{"id":16208,"date":"2013-06-03T16:10:40","date_gmt":"2013-06-03T15:10:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16208"},"modified":"2013-06-03T16:10:40","modified_gmt":"2013-06-03T15:10:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-cenerantolafavola-cinica-di-francesco-mancini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16208","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Cenerantola&#8221;(favola cinica) di Francesco Mancini"},"content":{"rendered":"<p>1<br \/>\nC&#8217;era una volta una ragazza di periferia, di nome Lamberta. Voleva far la modella. Il nome non l&#8217;aiutava, d&#8217;accordo, ma nemmeno il resto: bassa, grassa, nera nera, piena di complessi, depressa, autostima sotto ai tacchi. E anche quando provava a diventare anoressica come le sue donne da sogno non mangiando quasi niente per settimane, riusciva a ingrassare lo stesso. Aveva anche un po&#8217; di baffi che non riusciva a rimuovere nemmeno coi petardi.<br \/>\nSarebbe andata volentieri in analisi o da uno straccio di terapeuta di qualche sorta per stare meglio, ma -quando si dice una fortunella- era povera come un pidocchio.<\/p>\n<p>2<br \/>\nLamberta per\u00f2, un bel giorno, in un&#8217; impeto d&#8217;euforia della sua depressione bipolare, acquist\u00f2 libri d&#8217;esoterismi e magie e oscure arti (in edizione economica) nella biblioteca &#8220;Razzi e Mazzi&#8221; del centro storico della sua citt\u00e0: se il destino l&#8217;aveva resa un brutto anatroccolo, ci avrebbe pensato da se a trasformarsi in cigno, con la magia: bianca o nera o turchina che fosse, costasse quel che doveva costare. Uno prov\u00f2 a rubarlo, di libri, ma fu beccata subito e ramanzinata. Il negoziante la voleva denunciare, ma il poliziotto accorso fece notare ai presenti che la natura si era accanita sulla sventurata gi\u00e0 abbondantemente. Gli astanti annuirono tutti assieme, per poi ridere come dei pazzi. Lamberta era livida.<br \/>\nBen presto si trov\u00f2 ogni notte a studiare avidamente la magia, anche se leggendo alla luce del lampione fuori dalla sua finestra per risparmiare, fin\u00ec per perdere pure diversi decimi di vista (una delle poche cose buone che aveva). Ora sfoggiava anche due occhiali da nonnina un po&#8217; storti trovati sull&#8217;autobus. Bene, pens\u00f2, fa molto Harry Potter. Tanto, a quel punto, giusto un miracolo ci voleva.<\/p>\n<p>3<br \/>\nFinalmente giunse il giorno dell&#8217;azione: con tanto di vesti nere e bacchette rimediate da mestoli rotti, tra chiari di luna, chiare d&#8217;uovo e viscere di bestie da fogna, prov\u00f2 ad evocare il principe delle tenebre. Gli avrebbe chiesto seduta stante di diventare alta, bionda, magrissima e con un&#8217;aria irresistibilmente trendy. E bella, ma proprio bella. E se il sulfureo caprone gli avesse porto la sudicia pergamena per stipulare il classico patto non avrebbe esitato un momento: dell&#8217;anima Lamberta non sapeva che farne. Non sapeva nemmeno se ce l&#8217;aveva.<br \/>\nE allora: pentagramma, candele, formule. Avrebbe dovuto scrivere le formule su della pergamena vergine, ma tutto quello che riusc\u00ec a rimediare fu una decina di A4 rubati alla copisteria all&#8217;angolo. Sper\u00f2 che l&#8217;oscuro signore apprezzasse il gesto. Gli sacrific\u00f2 anche il suo pesce rosso, che trafisse con uno stecchino da denti.<br \/>\nMa non solo non si present\u00f2 l&#8217;oscuro signore, non arriv\u00f2 neppure il garzone del sottocuoco (delle tenebre).<\/p>\n<p>3<br \/>\nE intanto la poverina soffriva, la povera Lambertina. Che faceva tutto il giorno? Lavava e stirava e ramazzava, poverina (non troppo, a dire il vero, perch\u00e9 stava in un buco di monolocale e aveva un maglione, due camicette, due paia di jeans e qualche shirt nelle quali ormai rischiava di esploderci dentro tipo l&#8217;incredibile Hulk. Lo poteva indossare, il suo monolocale). Guardava ogni programma televisivo che poteva regalarle uno scorcio di immagine delle sue dee in passerella e poi provava a imitarle nei suoi quattro metri quadri di cucina, dando pi\u00f9 che altro l&#8217;impressione di una trottola. E piangeva, piangeva, perch\u00e9 si guardava nello specchio e si rendeva conto dolorosamente che nessuno stilista avrebbe messo su di lei nemmeno il copertone di una ruota di camion.<br \/>\nE piangeva, piangeva, Lamberta. E per anestetizzarsi si riempiva di sambuca e si di fumo a buon mercato (tagliato tale che si poteva usare come lucido da scarpe). E in pieno delirio masochistico da autostima a -30, si faceva delle gran sbafate di dolci (a buon mercato). Grassi animali, vegetali, minerali, colorati, idrogenati, ossigenati, transgenici, traslucidi: i grassi che si mangiava Lamberta li potevi mandare a battere sui viali.<br \/>\nPer Lamberta solo torte (a buon mercato), mai tortini come le top-models.<\/p>\n<p>4<br \/>\nMa nel frattempo, sfruttando le ondate euforico-energetiche della sua bipolare, continuava disperatamente con le evocazioni, le annunciazioni, le meditazioni, con tanto di training autogeno e pensiero creativo-costruttivo. Ripeteva 300 volte al giorno la seguente frase: &#8220;Io sono magra. Io sono bella. Io far\u00f2 la modella.&#8221;<br \/>\nPoi gi\u00f9 a divorar torte.<\/p>\n<p>5<br \/>\nUna sera, per il Calendimaggio, Lamberta si prepar\u00f2 per l&#8217;ennesimo rito magico. Si mise il kimono di sua nonna (strana, sua nonna) accese gli incensi, le candele. Prepar\u00f2 un pentagramma col sangue di un pollo del supermercato gi\u00e0 quasi del tutto coagulato. Un pentagrammino, diciamo.<br \/>\nSi stava accingendo a pronunciare le formule, quando ebbe un mancamento. Un&#8217; esitazione. Gli venne la chiara sensazione che tutto quello che stava facendo non sarebbe mai servito a nulla. Era inutile insistere. Le vennero di nuovo le lacrime agli occhi.<br \/>\nPens\u00f2: la faccio finita, mi ammazzo. Vuoto il conto corrente per comprare gli ingredienti, poi preparo una torta di settanta chili e me la caccio tutta in gola. Corse fuori, in un oretta aveva tutti i mezzi che le servivano. Ma quando stava montando in una zuppiera enorme 750 uova in un allegro schizzar di chiare e tuorli, la poltiglia sotto al suo naso si mosse, si gonfi\u00f2, si agit\u00f2, poi prese la forma di un volto enorme di una anziana signora, che apr\u00ec una sorta di bocca tremolante e disse: &#8220;Salve! Sono la Fata Albumina!&#8221;<br \/>\nLamberta rest\u00f2 a fissare la zuppiera immobile. Pens\u00f2: con cosa me l&#8217;hanno tagliato il fumo stavolta? Con l&#8217;antigelo?<br \/>\nLa facciona si agit\u00f2 ancora e disse: &#8220;Ciao cara, io sono la Fata Albumina, uno spirito ausiliario ad uso e consumo di casalinghe frustrate e giovani depresse. Ti diletti in evocazioni, vero?&#8221;<br \/>\n&#8220;S&#8230;si, a volte&#8230;&#8221; balbett\u00f2 Lamberta.<br \/>\n&#8220;A volte sti mazzi, carina, le sfere astrali sono vessate ogni sera dalle tue richieste disperate. Cos\u00ec hanno mandato me.&#8221;<br \/>\n&#8220;Scusate se ho insistito&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Prima regola: mai insistere troppo. Si rischia di rompere le sfere&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Il fatto \u00e8 che sono disperata, Fata Albumina! Io ho sempre sognato di fare la modella, \u00e8 sempre stata la mia ossessione, la mia ragione di vita&#8230; ma come vede&#8230;.&#8221;<br \/>\n&#8220;Vedo, cara. Sei nella situazione di Danny De Vito se desiderasse diventare un campione di basket.&#8221;<br \/>\n&#8220;Esattamente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma tu conosci la magia giusto?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ci sto provando&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;E per un mago nulla \u00e8 impossibile!&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, lo spero proprio!&#8221;<br \/>\n&#8220;Se si attiene alle regole&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Oh, lo far\u00f2, Fata Albumina!&#8221;<br \/>\n&#8220;Allora prendi intanto queste.&#8221;<br \/>\nLa Fata Albumina protese una sorta di braccio bianchiccio alla crema di mascarpone e porse a Lamberta tre fagottini.<br \/>\n&#8220;Queste sono le pozioni magiche in polvere da prendere&#8230;&#8221; prosegu\u00ec, &#8220;Abbiamo la Spilunghina Danese per farti diventare alta, bionda, con gli occhi azzurri. Abbiamo la Sirenaria Chiappesca per farti diventare intrigante e fascinosa. Abbiamo l&#8217;Anfetamina di Nonna Gina per farti diventare magra come un&#8217;acciuga. Le prendi tutte subito e vediamo che succede. Avanti, ingolla.&#8221;<br \/>\nLamberta trangugi\u00f2 tutto in quattro secondi netti. Una nuvola rosa avvilupp\u00f2 il suo corpo e in un &#8220;puff&#8221; lento e appiccicoso divenne una donna bellissima: bionda, occhi azzurri, fascinosa, trenta chili di peso stirati su un metro e ottanta d&#8217;altezza.<br \/>\nLamberta si intravide nello specchio del bagno alla sua destra e cacci\u00f2 un urlo. Poi per la gioia cominci\u00f2 a saltare ululando come un coyote. Volle abbracciare la Fata Albumina e si tuff\u00f2 nelle uova montate.<br \/>\n&#8220;Stai al tuo posto cara. Per favore. Contegno.&#8221; echeggi\u00f2 la voce della fata nell&#8217;aria.<br \/>\nLamberta si riprese, e mentre si asciugava tremando, disse: &#8220;Carissima Fata Albumina! Non so come ringraziarti! Far\u00f2 tutto quello che vuoi! Vuoi la mia anima?&#8221;<br \/>\n&#8220;E che me ne faccio? No no, cara, io sono pagata dall&#8217;Ente Assistenziale Astrale, niente compensi. Un servizio nuovo. Siamo pari. Piuttosto, ricordati di seguire attentamente le istruzioni: prendi le polveri -che ti lascio sul tavolo- una volta al giorno e solo una volta al giorno, la mattina. E a mezzanotte ovunque tu sia vedi di telare, perch\u00e9 l&#8217;effetto scompare e torni il cess&#8230; quella che eri prima. Tutto chiaro?&#8221;<br \/>\n&#8220;Si, carissima fata. L&#8217;ho gi\u00e0 sentita questa di una che a mezzanotte doveva telare&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Per quello che paghi volevi pure una storia originale?&#8221;<br \/>\n&#8220;Giusto, cara fata.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ora devo andare. Una giovane demente magra come un chiodo che sta nel palazzo accanto sta facendo di tutto per diventare popputa e col culo a mandolino per diventare escort d&#8217;alto bordo e scrivere poi un libro di memorie per andare ai talk-show. Non siete mai contente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Che vuoi fare&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Cerca di divertirti e non esagerare. Verr\u00f2 a vederti a qualche sfilata&#8230;. addio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Grazie, grazie, grazie! Cara Fata Albumina ti sar\u00f2 sempre debitrice!&#8221;<br \/>\n&#8220;Fai la brava!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma la zucca che si trasforma in suv non me la dai?&#8221; chiese Lamberta.<br \/>\n&#8220;Certe zucche non hanno speranza! E trovati un nome d&#8217;arte!&#8221; la voce era diventata un&#8217;eco distante.<br \/>\n&#8220;Si!&#8221;<br \/>\nLa fata scomparve creando un piccolo gorgo nelle uova montate.<br \/>\nLamberta che prese il nome d&#8217;arte di Yasmine, salt\u00f2 ululando nel suo monolocale per altri abbondanti quaranta minuti, poi stramazz\u00f2 al suolo.<\/p>\n<p>6<br \/>\nLa mattina seguente Yasmine si rec\u00f2 in una agenzia per modelle, la presero immediatamente e la settimana dopo gi\u00e0 sfacchinava le passerelle.<br \/>\nDopo Milano fu Parigi, poi Londra, poi New York. I giornali cominciarono ad accorgersi di lei, e i rotocalchi, e le trasmissioni di gossip.<br \/>\nVille, piscine, toga-party, storie con i maschiotti pi\u00f9 appetibili del jet-set, tre matrimoni con (nell&#8217;ordine): un costruttore, un calciatore, un finanziere. Lamberta la sfigata era diventata Yasmine la pantera bionda. &#8220;Che prima ti acchiappa, poi ti sfronda&#8221; (dichiarava lo slogan della sua linea di oli essenziali).<br \/>\nMa: c&#8217;era l&#8217;invidia delle altre modelle. C&#8217;era il livore degli ex sedotti e sotterrati. Un nutrito gruppo insomma che provava per lei sentimenti non proprio nobili. Inoltre, qualcuno degli ex aveva cominciato a raccontare in giro che la ragazza aveva delle abitiudini strane, il calciatore dichiar\u00f2 ai rotocalchi: Yasmine? Sesso da manicomio, ma fino alle 11, 11.30 al massimo. Poi scappa e se ne va a dormire chiss\u00e0 dove. Sui contratti poi era scritto a lettere di fuoco (in gotico antico): Yasmine pu\u00f2 sfilare al massimo fino alle undici di sera, non oltre. E se il fascino del mistero ipnotizzava gli uomini, le donne mica tanto. Qualcuna di loro che aveva letto le fiabe cominci\u00f2 a sentire odore d&#8217;abbacchio arrosto, e con la collaborazione del gruppo livoroso di cui sopra, fu raccolta una colletta e fu ingaggiato un investigatore privato, il quale spulci\u00f2 la vita, morte e miracoli di Yasmine la pantera bionda, fino a carpirne il terribile segreto.<br \/>\nE una sera di una sfilata importante, a Parigi, fu ordito il crudel complotto.<\/p>\n<p>7<br \/>\nParigi. Yasmine arriva nei camerini con il mento alzato oltre la ionosfera. Assistenti, truccatrici, allenatrici, stilisti financo, li tratta tutti come pezze da piedi. Tira il mazzo di fiori di un ammiratore in faccia al fattorino. Cos\u00ec. Strepita, si lamenta, fa le boccacce. Poi si concede ai preparativi, ma di malavoglia. E continua a lamentarsi delle luci, dei materiali, della stampa, dell&#8217;anno bisestile.<br \/>\nBeve un bicchiere d&#8217;acqua. Non sa che in quell&#8217;acqua \u00e8 stato messo un sedativo da un&#8217;assistente corrotta. Cosa che tale assistente avrebbe fatto anche gratis. &#8220;Posso metterci un po&#8217; di stricnina, anche&#8230;&#8221; aveva dichiarato. Fatto sta che mentre la truccano, Yasmine s&#8217;addormenta di colpo.<br \/>\nTutto il personale corrotto la chiude nel camerino, mette un cartello alla porta: &#8220;non aprire, camerino fuori uso&#8221;. Intanto vengono informati gli organizzatori della sfilata che Yasmine ha fatto un altro capriccio, \u00e8 fuggita via facendo sapere che non parteciper\u00e0.<br \/>\nLa sfilata comincia comunque, le modelle sfrecciano la passerella come tigri, il bel mondo applaude con giubilo. Poco prima della mezzanotte, l&#8217;assistente corrotta apre il camerino, sveglia Yasmine dicendole: &#8220;Signora Yasmine! S&#8217;\u00e8 assopita? Tocca a lei, avanti!&#8221; Yasmine trasale, guarda l&#8217;orologio del camerino che segna le 10.55 (tutti gli orologi dei camerini sono stati spostati di un&#8217;ora indietro).<br \/>\n&#8220;B\u00e9, facciamo alla svelta!&#8221; gracchia Yasmine spingendo l&#8217;assistente al muro e uscendo a gran passi. Le assistenti (ghignando) la ritoccano, le infilano l&#8217;abito velocemente, traccheggiano per farle perdere un altro po&#8217; di tempo, poi al momento giusto la spingono in passerella. Esattamente alle 00:00. Yasmine viene accolta da un applauso fragoroso. Fa appena in tempo a fare met\u00e0 passerella, poi si ferma di colpo. Qualcosa nel suo corpo comincia a ribaltarsi. Yasmine conosce benissimo quella sensazione: sta per tornare a essere Lamberta la sfigata. Non \u00e8 possibile, pensa, manca ancora un&#8217;ora! Guarda disperatamente attorno a se, \u00e8 assediata da una marea di volti attoniti che la fissano senza capire. C&#8217;\u00e8 un grosso timer nella sala, che segna le ore 00:03, Yasmine vedendolo si rende conto di essere stata raggirata. Sulle prime pensa di tornare indietro velocemente prima che tutti si accorgono, ma \u00e8 tardi. Lo capisce dal clamore che si sta levando dalla sala, dal gelo che le accappona la pelle, dal fatto che a testa china, guardandosi le gambe, non vede pi\u00f9 due trampoli slanciati ma due cotechini. La folla rumoreggia sempre di pi\u00f9, Lamberta \u00e8 colta da capogiri, panico, mancamento, si accascia. La vergogna la fa muovere, prova ad andarsene ma il vestito \u00e8 diventato una specie di fasciatura strettissima tipo camicia di forza. Ora sta strisciando, arrancando, sbavando, qualcuno dalla sala prorompe in una grassa risata. Molti lo imitano. Yasmine-Lamberta arranca, ma \u00e8 lenta, quasi non respira, guarda allucinata l&#8217;uscita davanti a se, ha l&#8217;impulrso di fiondarcisi in qualche modo per imbucarla, ma -come se le avessero letto nel pensiero- uno stuolo di modelle e di assistenti si premurano di coprirla posizionandosi come una barriera, i volti come maschere. Le risate del pubblico si mescolano a commenti prima lievemente ironici, poi marcatamente cinici, poi decisamente terribili. Qualcuno la vuol toccare, ma con un bastone. Qualcuno propone di farne sapone da vendere per la marca di cui \u00e8 testimonial. Qualcuno suggerisce di rotolarla, che cos\u00ec fa prima a sgombrare la passerella, che se resta ancora l\u00ec rischia di disgustare i presenti per sempre. Tre giovanotti ridenti saltano su e la rotolano via come fosse un tappeto maleodorante che rigurgita budella nere, tra gli applausi, i fischi e le male parole. Pi\u00f9 delle luci, brillano gli occhi di modelle e assistenti.<br \/>\nDi Yasmine la modella resta solo una sottile scia umida sulla passerella, come dopo il passaggio di una grossa lumaca.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16208\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16208\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 C&#8217;era una volta una ragazza di periferia, di nome Lamberta. Voleva far la modella. Il nome non l&#8217;aiutava, d&#8217;accordo, ma nemmeno il resto: bassa, grassa, nera nera, piena di complessi, depressa, autostima sotto ai tacchi. E anche quando provava a diventare anoressica come le sue donne da sogno non mangiando quasi niente per settimane, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16208\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16208\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3912,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-16208","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16208"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3912"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16208"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16208\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16438,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16208\/revisions\/16438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}