{"id":15691,"date":"2013-05-29T16:18:05","date_gmt":"2013-05-29T15:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15691"},"modified":"2013-06-04T17:09:23","modified_gmt":"2013-06-04T16:09:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-ultimo-sogno-di-antonio-tammaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15691","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Ultimo sogno&#8221; di Antonio Tammaro"},"content":{"rendered":"<p>\u2039\u2039Ripeta: consapevole delle responsabilit\u00e0 che assumo con la mia deposizione\u2026\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Consapevole delle responsabilit\u00e0 che assumo con la mia deposizione\u2026\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Per cortesia pi\u00f9 forte, non si sente quasi nulla: giuro di dire tutta la verit\u00e0, solo la verit\u00e0 e nient\u2019altro che la verit\u00e0\u2026\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Giuro di dire tutta la verit\u00e0, solo la verit\u00e0 e nient\u2019altro che la verit\u00e0\u2026\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Non sia cos\u00ec titubante, siamo appena agli inizi, su, ripeta con convinzione: \u2026e di non nascondere nulla di quanto \u00e8 in mia conoscenza\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039E di non nascondere nulla di quanto \u00e8 in mia conoscenza\u203a\u203a.<\/p>\n<p>Il cancelliere \u00e8 sproporzionato, le dita ossute tamburellano sul grosso codice aperto sopra il banco degli imputati, ostenta una calma che impatta fisicamente la mia impazienza. \u2039\u2039Entra la corte!\u203a\u203a, la sfilata delle toghe nere \u00e8 lugubre e silenziosa: l\u2019approdo negli scranni inesorabile.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Se non capisci qualcosa, urla \u201cpeperone\u201d e vengo a spiegarti tutto!\u203a\u203a: l\u2019esortazione di mio figlio ritorna nei momenti pi\u00f9 impensati, questo \u00e8 uno di quelli e la mia reazione \u00e8 la solita, cosa diavolo dovrei non capire io rispetto ad un ragazzino di appena otto anni che, nonostante l\u2019et\u00e0, mi scombussola l\u2019anima ogni volta che apre bocca?<\/p>\n<p>La corte \u00e8 disposta ordinatamente ad emiciclo: la porpora dei copricapi spicca a livello, mezzo metro sopra le toghe nere. Quella ripetitivit\u00e0 dovrebbe uniformare le coscienze giudicanti se non fosse per la parrucca a boccoli del presidente che, in posizione eminente, detta gli umori degli astanti.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Entri il Puuuubblico Ministero!\u203a\u203a, il cancelliere ulula come un cane alla luna, alle mie spalle uno schiocco sul manicone della porta preannuncia un ingresso. Le dita ossute dell\u2019uomo si contraggono, le unghie irte graffiano la formica del bancone, si tende come un arco di sambuco. Si dilata nell\u2019aula la cadenza dei tacchetti che picchiettano sul parquet: una figura mi passa di lato, lascia una scia fruttata alla vaniglia che evoca spiagge tropicali. Non ci sono dubbi: \u00e8 una donna vaporosa ed evanescente quella che avanza verso la corte, la toga bianca non riesce a contenere le curve del corpo che disegnano un cuore rigonfio sopra due trampoli di gambe. Si china, lieve, appoggiandosi con un braccio alla balaustra. \u2039\u2039Signor Presidente, signori della corte, l\u2019imputato \u00e8 un soggetto estremamente a rischio: i fatti e gli atti acquisiti nell\u2019istruttoria parlano chiaro, le prove a suo carico sono schiaccianti. Su vostra eminente approvazione procederei, senza indugio, alla requisitoria\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Non perdiamoci in chiacchiere, avvocato! Non ho alcuna intenzione di perdere altro tempo prezioso con questo caso, per me la chiave \u00e8 nella testa! Lui non \u00e8 come gli altri! Lui no \u2026 lui \u00e8 peggio!\u203a\u203a. Il moscone ha alzato la testa, se ne sta con un\u2019impronta facciale goffamente deformata dalla bocca aperta, \u00e8 rimasto fulminato dall\u2019imponderabile interrogativo rispetto alla sua effettiva capacit\u00e0 di controbattere. Riesce solo a deglutire un \u2039\u2039Ma io\u2026\u203a\u203a che sa di ammoniaca.<\/p>\n<p>Ma tu sei un imbecille, dovrei ricusarti, ma chi diavolo me l\u2019ha mandato questo impiastro, sar\u00e0 un patrocinante d\u2019ufficio, un inetto alle prime armi, uno che non \u00e8 in grado di difendere nemmeno Ges\u00f9 Cristo\u2026 possibile che non gli abbiano insegnato i fondamenti dello stato di diritto? Dovrebbe sapere che in qualsiasi processo penale nessuno\u2026<\/p>\n<p>\u2039\u2039Si, avvocato, ha ragione! Posso intuire ci\u00f2 che voleva dire\u2026 nessuno \u00e8 colpevole fino a prova contraria\u2026 quante volte, signori della corte, quante volte, signor presidente, ci siamo sentiti rinfacciare questa frase come se la nostra capacit\u00e0 di giudicare fosse inceppata in un meccanismo contorto che non ci permette di considerare semplicemente i fatti senza raccontarli per quelli che sono? Non siamo mica dei poeti o dei novellatori, noi, che raccontiamo la nuda verit\u00e0 rappresentandola attraverso la pi\u00f9 soave delle bugie! Noi siamo dei magistrati, persone integerrime, la cui verit\u00e0 prescinde da qualsiasi declamazione di principi cristallizzati! L\u2019imputato \u00e8 colpevole in quanto tale e tanto pu\u00f2 bastarci per il giudizio finale!\u203a\u203a. Ora riesco a guardare negli occhi la mia aguzzina che, nell\u2019enfasi, si \u00e8 rigirata verso la platea: \u00e8 come me l\u2019aspettavo, il suo viso non tradisce emozione, angelica, diafana e innocente al pari di una liceale ripetente.<\/p>\n<p>\u2039\u2039No\u2026 il mio cliente \u2013 allora lo pago io, l\u2019imbecille \u2013 non \u00e8 colpevole pi\u00f9 di tanti altri! \u00c8 vero in passato qualche peccatuccio lo ha commesso, ma si tratta di roba da poco, roba veniale\u2026 niente da cui possa scaturire una condanna pesante!\u203a\u203a. Ha ripreso a svolazzare alle mie spalle, a ronzare parole inconcludenti, cariche di nessuna enfasi, che non fanno la minima breccia negli animi dei giudici. \u2039\u2039\u2026abbiamo molti testimoni che possono asserire che, nella sua vita, \u00e8 stato un buon uomo, che non ha mai dato fastidio a nessuno, che ha tirato a campare una famiglia e che, seppure senza prefigurarsi la minima eredit\u00e0, ha dispensato esempi di umilt\u00e0, di attaccamento agli ideali, di compassione verso gli infelici\u2026\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Obiezione, Vostro onore\u2026 l\u2019avvocato avanza argomentazioni che sono confutabili con estrema facilit\u00e0 e che non dimostrano la non colpevolezza dell\u2019imputato\u203a\u203a.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Obiezione accolta\u203a\u203a. La voce del presidente \u00e8 perentoria e non ammette ripensamenti: la mosca deglutisce e capisco di essere spacciato.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Se non c\u2019\u00e8 altro avvocati, noi ci ritireremmo per la sentenza\u203a\u203a.<\/p>\n<p>Il cancelliere \u00e8 sempre pi\u00f9 gigantesco, le dita ossute tamburellano sul grosso codice aperto sopra il banco degli imputati, ostenta la solita calma che impatta fisicamente la mia impazienza. \u2039\u2039Entri, nuovamente, la corte!\u203a\u203a. Le lunghe toghe nere sfilano rapidamente, stavolta disponendosi a circolo intorno a me: mi accorgo di essere in posizione supina, lungo disteso come uno stoccafisso e comprendo perch\u00e9, in tutti questi frangenti, ho percepito solo la parte superiore delle cose. I giudici popolari sollevano il grosso coperchio in mogano scuro foderato di raso rosso. Il presidente ha la parrucca scomposta ed impone di accelerare la pratica: \u2039\u2039Non possiamo pi\u00f9 procrastinare: emana gi\u00e0 cattivo odore! La sentenza \u00e8 passata in giudicato. Si chiuda il coperchio\u203a\u203a.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il coperchio \u00e8 chiuso, il buio \u00e8 talmente profondo che s\u2019illumina di luce: tra il bianco ed il nero, tutto sommato, non c\u2019\u00e8 poi molta differenza. Ora capisco che \u00e8, nel passaggio, che si segna la differenza: \u00e8 vivescenza ci\u00f2 che attraversiamo e che tramuta in colori i nostri desideri. Man mano che la luce mi avvolge tutto si azzera.<\/p>\n<p>\u2039\u2039Pap\u00e0, pap\u00e0\u2026 dove sono le tue mani, ti prego non ci lasciare, abbracciaci ancora!\u203a\u203a. In un angoletto intravedo la piccolina fra le braccia della mamma: le mie donne si disperano. Pi\u00f9 in l\u00e0, da solo, in gilet e giacchina bluette, ci sei tu, impettito, pallido e tenero: sei un ometto ormai e sai che devi prendere in mano la situazione. Dai, questo \u00e8 il momento in cui raccogliere le forze, ci sar\u00e0 tempo per piangere e per ricordare quanto immenso \u00e8 il nostro amore. Solo che, adesso, sono io in difetto nei tuoi confronti: non riesco a gridare e vorrei che, per una volta, tu mi spiegassi. Ti chiedo perdono, figlio mio, l\u2019avessi fatto quando ne avevo bisogno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15691\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15691\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 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