{"id":15868,"date":"2013-05-30T16:28:53","date_gmt":"2013-05-30T15:28:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15868"},"modified":"2013-05-30T16:28:53","modified_gmt":"2013-05-30T15:28:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-pablo-di-filippo-gatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15868","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Pablo&#8221; di Filippo Gatti"},"content":{"rendered":"<p>Gli ottanta chilometri che separano San Cristobal da Tuxtla Guti\u00e9rrez sono un continuo saliscendi tra le montagne. \u00c8 ben pi\u00f9 di una distanza spaziale, \u00e8 un vero e proprio salto nel tempo. In poco pi\u00f9 di due ore si passa dal sapore antico di una citt\u00e0 secolare ficcata a duemila metri d&#8217;altezza nelle foreste del Chiapas, alla sua pi\u00f9 moderna e qualunque capitale, presa in mezzo tra il passato rurale e lo sviluppo che ne sta cambiando l&#8217;anima e il corpo. La differenza l\u2019ha fatta la costruzione dell&#8217;aeroporto.<\/p>\n<p>Il mio tassista \u00e8 un vecchio sdentato e beone, di et\u00e0 indefinibile, che ride a cazzo ogni volta che le gomme della sua scassatissima Opel fischiano affrontando i tornanti a strapiombo sul nulla. Legge la mia paura dallo specchietto retrovisore e se ne compiace; del resto, il suo taxi non \u00e8 una Ferrari, lui non sembra Alain Prost e so che nelle vicinanze c&#8217;\u00e8 un dirupo con un salto di ben mille metri.<\/p>\n<p>Deve aver passato la vita scarrozzando gente lungo questa strada. Nonostante le poco rassicuranti apparenze, riesce a spremere il taxi, bere, fumare e prendermi per il culo contemporaneamente, senza mai sembrare in affanno. Tenta anche, per tutto il tempo, di sintonizzare un&#8217;autoradio d&#8217;epoca senza riuscirci.<\/p>\n<p>La colonna sonora del viaggio \u00e8, quindi, il gracchiare costante della radio, il sottofondo di parole incomprensibili del tassista, lo stridere pietoso degli pneumatici e il rumore infernale del motore fuori giri.<\/p>\n<p>Devo stare due giorni a Tuxtla aspettando l&#8217;aereo per Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>Il vecchio mi consiglia un buon albergo sulla via principale, dice che si paga poco e si mangia bene. \u00c8 gestito da sua sorella Carmen e dal marito Ramon, un poliziotto in pensione, una persona rispettabile.<\/p>\n<p>Mi lascio convincere, non ho voglia di cercare un letto da solo. Fa caldo ed \u00e8 quasi ora di pranzo.<\/p>\n<p>Carmen \u00e8 un\u2019adorabile signora di sessant\u2019anni, in carne, un bel sorriso radioso e modi gentili. L&#8217;atmosfera \u00e8 familiare, accogliente, suo marito mi mostra la foto della figlia Dolores, che vive negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Tengo un tono da bravo ragazzo lontano da casa, sgrano gli occhi blu e li conquisto da subito. Dopo un mese in montagna, un rilassante focolare domestico \u00e8 quel che ci vuole.<\/p>\n<p>La donna corre in cucina a prepararmi il pollo al cacao, mentre l&#8217;uomo promette di rianimare la piscina del piccolo solarium.<\/p>\n<p>La pensione ha sei stanze, tutte libere, Ramon dice che aspettano una famiglia francese per la sera.<\/p>\n<p>La camera non \u00e8 da sogno, ma \u00e8 comunque meglio della cassapanca che ho usato come giaciglio la notte scorsa, nella chiesa di San Cristobal. C&#8217;\u00e8 anche il televisore.<\/p>\n<p>La pala metallica del ventilatore sul soffitto lancia cigolii sinistri e non serve a contrastare la canicola. Un&#8217;ampia finestra si affaccia sulla via principale, il centro della citt\u00e0 \u00e8 tre chilometri pi\u00f9 su.<\/p>\n<p>Apro l&#8217;acqua della doccia e tolgo i vestiti. La vita mi sorride.<\/p>\n<p>Dopo essermi rinfrescato, accendo il televisore e mi butto sul letto. Ci sono solo tre canali, uno trasmette ininterrottamente una soap opera.<\/p>\n<p>Mi appassiono alle vicende di un&#8217;umile lavandaia di cui \u00e8 innamorato, corrisposto, un ricco proprietario terriero. Un amore tribolato.<\/p>\n<p>Decido di farmi una canna per meglio apprezzare l\u2019intreccio.<\/p>\n<p>Rovisto nello zaino alla ricerca del mio borsello delle meraviglie, riempito con ogni ben di dio che questa terra sa offrire, a cominciare da una gran quantit\u00e0 di ganja lisergica.<\/p>\n<p>Lo cerco e non lo trovo.<\/p>\n<p>La tensione sale, vorrei almeno fare un tiro prima che l&#8217;avvenente e malvagia figlia dell&#8217;alcalde riesca ad organizzare l&#8217;omicidio della giovinetta per sposare il bel latifondista.<\/p>\n<p>Rovescio tutto il contenuto in terra e lo spargo a calci sul pavimento. Il borsello \u00e8 scomparso, perduto chiss\u00e0 dove, con esso tutte le droghe.<\/p>\n<p>L&#8217;umore rotola con lo zaino, adesso anche la lavandaia sembra meno bella e il suo destino meno interessante. Oltretutto, il brutale contadino ingaggiato per assassinarla, dopo aver passato ore dietro una tenda armato di coltello, semplicemente incombendo, prima di passare all&#8217;azione si impietosisce, venendo scoperto e disarmato come un fesso qualsiasi. E dire che sembrava un bastardo.<\/p>\n<p>Vada per il pranzo allora e, dopo una piccola siesta, mi metter\u00f2 a caccia d\u2019erba per le vie della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il pollo al cacao di Carmen \u00e8 fantastico, lo accompagno con un paio di birre ghiacciate. Davanti ad una bottiglia di mezcal, a volte, riesco a diventare simpatico, con una vena arlecchinesca e la tendenza all&#8217;iperbole. Oggi sono in giornata, i coniugi gradiscono e non si tirano indietro, finiamo a sbilanciarci felici in confessioni quasi intime.<\/p>\n<p>Voglio per\u00f2 trovare da fumare prima che l\u2019alcol e il caldo prendano il sopravvento e, con una scusa banale, cerco un veloce congedo. Carmen non sembra convinta e chiede spiegazioni. Io, senza far complimenti, approfitto del clima confidenziale e spiattello candidamente i miei progetti.<\/p>\n<p>I due confabulano, poi lei sorride e mi invita a fare un tuffo in piscina. Ci penser\u00e0 Ramon ai miei vizi.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, dall&#8217;alto del suo quintale abbondante e del suo sudare a cascata, mi porge la bottiglia di mezcal assicurando che un po&#8217; d&#8217;alcol aiuta a sopportare meglio il caldo, poi si allontana. Ma non era il peperoncino? Ognuno ha la sua ricetta, non star\u00f2 certo a discutere. Bacio con amore filiale Carmen e volo su per le scale, a prender costume e salvietta.<\/p>\n<p>Da parte a parte, di slancio, attraversare la piccola piscina dell&#8217;albergo in apnea \u00e8 uno scherzo, sar\u00e0 lunga s\u00ec e no dieci metri. Annoiato, mi dedico allora ai tuffi acrobatici, ma la scarsa profondit\u00e0 della vasca mi fa sfiorare pi\u00f9 volte il fondo con la testa e, dopo un paio di salti mortali, quando passo ai carpiati capisco subito che il passatempo avr\u00e0 vita breve.<\/p>\n<p>Decido quindi di crogiolarmi al sole, sfogliando distrattamente un quotidiano sportivo.<\/p>\n<p>Tiene banco la sfida tra bomber di razza per il titolo di capocannoniere del campionato di calcio, una lotta serrata tra giganti dell&#8217;area di rigore, il camerunense Biyik contro\u00a0 il messicano Hermosillo, roba da quaranta gol ciascuno.<\/p>\n<p>Di Hermosillo non si \u00e8 mai parlato troppo in Europa, ma qui \u00e8 una vera e propria ira di dio, \u00e8 un centravanti di due metri che ha nel colpo di testa il suo pezzo forte.<\/p>\n<p>Due pagine intere, corredate da foto eloquenti, sono dedicate all&#8217;incontro di pugilato tra la gloria nazionale Julio Cesar Chavez e l&#8217;italiano Parisi: \u00e8 una notizia vecchia ormai pi\u00f9 di una settimana, ma i giornali continuano patriotticamente a rimarcarne l&#8217;epilogo, con Parisi in fuga sul ring a cercar di scampare ai cazzotti del grande pugile messicano.<\/p>\n<p>Finalmente vedo nella hall la sagoma sudata di Ramon puntare dritta al solarium, la accompagna un ragazzino. Cos\u00ec mi viene presentato Pablo, dodici anni all\u2019anagrafe e il triplo negli occhi. Sar\u00e0 lui a procurarmi da fumare.<\/p>\n<p>Indossa un gilet di pelle aperto sul davanti, con una grossa aquila dipinta sulla schiena. Le braccia, dai muscoli troppo definiti per la sua et\u00e0, hanno diversi tatuaggi mal disegnati: uno \u00e8 il volto del Cristo, un altro \u00e8 una rosa rampicante avviluppata ad una pistola, su di un bicipite fa sfoggio di s\u00e9 un grande cuore con una S iscritta al suo interno. La mano sinistra manca del mignolo ed \u00e8 impreziosita, come la destra, da anelli troppo grandi per le sue dimensioni.<\/p>\n<p>Ci vuol poco a capire di che pasta \u00e8 fatto il mio nuovo amico e, pur fidandomi delle garanzie di Ramon, adottare l\u2019accortezza necessaria alla situazione.<\/p>\n<p>Lui mi guarda duro, soppesandomi, e parla a bassa voce con tono calmo e autoritario, dettando le regole dell&#8217;affare. Non faccio storie. Vado in camera, mi cambio rapidamente, raccatto una manciata tra pesos e dollari, la distribuisco tra tasche, mutande e calzini e torno di sotto.<\/p>\n<p>All&#8217;ingresso vedo che Pablo ha gi\u00e0 chiamato un taxi e mi aspetta, un po&#8217; scocciato, seduto sul sedile anteriore.<\/p>\n<p>Mi metto dietro e lo osservo in silenzio istruire l&#8217;autista, che altri non \u00e8 che il fratello beone di Carmen.<\/p>\n<p>Prendiamo la strada verso l&#8217;aeroporto, allontanandoci dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il vecchio sdentato riesce a sgommare anche in rettilineo e, come al solito, va a tavoletta.<\/p>\n<p>Dopo una svolta su una via secondaria, l&#8217;asfalto finisce. Proseguiamo lungo uno sterrato che va dritto verso un quartiere popolare, nemmeno troppo fatiscente, costruito su una collinetta brulla.<\/p>\n<p>Qui il taxi si ferma e Pablo scende, facendomi cenno di pagare.<\/p>\n<p>Il fratello di Carmen prende i soldi senza sconti e riparte in controsterzo, in una nuvola di polvere.<\/p>\n<p>Continuiamo a piedi lungo un&#8217;erta che porta ad una piccola discarica appena fuori il centro abitato. Ci sono diverse carcasse di automobili, quasi tutte americane, rottami di elettrodomestici, tubature per fogne mai realizzate e immondizia di ogni tipo. Il sole cocente aumenta a dismisura l&#8217;odore acre di decomposizione. Sciami di mosche mi investono a pi\u00f9 riprese.<\/p>\n<p>Aggiriamo le tubature raggiungendo uno spiazzo ben riparato da occhi indiscreti.<\/p>\n<p>Qui Pablo comincia a fischiare. Fischi lunghi e potenti indirizzati verso il nulla.<\/p>\n<p>In risposta, dalle macchine, dai tubi, dai cespugli, sbucano fuori una trentina di ragazzini pi\u00f9 o meno dell&#8217;et\u00e0 del mio anfitrione e in men che non si dica mi trovo circondato.<\/p>\n<p>Un\u2019esperienza simile l&#8217;avevo provata anni prima in Spagna, in compagnia di un\u2019amica. Vagavamo di notte nei pressi del campeggio in mezzo a decine di cantieri di palazzi in costruzione. Improvvisamente eravamo stati circondati da un branco di cani randagi. Un accerchiamento organizzato, intenzionale. Ricordo il mio istinto alla fuga e la mano di lei trattenermi con forza. Ricordo il suo dirmi tra i denti: \u201cStai fermo!\u201d. Dopo un paio di minuti irreali, passati fronteggiandoli in silenzio, la situazione si era risolta a nostro favore, i cani se n&#8217;erano andati.<\/p>\n<p>Mi sento come quel giorno, come la preda inerme di un branco di licaoni in un documentario sull\u2019Africa di Piero Angela.<\/p>\n<p>Pablo mi sta guardando e, come avesse intuito i miei pensieri, sorride sereno. Ha esibito il potere e adesso vuol dimostrarmi che non\u00a0sono in\u00a0pericolo.<\/p>\n<p>Mi imposto su regole di cortesia imbarazzanti, sorrido fino alla quasi totale paresi della bocca, distribuisco sigarette e pacche sulle spalle, li tratto da pari, li lusingo.<\/p>\n<p>Andiamo verso alcune sedie scompagnate poste intorno ad un tavolino nei pressi di uno scuolabus dismesso, l\u00ec ci accomodiamo.<\/p>\n<p>\u201cSandra!\u201d, urla Pablo pi\u00f9 volte, urla e fischia, fischia fino a quando dalla vettura scende una ragazza magrissima e molto alta, molto pi\u00f9 di lui. Ha capelli lunghi e castani che avrebbero bisogno di una bella lavata, porta un vestito estivo beige con un&#8217;ampia gonna a fiori. Tutto sommato \u00e8 carina, anche se un po&#8217; sciatta, con lo sguardo languido e spento da sniffatrice di colla.<\/p>\n<p>Me la presenta e la obbliga a mostrare l&#8217;enorme anello che porta al dito, \u00e8 un suo regalo.<\/p>\n<p>Adesso capisco a chi \u00e8 dedicato il tatuaggio sul bicipite di Pablo. Esse come Sandra, la pupa del boss.<\/p>\n<p>Lei, senza proferire parola, fugge il mio sguardo e si siede in grembo al suo uomo, astraendosi subito da una situazione che sembra non interessarle. Al contrario, sento intorno a me la curiosit\u00e0 della banda,\u00a0 mi guarda come fossi un animale esotico dello zoo cittadino.<\/p>\n<p>Un bambino grassoccio porge a Pablo una borsa di plastica da supermercato piena zeppa d\u2019erba. Lui la mette sul tavolo e mi chiede quanta ne voglio. Il profumo \u00e8 fortissimo, le cime sono enormi e ricche di resina. Pesco da una tasca cinquanta dollari e la borsa \u00e8 tutta mia. Butto una manciata generosa di marijuana sul tavolo, rifilo qualche moneta al ciccione perch\u00e9 procuri della birra ghiacciata e comincio a rollare un cannone epocale.<\/p>\n<p>Non l\u2019ho ancora acceso quando vengo distratto da rumori provenienti dalle mie spalle.<\/p>\n<p>La portiera di una vecchia automobile si apre cigolando e dall&#8217;interno dell&#8217;abitacolo emerge la figura di un uomo.<\/p>\n<p>I ragazzi gli sono subito intorno e cominciano ad insultarlo e schernirlo. Lui reagisce male, barcolla avanti e indietro e vomita odio a casaccio. \u00c8 completamente ubriaco, deve aver cercato riparo nell&#8217;automobile per smaltire la sbronza della notte precedente. Il caldo lo ha svegliato e adesso \u00e8 furioso. Quando mi nota divento immediatamente l&#8217;oggetto della sua rabbia. \u201cYankee!\u201d, \u201cHijo de puta!\u201d, \u201cMaricon!\u201d<\/p>\n<p>Prende una pietra e la tira con tutta la forza che ha in corpo.<\/p>\n<p>La mira non \u00e8 delle migliori, ma il gesto basta a provocare la reazione di Pablo, fino a quel momento estraneo alla faccenda.\u00a0 Il ragazzino scatta veloce dalla sedia scagliando Sandra a terra e raggiunge l&#8217;uomo colpendolo con un potente calcio al basso ventre.<\/p>\n<p>L&#8217;ubriacone cade ululando, in un attimo tutti gli sono addosso. Comincia un pestaggio crudele e fulmineo in cui la vittima ha l&#8217;unica fortuna di perdere i sensi quasi subito.<\/p>\n<p>Anche Sandra partecipa al massacro, furibonda e isterica, come in trance.<\/p>\n<p>La violenza dura un istante, poi torna la calma. Pablo riprende posto sulla sedia. Ansima sudato con lo sguardo perso sul tavolo, poi guarda me e un angolo della bocca si deforma in un sorriso.<\/p>\n<p>Io gli porgo cannone e accendino.<\/p>\n<p>\u201cMuchas gracias, hermano\u201d, balbetto.<\/p>\n<p>Lui prende la canna, la accende, d\u00e0 una lunga tirata, poi sbuffa abbandonandosi sulla sedia.<\/p>\n<p>\u201cPura vida\u201d, dice a se stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15868\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15868\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ottanta chilometri che separano San Cristobal da Tuxtla Guti\u00e9rrez sono un continuo saliscendi tra le montagne. \u00c8 ben pi\u00f9 di una distanza spaziale, \u00e8 un vero e proprio salto nel tempo. 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