{"id":16257,"date":"2013-06-03T16:45:15","date_gmt":"2013-06-03T15:45:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16257"},"modified":"2013-06-03T16:45:15","modified_gmt":"2013-06-03T15:45:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-guardone-2-0-di-matteo-bassioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16257","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il guardone 2.0&#8221; di Matteo Bassioni"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo Simone, ho 38 anni e, come dice mia madre, non li porto nemmeno tanto male, ma tutto ci\u00f2 ha poca rilevanza per quello che sto per raccontarvi. Fondamentale \u00e8 invece la qualifica che mi assegner\u00f2 fin da subito: sono un guardone, uno di quei personaggi che pigliate per il culo fin dai banchi di scuola, uno di quelli che trae godimento dalla visione di atteggiamenti di intimit\u00e0 altrui, che si appaga con uno sguardo furtivo l\u00e0 dove non si dovrebbe, quando non si dovrebbe e a chi non si dovrebbe. Mi starete immaginando nel bosco in cerca di auto appannate, oppure tra le siepi che voi normali trasformate in urinali nelle sagre estive o magari in spiaggia, finto dormiente tra giovani ardimentosi. Non \u00e8 cos\u00ec, il mondo cambia, il modo di guardare pure.<\/p>\n<p>Ho avuto tre relazioni di una certa importanza, ma niente che superasse i due anni e mezzo. Vi parer\u00e0 strano e magari i pi\u00f9 diffidenti mi accuseranno di negare perfino a me stesso la tragica realt\u00e0 dell\u2019amore consumato come una candela, il dolore dell\u2019abbandono, ma la verit\u00e0 \u00e8 che sono sempre stato io a porre termine alle mie storie. Certo, potrebbe essere che non abbia mai conosciuto il vero amore, ma sono tipo pratico e so benissimo che se doveva succedere sarebbe gi\u00e0 successo. No, la verit\u00e0 sta altrove, lasciate perdere romanticherie e facile psicologia, ve lo dico io che, modestamente, non ho rivali in quanto a conoscenza del sottoscritto. I contatti, \u00e8 li che va cercata la mia riluttanza al legame d\u2019amore, il contatto, quello fisico, mentale, qualunque sia insomma, il contatto, avete capito. Il contatto, dicevo, non mi interessa, lo trovo impegnativo, dispendioso, fortemente limitante nei confronti del volere dell\u2019individuo. Tutt\u2019altra cosa \u00e8 il solitario rapporto del guardone, colui che pu\u00f2 soddisfare le sue necessit\u00e0 a proprio piacimento, senza dover sempre contrattare affetti e piaceri con estranei.<\/p>\n<p>Sono un postino. E\u2019 il mio mestiere da quindici anni a questa parte. Che dite? Che c\u2019entra col voyeurismo? Ah ah sbagliate. Fu proprio allora, con le prime raccomandate, che iniziai a capire. Ora, immagino che fantasie ne avrete tutti, uomini, donne o animali voi siate. Vi imbattete in qualcosa di gradevole, osservate e la mente inventa. Chi pi\u00f9 chi meno, ci si \u00e8 passati tutti. A me, per\u00f2, non passa. Quel nome, quel sorriso dopo la consegna dell\u2019ordinaria, quel malizioso sbuffo come dire \u201cme la sono cercata, ma che ladri con sti autovelox\u201d, quelle mani affusolate&#8230;. non sono uomo d\u2019azione, ma il solo andare di fantasia non mi basta, ho bisogno di vedere, guardare quelle labbra gommose negli atteggiamenti di tutti i giorni, scovare vizi e passioni che si celano dietro quegli occhi. Non \u00e8 un mero osservare nudit\u00e0, o almeno non solamente, non basta. Ci vuole altro, pezzi di vita, atteggiamenti, espressioni, tutto fa brodo. Un tempo era difficile, era davvero necessario seguire le persone, appostarsi, frugare tra i residui e finire per essere avvistato, additato di perversione, di praticare un passatempo che porta solamente infamia. Lo ammetto, \u00e8 capitato anche a me di nascondermi nel parco, gettare matite in terra quando la sbadataggine di una ragazza seduta offriva uno spiraglio, ma che sofferenza.<\/p>\n<p>Non amo le rivoluzioni, i francesi mi stanno pure sulle balle. Di Russia e Cuba non ne parliamo neppure. Tuttavia, se c\u2019\u00e8 una rivoluzione che ho sentito davvero mia \u00e8 quella digitale. Mi bastarono pochi www per capire che la mia vita sarebbe cambiata. Una manna dal cielo: ci si trovava di tutto, foto rubate, amatoriali, vicine di casa di chissach\u00ec, professoresse di chissach\u00e8. Per la prima volta nasceva la solidariet\u00e0 tra guardoni, proprio noi, da sempre isolati nella nostra passione che voi chiamate perversione. Divenimmo finalmente una comunit\u00e0, uniti nello scambio, consigliandoci link e quant\u2019altro senza rischiare il nome e la faccia.<\/p>\n<p>Poi le\u00a0vicine di casa di chissach\u00ec e le professoresse di chissach\u00e8 divennero proprio le nostre, quelle che avremmo voluto vedere, ma avevamo sempre e solo sognato. Ho sempre pensato che quel ragazzo americano smanettone e secchione fosse un guardone latente, oltre che un genio. Che invenzione, Facebook. Basta un nome, a volte anche solo un conoscente, una pagina condivisa. Infinite sono le possibilit\u00e0 per arrivare alla persona cercata. Nulla pu\u00f2 pi\u00f9 fermare la mia sete di immagini condivise.<\/p>\n<p>E\u2019 ormai un mese che lavoro in Via Milano, condomini popolosi a due chilometri dal centro citt\u00e0. Al numero due c\u2019\u00e8 Elisa Rosinaldi, sorriso leggermente smorzato da una smorfia tendente a sinistra, occhi tagliati di colore indefinibile. E\u2019 una ragazza alla mano, non se la tira e non nega una battuta a nessuno. Postino compreso. Nei miei confronti \u00e8 molto gentile ed espansiva, non so se c\u2019\u00e8 interesse, ma diciamo che mi parrebbe di leggere qualcosa nei suoi sguardi e nelle frasi di circostanza che mi rivolge ad ogni firma. Se devo essere sincero, questa ragazza mi piace, risveglia in me quel desiderio di contatto che pensavo di avere debellato. La settimana scorsa gli ho portato una multa. Lei disse che non ci voleva, ma sorrideva. Poi mi spieg\u00f2 che l\u2019infrazione risaliva alla vacanza in Puglia di due mesi prima. Per lo meno, una vacanza davvero memorabile. Una vacanza di cui io sapevo tutto, cos\u00ec come di tante altre cose la riguardavano, grazie alle foto di Facebook.<\/p>\n<p>E qui ho perso la trebisonda. Non so cosa mi \u00e8 preso, forse un tentativo inconscio di abbordare, fatto sta che ho iniziato a fare domande che non avrei dovuto lasciarmi scappare, chiesi se preferiva la Puglia o la Sicilia che aveva visitato l\u2019anno precedente, affermai di sapere che erano in Salento e che erano partite in tre, mentre di solito si muovevano in quattro. Erano cose che in teoria non avrei dovuto sapere. Elisa si \u00e8 subito allarmata, il sorriso smorzato a sinistra \u00e8 scomparso dal suo viso. Poi mi ha posto quella terribile domanda. Non ho saputo rispondere, peggiorando la situazione. Non potevo certo dire che l\u2019ho a lungo spiata su Facebook. Lei \u00e8 rientrata salutandomi fredda.<\/p>\n<p>E\u2019 stata una batosta, credetemi. Per la prima volta ho sentito il bisogno di contatto ed il dolore dell\u2019abbandono. E dire che quasi non la conoscevo nemmeno, pur sapendo un sacco di cose su lei. Ora sono qui, nella mia casa, solo. Per la prima volta pronuncio questa parola con amarezza: solo. Sto pensando di cambiare, spodestare Nickname e avatar e riprendermi la vita, la mia faccia e il mio nome.<\/p>\n<p>E\u2019 suonato il campanello. La portinaia mi ha consegnato un plico e mi ha chiesto di consegnarlo ad una delle ragazze del piano di sopra. Strizzandomi l\u2019occhio mi ha detto \u201ctra giovani vi intendete e poi io quelle non le vedo mai.\u201d C\u2019\u00e8 poco da intendersi, io non ci ho mai parlato, so solo che sono tre studentesse. Sto guardando il plico. C\u2019\u00e8 scritto un nome: Silvia Cabito.<\/p>\n<p>Digito il nome su Facebook. Poi dar\u00f2 un occhio a Google, non si sa mai. Poi cambio vita. Poi. Oh, un messaggio e sei notifiche\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16257\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16257\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Simone, ho 38 anni e, come dice mia madre, non li porto nemmeno tanto male, ma tutto ci\u00f2 ha poca rilevanza per quello che sto per raccontarvi. 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