{"id":1614,"date":"2009-05-26T18:14:00","date_gmt":"2009-05-26T17:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1614"},"modified":"2009-05-28T11:18:31","modified_gmt":"2009-05-28T10:18:31","slug":"la-combinazione-vincente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1614","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La combinazione vincente&#8221; di Silvia Fabbri"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Incanto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">E\u2019 il viso di una bambina\u2026lineamenti dolci, occhi languidi che mi fissano e mi riportano indietro a quando il tempo era immobile\u2026C\u2019era una volta\u2026ora non pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Tutto cominci\u00f2 in un tempo remoto nel passato, fino ad arrivare a lei, Maril\u00f9, l\u2019ennesima casuale combinazione genetica. Suo padre era calzolaio mentre sua madre era parrucchiera: ambedue lavoravano in casa e questo permetteva loro di occuparsi delle bambine. Maril\u00f9 aveva una sorella pi\u00f9 piccola di nome Nina; erano diverse ma legate profondamente nonostante i piccoli, innocenti conflitti. Crescendo, il loro rapporto si sarebbe consolidato sempre di pi\u00f9. La vita scorreva cos\u00ec, semplicemente, nella campagna in periferia di Parigi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Maril\u00f9 frequentava l\u2019asilo, anche se un po\u2019 controvoglia\u2026era introversa e quasi spaesata. Quando ripensa a quel tempo lontano, riaffiorano ricordi sfuocati di mattine passate a giocare alla tiepida luce del sole, a disegnare, colorare e respirare l\u2019aria di un mondo ancora da scoprire. Ben presto arrivarono gli anni della scuola\u2026lei era spontaneamente brava nel canto e nella recitazione: spesso le facevano fare la protagonista nel coro o nelle recite scolastiche. Oltre a ci\u00f2, era minuta e flessuosa, fisicamente portata per la ginnastica artistica ma non ebbe mai l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare tutti questi suoi potenziali talenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Passava i pomeriggi a fare i compiti o a giocare nelle corti e nei campi con amici di scuola. Alcuni erano i figli di vicini di casa benestanti: le bastava attraversare la strada e le si apriva un altro mondo. La loro villa era per lei come un labirinto di stanze dove perdersi, cos\u00ec come il loro stile di vita rappresentava un ideale di benessere a cui aspirare. Pi\u00f9 avanti negli anni avrebbe realizzato che, l\u2019aver vissuto sin da piccola a confronto con quel modello di vita, l\u2019aveva influenzata tanto da non farle apprezzare, talvolta, quello che gi\u00e0 aveva. Solo con l\u2019esperienza, avrebbe sviluppato il senso critico necessario per prendere le distanze da tutto ci\u00f2 che, alla fine, non costituiva un bisogno reale bens\u00ec indotto da una sistema di vita sempre pi\u00f9 superficiale. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Era una gioia quando Maril\u00f9 e Nina potevano giocare con le loro cugine di citt\u00e0, Amelie e Kitty. Insieme sembravano le quattro sorelle uscite dal romanzo di <\/span><span style=\"Arial;\">Louisa May Alcott<\/span><span style=\"Tahoma;\"> <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>e, come delle <em>piccole donne<\/em> dell\u2019era moderna, unite dalle loro umili origini, cercavano di affrontare le prime difficolt\u00e0. Giocando, interpretavano i personaggi dei cartoni animati del tempo: streghe buone che, con amuleti magici, potevano trasformarsi in qualcun altro\u2026Allora non sapevano che le persone fanno similmente nel corso della vita, indossando le maschere sociali pi\u00f9 disparate perch\u00e9 incapaci di liberare la propria vera essenza\u2026diventano un \u201cqualcuno\u201d che si forma via-via per inerzia, quasi imposto dal contesto in cui nascono e dalle circostanze. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Capitava\u2026d\u2019improvviso sua madre che piangeva con una mano sul cuore oppure piegata su se stessa a vomitare\u2026talvolta finiva all\u2019ospedale e tendeva le braccia alle bimbe per stringerle a se appena le rivedeva. Maril\u00f9 cercava nello sguardo di suo padre e in quello della zia come un cenno di \u201cconsolazione\u201d, una spiegazione leggera e indolore. Non comprendeva affatto quello che succedeva. Tanto pi\u00f9 restava disorientata quando sua madre si arrabbiava ed era solita rimproverarla dicendole &lt;&lt; quando sar\u00f2 morta non venite a portarmi i fiori sulla tomba!&gt;&gt;. Una frase senza senso per Maril\u00f9 e Nina: cosa ne potevano capire della morte? Come si poteva loro spiegarla? In realt\u00e0 i bambini non hanno le facolt\u00e0 necessarie per comprendere ed accettare la fine di loro stessi e degli altri: \u00e8 un concetto fuori dalla loro portata. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Quel mondo apparentemente ovattato dell\u2019infanzia forse era una bugia. Una promessa di felicit\u00e0 eterna che gli adulti raccontano ai figli e che tengono in piedi fin che possono. <\/span><span style=\"Tahoma;\">Maril\u00f9 cercava di dimenticare questi episodi ma, il prendere distacco dagli eventi dolorosi, la portava anche a non godere pienamente di quelli sereni. Viveva sempre \u201call\u2019erta\u201d, in attesa della prossima batosta\u2026solo molti anni pi\u00f9 tardi avrebbe imparato a gestire meglio la paura. Un giorno, avrebbe tentato di non lasciarsi pi\u00f9 sopraffare dagli eventi negativi, affrontandoli subito e cercando di trarne sempre un risvolto positivo, perch\u00e9 il tempo non passasse invano, senza significato. Che il senso della vita fosse quello: sopravvivere alle avversit\u00e0 per evolversi? Perch\u00e9 solo la sofferenza pu\u00f2 forgiare la nostra personalit\u00e0? <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Passarono gli anni, fino a quando, come ad una pianta, le furono tagliate le radici: il trasloco. Per Maril\u00f9 fu un vero trauma. Tutte le amicizie delle classi elementari, i luoghi in cui aveva cominciato a crescere, la casa che l\u2019aveva protetta per cos\u00ec tanto tempo, i primi battiti del cuore\u2026tutto perso. Si trasferirono in collina nel paese natio della madre. Per anni non si sarebbe pi\u00f9 sentita \u201ca casa\u201d\u2026Doveva abituarsi ad un ambiente e a persone diverse ma non solo, fu la fine definitiva della spensieratezza: sua madre si addorment\u00f2 per sempre a trentanove anni di et\u00e0. Maril\u00f9 ne aveva dodici e sua sorella Nina appena otto. Sin da piccola era stata attratta da quello che non capiva ma questo evento andava aldil\u00e0 di qualsiasi mistero che potesse concepire, aldil\u00e0 di qualsiasi dolore che potesse sopportare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">I primi tempi, le sembrava di vedere sua madre in giro, nelle facce dei passanti, le pareva d\u2019improvviso di poterla chiamare esclamando: &lt;&lt; mamma! dove sei stata?&gt;&gt; pronta a perdonarla all\u2019istante e a dimenticare l\u2019angoscia devastante subita, perch\u00e9 comunque era tornata da lei. Le stesse sensazioni le provava in sogno, continuava a incontrarla come se sua madre fosse tornata da qualche viaggio, non si sa bene da dove\u2026Le chiedeva &lt;&lt; perch\u00e9 sei andata via? &gt;&gt; ma non riceveva mai una risposta a questa domanda. Cos\u00ec le succedeva di svegliarsi dal sonno e di vivere in un incubo\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">La solitudine, tanto rifuggita da alcune persone, era invece ricercata da Maril\u00f9 che ne aveva bisogno per rigenerarsi; lei sentiva che in quello spazio-tempo vuoto poteva rifugiarsi e staccare la spina con il mondo. Aveva sempre avuto un\u2019attitudine riflessiva; non le piaceva leggere soltanto per intrattenersi con storie fini a se stesse bens\u00ec aveva sete di conoscenza. I libri furono un valido sostegno per quella adolescenza mai pienamente vissuta. Amava raccogliere aforismi, estrapolava i pensieri che pi\u00f9 la colpivano e la rappresentavano: era in estasi quando uno scrittore era capace di esprimere in poche frasi quei concetti e quelle emozioni che Maril\u00f9 non riusciva ad esternare ma che aveva dentro di s\u00e9. Che sollievo! Aveva trovato nello scrittore la persona che sapeva comprenderla anche senza conoscerla e che sembrava aver scritto quel libro proprio per lei!\u00a0<\/span><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Negli anni che seguirono, le incomprensioni con il padre furono la molla che spinsero Maril\u00f9 ad impegnarsi nello studio per diplomarsi, trovare un lavoro sicuro e andare via di casa per essere indipendente. Ci riusc\u00ec: a ventidue anni fece il grande passo e realizz\u00f2 cos\u00ec il suo sogno. Per lei fu come rinascere.\u00a0Quella volta non rimase ad attendere che il destino facesse il suo corso, piuttosto gli and\u00f2 incontro per indicargli la strada da percorrere&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Per quanto lavorasse, la sua vita per\u00f2 non prendeva quella piega che lei\u00a0voleva. Sentiva dentro di s\u00e9 un conflitto struggente, fra la persona che stava diventando e quella che sognava di essere. C\u2019era sempre stato squilibrio tra i suoi desideri pi\u00f9 profondi e le risorse a sua disposizione per realizzarli, come se per esprimere se stessa le mancassero anzitutto gli strumenti\u2026cos\u00ec aveva sempre tentato la sorte, alla ricerca di quella coincidenza fortunata che, pensava, l\u2019avrebbe finalmente resa libera. Dopotutto, si diceva, quello era il costo della speranza. In questo modo per\u00f2, rimandava la vita stessa, in attesa di viverla come avrebbe voluto e, alla fin fine, sprecando tempo prezioso in attivit\u00e0 senza emozione. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Maril\u00f9 aveva talora atteso che, qualche evento inaspettato, come un detonatore, potesse dare il via a quella reazione a catena che le avrebbe potuto cambiare l\u2019esistenza: come se la vita, prima o poi, dovesse in qualche modo risarcirla per le ingiustizie a suo parere subite, ben sapendo che, in realt\u00e0, il mondo non fa che riflettere le semplici leggi di causa ed effetto\u2026<\/span>\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">Avvertiva su di s\u00e9 come una \u201czavorra\u201d invisibile ma pesante, che non riusciva a scrollarsi di dosso: l\u2019insieme di tutte le illusioni e i pregiudizi che forse, ogni tanto, aveva inconsciamente usato come alibi\u2026La visione che aveva avuto della realt\u00e0 era stata offuscata dai vari condizionamenti che si erano accumulati nel corso della sua esistenza. Sotto infiniti strati di emozioni represse, in fondo, avrebbe ritrovato la sua anima sommersa e al contempo sfuggente, la sua unicit\u00e0. Quella \u201ccombinazione vincente\u201d che avrebbe potuto renderla felice o infelice, aldil\u00e0 degli eventi della vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Tahoma;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1614\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1614\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incanto. 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