{"id":15989,"date":"2013-05-31T10:09:29","date_gmt":"2013-05-31T09:09:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15989"},"modified":"2013-05-31T10:09:29","modified_gmt":"2013-05-31T09:09:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-fanellafata-turchina-di-marina-capasso-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15989","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Fanella,fata turchina&#8221; di Marina Capasso (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Fanella era una piccola fata turchina. Si, avete capito bene, proprio come quella di Pinocchio. Solo un poco pi\u00f9 piccola e un p\u00f2 meno potente, ma, anche lei, aveva il compito di vegliare sui bambini e aiutarli a non fare monellerie. Aveva dei bellissimi capelli lunghi e azzurri come il cielo d\u2019estate. Viaggiava continuamente in tutti i paesi del mondo nascondendo sotto il cappuccio di una morbida mantella bianca i suoi bei capelli azzurri e, l\u00e0 dove c\u2019era un bambino in difficolt\u00e0, accorreva e lo liberava dai pasticci. Di solito viaggiava in autobus. Si, proprio in autobus, avete capito bene! Certo, certo che poteva volare! Ma se avesse volato come avrebbe potuto incontrare i bambini ed aiutarli? Invece, dal suo posto in fondo all\u2019autobus, osservava tutto quello che succedeva. Spesso, all\u2019uscita dalla scuola, vedeva\u00a0 gli scolari salire sbattendo le cartelle da tutte le parti, dando fastidio ai passeggeri e travolgendo tutti con la loro veemenza. Allora li chiamava vicino a s\u00e9 e raccontava loro di Mobutu, un suo amichetto africano, che desiderava tanto una cartella ma, in Africa, non ne vendevano perch\u00e9 \u00a0i bambini non avevano soldi per comprarle!\u00a0Un magico giorno, ne trov\u00f2 una, scambiata dal sole, abbandonata dal mare sulla spiaggia. Divenne il suo pi\u00f9 prezioso cimelio. Certo, lui non aveva neanche la scuola e riempiva la cartella di conchiglie e noci di cocco. Ogni volta che la portava sulle spalle si sentiva per\u00f2 felice e fiero, lo erano, pensava, i bambini europei. Dopo aver sentito questa storia i ragazzi, vergognandosi un poco, si sistemavano con cura le cartelle sulle spalle facendo attenzione anche quando \u00a0scendevano per non sciupare il prezioso trofeo che portavano sulle spalle! Da quel giorno, ogni volta che aspettavano l\u2019autobus, speravano sempre che ci fosse quella bella signora che raccontava tante storie meravigliose ! A volte, quando pioveva, l\u2019autobus diventava cos\u00ec affollato che i bambini pi\u00f9 piccoli rischiavano di rimanere soffocati. Allora Fanella li prendeva\u00a0 in\u00a0 braccio e raccontava loro la favola meravigliosa di quell\u2019angelo birichino che andava in giro nel Paradiso a fare bolle di sapone; ma, poich\u00e9 in Paradiso di sapone non se ne trovava proprio, (beh, l\u00ec era gi\u00e0 tutto cos\u00ec pulito!) poteva farle solo con l\u2019acqua e quindi , si rompevano subito, facendo cadere sulla terra tante, tante, gocce d\u2019acqua. Tutto si bagnava, palazzi, autobus, passanti, e anche il terreno che dissetato faceva germogliare tante piante e fiori colorati. Forse, se avessero alzato lo sguardo, l\u00ec s\u00f9, s\u00f9, sopra le nuvole, avrebbero potuto vederlo quell\u2019angioletto birichino. Ma \u2013 ditemi &#8211; chi alza lo sguardo al cielo quando piove? I bimbi felici non pensavano pi\u00f9 alla folla dell\u2019autobus, e le mamme, grate, avevano solo il problema di convincerli a stare sotto l\u2019ombrello per ripararsi perch\u00e9 \u00a0i bimbi, invece, volevano camminare col naso all\u2019ins\u00f9 per vedere l\u2019angelo birichino. Un\u00a0\u00a0 \u00a0brutto\u00a0\u00a0 \u00a0giorno \u00a0\u00a0salirono\u00a0 \u00a0sull\u2019 autobus \u00a0\u00a0dei \u00a0\u00a0\u00a0ragazzi prepotenti. Urtavano tutti per farsi spazio e imbrattavano il pullman con pennarelli di vernice nera. Erano anche molto rissosi e litigavano tra loro tirandosi calci e pugni. Ben presto cominciarono a gridare parolacce all\u2019autista e a dare fastidio ai passeggeri. Poi, videro in un angolo un bambino straniero, malandato, che aveva con s\u00e8 un grosso fagotto di cianfrusaglie da vendere al mercato. Cominciarono subito ad insultarlo, a dargli spintoni e a tirare calci al suo piccolo tesoro. Poco manc\u00f2, ad una fermata, che lo facessero cadere gi\u00f9 dal pullman! A quel punto Fanella non ne pot\u00e8\u00a0 pi\u00f9 e, incurante della folla, agit\u00f2 la sua bacchetta e li fece diventare tutti muti. Le loro lingue si erano incollate al palato! Terrorizzati, i ragazzi non capivano cosa fosse successo e si guardavano tra loro alla ricerca del colpevole. Videro poi Fanella in fondo alla vettura e tentarono di slanciarsi contro di lei che\u00a0per\u00f2,\u00a0con un solo cenno della testa, fece incollare i loro piedi al pavimento. Non potevano pi\u00f9 muoversi in nessun modo! Nel frattempo la fata turchina gett\u00f2 indietro cappuccio bianco mostrandosi in tutta la sua bellezza. I lunghi capelli azzurri luccicavano e il manto bianco era diventato abbagliante come la luce del sole. Era bellissima, ma il suo sguardo era molto severo. Si avvicin\u00f2 ai birboni, che ormai tremavano dalla paura, e disse loro che li avrebbe lasciati cos\u00ec finch\u00e8 \u00a0non avessero promesso solennemente di comportarsi bene. Quelli piagnucolando spaventatissimi assentirono con il capo. In un istante la magia svan\u00ec lasciandoli liberi ma finalmente mansueti. Tutti i viaggiatori erano pieni di stupore, non avevano mai visto una vera fata! Avrebbero voluto chiederle tante cose ma Fanella, che non amava la notoreit\u00e0, si rese invisibile e da quel giorno nessuno \u00e8 riuscito pi\u00f9 a vederla. Ancor oggi i bambini ,ogni volta che salgono su un pullman, cercano la fatina dalla mantella bianca e sanno che, anche se invisibile, lei \u00e8 sempre l\u00e0 pronta ad aiutarli quando sono in difficolt\u00e0.\u00a0 Speriamo per\u00f2 che un giorno decida di farsi vedere di nuovo. Voi prendete il pullman bambini? Chiss\u00e0 che non capiti proprio a voi!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15989\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15989\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fanella era una piccola fata turchina. 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