{"id":16180,"date":"2013-06-03T15:52:42","date_gmt":"2013-06-03T14:52:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16180"},"modified":"2013-06-03T15:52:42","modified_gmt":"2013-06-03T14:52:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-rerum-vulgarium-fragmenta-di-eleonora-sartini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16180","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Rerum Vulgarium Fragmenta&#8221; di Eleonora Sartini"},"content":{"rendered":"<p>Piove. E\u2019 una giornata uggiosa. Questa mattina sono proprio sfiancata.La corsa alle prime luci dell\u2019alba sotto i colpi di una pioggia sferzante per recarmi a prendere il treno mi irrita incredibilmente; prevedo che sar\u00e0 una triste giornata universitaria scandita dal frenetico ritmo spasmodicamente esasperato dalla mia incessante lotta contro il tempo. Perch\u00e9 non sono rimasta a letto? I vagoni pullulanti di un esercito di studenti e lavoratori traboccano di tedio ed insofferenza.Stringiamoci in una leopardiana &lt;&lt;social catena&gt;&gt;, ciascuno serrato nella sua monade di nervosismi e malumori, per fronteggiare impavidi i colpi della sorte.Ma dietro la collina c\u2019\u00e8 il sole. Un sole pallido, fioco, timido, tremulo, fa capolino tra le nubi cinerine. Scorgo alla mia destra due occhi smeraldini che, immersi nell\u2019immensit\u00e0 del flusso dei pensieri, squarciano il grigiore del cielo. Lineamenti di una perfezione eterea, di una grazia anacronisticamente stilnovistica, che mi irretiscono nelle malie della loro contemplazione. Il suo tamburellare convulso delle dita sulle gambe tradisce un\u2019irrequietudine celata da quel simulacro di stoica, sibillina, algida imperturbabilit\u00e0.Mi incuriosisco. I suoi vestiti, apparentemente scelti con negligenza, lasciano invece trapelare un oculato perfetto abbinamento. Chiss\u00e0 quali cosmici segreti stipati, ammassati, soffocano, collassano in quella borsa. Sguazzando in un cupo senso di inquietudine, mi eclisso nell\u2019allettante incanto di queste forme paradisiache.\u00a0La straniante aurea di perfezione in cui mi c\u00f2ccolo \u00e8 bruscamente intaccata dal fragore della pioggia che si frange suicida sui vetri. Giunta a destinazione, abbandono svogliata il treno, nido materno che ogni mattina mi accoglie nell\u2019afrore e nella marcescenza dei suoi vagoni.Ciascuno si affretta lungo la via della propria affannosa operosit\u00e0, sotto i colpi di questa pioggia che scandisce frenetica il ritmo del cuore. Chiss\u00e0 se avr\u00f2 ancora il piacere di godere della sua nobile presenza!Mi avvio svogliata verso la facolt\u00e0, con il consueto nervoso passo, stamani accelerato dai morsi del vento che, dispettoso, mi scompone la capigliatura&#8230; Chiss\u00e0 se lo incontrer\u00f2 di nuovo!Visibilmente turbata da questo incontro, paralizzata nei muscoli facciali, scolpiti in un sorriso arcaico di profonda incondizionata ammirazione, mi presento a lezione.La giornata, oziosa, muore sotto il segno dell\u2019inconcludenza. Domani studio, davvero. Trascorrono i giorni e posso miseramente constatare di combinare nulla di produttivo. Mi sto adagiando nello sterile torpore autunnale. Spendo giornate altalenandomi in dolci vagheggiamenti che si perdono nei sentieri dell\u2019anima mia. Ecco che sale ad una stazione quel misterioso ragazzo che ho incontrato qualche giorno fa. Circonfuso della luce di questo sole che si affaccia timidamente alle colline,si siede proprio davanti a me. Turbata da questa vicinanza, tento invano di evitare il suo sguardo che, per\u00f2, fatalmente incrocio. Magnetico, ipnotico: ne resto folgorata.Mi rivolge la parola: la mia consueta facondia \u00e8 profondamente lesa dalla sua straordinaria bellezza. Intavolando una generica conversazione di conoscenza, mi sorprendo del suo curioso modo di contraffare le parole, come se volesse tutelare la sua preziosa interiorit\u00e0, celata dietro un simulacro di diffidenza. Ermetico, sibillino,\u00a0 poliedrico.Sono piacevolmente stupita dalle tante questioni che ci trovano di comune accordo: chiss\u00e0 perch\u00e9 non lo avrei mai creduto. All\u2019improvviso ecco che interrompe bruscamente il discorso, si alza e fugge. Certamente devo avere sbagliato in qualche mossa! Maledizione, com\u2019 \u00e8 possibile che riesca sempre a rovinare tutto? Mi alzo anche io e vado di vagone in vagone in cerca di sue tracce. Sparito.Anzi, direi proprio smaterializzato. Allibita, scendo dal treno alla <i>solita<\/i> stazione e mi accingo a marciare per le <i>solite<\/i> vie, alienata nel turbinio di persone che si affrettano in un affaccendamento operoso. Nonostante sia in siderale ritardo, mi concedo il consueto caff\u00e8 al <i>solito <\/i>bar per dimenticare, per poi ripartire in una corsa verso l\u2019infinito.\u00a0Tra il preconscio ed il dormiveglia, dopo il caff\u00e8, esco dal bar e rischio l\u2019infarto. Ancora lui! Mi si materializza davanti agli occhi. Sono impazzita. :&lt;&lt;E\u2019 una visione, \u00e8 una visione!&gt;&gt; inizio a gridare invasata per la <i>solita<\/i> via il cui nome \u00e8 meglio tacere. I passanti hanno curiose reazioni antitetiche: chi neanche si accorge della mia presenza, sigillato nel proprio particolarismo, chi mi offre aiuto. In questo frangente Lui \u00e8 gi\u00e0 sparito. Allora inizio seriamente a dubitare della mia igiene mentale. Al <i>solito<\/i> posto mi incontro con un\u2019amica e le racconto quanto mi \u00e8 accaduto.Ella ride fragorosamente, non curandosi affatto della mia delirante esperienza. Ricordandomi l\u2019eccessivo ritardo, mi propone una passeggiata per il centro, con una sosta al mercato. Accetto volentieri, sperando di assistere ad un\u2019altra apparizione, cos\u00ec da renderla parte del mio sogno ad occhi aperti. E\u2019 passato un anno, scivolando tacitamente su quei viaggi in treno, su quelle giornate universitarie nella frenesia dello studio e nello sconforto di quella strenua lotta contro il tempo, su quella pienezza della vita che si scopre nell\u2019assaporare la bellezza delle inezie. Gli esami sono alle porte, le lezioni sono finite, l\u2019estate incede a marce serrate. E\u2019 l\u2019ultima volta che compio questa stra-maledetta tratta in treno. I miei pensieri, cullati dalla lentezza dello spostamento, si posano soavi sulle <i>solite<\/i> colline, abbacinate da questo rovente sole di fine maggio. Mi ricordo di quella mattina di novembre, quando, proprio nella contemplazione di questo ameno paesaggio, ebbi quella <i>epifania<\/i> di <i>quel <\/i>ragazzo. Gli scherzi nefasti del troppo studio! Ancora non riesco a capacitarmi di quella paradisiaca avventura. In quel periodo stavo preparando l\u2019esame di Letteratura Italiana ed ero in estasi per lo studio di Petrarca, tanto che ne ebbi una grave somatizzazione, che si manifest\u00f2 in uno straniante sogno ad occhi aperti. Disgraziata! Ricordo che mi parve di vedersi materializzare <i>quel <\/i>ragazzo anche altre volte. Un amore celeste! Dovrei seriamente interrompere gli studi allora, se questi sono gli effetti. Nonna me lo diceva sempre che troppo studio fa male!Sono arrivata all\u2019ultima stazione, devo scendere. Mamma \u00e8 venuta a prendermi, mi sta aspettando. E\u2019 svanito il sogno di un anno. Oh, no, oh no! Questo \u00e8 troppo! Eccolo, di nuovo! Stento a crederci. Com\u2019\u00e8 possibile che sia qui, Lui, di nuovo?Ma da dove \u00e8 comparso? Perch\u00e9? Era forse sul treno con me? Allora sono pazza. Questo \u00e8 troppo, davvero.<\/p>\n<p><i>Omnia vincit amor, et nos cedamus amori.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16180\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16180\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piove. 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