{"id":16217,"date":"2013-06-03T18:25:04","date_gmt":"2013-06-03T17:25:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16217"},"modified":"2013-06-03T18:25:04","modified_gmt":"2013-06-03T17:25:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lacquario-del-1996-di-marta-sicigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16217","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;L&#8217;acquario del 1996&#8221; di Marta Sicigliano"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019aprile del 1996 mi venne regalato un acquario.<br \/>\nAnzi, a dirla tutta l\u2019acquario lo possedevo gi\u00e0, quello che mi fu regalato erano i pesci.<br \/>\nLa vaschetta di vetro con filtro e termometro per la temperatura l\u2019avevo comprata io qualche anno prima ad un piccolo negozio dell\u2019usato che stava sotto casa mia. Visto lo scarso prezzo doveva trattarsi di un articolo che stava l\u00ec da parecchio tempo, e aveva tutta l\u2019aria di essere un po\u2019 datato. Ma in quel negozio mi era capitato di andare spesso e avevo gi\u00e0 acquistato un vecchissimo giradischi ed un\u2019aspirapolvere elettrica perfettamente funzionanti, quindi, allettato dall\u2019affare, avevo finito con il portare a casa anche l\u2019acquario.<br \/>\nPer diversi anni rimase chiuso nella stanzetta per gli ospiti che utilizzavo come sgabuzzino, e non trovai mai pi\u00f9 il tempo di occuparmene.<br \/>\nNell\u2019aprile del 1996 per\u00f2 la mia ragazza di allora si era improvvisamente fissata con la storia dell\u2019acquario. Non era una ragazza capricciosa, ma era estremamente testarda e quando si metteva in testa un\u2019idea era difficilissimo dissuaderla. In pi\u00f9 la nostra relazione era piena di problemi e finivamo spesso a litigare. I motivi erano tanti, il pi\u00f9 banale era l\u2019et\u00e0: avevamo in tutto dodici anni di differenza. Ma in mezzo c\u2019erano anche diversi ostacoli linguistici e culturali, infatti lei era tedesca e l\u2019italiano lo parlava pochissimo. Infine, non posso omettere la circostanza pi\u00f9 rilevante: lei era una studentessa Erasmus venuta a Roma per un anno di studi, e io mi ero occupato di lei in qualit\u00e0 di assistente di uno dei suoi professori.<br \/>\nPer tutti questi motivi all\u2019universit\u00e0 eravamo costretti ad evitarci, e io le avevo pregato pi\u00f9 volte di non parlare della nostra relazione con nessuno. Lei era di una sensibilit\u00e0 straordinaria, ma all\u2019epoca ero molto insicuro e vivevo nell\u2019eterno sospetto che finisse con il confidare tutto a qualche amica. Quando ci incrociavamo nei corridoi, le occhiate che mi lanciavano le persone che erano con lei mi sembravano sempre avere qualcosa di derisorio o di esplicito. E puntualmente finivamo a litigare come due ragazzini.<\/p>\n<p>Quell\u2019aprile Ruth (questo era il suo nome), si present\u00f2 a casa mia con i pesci.<br \/>\nErano contenuti dentro delle buste di plastica piene d\u2019acqua, ciascuna grande quanto un piccolo palloncino.<br \/>\nIl mese prima eravamo andati insieme a Portaportese e le avevo comprato una bicicletta. Era di una tonalit\u00e0 giallo pastello, con una curvatura molto elegante ed un cestino di vimini davanti al manubrio. Sembrava fatta apposta per lei.<br \/>\nMentre appoggiava le buste con i pesci sul tavolo, la immaginai sfrecciare per le strade di Roma con le taniche d\u2019acqua caricate dietro al sellino e le buste dei pesci traboccanti dal cestino anteriore. Con quei capelli rossi che volavano al vento e gli abiti troppo leggeri per la stagione primaverile. Mi scapp\u00f2 un sorriso, e decisi di accontentarla.<br \/>\nEra un periodo, tra l\u2019altro, che gli acquari andavano di moda. Quasi ogni persona che conoscevo ne possedeva uno in casa. Ruth mi promise che se ne sarebbe occupata sempre lei. Era un pretesto per vederci pi\u00f9 spesso, disse.<br \/>\nIn tutto i pesci erano dieci: una coppia di Cuppi, una di Oranda, cinque Neon e un gamberetto.<br \/>\nApprendemmo i nomi sfogliando un libro sui pesci d\u2019acqua dolce che scesi a comprare in libreria mentre lei si occupava di sistemare l\u2019acquario. Ad operazione finita, mancavano solo un paio di rocce e qualche pianta. Lei volle uscire subito a comprarle, e una volta completo l\u2019acquario divenne una piccola opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>In quel periodo ero iscritto da qualche anno ad un piccolo partito piuttosto impopolare, ma era da un po\u2019 che avevo smesso di interessarmi troppo alla politica. Tuttavia agli inizi di maggio mi arriv\u00f2 una telefonata dalla sezione del mio quartiere, e in poche parole mi chiesero se non avessi voglia di candidarmi per le elezioni municipali di quell\u2019anno. Rimasi parecchio sorpreso. Loro cercavano volti nuovi e io avevo cominciato piano piano a farmi un nome all\u2019interno del mondo universitario; ero riuscito a far pubblicare libri convincenti e mi capitava spesso di collaborare a campagne, progetti ed iniziative culturali. Sul territorio, insomma, ero abbastanza conosciuto. Risposi che ci avrei pensato sopra ed attaccai.<br \/>\nFu Ruth a convincermi a partecipare. Secondo lei era l\u2019ennesima dimostrazione che ero una persona colta ed affascinante \u2013 disse proprio cos\u00ec, \u201ccolta ed affascinante\u201d. Anche se non glielo dicevo, mi chiedevo alle volte quali fossero le sfumature che si nascondevano dietro il suo vocabolario cos\u00ec povero.<br \/>\nUna volta mi aveva pure chiesto di insegnarle qualche insulto, ed ero stato un pomeriggio intero a cercare di farle capire la pronuncia corretta di \u201cte pijo a pizze in faccia, stronzo!\u201d. Passata mezz\u2019ora a deformare senza interruzioni quella stessa espressione, mi sembrava di essere diventato pazzo.<br \/>\nRitagliai una grossa bacheca di sughero e con una trentina di puntine stesi un programma nel giro di un paio di giorni. Ruth si preoccup\u00f2 di andare in copisteria per far stampare i volantini. Mettemmo un banchetto alla fine della strada con una tovaglia a quadretti che usava mia madre quando da bambino mi portava a fare i picnic, e a fine giornata Ruth mi caricava sul sedile della sua bicicletta gialla e con un palloncino legato al manubrio recante il mio simbolo ci spostavamo per il quartiere salutando con la mano un po\u2019 tutti. Erano serate splendide. Quel mese le temperature erano state stabili e piacevolmente tiepide, i tramonti s\u2019insinuavano in ogni vicolo della citt\u00e0 senza tralasciare il pi\u00f9 minuscolo angolino. Lei pedalava energicamente, senza fatica. Ogni tanto i suoi capelli rossi mi finivano in faccia, e volutamente non li scansavo. Il mondo attraverso quelle fessure era perennemente un meraviglioso tramonto. Che terminava bruscamente quando lei inchiodava all\u2019improvviso per evitare la macchina che ci avrebbe messo sotto.<br \/>\nEravamo stranamente felici. Ci sembrava di esserci liberati, in qualche modo, dal ruolo scomodo del professore e della sua alunna in una relazione clandestina; adesso eravamo il politico e la sua brillante assistente, un uomo \u201ccolto ed affascinante\u201d che non sarebbe andato da nessuna parte senza l\u2019iniziativa astuta della sua ombra femminile. Avevamo ancora ruoli diversi, ma eravamo dallo stesso lato del tavolo di plastica con la tovaglia a quadretti. E io sedevo dietro di lei sulla bici.<\/p>\n<p>Quello che fu poi del risultato delle elezioni lo tralascer\u00f2.<br \/>\nNon \u00e8 importante ai fini di questa breve storia.<br \/>\nUn paio di mesi dopo ero in Argentina per un breve viaggio di lavoro, quando ricevetti una telefonata di Ruth. Sul display del cellulare compariva il numero del mio appartamento.<br \/>\n&#8211; Devo tornare a Norimberga, &#8211; disse senza preamboli.<br \/>\n&#8211; Quando?<br \/>\n&#8211; Oggi stesso. Ho il volo tra poche ore.<br \/>\nTrattenendo un sospiro, mi passai il cellulare da un orecchio all\u2019altro.<br \/>\n&#8211; Credevo saresti rimasta fino ad ottobre,- dissi con calma.<br \/>\nDall\u2019altra parte mi arriv\u00f2 uno strano gemito. Poi fui sicuro di sentire un singhiozzo.<br \/>\n&#8211; Mi ha chiamato la mia famiglia ieri- rispose infine, con estrema fatica. \u2013 Mia nonna\u2026- ma non termin\u00f2 mai la frase.<br \/>\nNon sapevo cosa dire.<br \/>\n&#8211; Il mangime per i pesci sta al solito posto. Senti\u2026,- le sue parole si fecero fitte \u2013 \u00e8 pi\u00f9 o meno da una settimana che sono spariti due Neon. Non so dove siano finiti. Ho cercato i loro corpi dappertutto ma non sono n\u00e9 sotto la sabbia n\u00e9 dietro le rocce, n\u00e9\u2026<br \/>\n&#8211; Ruth, cosa m\u2019importa dei pesci adesso?<br \/>\nLei stava per dire qualcosa. Ne ero sicurissimo, avevo sentito il leggerissimo schiocco delle sue labbra che si aprivano ma\u2026la conversazione cadde all\u2019improvviso. Con il cuore in gola, mi precipitai alla pi\u00f9 vicina cabina telefonica con una manciata di monete e composi il mio numero di casa \u2013 cinque, sei, dieci squilli. Dunque, se n\u2019era andata davvero.<\/p>\n<p>Possiedo ancora quel vecchio acquario. In quel caos continuo che \u00e8 la mia vita, quella semplice scatola di vetro mi sembra l\u2019unica cosa ordinata di questo mondo assurdo. I pesci mangiano, si riposano, si riproducono. Non conversano. E non eleggono nessuno. Non sanno cosa sia la societ\u00e0, non hanno amici n\u00e9 conoscenti n\u00e9 convinzioni politiche. Nessuna problematica, nessun dubbio affligge la loro piccola testa gelatinosa. Tutte le loro energie le impiegano per contendersi il boccone pi\u00f9 appetitoso.<br \/>\nLa peculiarit\u00e0 \u00e8 che ogni tanto sparisce qualche suo abitante. Solo recentemente ho scoperto che i gamberi alle volte aspettano che si spengano tutte le luci per allungare una chela, afferrare un pesce e divorarlo durante la notte. Naturalmente non avevo prove che il mio gamberetto fosse stato, negli anni, l\u2019autore insospettato di una serie di crimini cos\u00ec puliti. Dal frigo tirai fuori un contenitore di vetro con le melanzane avanzare della settimana prima, buttai il contenuto nella pattumiera e lo lavai con una spugna. Vi arrangiai dentro un piccolo ambiente in cui relegare il gamberetto. Osservandolo oltre il vetro della sua nuova casa, per la prima volta dopo tanto tempo mi tornava in mente Ruth e quella nostra bizzarra stagione insieme; mi sembrava che in quell\u2019unico ricordo, cos\u00ec fugace, fosse conservata in un unico, breve sorso tutta la mia giovinezza.<br \/>\n&#8211; 1996,- ricordai al gamberetto.<br \/>\nMa i suoi piccoli occhi sferici conoscevano solamente il dialogo con la nebbia, non sapeva cosa volesse dire tendere le orecchie con un improvviso batticuore quando il vento, o pi\u00f9 probabilmente l\u2019et\u00e0, producevano un quieto richiamo fuori dal balcone, sulla strada. Quando rumori reali e rumori immaginari si incontravano, intrecciando forme indistinte e brevi come fumo. Uno stridio di freni, i raggi di una ruota che affettano l\u2019aria, il campanello di una bici.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16217\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16217\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019aprile del 1996 mi venne regalato un acquario. 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