{"id":16164,"date":"2013-06-03T15:49:31","date_gmt":"2013-06-03T14:49:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16164"},"modified":"2013-06-03T15:49:31","modified_gmt":"2013-06-03T14:49:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-joe-solo-di-francesco-pandolfi-balbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16164","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Joe Solo&#8221; di Francesco Pandolfi Balbi"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong>Conosci la rabbia?<br \/>\nSono sicuro che credi fermamente di s\u00ec.<br \/>\nAnche tu, forse, sei figlio della follia che nutre questa societ\u00e0, e la subisci giorno dopo giorno.<br \/>\nEppure, ogni volta che mi rinchiudono qui, l\u2019ira raggiunge apici che in qualsiasi altro istante mi sembrano impossibili.<\/p>\n<p>Lo sai, vero&#8230; che la rabbia nasce dalla paura?<\/p>\n<p>Dio mio\u2026 sono ancora qui.<br \/>\nOgni volta&#8230; ogni santa volta, mi sorprendo di quanto resistente possa essere la mente. Lo shock genera la speranza che si tratti solo di un incubo, anche se mi colpisce sin quasi fisicamente e con atrocit\u00e0 sempre rinnovata.<br \/>\nMa l\u2019angoscia ha tutta la pazienza del mondo. Lentamente assume consistenza e diventa puro orrore, che inizia a colare gi\u00f9 dalla lingua verso lo stomaco in un viaggio senza fine.<br \/>\nLe lacrime, allora, tentano in tutti i modi di schizzare via dal corpo.<br \/>\n<em>Dio, almeno loro si salvino!<\/em><br \/>\nLa saliva diventa metallo elettrico, tanto \u00e8 intrisa d&#8217;adrenalina&#8230; Quel gusto orribile che ormai conosco tanto bene.<\/p>\n<p>Questa prigione \u00e8 pulitissima.<br \/>\nAsettica, direi.<br \/>\nQuel giorno che, per un solo istante, loro hanno abbassato la guardia, ho visto ambienti che nulla hanno in comune con le prigioni che si vedono nei film.<br \/>\nC\u2019\u00e8 sempre una puzza dolciastra che sento solo qui. Credo si tratti di un disinfettante&#8230; O di un anestetico, anche se non so assolutamente quando e perch\u00e9 lo usino. Talvolta l\u2019odore mi si condensa in gola creando un sapore sordo che m\u2019impedisce di deglutire. Quando poi lentamente se ne va, mi lascia dentro, per giorni, un aroma molto simile a quello che potrebbe produrre la coccoina mischiata con olio d&#8217;oliva.<br \/>\nAnche l\u2019illuminazione mi stordisce. Neon bluastri rendono tutto ancora pi\u00f9 squallido di quello che \u00e8. Ma tanto, oltre i confini della mia prigione, vedo chiaramente molto di rado, come altrettanto di rado riesco a percepire qualche suono.<br \/>\nDi solito ho un\u2019immagine deformata dell&#8217;ambiente che mi circonda. Come se, da qualche parte tra me e il resto del mondo, ci fosse una lastra di vetro spessa un pugno chiuso e, al di l\u00e0, solo acqua.<\/p>\n<p>Dio mio, sono di nuovo qui\u2026<br \/>\nAdesso come faccio?<br \/>\nDevo continuare a parlare, parlare, bisbigliare, bisbigliare, parlare, parlare\u2026 anche se so bene che ad ascoltare c\u2019\u00e8 solo la parte migliore di me, quella che non s\u2019agita mai e riesce a vivere tutto come se accadesse a qualcun altro.<br \/>\nMa poi&#8230; bisbiglier\u00f2 davvero?<br \/>\nA pensarci bene, la domanda \u00e8 pi\u00f9 che legittima. Mi sento isolato nell\u2019ovatta, esattamente come quando di notte, dormendo, uscivo in astrale e rimanevo a fluttuare come un salame qua e l\u00e0 senza quasi vedere un accidente, senza poter fare un movimento, senza sapere se quel poco che riuscivo a osservare lo percepissi con gli occhi fisici oppure no.<br \/>\nMi sentivo in balia dell\u2019ignoto, un ignoto che ero certo fosse in agguato nel buio&#8230;<br \/>\nBuio sensoriale, buio senza fine. Interrotto a tratti da qualche barlume che metteva in risalto particolari sempre e comunque dannatamente incomprensibili.<br \/>\nRisolsi la questione dopo mille notti, durante le quali mi svegliavo paralizzato e in preda a una vibrazione terrificante, prima leggendo libri apparentemente dotti sull\u2019argomento, poi fregandomene della loro inutilit\u00e0, esplorando, cercando una soluzione <em>sul campo<\/em> e, infine, decidendo di smettere di tentare di capire e scegliendo, invece, quella che volevo fosse la mia realt\u00e0.<br \/>\nFunzion\u00f2.<br \/>\nSono libero, ho semplicemente eliminato dalla mia vita ci\u00f2 che non volevo ne facesse parte.<br \/>\nMa questa qui \u00e8 tutta un&#8217;altra storia&#8230; Qua dentro sono <em>nulla<\/em>, ho un valore ben inferiore a quello di una vacca da macello.<br \/>\nRicordo l\u2019infanzia, una dimensione totalmente controllata da mio padre. Non potevo nulla, ero schiacciato dalle regole e dalla sua illusione d\u2019amore per me.<br \/>\nPer anni strinsi i denti recitando un mantra: &#8216;<em>Un giorno sar\u00f2 io a decidere della mia vita<\/em>&#8216;.<br \/>\nSe non ci fossi tu, mio caro me stesso, come potrei superare questi momenti atroci che sembrano ripetersi all\u2019infinito?<br \/>\nOgni volta che torno qui, mi sembra di non esserne mai uscito e, per dirla tutta, solo il cielo sa quante volte ho temuto che i miei ricordi del mondo fossero solo dei grandissimi bluff, inventati dalla mente al solo scopo di preservarsi dalla pazzia.<br \/>\nEppure, inspiegabilmente, quando esco di qui i ricordi di questi momenti si fanno ben presto talmente foschi che ho seri dubbi a proposito della loro autenticit\u00e0 e, sia pur lentamente, riesco anche a ritrovare un minimo di pace.<br \/>\nCome quando ti risvegli da un incubo&#8230; Solo che non sai quale sia l&#8217;incubo e quale la vita reale.<br \/>\nPrima o poi, questi qua tornano a prendermi. E di nuovo tutto appare semplice, chiaro. Purtroppo, orrendamente vero.<br \/>\nSai qual \u00e8 la cosa che, stando rinchiuso qui dentro, mi manca di pi\u00f9? E\u2019 lo sguardo dei miei figli, il sorriso che corre chiassoso e argentino sui loro lineamenti. Sono cose che non s\u2019inventano con un ricordo.<\/p>\n<p>Ecco le vibrazioni&#8230;<\/p>\n<p><em>Dio mio&#8230; Di nuovo!<\/em><br \/>\n<em>No!!!<\/em><\/p>\n<p>Mi aggrappo alla loro immagine, al loro ricordo.<br \/>\nI volti si deformano. I pensieri fuggono.<br \/>\nSi sciolgono.<br \/>\nE io lentamente mi sollevo. Fuggo dalla gabbia di carne che avevo scelto per vivere in pace questa esistenza.<br \/>\nCavi bluastri mi corrono incontro.<br \/>\nMi attraversano.<\/p>\n<p>Io fluttuo&#8230; Sono un maestro del fluttuare, ormai&#8230;<br \/>\nFluttuo e osservo dall&#8217;alto le batterie di cilindri, gli altri disgraziati, le pareti di roccia&#8230;<br \/>\n\u2026 E quella specie di <em>cosa di carne<\/em>, che continua a girare le sue maledette manopole nel tentativo di estirparmi dal mio tempio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16164\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16164\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Conosci la rabbia? 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