{"id":16207,"date":"2013-06-03T16:14:32","date_gmt":"2013-06-03T15:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16207"},"modified":"2013-06-03T16:14:32","modified_gmt":"2013-06-03T15:14:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-ordinare-le-geometrie-interiori-di-francesca-romana-scialanga-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16207","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Ordinare le geometrie interiori&#8221; di Francesca Romana Scialanga"},"content":{"rendered":"<p>Silvia \u00e8 tornata a Cattolica per cercare se stessa. La decisione l&#8217;ha presa dopo l&#8217;ennesima notte disturbata dalle apparizioni discontinue (e acquose, e indefinite) del suo circo immaginario (lei sempre al centro di un tendone, lei che salta su un trampolino elastico e stira in aria i muscoli delle sue gambe insabbiate), dopo l&#8217;ennesima interminabile notte in cui ha realizzato che la sua vita si stava trasformando in un sacchetto di plastica urticante, e che il suo lavoro come segretaria la stava facendo morire lentamente, dentro il corpo, da qualche parte. Devo tornare dove ho iniziato a sognare le bocche fameliche dei leoni, si \u00e8 detta, dove per la prima volta ho visto la zampa larga e avvizza di un elefante, e con i ciottoli viscidi d&#8217;acqua costruivo il mio circo ideale.\u00a0Per prima cosa ha chiamato l&#8217;azienda di costumi da bagno in cui lavora da tre anni, per verificare che avesse qualche giorno di ferie avanzato da poter consumare. Accertato questo punto ha fatto la valigia (un costume da bagno, due paia di mutande, un vestito sopra il ginocchio, lo spazzolino e una raccolta Haiku), e ha prenotato il biglietto del treno su internet.<\/p>\n<p>Quando Silvia lascia cadere la valigia sul cemento screpolato e cotto di una qualunque strada (con sopra un friccicorio di puntini di luce) della citt\u00e0 di Cattolica, il cuore prende a scalciarle contro il petto a una velocit\u00e0 impazzita.\u00a0Davanti a lei, alto e cianotico, si erge l&#8217;hotel Luna e Cielo dove da bambina trascorreva le vacanze con la sua famiglia, un edificio freddo e specchiato che adesso le ricorda la sede di certe aziende che vendono energia.\u00a0Silvia si sofferma un poco a ritrovare i dettagli che pi\u00f9 le piacevano dell&#8217;hotel (le ombre fluide sulle finestre rettangolari, la bandiera tricolore mangiucchiata ai lati che sventola dalla terrazza, le palme flosce e un po&#8217; ingiallite piantate ai lati della porta d&#8217;entrata, le zaffate aspre e improvvise di cloro), e la conforta constatare che gli urti del tempo non abbiano intaccato quel posto, e che la sua improvvisa (e sciagurata, e necessaria) scelta di tornare l\u00ec dopo vent&#8217;anni e una vita sgonfia, sia stata la migliore decisione mai presa da sempre.\u00a0Silvia sospira, stira le labbra sottili e pallide come sorridesse al vuoto, si tocca i capelli umidicci divisi in ciocche sporche, poi chiude gli occhi. Sta cos\u00ec qualche secondo, in ascolto del tempo, distratta di tanto in tanto dallo sfregare delle piume dei gabbiani. Ripensa al suo corpo bambino strizzato in un costumino rosa con i bordi arricciati, alla sua faccia larga e felice quando s\u00ec, Silvia, oggi la mamma ti porta al circo, per\u00f2 non ti impressionare quando vedrai gli animali feroci: fanno un certo effetto e sono enormi come case, e lei no, ripensa, non si sarebbe affatto impressionata nel vedere case camminare, e ruggire, e mostrare fauci impastate di saliva, ma anzi, avrebbe creduto subito che quel posto l\u00ec, quel tendone largo e bucato da spifferi di vento, fosse il posto pi\u00f9 incredibile del mondo, e che quell&#8217;odore di carne e popcorn (e anche burro e sudore) che impestava l&#8217;aria le si sarebbe incollato alla pelle e agli occhi per sempre. Avr\u00f2 un circo tutto mio, avrebbe detto alla mamma una volta rientrate all&#8217;hotel Luna e Cielo, avr\u00f2 le mie bestie, le mie carezze ruvide di proboscide, i mie cerchi e le mie funi: io salter\u00f2 su un trampolino elastico, cos\u00ec potr\u00f2 guardare le teste di tutti, volare in alto e credere che sia tutto mio, quel tutto che c&#8217;\u00e8.\u00a0Silvia ha un fremito, una scossa che le parte dalla pancia. Spalanca le palpebre indolenziate dal sole e tira su la valigia semiaperta accanto alle caviglie. Attraversa la porta d&#8217;entrata dell&#8217;hotel e a passo incerto si avvicina alla reception. Poi prenota una stanza, una qualsiasi, basta che si veda il circo.<\/p>\n<p>Appena Silvia arriva in camera tira di lato le tende spesse e rosse e guarda gi\u00f9. Il mare \u00e8 calmo, una palude liquida e verde salmastro che tocca la riva con risacche accennate. Ci sono tanti ombrelloni impilati nella sabbia a intervalli irregolari, secchielli rovesciati, palette, gambe lunghe di donne e sederi appuntiti. Silvia allarga le narici e inspira un poco di quell&#8217;aria unta di creme solari e di sale che per lei piccola era l&#8217;odore delle cose belle.\u00a0Poi di lato -occupandole dapprima uno spicchio di vista come fosse il volo di un uccello che si scorge per sbaglio- Silvia vede il tendone del circo: una piramide rossa, ben tirata, schiaffeggiata di tanto in tanto da leggere raffiche di vento. In alto \u00e8 issata una bandierina triangolare, con al centro lo stemma di due leoni.\u00a0Eccolo l\u00ec, il suo tempo vecchio, il suo costumino rosa e le rughe fonde degli elefanti.\u00a0Le torna in mente il giorno in cui ha accettato il lavoro come segretaria perch\u00e9 il suo sogno era diventato una spuma grigia e pericolosa che rischiava di oscurarle la vista; quello stesso giorno i suoi organi sono finiti in una lavatrice che ha preso a metterli in disordine e a farli diventare stracci (poi il sangue le \u00e8 diventato pastoso con il tempo, e le notti troppo scure, e il fiato un&#8217;albicocca in gola, e le immagini del circo hanno iniziato a disegnarsi sui ricordi, a costruirsi uno scheletro che tornava, sempre pi\u00f9 spesso, come una minaccia d&#8217;insoddisfazione).<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>\u00c8<\/i><\/span><i> che vivo questa vita ma \u00e8 come se non fosse la mia, come se non fossi stata io a sceglierla.<\/i><\/p>\n<p>La fanno entrare perch\u00e9 ha le gambe lunghe e sode, Silvia lo sa, perch\u00e9 durante le prove dei numeri nessuno pu\u00f2 sedersi sugli spalti di un circo. Il nano che sorveglia l&#8217;entrata le ha fissato le ginocchia nude e lattiginose e ha decretato che s\u00ec, poteva entrate, basta che stava in silenzio.\u00a0Silvia si sceglie un posto isolato, in alto, un sedile sporco di gomme da masticare e briciole di pane seccate.\u00a0L&#8217;odore di carne e popcorn \u00e8 sempre quello, solo pi\u00f9 pulito, lavato dal detersivo. Sulla pista ci sono cinque o sei persone che si esibiscono in salti acrobatici, incroci di gambe snodate, avvitamenti sulle funi che pendono rigide dall&#8217;alto.\u00a0Silvia li guarda placida, sorreggendosi il corpo con i gomiti, tenendo gli occhi prudentemente socchiusi per via di un faro giallo che ogni tanto le illumina il viso.\u00a0In lontananza, oltre i corpi di gomma dei contorsionisti, c&#8217;\u00e8 un trampolino. <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00c8<\/span> largo, blu elettrico, sembra una scatola gigante puntellata dal becco di un uccello. Quando Silvia se ne accorge sente un calcetto in pancia, un&#8217;emozione vecchissima e nuovissima che di colpo le fa prudere la pelle e gli occhi (e si vede saltare su tutto quel blu, spingere le piante dei piedi sugli elastici tirati e abbracciare il vuoto. Vede gli spettatori gridare il suo nome, le loro mascelle aperte che scoprono lingue, gole, cuori).\u00a0E in quel preciso momento lo decide, mentre la sua insoddisfazione diventa una specie di felicit\u00e0 nuova, Silvia decide che appena torner\u00e0 a Roma chiamer\u00e0 il suo capo, e gli dir\u00e0 che basta, quel lavoro non fa per lei, che il computer \u00e8 una scatola ipnotica e posticcia e che lei a starci a contatto si sta sgretolando dentro, che a lavorare in azienda si sente la pelle a squame, e gli organi in disordine, che durante quel breve viaggio in cui \u00e8 tornata a Cattolica ha sentito la vita, e che, perlomeno la sua, non ha niente di metallico dentro, n\u00e9 di artefatto, ma che anzi sa di vero, di avanzi sporchi e aria viziata. Gli dir\u00e0 che non sa cosa far\u00e0 poi, che il suo sogno di aprirsi un circo tutto suo \u00e8 una scelta improbabile, e lei lo sa bene, di sicuro sa che andr\u00e0 in montagna, sulla testa appuntita di una baita sperduta e isolata, sa che da l\u00e0 sopra guarder\u00e0 in basso, e che se far\u00e0 attenzione (allargando le pupille come fossero spugne gonfie d&#8217;acqua) riuscir\u00e0 a vedere le sue vene diventare strade, altri percorsi, terre da battere.<\/p>\n<p>Silvia sorride lieta, sazia, come chi sa che ogni tanto bisogna tornare un poco indietro, per poter vedere avanti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16207\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16207\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvia \u00e8 tornata a Cattolica per cercare se stessa. 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