{"id":16036,"date":"2013-05-31T10:39:25","date_gmt":"2013-05-31T09:39:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16036"},"modified":"2013-05-31T10:39:25","modified_gmt":"2013-05-31T09:39:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-quando-il-diavolo-ti-accarezza-di-marta-santomauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16036","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Quando il diavolo ti accarezza&#8221; di Marta Santomauro"},"content":{"rendered":"<p>Sono venuto pure io oggi.<\/p>\n<p>In mezzo a questa folla scossa tra mazzi di rose bianche e pizzi neri.<\/p>\n<p>\u201cPovero don Angiulino\u201d bisbigliano le comari tra un urlo di disperazione e un tuffo nel fazzoletto immacolato.<\/p>\n<p>\u201cMaronna\u2026 una disgrazia, questa \u00e8 una disgrazia!\u201d<\/p>\n<p>Vecchie in processione sfilano rosari scuotendo la testa. Gli uomini si calano il cappello sugli occhi, fumano appoggiati agli angoli della piazza, con lo sguardo che si puccia nelle pozzanghere, per pudore.<\/p>\n<p>Piove dritto e grigio.<\/p>\n<p>Tutta Castellabbate \u00e8 inebetita dalla notizia del brutale omicidio di don Angelo.<\/p>\n<p>\u201cPare che siano stati quelli di satana, le belve come si chiamano, sono arrivate pure qui! Quello don Angiulino era una brava persona veramente. Lo hanno sacrificato alla luna, quant\u2019\u00e8 vero iddio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, sant\u2019uomo, lo hanno trovato senza mani, gliele hanno tagliate, povera all\u2019anima sua, come un ladro gliele hanno fatte saltare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChiss\u00e0 dove sono finite poi, che neanche le hanno trovate i poliziotti, Ges\u00f9 che brutta cosa!\u201d<\/p>\n<p>Mi perdo tra le voci della folla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le mani di don Angelo me le ricordo molto bene.<\/p>\n<p>Erano le mani di uno del nord, che la terra non l\u2019ha mai toccata, solo i libri sfogliavano le mani di don Angelo.<\/p>\n<p>Rugose, come carte geografiche, coperte da uno strato di pelle cos\u00ec sottile che ci vedevi il sangue scorrere sotto, dentro le vene, come fiumi timidi.<\/p>\n<p>Da quando mamma era morta era lui che si preoccupava di me.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 viveva praticamente sempre dentro la sua officina, non usciva mai da l\u00ec e alle volte lo sentivo, al buio, che piangeva e ripeteva sottovoce <i>perch\u00e9, perch\u00e9.<\/i><\/p>\n<p>Era diventato vecchio in una notte sola, e i suoi occhi si muovevano come biglie lanciate a caso sulla sabbia.<\/p>\n<p>Io e mia sorella Rosetta ce la cavavamo a modo nostro.<\/p>\n<p>Lei era fidanzata con Nicola o\u2019Saponaro e la notte impastava il pane al forno, ma presto si sarebbero sposati e se ne sarebbero andati a vivere in citt\u00e0, che l\u00ec la vita \u00e8 meglio, mi diceva sempre, con gli occhi luccicanti come se stesse guardando il mare.<\/p>\n<p>\u201cQuando le cose andranno bene ti far\u00f2 venire da noi, Anto\u2019, te lo prometto\u201d mi diceva accarezzandomi veloce la testa con le mani fatte di farina, \u201csarai lo zio preferito dei miei figli, vedrai. Ne voglio almeno tre, un maschio e due femmine!\u201d<\/p>\n<p>Si mordeva le labbra rosa, forte, con tutti i denti. A trattenere la bugia che mi stava raccontando. Perch\u00e9 non lo sapeva, Rosetta, che stavo nascosto dietro la porta del negozio, settimana scorsa, mentre si appiccicava con Nicola. Li avevo sentiti tutti i suoi ruggiti, che quello mica mi voleva, a me, dentro casa sua.\u00a0 \u201cLa famiglia \u00e8 la nostra, quella che ci facciamo io e te, Rose\u2019, non quella che ti porti appresso dalla sfortune tue\u201d ripeteva con la bocca tanto spalancata che vedevo volare pulci di saliva dalla sua lingua, per tutta la stanza.<\/p>\n<p>Io cercavo di non sentire che rumore fa essere abbandonati a se stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima facevo il garzone per Mast\u2019Achille. Lui era un uomo duro, ma dal cuore buono e mi curava come fossi figlio suo, che di figli non ne aveva.<\/p>\n<p>Io gli facevo le commesse, lo accompagnavo sul trattore quando dovevamo andare in campagna e lui mi dava patate e cipolle in cambio.<\/p>\n<p>Quando andava bene anche due monete.<\/p>\n<p>Poi don Angelo aveva cominciato con questa storia che dovevo studiare.<\/p>\n<p>Mi aveva fatto trasferire dentro casa sua e diceva che mi insegnava la scienza.<\/p>\n<p>Diceva che ero intelligente e che sarei diventato uno importante se avessi fatto come mi indicava lui.<\/p>\n<p>A me dispiaceva lasciare Mast\u2019Achille, ma dentro alla casa di don Angelo avevo una stanza tutta mia con una coperta ripiena di piume sul letto, e anche una stufa. E la domenica, dopo la messa mi potevo pure mangiare l\u2019uva appassita, che era un sogno per me.<\/p>\n<p>Don Angelo mi leggeva i libri e mi insegnava a scrivere.<\/p>\n<p>Verso le cinque di ogni pomeriggio, io andavo a trovare Mast\u2019Achille che tornava dalla campagna, gli raccontavo le cose che imparavo e ogni tanto gli portavo pure le caramelle al rabarbaro che rubavo dalla dispensa di don Angelo.<\/p>\n<p>Ci andavo di nascosto perch\u00e9 don Angelo non voleva che mi mischiassi con la gente di terra. Era una regola, diceva, che le teste stanno con le teste e le mani con le mani.<\/p>\n<p>Mast\u2019Achille mi faceva sedere al volante del trattore, mentre scaricava il retro dagli attrezzi e dai cesti pieni di verdura fresca, io gli parlavo di Pirandello e di Pascoli.<\/p>\n<p>Lui sorrideva sotto al naso tondo tondo e scuoteva la testa, senza dire niente.<\/p>\n<p>Mi faceva bere le uova fresche direttamente dal guscio, pure se ancora erano sporche di pollaio. Diceva che mi facevano forte e io lo ascoltavo, anche se un po\u2019 mi faceva venire i brividi\u00a0 quel gusto crudo e viscido sulla lingua.<\/p>\n<p>Ogni tanto gli luccicavano pure gli occhi, quando gli recitavo <i>Cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna <\/i>e<i> <\/i>io mi sentivo che cos\u00ec era la vita, con le regole da infrangere, le poesie e le uova crude che puzzano di merda.<\/p>\n<p>Il giorno prima di morire stroncato da un infarto, Mast\u2019Achille mi disse: \u201cAnto\u2019, figlio mio, una cosa della vita ti devi imparare bene. Sono spesso le cose che non ti aspetti, quelle che ti faranno soffrire di pi\u00f9. Devi stare molto attento, non fidarti di nessuno. Ricordati bene quello che ti dico, Anto\u2019, che <i>quann&#8217; &#8216;o diavulo t&#8217;accarezza, vole l&#8217; \u00e0nema<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Quando il diavolo ti accarezza, vuole l\u2019anima.<\/p>\n<p>Ma non l\u2019avevo mica capito, cosa voleva dirmi.<\/p>\n<p>Non l\u2019ho capito fino al giorno in cui don Angelo ha cominciato a dire che avevo il male dentro.<\/p>\n<p>Che tutte le sventure che mi erano capitate mi avevano messo il diavolo in corpo, e che solo lui poteva curarmelo, che sarebbe andato tutto bene e che poi me ne potevo pure andare al mare a nuotare, che non affogavo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Don Angelo era uno che sapeva le cose del mondo e io volevo stare felice nella vita, \u00a0raccogliere i ricci dietro gli scogli di Castellabbate, e pure andare bene a scuola e fidanzarmi con Annarella.<\/p>\n<p>Diceva che ci pensava lui e io sospettavo che allora era pure magico, don Angelo. Prima di addormentarmi, parlavo nella mia testa a Mast\u2019Achille e gli raccontavo che ero proprio fortunato perch\u00e9 era me che don Angelo voleva aggiustare, e adesso che non c\u2019era pi\u00f9 nemmeno lui avevo bisogno di tornare tutto intero.<\/p>\n<p>Io me ne dovevo stare zitto, diceva, e lui avrebbe fatto passare tutto.<\/p>\n<p>Prima con le mani.<\/p>\n<p>Le sue mani di carta crespa, secche e lunghe.<\/p>\n<p>Poi con la bocca.<\/p>\n<p>Poi con tutto il suo corpo.<\/p>\n<p>Mi premeva dentro.<\/p>\n<p>Diceva che se mi faceva urlare, era un bene, che era il male che se ne stava uscendo e allora doveva spingere ancora, e ancora.<\/p>\n<p>E di nuovo con quelle mani.<\/p>\n<p>Sono diventate il mio incubo.<\/p>\n<p>Io non capivo come poteva mettermi a posto se mi sentivo che ogni volta mi rompeva un pezzo in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma me ne stavo zitto.<\/p>\n<p>Come diceva lui.<\/p>\n<p>Ingoiavo le lacrime e nascondevo la testa nei suoi libri.<\/p>\n<p>Sono stato zitto vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Fino all\u2019altra notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io lo so, dove sono finite le mani di quel sant\u2019uomo di don Angelo.<\/p>\n<p>Le troveranno, sporche, tra i fiori bianchi.<\/p>\n<p>Voglio vedere la faccia che faranno. Quando capiranno.<\/p>\n<p>Gli ho tolto le carezze perch\u00e9 non facessero pi\u00f9 male a nessuno.<\/p>\n<p>L\u2019ho lasciato urlare, come mi ha insegnato lui. Cos\u00ec il male se n\u2019\u00e8 uscito pure dal suo corpo vecchio e pieno di spigoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E adesso che ho saldato i miei conti con il diavolo, andr\u00f2 a mettere un fiore sulla tomba di Mast\u2019Achille.<\/p>\n<p>Pace all\u2019anima sua.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16036\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16036\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono venuto pure io oggi. 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