{"id":16159,"date":"2013-06-03T15:41:58","date_gmt":"2013-06-03T14:41:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16159"},"modified":"2013-06-03T15:41:58","modified_gmt":"2013-06-03T14:41:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lamore-di-nina-di-vincenza-parisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16159","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;L&#8217;amore di Nina&#8221; di Vincenza Parisi"},"content":{"rendered":"<p>Era estate, ennesima estate, vacanze scolastiche, ritorno al paesello natio, \u201cle sacre origini\u201d come le chiamava, a volte,\u00a0 Mamma, nostalgica.<\/p>\n<p>Era agosto, tempo di esodo dalla citt\u00e0. E cosi, come sempre rieccoli l\u00e0 sulla grande autostrada del Sud. Quell\u2019estate arrivammo prima, perch\u00e9 si era deciso di andare a met\u00e0 luglio cosi da stare un po\u2019 di pi\u00f9 e assaporare i frutti generosi della terra, le albicocche, le pesche, anzi le \u201c percoche\u201d,\u00a0 come le chiamavano l\u00e0.<\/p>\n<p>Avevo imparato i nomi dei frutti in dialetto e mi divertito a sentirli e a volte anche a pronunciarli. Sentivo tutta la melanconia dell\u2019infanzia\u00a0 della Mamma affiorare in una parola. Sentivo un passato lontano affacciarsi sulla \u00a0finestra di casa, dove dormivamo, la vecchia casa di Nonna Maria ormai scomparsa da tempo.<\/p>\n<p>Tuttavia era divertente, quasi una caccia al tesoro, dormire li, perch\u00e9 trovavo sempre oggetti misteriosi da decifrare. Il pi\u00f9 delle volte, foto, soprammobili, lettere. Si apriva, come per magia, un enorme cassapanca, in legno, robusta, e dentro c\u2019era di tutto. Sembrava un eterno bazar, persino camicie, vecchi gilet, lenzuola, poi a non finire e \u00a0foto, foto, foto\u2026<\/p>\n<p>Una volta trovai una foto di mamma quando era dalle suore.Rimasi stupita. Allora, si usava, mi aveva spesso raccontato, studiare dai preti, perch\u00e9 cosi costava meno o nulla. E cosi anche lei come lo zio Checco, era stata in seminario. Ma lei amava insegnare ai bambini. Ed era partita prima per la Calabria e poi per il Nord.Oggi era gioved\u00ec, e come ogni gioved\u00ec, si andava da zia Margherita, la mia zia preferita.Li trovavo i cugini e la sua casa-fattoria con gli animali. C\u2019era persino un asino e una mucca, un cane, due o tre galline, papere\u2026Era fantastico.Adoravo quel posto, quell\u2019odore di fieno mescolato al sugo di pomodoro della passata che arrivava dal cortile\u00a0 e poi forse si poteva salire su nel fienile e giocare, come l\u2019ultima volta.<\/p>\n<p>Mi sentivo quasi come Heidi, libera, spensierata, felice.<\/p>\n<p>Mi abbracci\u00f2 sempre con grande foga Zia e poi mi chiam\u00f2 su mia cugina Nina, dal balcone, che stendeva i panni. Era pi\u00f9 grande, la mia cugina maggiore, aveva ben cinque anni pi\u00f9 di me ma a\u00a0 sembrava molto pi\u00f9 grande, forse di 7-8 anni in pi\u00f9. Aveva lo sguardo un po\u2019 scavato, magra magra, esile quasi, non altissima, 1,58, forse 1,59, con i capelli \u00a0neri, come quelli di mia zia e gli occhi piccoli ma molto espressivi di color nocciola, enormi sopracciglia. Indossava sempre strane camicie enormi e gonne quasi anni 60 strette e lunghe, pi\u00f9 di rado i\u00a0 pantaloni perch\u00e9 suo padre, zio Piero, diceva che non stava bene che una ragazza indossasse jeans o cose simili.<\/p>\n<p>Era un po\u2019 fuori dal mondo, quel luogo. E nel retro della casa c\u2019era un immenso giardino, con zone per gli animali da cortile e alberi, una specie di foresta vergine, diceva con gusto ridendo la zia\u2026Ma quello che pi\u00f9 mi piaceva era il cane Buck, come il libro di London che mi ricordava il mio cane Chicco. E poi\u00a0 la cucina col camino.Aspettavo sempre che l\u2019accendessero\u2026 E ogni volta, mi sembrava un immenso mistero rosso scintillante pieno di meravigliosi crepitii, mentre si mangiava la pasta, i mitici maccheroni al sugo, pieno di sugo, sugo fresco, ci teneva a sottolineare zia, e anche mia cugina, fatto con i pomodori della terra, non comprato come da voi al Nord E spesso a tavola eravamo non pi\u00f9 cinque ma anche nove e dopo \u00a0con tutti i cugini a giocare a nascondino o insieme a \u00a0camminare lungo il vicolo.<\/p>\n<p>A volte, prima di mezzodi,\u00a0 si andava a prendere il pane.Sembrava quasi un rito. Si usciva di casa, e ci si addentrava per vicoletti come in una sorta di labirinto. Ci si ritrovava puntualmente davanti a una casa con cortile e portone di acciao. Si apriva, ad un tratto, dopo aver bussato, col vecchio toccaporta, come con un segnale speciale e si attendeva. Dopo qualche minuto, che sembrava eterno, appariva qualcuno. Ed ecco che li nel retrobottega della casa, c\u2019erano ceste piene di pane, pane casereccio, enormi pagnotte da un kg o anche due o tre, dalla crosta scura e dalla mollica infinita. Era un momento catartico quasi quello di inzuppare il pane nella scodella col sugo o magari la mattina nel latte per la zuppa. Ma ancora pi\u00f9 divertente e quasi una gita era il venerdi al mercato.Si scivolava lungo stradine, a me ignote, anche se gi\u00e0 viste, come lungo filari di vigneti di rosso e di bianco, con le bancarelle scintillanti al sole, le urla dei venditori, gli sguardi perplessi di Nina e sua sorella, inseparabile, Cetta. Cetta, ci portava a volte in auto. Era un vero e proprio viaggio quel tragitto sulla sua 126 verde bottiglia. Non sarei voluta pi\u00f9 rientrare.<\/p>\n<p>Sal\u00ec su in camera e la trovai piena di colori, come sempre. Avevano appena tinteggiato ma solo per met\u00e0, sembrava un atelier da pittore o la stanza di uno studente scapestrato\u2026 come diceva a volte mio zio.. Ma Nina\u00a0 sorrideva con leggero rammarico misto a pudore. \u201cDobbiamo finirla\u2026 aspettiamo i soldi della prossima raccolta\u2026\u201dUn altro enorme mistero. Non sapevo nulla di agricoltura, di raccolte, di semine, ec. Ecc.. tutto sembrava un affare fantastico al limite del proibito\u2026.<\/p>\n<p>Ma mi piaceva ascoltarla, la sua cadenza, il suo tono lento, a tratti squillante, quando rimbrottava un fratello pi\u00f9 piccolo. Con lei mi sentivo bene, al sicuro. C\u2019era la parete verde e gialla,\u00a0 i poster dei cantanti e attori famosi, la libreria con quaderni e pochi libri ma sempre curiosa con i suoi oggettini, il\u00a0 grande armadio nero con cassetti enormi, stile liberty che\u00a0 si apriva come uno scrigno segreto. E Quasi sempre erano piccoli gioielli in oro o argento o ricordi di viaggio.<\/p>\n<p>Ma quello che pi\u00f9 mi aveva colpito erano le saponette profumate! Si, aveva iniziato a collezionare saponette\u00a0 profumate colorate a forma di animali.Erano splendide. C\u2019erano anche cuoricini e stelle\u00a0 e alberi e conchiglie\u2026 Mi guard\u00f2, vedendo accendersi i miei occhi di interesse, e mi domand\u00f2 subito quale mi piacevo.Restavo a bocca aperta qualche istante, avevo ancora\u00a0 13 o 14 anni\u2026 No no, scegli, non ti preoccupare\u2026.Mi accarezzava con il suo sguardo dolce e bizzarro\u2026. Aveva gi\u00e0 18, quasi 19.. ma era ancora single, senza grandi prospettive\u00a0 di lavoro o di fidanzamento\u2026 E li era un fatto molto strano, quasi gi\u00e0 preoccupante\u2026Sua madre si era fidanzata a 14 anni e a 18 aveva gi\u00e0 due figli!!! Ma erano altri tempi\u2026 Ripetevo io\u2026.<\/p>\n<p>Era preoccupata. Non voleva continuare a vivere per sempre dai suoi, non voleva sentirsi un peso, visto che non riusciva a trovare lavoro nonostante il diploma da maestra. Voleva come tanti andare via di casa, anche se era legata a quel luogo come se fosse stata sempre li. E in un certo senso era cosi. Era nata in casa, come suo fratello, perch\u00e9 allora si usava cosi. Era come uno di quei mobili, \u201cparte della nave, parte della ciurma\u201d\u2026 Avrebbe detto oggi, capitan Jack Sparrow dei Pirati<\/p>\n<p>Sapeva di non essere particolarmente bella, n\u00e9 intelligente, ma sicuramente molto affettuosa, instancabile, \u00a0dolce, amabile. Sapeva forse o cosi credevo che era una forza della natura quando raccontava e quando ascoltava. Le piaceva parlare ma anche ascoltare, cosa rara di solito in che chiacchiera molto. Ma pi\u00f9 di tutto le piaceva la tv.<\/p>\n<p>Aveva in quel periodo fine adolescenza una vera e propria venerazione per la televisione. Si era creata, diceva con rimprovero,\u00a0 a volte, sua sorella, un mondo suo\u2026E quando non funzionava, per qualche guasto improvviso, si rabbuiava e correva da sua cugina vicina di casa o da zia Fonzie, come la chiamavano alcuni, la sorella di nonna, quella zia matta come una capra, sempre agitata con il suo sguardo da sparviero ciarliero e le sue mille messe.<\/p>\n<p>Erano met\u00e0 anni 80\u2026 quando imperversavano le grandi fiction\u2026 ma anche quelle sudamericane\u2026 lacrimose e disfattiste ma cosi piene di vena romanzesca e romantica, \u201cfaceva sognare\u201d diceva sempre Nu.. per noi\u2026 forse per te in citt\u00e0 no\u2026 ma qui\u2026 che non c\u2019\u00e8 nulla.. solo la festa del patrono, una volta all\u2019anno, a settembre\u2026 o quella del patrono dei paesi vicini..<\/p>\n<p>Ero stata a quelle feste.Erano feste semplici ma coinvolgenti con le sfilate dei patroni, l\u2019allegria mai smisurata dei giovani e tanti dolci e qualche cantante di passaggio o attore, a volte anche molto famoso che richiamava migliaia di visitatori anche dalla provincia.Come quell\u2019anno, il 1984, quando, trovai, con mia grande sorpresa, uno dei miei cantanti preferiti dell\u2019epoca. Andai con lei , sua sorella e la loro cugina-vicina di secondo grado.Tutte \u00a0tirate a lucido o quasi\u2026tranne lei che indossava il suo gonnelline scuro, camicia bianca e immancabili orecchini\u00a0 abbinati alla collana d\u2019oro e rossetto, unico filo di trucco su quel viso un po\u2019 emaciato e pallido. Non ricordo cosa avevo indosso, ma sicuramente pantaloni in voga, mi piacevano molto cose strane anni \u201980 pur senza seguire alla lettera madonna, culture club &amp;C\u2026 mi piacevano i jeans, i pantaloni alla pirata, lunghe camicie coloratissime, stile hawaiano, anche per nascondere anche i chili di troppo che mi tormentavano ancora .Fu un bellissimo spettacolo, nonostante, poi le lamentele, alla fine, della Nina \u201csei matta\u2026. Sei matta in mezzo a tutta quella gente..\u201d\u2026<\/p>\n<p>Ma io ero contenta.. correva lei, era ora della tv\u2026.\u00a0Sapevo che quella sera avrei dovuto aspettare dopo le 22 per poter parlare con lei. E fu cosi. Finalmente sotto le coperte avremmo chiacchierato fino a tardi per\u00f2, magari fino all\u2019alba.<\/p>\n<p>Sapevo anche che forse zia avrebbe urlato qualcosa dall\u2019altra parte del muro per farci zittire.E sapevo anche che avremmo ascoltato ma solo dopo tre o quattro urla.<\/p>\n<p>Era bello stare li e raccontarsi nel tepore della notte d\u2019estate coi grilli a un passo, qualche cane che abbaiava ogni tanto, le stelle che si intravedevano dalle imposte semichiuse e il cicalio del sonno della cugina che ogni tanto si svegliava e ci raccomandava di tacere.Ma erano gi\u00e0 le 2\u00a0 o le 3, quando infine, esauste..giocavamo a chi taceva per primo\u2026Le raccontavo dei miei sogni, dei progetti di viaggio o studio. \u00a0Non volevo sposarmi o non subito, volevo vedere il mondo e amavo gli animali\u2026Mi ascoltava attenta e poi come sempre, ripeteva quella frase \u201cmi piaci perch\u00e9 tu fai sempre quello che dici.. Qui invece\u00a0 sai, non si pu\u00f2, qua ci sono regole. Come non puoi andare al bar, i vicini mormorano\u2026\u201d Io vorrei sposarmi, ma non tardi. ormai ho l\u2019et\u00e0.. ma sono tutti orribili o squattrinati. E poi vogliono la dote!!ce l\u2019ho, si, vedi quel cassettone \u00e8 pieno di roba da quando avevo 9 anni.. ma, non basta..Quello che mi voleva c\u2019era ma non so. Era troppo vecchio e pure zoppo, aveva gi\u00e0 quasi 35 anni..!!! Mi sembrava di ascoltare Mena a colloquio con Alfio. Mi sembrava di vedere i Malavoglia in persona, in quel quadretto da famiglia antica\u2026. Non capivo spesso per\u00f2 mi affascinava. E adoravo lei, Nina anche quando cercava di darmi troppi consigli, e mi voleva sistemare per forza i capelli secondo i suoi gusti, quando si sforzava di uscire dal suo mondo angusto, quando salivamo su in terrazza da zia Fonzie per cantare, ballare, urlare a volte a squarciagola il nome di un vicino, a mo\u2019 di burla e ci nascondevamo dopo aver puntualmente lanciato un sassolino sul tetto. Come dei monellacci.<\/p>\n<p>Lei scuoteva la testa, rideva, ammoniva ma poi si divertiva con noi pi\u00f9 piccoli, noi gi\u00e0 grandi ma ancora molto infantili. E rideva quando ballavo col mio vestitino blu e giocava con noi a fare teatro in terrazzo o nel salotto di zia, quello buono, secondo la tradizione, anche s\u2019era tutto\u00a0 da sistemare, con l\u2019enorme tavolo di legno mogano scuro dove spesso si facevano i pranzi importanti con zio Checco, o il cugino maggiore Valentino\u00a0 e gli altri. C\u2019erano quelle vetrine piene di bicchieri, calici, piatti delle feste e foto, foto antiche di volti mai visti.<\/p>\n<p>Ma a volte anche senza la tv, Nina \u00a0finiva col parlare di tv, insieme alla cugina pi\u00f9 grande, Emma, insieme parlavano ore fitto fitto come in un misterioso codice\u2026 E noi allora stanche e un po\u2019impazienti, andavamo fuori a giocare, a correre, a prendere il gelato.<\/p>\n<p>Poi, accadde, quello che non pensavo sarebbe mai accaduto.<\/p>\n<p>Improvvisamente mi sembr\u00f2 di vederla sollevarsi \u00a0in alto, come in un cartoon, con i suoi oggetti<b> <\/b>preziosi, i suoi mobili, i suoi cassetti, le sue care foto e ninnoli, e la televisione\u2026<\/p>\n<p>Era davvero volata via, con la tv, per sempre.<\/p>\n<p>Forse, come aveva sempre sognato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16159\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16159\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era estate, ennesima estate, vacanze scolastiche, ritorno al paesello natio, \u201cle sacre origini\u201d come le chiamava, a volte,\u00a0 Mamma, nostalgica. 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