{"id":15916,"date":"2013-05-31T12:12:57","date_gmt":"2013-05-31T11:12:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15916"},"modified":"2013-05-31T12:12:57","modified_gmt":"2013-05-31T11:12:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-bella-stagione-di-andrea-fabiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15916","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La bella stagione&#8221; di Andrea Fabiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il titolare mi da le spalle quando entro nel negozio, armeggia con la macchina da cucire, una vecchia singer di colore verde, con attaccato un santino di Padre Pio. Si volta solo quando sente il rumore della porta che si richiude. Indossa un\u2019ampia maglia da lavoro blu, jeans e zoccoli. Ha i capelli bianchi, arruffati, e due piccoli occhiali tondi. Sembra molto sorpreso di rivedermi.<br \/>\nFermo al centro dello stanzone, tra le borse e le cinture appese alle pareti, alzo la mia, di borsa, tenendola con due mani, davanti a me. <i>Si \u00e8 rotto anche l\u2019altro<\/i>, dico<br \/>\nL\u2019uomo fa un passo avanti e la prende, osserva il moschettone di destra della tracolla, spezzato in due. <i>Oh<\/i>, dice, <i>accidenti.<br \/>\n<\/i>Faccio una faccia come a dire, <i>Va be\u2019, capita<\/i>. Scrollo le spalle. Cerco di fargli capire che non sono arrabbiato, anche se quella borsa gliela avevo portata a riparare solo un paio di mesi prima, per lo stesso identico problema, ma al moschettone di sinistra.<br \/>\n<i>Allora era proprio difettoso il pezzo<\/i>, dice.<br \/>\n<i>Gi\u00e0<\/i>, concordo, <i>Sarebbe stato meglio cambiarli tutti e due subito<\/i>. Poi siccome non voglio sembrare polemico aggiungo, <i>A saperlo prima<\/i>.<br \/>\n<i>Eh si<\/i>, dice, <i>Comunque un mesetto in pi\u00f9 dell\u2019altro ha retto, almeno quello.<br \/>\nSi<\/i>, rispondo, storgendo un po\u2019 la bocca.<br \/>\nQuello che lui non sa e che io non ho intenzione di spiegargli \u00e8 che io non l\u2019ho usata che un giorno, dopo la sua riparazione, uno solo. Si \u00e8 rotto subito, il moschettone di destra, solo che poi non ho avuto il tempo di portargliela, perch\u00e9 il giorno che si \u00e8 rotta era proprio il giorno che \u00e8 successo quello che \u00e8 successo.<br \/>\nE dopo io quella borsa semplicemente non volevo pi\u00f9 vederla.<br \/>\nMi faceva tornare in mente l\u2019immagine di quando sono rientrato a casa, tenendola per la maniglia, furibondo per il fatto che la tracolla fosse nuovamente da riparare, e per tutto il tempo in cui mi hai spiegato perch\u00e9 le tue cose non c\u2019erano pi\u00f9, il motivo per cui te ne andavi, l\u2019ho stretta nella mano, senza lasciarla andare.<br \/>\nEro ancora immobile e muto al centro della sala, quando mi ha detto, <i>Mi dispiace che tu mi abbia vista, pensavo di fare prima che tornassi, in questi casi \u00e8 meglio.<br \/>\n<\/i>Ed ero ancora l\u00ec, con la borsa in mano e gli occhi che spaziavano sulle mensole semivuote, quando mi ha raggiunto il rumore della porta che si richiudeva alla mie spalle.<br \/>\nDopo ho camminato un po\u2019 per la casa, controllando cosa c\u2019era e cosa non c\u2019era pi\u00f9 (come se il fatto che avessi lasciato un dato libro, piuttosto che un altro, potesse voler dire qualcosa) e solo quando sono entrato in camera e ho pensato di controllare l\u2019armadio mi sono accorto di avere ancora la borsa in mano.<br \/>\nL\u2019ho lasciata cadere a terra, e ho aperto entrambe le ante. Era mezzo vuoto, l&#8217;armadio. Nella tua parte non c\u2019era pi\u00f9 nulla. Non avevo mai visto un vuoto che fosse pi\u00f9 vuoto di quello, un\u2019assenza cos\u00ec precisa.Non che fosse un fulmine a ciel sereno, non che non lo sapessi che le cose non andavano bene, ma finch\u00e9 una cosa pensi di poterla mettere a posto, aggiustarla, forse continui a vederla intera.<br \/>\nO forse \u00e8 solo dopo, quando non ce l\u2019hai pi\u00f9, che una cosa la vedi di nuovo intera, in tutta la sua prima bellezza. Se fossi stata ancora l\u00ec me lo avresti spiegato tu, erano i tuoi ragionamenti, avevi sempre una risposta, una teoria.<br \/>\nMa tu non c&#8217;eri e io, seduto sul letto, con la borsa ai piedi, caduta sul parquet, invece di trovare una risposta, io ho rivisto, in un attimo, tutti i miei momenti eterni, come li chiamavi tu.<br \/>\n<i>Questo \u00e8 un momento eterno<\/i>!, dicevi quando ti sentivi particolarmente bene con me. <i>Un momento la cui bellezza non cambier\u00e0 mai, ogni volta che lo richiamer\u00f2 alla mente sar\u00e0 ancora cos\u00ec, intatto, nulla lo potr\u00e0 rendere brutto.<br \/>\nSono una cosa estremamente privata, i momenti eterni, ognuno ha i suoi, non sono condivisibili anche quando comprendono la presenza necessaria di qualcun altro. Il fatto che tenerti la mano guardando il tramonto dalla terrazza di San Pietro a Portovenere sia un momento eterno per me non implica assolutamente che lo sia per te. Pu\u00f2 esserlo, ma non \u00e8 detto. Una relazione funziona finch\u00e9 due persone si regalano momenti eterni l&#8217;un l&#8217;altra.<br \/>\n<\/i>Davvero una teoria per tutto, avevi. Io non ci ho mai pensato finch\u00e9 non mi sono ritrovato seduto su quel letto, in un bilocale enormemente vuoto. Solo allora ho fatto la cernita dei miei momenti eterni.<br \/>\nIl primo dev\u2019essere stato quando ti ho accompagnata a casa quella sera di maggio. Il secondo appuntamento, o il primo giorno della nostra relazione, non saprei come altro definirlo. Ricordo il sapore dolce della tua saliva, ricordo la scoperta della tua lingua, la sua consistenza, la fluidit\u00e0. Una volta mi hai detto che \u00e8 assurdo che la lingua ce la portiamo dietro per tutta la vita senza conoscerne il sapore, lo conoscono solo gli altri. Io conosco il sapore della tua lingua, lo conoscer\u00f2 per sempre.<br \/>\nCome ricorder\u00f2 per sempre quel pomeriggio che avevo perso da poco il lavoro e passavo da allora le giornate in casa, a commiserarmi, e tu sei rientrata e mi hai sventolato i biglietti aerei sotto il naso e mi hai detto, <i>Creta, concedimi due settimane e ti rimetto a nuovo<\/i>.<br \/>\nE poi la prima volta che ho cucinato per te, che questa casa praticamente non era ancora arredata e tu hai assaggiato una polpetta e mi hai detto <i>Bravo<\/i>. E poi non abbiamo mangiato niente e siamo finiti a letto e ci siamo restati per un giorno intero.<br \/>\nE poi ho pensato ai tuoi orgasmi, ti ho rivista chiudere gli occhi, tendere i muscoli della schiena, stringermi i fianchi, o chiudere un pugno sulle lenzuola, mentre socchiudevi la bocca. Farti godere anche, era uno dei miei momenti eterni. Ho sempre preferito il tuo piacere al mio, forse non avrei dovuto. <i>Non siamo programmati per essere altruisti<\/i>, cos\u00ec dicevi. E forse avevi ragione. O forse semplicemente se sei altruista devi esserlo sempre e non \u00e8 possibile e io, a poco a poco ho smesso, risucchiato nel mio lavoro, infastidito dal tuo nervosismo.<br \/>\nNon lo so, non lo sapevo nemmeno mentre seduto sul letto ripensavo al tuo corpo e venivo sorpreso da un&#8217;erezione beffarda.<br \/>\nE le ho dato retta, a quell&#8217;erezione, anche se sapevo dove mi avrebbe portato. Ho fatto quello che volevi tu, ho seguito la tua teoria, sono stato egoista, mi sono slacciato i pantaloni e mi sono fatto una sega, pensando a te, ripercorrendo la tua pelle, riascoltando le tue parole, ricordando il tuo odore e tutti qui momenti perfetti. Poi sono venuto e mi sono sentito in colpa, e mi sono lasciato andare, la schiena sul letto, le mani \u2013 una sporca e appiccicosa \u2013 abbandonate sul lenzuolo, e ho pianto, non so per quanto, con grandi singhiozzi e lacrime enormi che mi scivolavano dagli occhi e andavano a impregnare il copriletto. E ho pensato che la tua teoria era sbagliata, che i ricordi non sono immutabili, cambiano nel tempo, che quello che era felicit\u00e0 pu\u00f2 poi diventare un dolore accecante.<br \/>\n<i>Lei ha ragione, perfettamente ragione<\/i>, dice l&#8217;omino delle borse \u2013 tu lo chiamavi cos\u00ec, omino delle borse \u2013 pensa ancora che la mia espressione persa sia risentimento per il moschettone.<br \/>\nLo fisso, riemergendo dai miei pensieri. Ha un bitorzolo sotto il mento che non avevo mai notato.<br \/>\n<i>No<\/i>, gli rispondo, <i>non ho per niente ragione<\/i>.<br \/>\n<i>Si, si, <\/i>fa lui<i>, ma i moschettoni io non li uso pi\u00f9, ora metto degli anelli e delle cinghie, vede? Le faccio vedere. <\/i>E mi mostra una serie di borse appese alla parete.<br \/>\nParliamo di due cose diverse, ma gli sorrido e lo lascio dilungarsi nella sua spiegazione. Oggi mi importa solo far aggiustare una borsa che per due mesi \u00e8 rimasta abbandonata ai piedi del letto. Due mesi di cui almeno uno l&#8217;ho speso commiserandomi come quando avevo perso il lavoro, e poi umiliandomi con te, pregandoti di tornare, piangendo pateticamente al telefono, bevendo e minacciando tentativi di autolesionismo che in realt\u00e0 non avevo alcuna intenzione di mettere in pratica.<br \/>\nIo non lo so se avevi ragione tu o se avevo ragione io, sui momenti eterni, se esistono o non esistono, ma mentre l&#8217;omino delle borse continua a parlare, sento che questo \u00e8 un istante che dovr\u00f2 ricordare, sento che l&#8217;aria che respiro \u00e8 come l&#8217;aria di una giornata di fine febbraio, in cui sotto il freddo si insinuano i primi sospetti di primavera.<br \/>\nSento che non \u00e8 ancora tornata, la bella stagione, ma torner\u00e0. Torneranno il caldo, le foglie verdi, la voglia di ombra, di un caff\u00e8 all\u2019aperto al tavolino di un bar.<br \/>\nTorner\u00e0 la speranza. Quella che sento adesso \u00e8 gi\u00e0 speranza.<br \/>\nIo sono pronto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15916\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15916\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolare mi da le spalle quando entro nel negozio, armeggia con la macchina da cucire, una vecchia singer di colore verde, con attaccato un santino di Padre Pio. Si volta solo quando sente il rumore della porta che si richiude. Indossa un\u2019ampia maglia da lavoro blu, jeans e zoccoli. Ha i capelli bianchi, arruffati, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15916\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15916\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3563,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-15916","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15916"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3563"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15916"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16124,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15916\/revisions\/16124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}