{"id":1609,"date":"2009-05-26T17:52:14","date_gmt":"2009-05-26T16:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1609"},"modified":"2009-05-26T17:52:14","modified_gmt":"2009-05-26T16:52:14","slug":"racconti-nella-rete-2009-la-donna-del-tramonto-di-bruna-lunari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1609","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La donna del tramonto&#8221; di Bruna Lunari"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Nella grande casa silenziosa c&#8217;\u00e8 una donna seduta sulla sedia davanti al tramonto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Lei che ha sempre avuto paura<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>di stare da sola, degli ambienti vuoti, del chiaroscuro, ha espresso il desiderio di non avere nessuno accanto . <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Dopo<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>una succulenta cena , gli invitati se ne sono andati, ma prima di varcare la soglia<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>le hanno domandato<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>per l&#8217;ennesima volta, con una sincera preoccupazione nel tono di voce, se era proprio intenzionata<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>a volere rimanere<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>in quella grande casa senza alcuno che si prenda cura della sua persona. Prontamente ha risposto di si. Quella grande villa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>lei la conosce<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>nei minimi particolari e la pu\u00f2 gestire liberamente<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>senza avere niente di cui preoccuparsi. Il tono di voce degli ospiti si \u00e8 stemperato nel frastuono di camminate che si dileguano, di un cancello che si chiude, di macchine che si allontanano. Lentamente quel frastuono \u00e8 diventato muto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Dopo tanta confusione, tanto frastuono, ora \u00e8 sola e pensa. Nella tranquillit\u00e0<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>di quella serata d&#8217;inzio estate pensa alla vitalit\u00e0 della sua adolescenza ormai passata. <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Pensa alla sua giovane et\u00e0 che sta precipitando nel pozzo triste e vuoto, che deve resistergli<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>non con il corpo a met\u00e0, ma con i pensieri<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sani della mente, approffittando di ogni solido valore per non caderci dentro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Dalle finestre aperte entrano le luci di un tramonto irraggiungibile. Allunga<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>una mano<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e cerca<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>di afferrare i colori cangianti che stanno sul un mobile<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>di fronte a lei. La sensazione<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>cambia per il suo corpo, che oramai \u00e8 diventato un corpo a met\u00e0. Torna<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ad afferrare i colori cangianti. Il tramonto scompare, al desiderio del suo camminare senza speranza, come una sirena.La donna seduta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sulla sedia pensa ancora a quello che l&#8217;aspetta. Si dovr\u00e0 abituare ai colori senza colore,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ai loro segni senza segno, quando saranno tutti risucchiati da una insignificante matita bianca. La donna seduta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sulla sedia \u00e8 praticamente paraplegica. C&#8217;\u00e8 stato un tempo<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>in cui non era cos\u00ec. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui viveva<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>della fisicit\u00e0 e della sua<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>materia e della sua sostanza. Un tempo in cui le sue gambe sostenevano un corpo che era l\u00ec<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e con un passo di danza<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ci poteva trasportare la sua mente, mentre l&#8217;armonia sembrava<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>fatta della fisicit\u00e0 stessa , una fisicit\u00e0 che nemmeno<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>la ola poteva coprire.. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">E&#8217; stato cos\u00ec corto, il suo ballo. Dal sorgere<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>della sua unica emozione alla timorosa svestizione della stoffa allo splendore meraviglioso del mondo alla sua prova, \u00e8 stato un istante.Sicuramente, ci sono stati attimi cos\u00ec colmi di soddosfazioni da essere sufficienti per un&#8217;esistenza completa, attimi che altre persone non avrebbero mai vissuto, neppure in mille anni di esistenza. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Ma il tempo, il tempo impostore che pilota le persone come robot e pilota<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>i mesi come secondi, era decollato su di lei e le aveva levato all&#8217;improvviso con il palmo di mano quello che aveva dato a iosa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con l&#8217;altro palmo di mano. Inscindibili calche in rapita adorazione della sua eleganza, del portamento sciolto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>dei suoi movimenti, dei vocaboli muti di ogni sua azione, quando sembrava che tutto il suo corpo fosse stato preso dall&#8217;armonia stessa , tanto era parte della musica dentro in cui si sentiva. Aveva ancora addosso, nelle gambe oramai paralizzate, i ricordi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Erano una fisicit\u00e0 cos\u00ec vigorosa da poter quasi sostituire gli arti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che aveva perso. Erano la Valentina Marchei, la Anna Cappellini, la Fiona Zaldua, la Jenni Meno, la Emmanuell Balmori un elenco ricco di pattinatrici esperte<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con la danza su ghiaccio e chine<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sulla ola dentro i gal\u00e0 per ognuno dei loro<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>trionfi. Gal\u00e0 di pattinaggio sul ghiaccio che non si sarebbero<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>mai pi\u00f9 spalancati. Ciao,divina del pattinaggio. La donna mette le mani sulle ruote della carrozzina. Le sue mani sono le sue gambe , adesso. Il cuscino antidecubito della carrozzina, la coperta calda di paill sulle gambe paralizzate,il cotone fresco della maglietta sul petto, seguendo la linea<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ben delineata del seno. L&#8217;aspetto vellutato del<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>viso curato da lei stessa, fino<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>a trovare la striatura<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>trasparente della lacrima che adesso lo sta segnando. La donna ha domandato, ed \u00e8 riuscita ad ottenere di non avere nessuno accanto, lei che ha sempre avuto paura di stare da sola, degli ambienti vuoti, del chiaroscuro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">D&#8217;improvviso sente che quell&#8217;isolamento si \u00e8 rotto, che non c&#8217;\u00e8 solamente lei dentro la casa. Non \u00e8 un frastuono, non \u00e8 una ventata di aria fresca o una camminata.E&#8217; un qualcosa che sente, con una sensazione che non sa controllare, come un vile impulso da strisciante.Un palmo di mano ha dato, l&#8217;altro palmo di mano ha tolto. Ora pu\u00f2 vedere molto pi\u00f9 colore. Quel qualcosa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>diventa una camminata sciolta e snodata, quasi senza frastuono.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Una ventata di aria fresca e pura. Qualcuno sta salendo le scale e si avvicina sempre di pi\u00f9. Quella camminata cos\u00ec sicura<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ora si \u00e8 bloccata a pochi passi da lei. Domina l&#8217;impulso di girare la carrozzina e reagire,perch\u00e8 sarebbe vano. Sente la profusione, quella di una scorza con una soave fragranza unita ad un soave profumo francese . Capisce l&#8217;\u00ecdentit\u00e0 del profumo , ma non quella umana. &#8221; Parfum Jean- Paul Gualtier&#8221; di Jean-Paul<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Gualtier.Un&#8217;acqua di colonia che sa di dolce e di amaro. Lo ha regalato a Matilda, tempo fa, comprandolo a Livigno, nel mini- marchet vicino alla pista di pattinaggio, proprio<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>la sera dopo l&#8217;incredibile gal\u00e0 di pattinaggio sul ghiaccio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Quando ancora&#8230; La camminata<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ricomincia. Il nuovo inquilino arriva dietro la sua carrozzina che sta di fronte alla finestra. Scorge la sagoma del suo corpo mentre viene a<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>stare alle sue spalle.La donna seduta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sulla carrozzina non \u00e8 stupita. Non ha timore. Ha solo il desiderio di sapere.&#8221;Come ti chiami?&#8221;C&#8217;e una pausa di oblio, poi l&#8217;inquilino in piedi da una risposta secca<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>alla donna seduta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con un tono di voce esile e sottile.&#8221;Cambia qualcosa?&#8221; &#8220;Per me si, cambia molto&#8221; &#8220;La mia identit\u00e0 non ti direbbe niente. La cosa importante non \u00e8 sapere come mi chiamo, la cosa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>importante \u00e8 sapere cosa sono e perch\u00e8 sono qua&#8221;.&#8221;Questo lo suppongo. Ho intuito di te.Ti attendevo, forse .<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Anzi dentro di me ero convita del tuo arrivo&#8221; La donna seduta mette le mani<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sulle ruote della carrozzina. Avrebbe voglia di metterle<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>anche sulle gambe<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>del nuovo inquilino, perch\u00e8 le mani<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sono le sue gambe, adesso.. Lo stesso tono di voce esile, cos\u00ec fitto di sottigliezze, le risponde alla luce del tramonto.&#8221; Ora, sono qui&#8221;.&#8221;Suppongo che non c&#8217;\u00e8 niente che io possa dire o possa fare.&#8221; &#8221; No, non c&#8217;\u00e8 niente&#8221; &#8221; E&#8217; la fine, allora. In un certo senso , forse \u00e8 meglio cos\u00ec. Sicuramente io non avrei avuto il coraggio, sono una vigliacca.&#8221; &#8220;Vuoi che ti faccia ascoltare una canzone?&#8221; &#8220;Non so, forse. Si , va bene.voglio ascoltare una canzone.&#8221; Sente un carosello di esili elastici frastuoni, il brusio della radio che va e che viene, messo pi\u00f9 in risalto dai colori del tramonto e dalla tranquillit\u00e0 che regna in casa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Il nuovo inquilino sta maneggiando con le stazioni della radio da tavolo. Non ha chiuso la finestra. Deve avere l&#8217;udito di un camoscio se non ha bisogno di chiudere la finestra per ascoltare a fondo i suoni<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che vengono trasmessi dalle onde radio.Un attimo dopo, la musica di una canzone si diffonde armoniosa nella casa. La donna seduta non conosce il nome della cantante ma la musica di quella canzone misteriosamente le ricorda fin dalle prime note l&#8217;armonia gioiosa della colonna sonora di Titanic, il film che ha ottenuto piu Oscar del secolo scorso. Ha volteggiato quella melodia al Gran Gal\u00e0 di Montecarlo, al culmine del suo successo,in un duetto con il primo pattinatore di cui non ricorda il nome,solo i movimenti straordinariamente ritmici del suo corpo. La donna seduta volge l&#8217;orecchio nella direzione da cui viene la voce della cantante , che \u00e8 la stessa di quella del nuovo inquilino.&#8221; Come si chiama?&#8221; &#8221; E&#8217;<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Celine Dion .Una bravissima cantante.&#8221;Lo sento.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Per te che cosa significa?&#8221; &#8220;E&#8217; ci\u00f2 che resta del mio passato. Da adesso in poi rester\u00e0 anche il tuo.&#8221; Una breve pausa salda.La donna sulla carrozzina ha per un istante l&#8217;impressione che il nuovo inquilino abbia lasciato la casa.. Ma quando gli parla la sua voce esile e sottile arriva subito dal chiaroscuro dietro di lei. &#8221; Ti posso domandare una cortesia?&#8221;&#8221; Se ti posso accontentare, va bene.&#8221; Ti posso abbracciare?&#8221; Un leggero passo felpato. Il nuovo inquilino si \u00e8 abbassato verso lo schienale<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>della carrozzina .La donna<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>seduta sente i filiforme dei suoi capelli, capelli che sanno di femmina. Forse una femmina che in un&#8217;altra epoca<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e in un&#8217;altra situazione avrebbe cercato di farsi amica. Allunga le braccia, le plana tra quella nuvola , la circonda<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con le dita delle mani fino trovare il viso. Insegue la forma del collo, con le mani tasta il solco e le mammelle. Le braccia sono la sua forza , adesso, e danzano per lei. La donna in carrozzina non ha timore. Aveva solo il desiderio di sapere , ora \u00e8 solo stupita . <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">&#8220;Allora sei proprio tu , &#8221; le bisbiglia all&#8217;orecchio. &#8221; Si&#8221; le risponde la femmina sinceramente, spostandosi un poco pi\u00f9 dietro la carrozzina.&#8221; Mi dici perch\u00e8 lo fai?&#8221; &#8221; Lo faccio perch\u00e8 devo farlo.&#8221; La donna in carrozzina \u00e8 soddisfatta di questa risposta. Pure lei tempo fa ha fatto quello che il suo cuore le diceva di fare. Ha solamente una cosa da chiedere alla femmina. Alla fine \u00e8 solo una donna. Una donna non timorosa da quello che sta per succedere,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ma solo dal male .&#8221; Patir\u00f2?&#8221; &#8220;No, non patirai.&#8221; Non vede il palmo della mano chiudersi, mentre il pugno stringe lo stiletto. La risposta della femmina si amalgama con la vibrazione metallica della lama , che al tramonto, le trafigge il<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>cuore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1609\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1609\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Nella grande casa silenziosa c&#8217;\u00e8 una donna seduta sulla sedia davanti al tramonto. 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