{"id":16027,"date":"2013-05-31T10:34:29","date_gmt":"2013-05-31T09:34:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16027"},"modified":"2013-05-31T10:36:01","modified_gmt":"2013-05-31T09:36:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-castelli-di-sabbia-di-beatrice-bacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=16027","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Castelli di sabbia&#8221; di Beatrice Bacci"},"content":{"rendered":"<p>\u00abBuon compleanno, Celeste.\u00bb disse il vecchietto porgendo alla bambina un pacchettino, che fu scartato con una ferocia esemplare. Dentro c\u2019era un coltellino svizzero, di quelli grandi e marroni. \u00abCos\u00ec potrai sempre scavare un tunnel e scappare, se ti troverai ad averne bisogno, come ho fatto io durante la guerra.\u00bb<\/p>\n<p>La bimba lo guard\u00f2 con occhi scintillanti: \u00abGrazie, nonno.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il bar era quasi vuoto quella sera. C\u2019era un uomo seduto al bancone, con un tovagliolo puliva abbastanza ossessivamente il bordo di un bicchiere di qualcosa di forte. Una donna piuttosto giovane che indossava un grembiule, appoggiata dietro al bancone con la schiena, scheggiava il pavimento con un coltellino svizzero, di quelli grandi e marroni. Lo scheggiava sempre nello stesso punto, come se volesse fare il buco pi\u00f9 profondo possibile. Un uomo, non quello che strofinava il tovagliolo sul bicchiere, un altro, uscendo dalla porta della cucina e vedendo la ragazza rovinare il pavimento di legno, cominci\u00f2 a gridare qualcosa a proposito di quello che gli faceva spendere per rifare quel parquet tutti i mesi. La ragazza continu\u00f2 a scheggiare il pavimento, con pi\u00f9 forza e pi\u00f9 velocemente. Ci\u00f2, ovviamente, fece infuriare l\u2019uomo, che la butt\u00f2 fuori dalla porta urlando. Nella spinta le cadde il coltellino. L\u2019uomo che era al bancone se ne accorse, lo raccolse e usc\u00ec sotto la pioggia. Aiut\u00f2 la ragazza ad alzarsi e le mise il proprio cappotto sulle spalle, per poi porgerle il coltellino. Voleva solo essere gentile. Lei cominci\u00f2 a piangere, ma non si vedeva sotto la pioggia. Lui le chiese: \u00abPerch\u00e9 scavavi il pavimento?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 cos\u00ec posso fare un tunnel e scappare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abScappare dove?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon lo so&#8230; a casa.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019uomo, che aveva uno strano presentimento, continu\u00f2: \u00abDi\u2019 un po\u2019, ce l\u2019hai una casa? Un posto dove andare adesso?\u00bb Lei scosse la testa. \u00abAllora vieni.\u00bb La port\u00f2 nel suo appartamento, e lei ci rest\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella mattina non faceva neanche poi cos\u00ec caldo per essere il 12 Luglio. Celeste prendeva il sole sulla sdraio, vicino al mare. Suo marito puliva il vetro della maschera con un panno disinfettato. Per la settima volta. Era un giorno del tutto tranquillo.<\/p>\n<p>Lo strillo acutissimo di una bambina si alz\u00f2 a pochi metri da lei, poi risate e altri strilli&#8230; di suo figlio. La donna si alz\u00f2 precipitosamente e prese in braccio il bambino di due anni che la bambina di sette stava prendendo a rastrellate sulla testa, stringendolo al cuore e tentando di calmarlo. Un secondo dopo arriv\u00f2 l\u2019altra mamma, che prese per mano la colpevole e le tir\u00f2 uno scappellotto sulla nuca. \u00abMi scusi tanto. Andiamo, Virginia.\u00bb Nient\u2019altro. Celeste si port\u00f2 il bambino alla sdraio, senza mollarlo, neanche quando lui si divincol\u00f2. Cerc\u00f2 di distrarlo e di tenerlo a s\u00e9, ma fu costretta a lasciarlo andare. E voleva scavare un tunnel e scappare, ma chi \u00e8 pi\u00f9 libero di chi \u00e8 davanti al mare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una bambina faceva un castello di sabbia sul bagnasciuga. Utilizzava un coltellino svizzero, di quelli grossi e marroni, incrostato di rena, per togliere fettine sottili di sabbia alla base e per disegnare dettagli sulla parete.<\/p>\n<p>Una donna pass\u00f2 davanti a lei, togliendole la luce obliqua e rossastra del sole calante. Virginia alz\u00f2 la testa e vide questa signora guardare per terra con la schiena curva, strizzando gli occhi per vedere bene. \u00abCosa cerchi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn coltellino svizzero, di quelli grossi e marroni, hai presente?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesto? L\u2019ho trovato prima nella sabbia.\u00bb chiese Virginia.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 proprio quello! Grazie, tesoro.\u00bb Celeste si rigir\u00f2 il coltellino tra le dita, aprendolo e chiudendolo ritmicamente. \u00abBel castello.\u00bb aggiunse.<\/p>\n<p>La bambina sorrise. Era fiera della propria opera. Proprio un bel castello. E il punto forte era la sua fragilit\u00e0. \u00abBasta una conchiglia piccola cos\u00ec\u00bb disse, mostrandole una conchiglia grande come un pisello \u00abper far crollare tutto.\u00bb Mise la conchiglia sulla punta pi\u00f9 alta della fortezza. Croll\u00f2 tutto.<\/p>\n<p>Celeste si sedette per terra e si mise a scavare, continuando a fare ombra su Virginia.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 scavi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 voglio scappare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 vuoi scappare?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 sono triste.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 sei triste?\u00bb<\/p>\n<p>La signora ci pens\u00f2 un attimo. \u00abPerch\u00e9 hai distrutto il castello.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa tu sei matta?\u00bb chiese Virginia, con innocenza perfetta.<\/p>\n<p>Celeste si ferm\u00f2 e la guard\u00f2. \u00abS\u00ec. S\u00ec, sono matta.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVirginia\u00bb chiam\u00f2 sonnolento il ragazzo dal letto \u00abcosa c\u2019\u00e8? Torna a letto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDormi.\u00bb lo zitt\u00ec lei.<\/p>\n<p>\u00abMa se non spengi la luce&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Virginia spense la luce: \u00abAdesso dormi.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVirginia.\u00bb il dormiglione sbadigli\u00f2 e si alz\u00f2 dal letto, barcollando e strizzando gli occhi per vedere dove fosse la sua ragazza. \u00abVirginia?\u00bb<\/p>\n<p>Nessuna risposta, ma sent\u00ec il rumore di una tazza posata su un tavolo provenire dal salotto. Girando l\u2019angolo, la vide in piedi davanti al cavalletto. Era in camicia da notte, e nonostante dalle occhiaie si vedesse che era stanca, gli occhi le brillavano come in una sorta di trance. Con la mano che reggeva il pennello si scostava continuamente i capelli dalla fronte, appiccicati dal sudore della notte estiva.<\/p>\n<p>\u00abVirgy. Hai dipinto al buio tutta la notte?\u00bb<\/p>\n<p>La ragazza alz\u00f2 lo sguardo, sorpresa che lui fosse l\u00ec. Poi guard\u00f2 fuori dalla finestra, accorgendosi che ormai era giorno. Poi guard\u00f2 di nuovo la tela. Diede altre due pennellate. \u00abHo finito.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPosso vedere?\u00bb<\/p>\n<p>Virginia gli fece cenno con la mano di avvicinarsi. Aveva dipinto un castello di sabbia, si riconosceva per il colore e per le merlature sulle torri. Tuttavia le proporzioni erano volutamente scambiate: era troppo sottile in basso e troppo largo in alto. Sui muri erano dipinti ghirigori con una linea pi\u00f9 scura, come piccole figure bitorzolute che avevano preso il posto dei mattoni. Una conchiglia rosata era sospesa sopra la torre pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 bellissimo, Virgy!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi piace?\u00bb<\/p>\n<p>Lui la baci\u00f2. \u00abLo faccio vedere a Domenico. Secondo me te lo mette all\u2019asta. Puoi diventare una pittrice famosa!\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La donna entr\u00f2 in cucina sbattendo la porta. L\u2019uomo la segu\u00ec urlando: \u00abHai dipinto sui miei grafici! Mi servivano! Adesso cosa dir\u00f2 al mio capo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuoi dei soldi? Te li do! Sono piena di soldi! Sono Lady Alice, adesso!\u00bb rispose, e cominci\u00f2 a sbattere violentemente padelle e ante per preparare la colazione.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, grazie a me! Io ti ho fatto diventare famosa!\u00bb Lui cercava di rincorrerla, mentre lei si muoveva per tutta la cucina aprendo ogni singolo cassetto per trovarvi un coltello diverso.<\/p>\n<p>\u00abNon ti azzardare, sai? Non farmi venire il senso di colpa, perch\u00e9 tanto lo so.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCosa? Cosa sai?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe mi vuoi ammazzare!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCosa?! Ma come ti \u00e8 venuto in mente?!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo so e basta! Mi vuoi ammazzare, non provare a negarlo!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa non \u00e8 vero!\u00bb L\u2019uomo la afferr\u00f2 per un polsoe la fece girare, e lei, spaventata, tir\u00f2 fuori un coltello dal cassetto e glielo punt\u00f2 al viso. Lui la lasci\u00f2 andare e indietreggi\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abVirginia. Calmati.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon chiamarmi Virginia! E non dirmi mai di calmarmi!\u00bb e lanci\u00f2 il coltello, che graffi\u00f2 la sua testa e poi vol\u00f2 fuori dalla finestra. Lui url\u00f2 di dolore.<\/p>\n<p>\u00abOh mio dio.\u00bb mormor\u00f2 lei. Usc\u00ec di casa. Non voleva vedere il sangue. Di questo era sicura. Non voleva vedere il sangue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le eleganti signore nella stanza ridevano tutte, controllatamente per non rovesciare il t\u00e8 che bevevano da preziose tazze di porcellana.<\/p>\n<p>\u00abOh, Filomena, ma dove le trovi queste storielle cos\u00ec esilaranti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOh, \u00e8 il circolo di bridge, voi non sapete che cosa viene fuori durante le partite pi\u00f9 noiose!\u00bb<\/p>\n<p>Un uomo vestito di tutto punto si schiar\u00ec la gola: \u00abSignore. E\u2019 con immenso piacere che vi presento Lady Alice.\u00bb<\/p>\n<p>Una donna apparve teatralmente in cima alla scalinata, vestita di seta rossa. Lo scintillio del suo collier si rifletteva in barlumi d\u2019invidia negli occhi delle signore sedute in poltrona, che applaudirono entusiaste. Lady Alice si crogiolava in questa adorazione, e catalizzava l\u2019attenzione del suo salotto.<\/p>\n<p>Al suono del campanello, il maggiordomo and\u00f2 a sentire chi fosse. Si avvicin\u00f2 discretamente alla padrona di casa, e le sussurr\u00f2 in un orecchio il nome dell\u2019ospite. Lei impallid\u00ec. Si scus\u00f2 mormorando con le distinte signore e and\u00f2 nell\u2019ingresso, per proibire categoricamente al maggiordomo di far entrare il suo amante, perch\u00e9 sicuramente, in quel preciso momento, tramava per ucciderla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abAlice? Alice, mia cara, sei l\u00ec?\u00bb chiam\u00f2 l\u2019anziana donna, salendo lentamente le scale. Si sent\u00ec ridere dal piano di sopra. \u00abAlice? Sei tu?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi dispiace, signora Agostini, ma Lady Alice non si sente bene, ha chiesto di poter evitare di ricevere chiunque. Sono certo che per lei farebbe un\u2019eccezione, ma non vuole contagiare nessuno.\u00bb disse l\u2019uomo, anche lui non pi\u00f9 tanto giovane, che apparve in cima alle scale e scese per accompagnare l\u2019anziana signora, dandole il braccio.<\/p>\n<p>\u00abOh, d\u2019accordo. Pu\u00f2 dirle che sono passata? Le telefoner\u00f2 oggi pomeriggio. Volevo invitarla al t\u00e8 che dar\u00f2 domani per l\u2019uscita del mio nuovo romanzo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGlielo dir\u00f2 senz\u2019altro, signora Agostini. Buona giornata e auguri per il suo romanzo.\u00bb disse l\u2019uomo chiudendo la porta. Risal\u00ec le scale ed entr\u00f2 in una camera grande e piena di luce. C\u2019era un letto, nella stanza. Sopra il letto era seduta sui talloni una donna rinsecchita e piena di rughe. Dipingeva con colori scuri, e macchiava il vestito, il letto e il pavimento. Ogni tanto si fermava a guardare la tela e ridacchiava tra s\u00e9.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si ferm\u00f2 a guardarla, la donna che amava, e sospir\u00f2. La creatura fragile che era stata si era chiusa a riccio nella sua bolla di cristallo. Era tanto tirarle fuori due parole alla settimana. I suoi quadri vendavano benissimo, certo. Pazzia in bottiglia, praticamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Celeste stava facendo la lavatrice quando il campanello della porta suon\u00f2. Facendo leva sulle ginocchia stanche, si alz\u00f2 per andare ad aprire.<\/p>\n<p>\u00abChi \u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCeleste, sono io, Domenica!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAh, Domenica, sali pure!\u00bb<\/p>\n<p>Celeste and\u00f2 a mettersi un maglione meno comodo e le scarpe, per accogliere l\u2019amica in casa. Dieci minuti dopo stavano prendendo il t\u00e8 comode in poltrona.<\/p>\n<p>\u00abAllora, cara, qual buon vento?\u00bb chiese Celeste portandosi la tazza alle labbra.<\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 non tanto buono, sai? Da quanto non senti tuo figlio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi ha telefonato ieri, stava bene. Vorrei che si sposasse, per\u00f2. Se lo merita.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBe\u2019, mi dispiace molto dirtelo, ma ho trovato Marina dal salumiere ieri e mi ha detto che qualcuno le ha detto che tuo figlio sta avendo dei problemi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIn che senso, dei problemi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon era molto chiaro da quello che mi ha detto, ma pare che abbia problemi di droga.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDi droga?!\u00bb Celeste, sconvolta, pos\u00f2 la tazza sul piattino tremolante.<\/p>\n<p>\u00abTesoro, ti vedo pallida, stai bene?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abForse&#8230; forse sarebbe meglio&#8230; che andassi, adesso.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSe&#8230; se \u00e8 quello che vuoi, Celeste, me ne vado, ma sicura di non aver bisogno di nulla?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTranquilla, sto bene, devo solo avere un momento per me&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Quando Domenica fu uscita, Celeste si sedette sul pavimento e cominci\u00f2 a scavare un buco. Erano mesi che non lo faceva. Stava andando tutto bene. Fino ad allora. A volte il destino fa finta di essersi dimenticato di te, della tua storia, per quanto assurda fosse stata. Ma non si dimentica mai veramente di nessuno di noi. E trova sempre dei modi per rendere le nostre storie pi\u00f9 assurde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Celeste si alz\u00f2 dal letto al buio cercando di non fare rumore e di spostare le coperte il meno possibile, per non svegliare suo marito. A tentoni cerc\u00f2 i vestiti che aveva lasciato sulla sedia e li port\u00f2 in cucina per cambiarsi. Mise il cappotto e usc\u00ec di casa, chiudendo la porta delicatamente. In strada, la luce dei lampioni illuminava male la citt\u00e0 scura. Doveva trovare suo figlio. Sapeva che lui era l\u00ec per le strade, si erano dati appuntamento l\u00e0 fuori, doveva convincerlo a tornare a casa, ad avere una vita migliore. Doveva convincerlo a tornare da lei, lei che lo amava, forse era l\u2019unica che l\u2019avesse mi amato, in realt\u00e0. Non sapeva cosa aspettarsi. Non vedeva suo figlio di persona da tre mesi, forse lui era cambiato, forse la droga lo aveva gi\u00e0 trasformato in qualcosa di diverso. Ma Celeste sapeva che sotto tutti gli strati sarebbe semre rimasto il suo bambino e che nessuna droga sarebbe riuscita a portarglielo via.<\/p>\n<p>\u00abTu non capisci, mamma. Tutta la vita sono stato condizionato dall\u2019avere genitori matti. No, non mi importa niente di cosa dicono i dottori, perch\u00e9 quello che siete veramente, come dovreste avere il coraggio di chiamarvi \u00e8 matti. Non ho potuto avere una vita normale, vivendo con voi. E adesso ho trovato delle persone che accettano e non fanno domande, perch\u00e9 sanno come ci si sente. Perch\u00e9 spesso sono partiti anche pi\u00f9 svantaggiati di me. E adesso devi lasciarmi vivere la mia vita, \u00e8 chiaro?\u00bb le aveva detto al telefono. E quello che spaventava Celeste pi\u00f9 di ogni altra cosa era il tono con cui aveva fatto quel discorso. Perfettamente calmo.<\/p>\n<p>Ma era riuscita a strappargli un incontro. Per strada. Di notte. Non era una situazione che Celeste temeva, non pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Ed ecco, nel vicolo dove si erano dati appuntamento, spuntare dalla strada principale la sagoma di un uomo, in controluce. Celeste fece qualche passo avanti. L\u2019uomo neanche si ferm\u00f2, semplicemente alz\u00f2 un braccio e le spar\u00f2.<\/p>\n<p>Non era suo figlio. Era un uomo qualunque, che aveva appuntamento con un\u2019altra persona qualunque nello stesso posto. Aveva appuntamento per ammazzare qualcuno. Ma questo Celeste non lo sapeva.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abBuon compleanno, Celeste.\u00bb disse il vecchietto porgendo alla bambina un pacchettino, che fu scartato con una ferocia esemplare. Dentro c\u2019era un coltellino svizzero, di quelli grandi e marroni. \u00abCos\u00ec potrai sempre scavare un tunnel e scappare, se ti troverai ad averne bisogno, come ho fatto io durante la guerra.\u00bb La bimba lo guard\u00f2 con occhi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_16027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"16027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3888,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-16027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16027"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3888"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16027"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16080,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16027\/revisions\/16080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}