una donna, una donna giovane, in quella casa?<br \/>\nForse il vecchio bottaio aveva parenti lontani di cui non gli era giunta notizia?<br \/>\nPass\u00f2 un dito lungo le assi della parete credendo di trovare il solito sfagno con cui sono zaffate le fessure delle isbe, invece il bottaio doveva essersela passata meglio di quanto lui immaginasse se poteva permettersi un pi\u00f9 pregiato stucco.<br \/>\nEstrasse il temperino dalla tasca, quello con cui pensava di scassinare le serrature, e cominci\u00f2 a grattare finch\u00e9 una lama di luce s\u2019incontr\u00f2 con quella del suo coltello generando una fugace progenie di scintillii.<br \/>\nQuando il foro fu abbastanza grande avvicin\u00f2 l\u2019occhio e spi\u00f2 l&#8217;interno della casa.<br \/>\nVestiti, stracci da zingara erano sparpagliati sull\u2019assito, la biancheria intima pi\u00f9 discretamente appartata in un angolo.<br \/>\nUn fermaglio per i capelli e un vecchio scialle trapunto d\u2019oro erano riposti su una mensola con maggiore riguardo, ma non era comunque nulla che sarebbe valso la pena rubare.<br \/>\nMinuti zoccoli da olandesina facevano coppia ai piedi di un grande catino colmo d&#8217;acqua fumante.<br \/>\nDentro la vasca c\u2019era un donna, immersa fino alla vita nella schiuma profumata, le braccia mollemente adagiate alle sponde di smalto.<br \/>\nLeggeva un foglio ingiallito dal vapore, come una attrice che studia la parte.<br \/>\nUn familiare odore di liscivia gli riscaldava le narici.<br \/>\nUna associazione di pensieri gli rimand\u00f2 alla mente Irina, la prostituta, forse perch\u00e9 era l\u2019unica altra donna che avesse mai visto svestita.<br \/>\nMa la donna nella vasca non era Irina, e non era neanche una come lei.<br \/>\nEra invece una di quelle donne da cui qualunque uomo vorrebbe essere guardato, alla quale qualunque uomo avrebbe mendicato una parola, una qualsiasi, seppure per sentirsi cortesemente dire di levarsi di torno.<br \/>\nSolo che muovesse quelle labbra intagliate nell\u2019idea del rosso.<br \/>\nRimase a lungo a guardarla in silenzio, ma, per quanto possa apparire strano, il giovane ladro non fu attratto tanto dalle sue pur meritevoli nudit\u00e0 quanto dall&#8217;espressione serena del viso.<br \/>\nVi riconobbe una felicit\u00e0 di cui lui non sarebbe mai riuscito a fare bottino, una felicit\u00e0 che non pu\u00f2 in alcun modo rimanere impigliata nelle reti durante le battute di pesca nel Mare del Nord.<br \/>\nIl giovane si alz\u00f2 dal suo nascondiglio stirandosi le membra intorpidite e rivolse lo sguardo al cielo.<br \/>\nAveva smesso di piovere ed il vento si era chetato.<br \/>\nNiente oro, ladruncolo.<br \/>\nStanotte avrebbe rubato soltanto intimit\u00e0.<br \/>\n-Pazienza.- fece spallucce.<br \/>\nIn cielo, uno squarcio fra le nubi aveva permesso alla luna piena di rendersi visibile, e gli sembr\u00f2 tanto simile al foro nel legno attraverso il quale aveva finora spiato la vita di quella donna senza nome. Pens\u00f2, in un raro accesso di poesia, che la luna fosse un foro fatto nel tessuto del cielo, attraverso il quale gli d\u00e8i, anche loro avranno un temperino, possono scrutare il mondo degli uomini senza spaventarli con la loro terribile presenza.<br \/>\nCerte volte l\u2019umanit\u00e0 sembra un dono apprezzabile, a pensarci bene.<br \/>\nPreg\u00f2 che Dio esaudisse il suo desiderio, un futuro lontano dalle aringhe, dal loro puzzo e dai loro stupidi occhi vacui.<br \/>\nUna preghiera breve.<br \/>\nIl ladruncolo aveva fretta di tornare ad ammirare le grazie della sconosciuta, una bella Otero discesa da una locandina, il cui bagno sembrava prolungarsi all&#8217;inverosimile solo per allietare i suoi sensi.<br \/>\nLunghe gambe di quell\u2019avorio che non avrebbe sfigurato a un cancan del Moulin Rouge, seni perfetti che aspettavano solo delle mani abili ad accoglierli e misurarli, braccia sottili d\u2019una eleganza possibile solo nell\u2019ispirazione d\u2019un impressionista o in una sconveniente fantasia notturna.<br \/>\nOh, se avesse avuto a disposizione uno specchio!<br \/>\nIl giovane ladro avrebbe potuto vedere il proprio viso imporporarsi dell\u2019adolescenza pi\u00f9 pura e gli occhi luccicare di quell\u2019acerba meraviglia che troppo presto sfiorisce, sostituita da frutti pi\u00f9 maturi e volgari.<br \/>\nAvrebbe visto i sintomi della felicit\u00e0 contagiargli le labbra, e per una volta almeno non avrebbe dovuto invidiarli a nessuno.<br \/>\nE, fatto non trascurabile, avrebbe visto l\u2019uomo avanzare dietro di lui, avrebbe visto la sua giacchetta tutta lustrini.<br \/>\nUn marito? Un amante? Un fratello?<br \/>\nE avrebbe potuto fuggire dalla sua rabbia e dalla sua accetta.<br \/>\nMa invece no! Non si specchiava sui vetri appannati della finestra, tutta la sua attenzione era risucchiata attraverso uno spioncino da guardone.<br \/>\nLe forma, la grazia, la passione.<br \/>\nL\u2019accetta dell\u2019uomo lo colp\u00ec alla nuca, proprio tra capo e collo, improvvisa e felina come la sortita di un ladro.<br \/>\nIl ragazzo non emise un gemito, la sua espressione rotol\u00f2 immutata poco lontano.<br \/>\nIl corpo si accasci\u00f2 in una pozzanghera con le braccia aperte in un abbraccio alla terra, il suo futuro lontano dal mare come era stato suo desiderio.<br \/>\nSchizzi di fango e di sangue si depositarono sulla fronte dell&#8217;assassino come un bellicoso segno tribale.<br \/>\nUna pozza rossa si allargava ai suoi piedi.<br \/>\nFumava.<br \/>\n-Per certe donne si pu\u00f2 perdere la testa, non \u00e8 vero, ragazzo mio?- disse l\u2019assassino sedendosi sulla catasta di giornali, quella che il cartapestaio non era mai venuto a ritirare, una volta che il vecchio bottaio aveva tirato le cuoia fra i vini del conte.<br \/>\nPos\u00f2 la testa mozzata sul dondolo, vicino a lui, cos\u00ec il giovane ladro pot\u00e9 nuovamente guardare il cielo, tra un beccheggio e l\u2019altro.<br \/>\nLa faccia sempre sorridente della luna piena risplendeva in mezzo al cielo. Sembrava la luce di una serranda alzata, lo spiffero di un\u2019altra serratura da cui spiare la vita degli altri, o magari la cangiante insegna di una vineria piena di stelle, stelle ubriache.<br \/>\n-Se Dio c\u2019\u00e8, magari non serve ai tavoli, ma prepara coppe di champagne.- disse.<br \/>\nE deve avere uno strano senso dell\u2019umorismo.<br \/>\nUn pessimo senso dell&#8217;umorismo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16261\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16261\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luna piena vegliava sul mondo gi\u00e0 da parecchio quando il buio arriv\u00f2, posandosi sulla terra e sulle cose degli uomini con la stessa delicatezza delle dita di un ladro. 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