{"id":16229,"date":"2013-06-03T16:27:09","date_gmt":"2013-06-03T15:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16229"},"modified":"2013-06-03T16:27:09","modified_gmt":"2013-06-03T15:27:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-ti-amo-di-andrea-fabiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16229","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Ti amo&#8221; di Andrea Fabiani"},"content":{"rendered":"<p>Mi fece mettere una maglietta bianca, di cotone, anonima. Lo feci senza discutere, mi fidavo di lei e mi piaceva partecipare ai suoi processi creativi, essere in qualche modo compreso nella sua arte.<br \/>\nQuando l\u2019ebbi indossata si allontan\u00f2, lasciandomi solo al centro dello studio. Attravers\u00f2 il raggio di sole che entrava di sbieco dalla vetrata alla nostra sinistra e cominci\u00f2 a frugare tra la confusione del grande tavolo di legno, tra pennelli, cornici e calchi di gesso. Trov\u00f2 quello che stava cercando, un barattolo di vernice rossa e lo apr\u00ec. Ci infil\u00f2 tutta la mano dentro, la destra, e poi la estrasse. Torn\u00f2 verso di me tenendo il braccio lungo il fianco, le dita lasciavano cadere piccole gocce rosse dietro di lei, come una scia di sangue. Infil\u00f2 i suoi occhi neri ben dentro i miei, in profondit\u00e0. Aveva un\u2019espressione triste e fatale, come una condanna. Mi chiese qualcosa che non mi aveva mai chiesto.<br \/>\n<i>-Dimmi che mi ami.<br \/>\n<\/i>Non glielo avevo mai detto, sebbene ci frequentassimo ormai da qualche mese e sapessi ormai di amarla e mi fossi anche deciso a pronunciarle, quelle due parole, di l\u00ec a poco, forse proprio quella sera. Eppure quella richiesta mi paralizz\u00f2.<br \/>\nNon credo potesse essere certa che lo avrei fatto, non era un ordine il suo, non aveva nulla di perentorio. La voce le tremava, mentre lo disse, e gli occhi sembravano sul punto di tracimare lacrime.<br \/>\nNel silenzio polveroso dello studio l\u2019unico rumore, regolare ed insistente, era quello delle gocce di vernice che le colavano dalle dita, schiantandosi sui teloni di nylon stesi sul pavimento.<br \/>\nAvevo paura, percepivo qualcosa di assoluto, come se tutto l\u2019universo stesse convergendo in quel punto, su di noi. Non mi aveva semplicemente chiesto di esplicitare i miei sentimenti per lei, in qualche modo mi stava implorando di salvarla, da qualcosa da cui non poteva fuggire da sola, di prendermi cura di lei, della sua vita.<br \/>\nMi domandai se ne sarei stato capace, se con quelle cinque lettere avrei potuto assumermi un impegno del genere, diventare il centro del nostro universo, sostenerlo.<br \/>\nRespirai profondamente, il cuore mi rimbombava nel petto, forte, insistente.<br \/>\nLe dissi ti amo.<br \/>\nLei alz\u00f2 la mano destra e ne appoggi\u00f2 il palmo sopra il mio cuore, chiuse gli occhi e abbass\u00f2 la testa. Mormor\u00f2 anch\u2019io, poi tolse la mano che lasci\u00f2 un\u2019impronta rossa sulla maglietta bianca.<br \/>\nMise le sue mani sui miei fianchi e me la sfil\u00f2. La appoggi\u00f2 ad asciugare su una sedia vicina, poi si tolse la sua e la gett\u00f2 per terra, si sfil\u00f2 i pantaloni della tuta e gli slip.<br \/>\nMi accarezz\u00f2, con la mano rossa e anche con l\u2019altra, mi sbotton\u00f2 i jeans e facemmo l\u2019amore, in una maniera che fu diversa da tutte le altre, da quelle che erano venute prima e da quelle che vennero dopo.<br \/>\nCe l\u2019ho ancora quella maglietta. Lei la firm\u00f2, quella sera. Volle che la tenessi io.<br \/>\n\u00c8 qui, nelle mie mani, saltata fuori dall\u2019ennesimo trasloco della mia vita. Probabilmente oggi varrebbe bei soldi, a volerla vendere; lei ha fatto parecchio successo, da allora.<br \/>\nSolo non \u00e8 pi\u00f9 molto bianca, tende un po\u2019 al giallo e il segno rosso della sua mano \u00e8 secco e leggermente scrostato.<br \/>\nForse per il tempo passato. O forse perch\u00e9 il mio cuore quella sera, mentre le dicevo ti amo, batteva cos\u00ec forte che il colore non si stese uniformemente.<br \/>\nNon lo so, mi piacerebbe pensare che sia la seconda, ma sarebbe una scelta completamente arbitraria, che non ho diritto di fare.<br \/>\nPosso solo contemplare quest\u2019opera d\u2019arte e ricordare quel momento, unico nella mia vita, e quel ti amo pronunciato in una maniera diversa da ogni altro.<br \/>\nA pensarci bene, guardando gli scatoloni qui intorno e questa casa che lascio, forse l\u2019unico autentico della mia vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16229\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16229\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi fece mettere una maglietta bianca, di cotone, anonima. 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