{"id":15666,"date":"2013-05-29T16:56:47","date_gmt":"2013-05-29T15:56:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15666"},"modified":"2013-05-29T16:56:47","modified_gmt":"2013-05-29T15:56:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-bambola-ed-il-pupazzo-di-stefano-pandolfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15666","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La bambola ed il pupazzo&#8221; di Stefano Pandolfi"},"content":{"rendered":"<p>LA BAMBOLA ED IL PUPAZZO<\/p>\n<p>7 settembre 2007, quella maledetta sera di settembre. La mia grande passione per l\u2019arte m\u2019aveva inesorabilmente portato da te, dalla tua arte, dai tuoi occhi. Una calamita invisibile mi attraeva. Avevo anche lasciato i miei amici che spensierati in quel sabato di fine estate andavano a vedere la partita in qualche pub. La Lazio, la mia squadra del cuore, eppure quella sera pass\u00f2 in secondo piano. Li ringraziai per l\u2019invito e mi inerpicai su per la ripida salita di Via Annunziata al termine della quale ci si trovava davanti all\u2019antico palazzo dei de la Blanchere, oggi ristrutturato a galleria d\u2019arte ed uffici dell\u2019amministrazione municipale.<br \/>\nIl mio spezzato giacca e cravatta che usavo solitamente per presenziare ad iniziative che ritenevo importanti, mi dava decisamente un tono. Il vernissage era molto ben strutturato, diviso in due sezioni accuratamente separate tra di loro. Le opere pittoriche d\u2019ispirazione religiosa e quelle d\u2019arte contemporanea. L\u2019autrice sembrava ben districarsi tra questi due ambiti cos\u00ec diversi tra loro quanto il giorno e la notte e ne faceva necessariamente notare la complessit\u00e0 dei periodi della propria vita che li avevano letteralmente ispirati. Seguendo l\u2019invisibile percorso artistico che le singole opere suscitavano in me, incontrai il tuo sguardo\u2026<br \/>\n&#8211; Vedo che \u00e8 molto interessato \u2013 mi dicesti, interrompendo la meticolosa osservazione di un\u2019opera d\u2019arte per attirarne la mia attenzione verso un\u2019altra \u2013 piacere, mi chiamo Annachiara e sono l\u2019autrice \u2013 ebbi la netta sensazione di aver sbattuto contro un tir a duecento chilometri orari. Qualcosa m\u2019aveva abbagliato in corsa facendomi perdere il controllo del mezzo su cui la mia anima viaggiava. Una luce, una luce che non scorder\u00f2 mai. Una luce piena di vita e pulsante come un messaggio subliminale aveva lacerato quell\u2019altrettanto invisibile quanto sottilissima membrana che solitamente protegge noi maschietti dagli attacchi esterni femminili\u2026<br \/>\n&#8211; Stefano, piacere mio \u2013 feci di rimando cercando di non far trapelare il parkinson emotivo che aveva attaccato il mio essere ed ora aveva preso l\u2019ascensore per contagiare anche la voce \u2013 stupefacente, soprattutto l\u2019icona della croce.<br \/>\nL\u2019anima incidentata di prima ed il mio essere tremante di adesso erano entrambi in preda alla sindrome di Stendhal che aveva mandato in corto cellule e neuroni vari.<br \/>\nFeci un notevole sforzo per tornare ad impadronirmi di me stesso e del mezzo non meccanico incidentato psicologicamente. Ti feci notare, in modo curioso ed originale come il tuo quadro della croce fosse deliberatamente accostabile al reale trittico di bellezze ed arte che si delineava nelle immediate vicinanze del luogo in cui ci trovavamo. La tua arte, la galleria che la ospitava, in qualit\u00e0 di palazzo storico e l\u2019altrettanto storica Cattedrale di San Cesareo che troneggiava imponente a circa cinquanta metri da noi, sulla piazza del municipio.<br \/>\nIl tuo invito a visitarla insieme fu inaspettato e mi paralizz\u00f2 completamente come fossi stato investito da una cascata di azoto liquido. Pi\u00f9 davo ordine ai miei piedi di accostarsi ai tuoi per poterti accompagnare dove volevi, pi\u00f9 mi rendevo conto che essi insieme alle gambe, alle ginocchia e alle caviglie mi si rivoltavano contro come una class-action di protesta. Mi chiedevo chi ne fossero i sindacati di base e dovetti promettere a qualche loro rappresentante una settimana alle terme purificatrici per riuscire a sbloccare la situazione. Tutto questo nel giro di qualche secondo.<br \/>\nLa scena c\u2019era tutta. Io e te, ben vestiti, entriamo mano nella mano in chiesa, ci facciamo il segno della croce con l\u2019acqua santa ed attraversiamo la navata centrale fermandoci davanti all\u2019altare, al cospetto di Lui. Scene da un matrimonio. Quante volte ho rivisto, rivisitato, immaginato nella mia mente quella scena. Quante volte tra le lacrime ho sperato che si realizzasse davvero quella scena. Quante lacrime ho versato per te, di notte e di giorno. Quanti pensieri ho scritto con esse, rivolgendomi ad un telefono che rimaneva sempre muto. Sono stato per te soltanto un visitatore della tua mostra, della quale l\u2019ultima opera che ho visto \u00e8 stata un tuo autoritratto. Ti eri immaginata come una bambola all\u2019interno della sua sgargiante scatola personalizzata.<br \/>\nDopo quella sera non ti ho pi\u00f9 vista ne sentita.<br \/>\nLo stesso Lui davanti a cui eravamo quella magica sera di settembre, ha giocato con me per qualche ora come fossi un suo pupazzo\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15666\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15666\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA BAMBOLA ED IL PUPAZZO 7 settembre 2007, quella maledetta sera di settembre. 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