{"id":16165,"date":"2013-06-03T15:46:50","date_gmt":"2013-06-03T14:46:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16165"},"modified":"2013-06-03T15:46:50","modified_gmt":"2013-06-03T14:46:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-occasione-di-sabrina-venditti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16165","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Occasione&#8221; di Sabrina Venditti"},"content":{"rendered":"<p>Ero uscito, come tutti i giorni. Fiducioso e ignaro.<\/p>\n<p>A volte penso sia proprio un bene non conoscere il futuro. Se l\u2019avessi intuito, quel giorno di certo sarei rimasto a casa. Ma, a pensarci bene, sarebbe servito?<\/p>\n<p>La sorte c&#8217;insegue. Di sicuro, la mia inseguiva me.<\/p>\n<p>Sono sempre stato un uomo tranquillo. Sin da piccolo pensavo: si fa il proprio dovere, si fanno le cose per bene e ci si guadagna sempre.<\/p>\n<p>Avevo un buon lavoro. In banca. Ben pagato.<\/p>\n<p>Fare il pendolare non mi pesava. Mi alzavo presto e ne ero contento. Sono sempre stato convinto che \u201cil mattino ha l\u2019oro in bocca\u201d.<\/p>\n<p>Mia moglie mi preparava in una borsa tutto ci\u00f2 che serviva per la giornata: la colazione, il pranzo, l\u2019acqua, il caff\u00e8. Portavo persino lo spazzolino e il dentifricio.<\/p>\n<p>Era tutto molto semplice. Salivo sul treno, sempre sulla stessa carrozza, di solito quella di coda dove c&#8217;\u00e8 meno gente. Prendevo posto in un sedile di quelli singoli vicino al finestrino. Mai in quelli doppi, per evitare di dover fare conversazione. Si fosse seduto uno sconosciuto, poco male, si poteva dormire in pace; ma tra pendolari ci si conosce tutti. A volte sottrarsi alle chiacchiere \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>M&#8217;immergevo ogni giorno nella lettura di qualche pagina del Vangelo, oppure dei libretti liturgici presi nella cappella vicino alla stazione.<\/p>\n<p>Dio esiste di certo. Ero un uomo fedele e religioso, sapevo che un giorno l&#8217;avrei incontrato. Ero una brava persona, non poteva che essere cos\u00ec.<\/p>\n<p>Di solito, dopo la lettura, facevo un sonnellino lasciandomi cullare dal movimento silenzioso del treno. Giusto il tempo di raggiungere le porte della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il\u00a0 mio orologio interno non sbagliava mai. Quando aprivo gli occhi vedevo sempre le stesse case, la stessa stazione in transito. Era l\u2019ora della colazione: ciambellone fatto in casa o fette biscottate con marmellata. Fatta in casa.<\/p>\n<p>Mia moglie in queste cose era bravissima. Faceva un caff\u00e8 speciale. Me lo metteva in un thermos. Grazie a lei, il mio braccio destro, tutto funzionava a meraviglia.<\/p>\n<p>Mi piaceva pensare che avessimo la stessa visione della vita.<\/p>\n<p>Il mio era un buon lavoro, un po\u2019 ripetitivo forse, ma per me andava benissimo.<\/p>\n<p>Di certo lo facevo bene. Provavo un vago senso di fastidio solo se, per caso, mi davano qualche extra quando mancava un collega. Avevo paura di sbagliare.<\/p>\n<p>Pranzavo puntuale alle 13, sempre con i manicaretti preparati da mia moglie la sera prima.<\/p>\n<p>Alle 17:30 ero sul treno di ritorno a casa.<\/p>\n<p>Lo ammetto, ero un pantofolaio. Aspettavo la cena leggendo il giornale. Poi un po\u2019 di tv e qualche parola stentata con i figli. Quanto sono complicati e strani i ragazzi d&#8217;oggi!<\/p>\n<p>Andando a letto, con la mia tisana della sera e i due immancabili biscottini, passavo davanti alla loro camera, dalla quale sentivo provenire strani suoni e ancor pi\u00f9 strani odori che mi facevano venire la pelle d\u2019oca.<\/p>\n<p>I miei ragazzi proprio non li capivo, ma entrare nel mio lettuccio caldo e accogliente mi riconciliava con il mondo.<\/p>\n<p>Poi, quella mattina\u2026 <i>Puff<\/i>. Tutto fu spazzato via.<\/p>\n<p>Avevo capito subito che qualcosa non andava. L\u2019annuncio alla stazione era sempre lo stesso, ma il treno che arriv\u00f2 era un altro, color viola scuro con sopra delle onde dorate e rosse che, a pensarci bene, somigliavano molto alle fiamme.<\/p>\n<p>Ricordo che titubai non poco prima di salire a bordo. Appena lo feci e mi guardai intorno, decisi intimorito di tornare indietro, ma la porta si era gi\u00e0 chiusa e davanti a me un capotreno in livrea viola con alamari rossi e dorati mi fece cenno di sedermi.<\/p>\n<p>La carrozza era vuota, tutto mi sembrava davvero strano. Non c\u2019era nessuno dei soliti compagni di viaggio.<\/p>\n<p>Fui subito colpito da una musica assordante. Pensai di cambiare carrozza, ma le porte erano serrate.<\/p>\n<p>Non avevo scelta, mi sedetti. Il fastidio diventava sempre pi\u00f9 intenso.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso una voce annunci\u00f2: \u201cBenvenuti a bordo del treno ad alta velocit\u00e0 <i>Freccia di Fuoco<\/i>. Prego, allacciate le cinture di sicurezza e preparatevi a un viaggio elettrizzante!\u201d<\/p>\n<p>Il treno cominci\u00f2 a correre a velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 sostenuta, supersonica direi.<\/p>\n<p>Cominciai ad aver paura.<\/p>\n<p>Che ben presto si fece puro terrore.<\/p>\n<p>I capelli mi si drizzarono in testa, i peli sulle braccia e mi venne un improvviso bisogno di andare in bagno, ma non osai muovermi.<\/p>\n<p>Sudavo freddo.<\/p>\n<p>Mi girava la testa.<\/p>\n<p>Mi sentivo schiacciato dall&#8217;accelerazione e pensavo che, da un momento all\u2019altro, sarei impazzito.<\/p>\n<p>Non so da dove, comparve una hostess con un thermos in mano, sorridendo come se fosse da sempre abituata a quella velocit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cUn caff\u00e8, signore?\u201d<\/p>\n<p>Acconsentii e, mentre mi serviva, avrei giurato che sorridesse.<\/p>\n<p>In effetti, a ripensarci bene, potete star certi che ghignava, e una luce un po\u2019 selvaggia le brillava negli occhi.<\/p>\n<p>Riuscii a staccare la mano dal bracciolo, portai la tazza alle labbra e mandai gi\u00f9 un sorso.<\/p>\n<p>Il caff\u00e8 era salato. Orrendo. Schifoso. Mi fece venire da vomitare.<\/p>\n<p>\u201c<i>Sono contenta che abbia gradito!<\/i>\u201d<\/p>\n<p>Non riesco a ricordare bene la successione degli eventi. So solo che entrammo in un tunnel senza fine e che mi sembr\u00f2 di precipitare.<\/p>\n<p>Dopo un tempo indefinito, mi accorsi che il convoglio rallentava per poi fermarsi del tutto.<\/p>\n<p>Pensando di essere giunto a destinazione, feci un sospiro di sollievo.<\/p>\n<p>Sarei sceso. Sarei andato al lavoro e avrei dimenticato quell\u2019incubo.<\/p>\n<p>Sicuramente le ferrovie stavano facendo qualche test su nuovi modelli di treni superveloci. Di certo non ci sarei pi\u00f9 salito. Anzi&#8230; sarei andato subito a dirglielo, al servizio clienti, che non si pu\u00f2 viaggiare in quelle condizioni.<\/p>\n<p>E il loro caff\u00e8 faceva veramente schifo!<\/p>\n<p>Ad ogni modo pensai che ormai ero salvo.<\/p>\n<p>Ma quella non era la <i>mia <\/i>stazione. Anzi, secondo me non poteva proprio esistere una stazione chiamata \u201c<i>Occasione<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>La voce nell\u2019altoparlante disse: \u201c<i>Siamo al capolinea. Vi raccomandiamo di non dimenticare gli oggetti personali e di attendere l\u2019apertura completa delle porte. Vi ringraziamo per aver scelto la nostra compagnia e vi auguriamo una buona giornata<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Mi costrinsi a scendere mentre un certo timore tornava ad impossessarsi di me. Due personaggi, nella solita livrea, mi affiancarono. Stesso ghigno e stessi occhi invasati della hostess.<\/p>\n<p>Quasi me la feci sotto dalla paura e svenni.<\/p>\n<p>Quando tornai in me, ero seduto su una comoda poltrona. Con la mia mente annebbiata capii che non potevo muovere braccia n\u00e9 gambe.<\/p>\n<p>Aprii gli occhi. Ero legato.<\/p>\n<p>Vidi una stanza circolare con pareti composte da un collage di schermi, su cui scorrevano immagini di incendi, eruzioni vulcaniche e fucine fiammeggianti.<\/p>\n<p>Il caldo era insopportabile.<\/p>\n<p>\u201cBen tornato tra noi\u201d.<\/p>\n<p>Lo guardai. Era il gemello del capotreno. Stesso viso, stessa divisa. Ma aveva due piccole corna sulla fronte, la pelle molto pi\u00f9 scura e una coda a punta di freccia. Non ci volevo credere, sembrava uno travestito da diavolo.<\/p>\n<p>\u201cDove sono? Cosa ci faccio qui? E chi \u00e8 lei?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon aver paura. Mi chiamo Hormutz. Sei in buone mani. Inferno, girone degli &#8216;abitudinari&#8217;\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInferno? Abitudinari?\u201d<\/p>\n<p>Dio mio, che incubo! Mi sarei svegliato, prima o poi. Oppure ero impazzito?<\/p>\n<p>\u201cSei qui per capire. Sei un privilegiato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa cosa devo capire? Io sono una brava persona. Semmai dovrei andare in Paradiso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOh certo. Non sei un malvagio o un assassino. Ma quelli come te Dio non lo vedono di certo. E\u2019 qui che vengono. Sono convinti di conoscerlo, anche loro sono dei veri peccatori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo voglio ritornare a casa. Al mio lavoro. Voglio rivedere mia moglie e i miei figli\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAh! Ma ti accontento subito. Ecco tua moglie, guarda!\u201d<\/p>\n<p>Su uno schermo apparve lei. Non era a casa come credevo, ma in un centro estetico: parrucchiere, depilazione, massaggi, trucco. Vidi casa mia e una sconosciuta, molto somigliante alla hostess del treno, che faceva le pulizie. Era molto procace e aveva due piccole corna sulla fronte. Poi vidi mia moglie con un uomo, nel letto di una stanza d\u2019albergo. Ridevano e mangiavano insieme un grappolo d\u2019uva.<\/p>\n<p>Mi costrinsero a guardare una scena lunga e insostenibile.<\/p>\n<p>Non ce la facevo pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cMa allora lei non \u00e8 una brava donna. Non pensa a me, ai figli, alla casa. Credevo che andasse in chiesa tutti i giorni. Invece andr\u00e0 all\u2019inferno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNo. Lei non andr\u00e0 all\u2019inferno. E\u2019 una donna che coltiva l\u2019inquietudine, perci\u00f2 meriter\u00e0 il Purgatorio e, con un po\u2019 di sforzo, in qualche centinaio d&#8217;anni riuscir\u00e0 a vedere il Paradiso\u201d.<\/p>\n<p>Mi veniva da piangere. \u201cMi sento distrutto. Per favore rimandami dai miei figli\u201d piagnucolai.<\/p>\n<p>\u201cHai bisogno di una pausa. Il pranzo \u00e8 servito\u201d.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 la cameriera ma non ve la sto a descrivere, avrete gi\u00e0 capito chi era. Mi mise davanti un vassoio. Bevvi un sorso di caff\u00e8.<\/p>\n<p>Era rivoltante.<\/p>\n<p>\u201cMi fa piacere che gradisci!\u201d<\/p>\n<p>Anche il ciambellone era orribile, salato e amaro.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo i migliori cuochi, e il men\u00f9 \u00e8 personalizzato. Si prenderanno cura di te per tutto il tempo che sarai qui!\u201d<\/p>\n<p>Pensavo che non sarei sopravvissuto, ammesso che fossi ancora vivo.<\/p>\n<p>Pensavo ai miei figli.<\/p>\n<p>Cosa ne sarebbe stato di loro? Anche loro sarebbero finiti in Purgatorio? Il tizio mi lesse nel pensiero: \u201cBeh, i tuoi figli puoi vederli da te&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Sullo schermo apparvero altre immagini.<\/p>\n<p>Erano in camera loro. Il caos regnava. Ma c\u2019era anche qualcun altro. Il maggiore era seduto, sembrava stesse giocando a scacchi con un ragazzo strano, vestito con una lunga tunica bianca. Il pi\u00f9 piccolo suonava la chitarra elettrica insieme a una ragazza dai lunghi capelli scarmigliati. Sia lei che l\u2019altro ragazzo avevano una fascia intorno alla fronte che sembrava emanare una luce intensa.<\/p>\n<p>\u201cVedi? Stanno bene. Sono insieme a due angeli. Se continuano cos\u00ec, andranno di certo in Paradiso. Dipende tutto da loro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cParadiso? Ma come? Loro? Sono disordinati, disobbedienti, menefreghisti, musoni ed egoisti come tutti i ragazzi della loro et\u00e0. E io, che sono sempre stato una brava persona, finisco all\u2019inferno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVedrai, stando con noi per un po\u2019, imparerai. La salvezza sta nell\u2019incertezza\u201d.<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0! Per fortuna sono qui a raccontarvela. Non \u00e8 stato mica facile!<\/p>\n<p>A <i>Occasione <\/i>ci restai a lungo.<\/p>\n<p>Ero abbastanza duro di comprendonio. Radicato, convinto. Dovevo continuamente guardare su quegli schermi cose sconvolgenti che avrebbero potuto far perdere il senno a chiunque.<\/p>\n<p>Ero costretto a mangiare panini amari e caff\u00e8 salato.<\/p>\n<p>Non saprei dire quanto dur\u00f2, ma alla fine capii e tutto mi risult\u00f2 chiaro.<\/p>\n<p>Hormutz ha decretato che ero pronto e mi ha rimandato a casa. Cos\u00ec eccomi qui, di fronte a questa vita totalmente ignota.<\/p>\n<p>La banca l\u2019ho lasciata, con i soldi che avevo da parte sto facendo un viaggio. Con mia moglie.<\/p>\n<p>Lei, non l\u2019ho lasciata. L\u2019ho capita. Adesso ci addormentiamo tutte le sere chiedendoci dove saremo domani e tutte le mattine ci svegliamo nuovi e con un luogo sempre diverso da scoprire.<\/p>\n<p>Mio figlio grande sta diventando davvero forte negli scacchi e vuole cominciare a fare gare internazionali. In fondo sar\u00e0 meglio che fare l\u2019impiegato in banca come me.<\/p>\n<p>Quello piccolo suona in una band, come si dice adesso \u2013 ai miei tempi si chiamavano complessi. Per\u00f2 ha voluto cominciare a studiare il violino e, due volte a settimana, passa il pomeriggio con i suoi amici \u201cdiversamente abili\u201d, che a me sembrano davvero pi\u00f9 svegli degli altri. Comincio a pensare che non diventer\u00e0 un ingegnere come avrei voluto. Ma, a dirvela tutta, mi va bene lo stesso.<\/p>\n<p>Una cosa l\u2019ho capita. Il sole sorge ogni giorno su un mondo completamente diverso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16165\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16165\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero uscito, come tutti i giorni. 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