{"id":15649,"date":"2013-05-29T16:38:04","date_gmt":"2013-05-29T15:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15649"},"modified":"2013-05-29T16:38:04","modified_gmt":"2013-05-29T15:38:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-mihret-di-paolo-pobbiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15649","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Mihret&#8221; di Paolo Pobbiati"},"content":{"rendered":"<p>La trov\u00f2 ad aspettarla sulla porta di casa. Aveva ancora gli occhi gonfi. \u201cMi dispiace di averti fatto venire. Eri in giro per lavoro?\u201d<\/p>\n<p>Si abbracciarono. \u201cNon ci pensare\u201d la rassicur\u00f2. \u201cAdesso sono qui. Come sta Mihret?\u201d<\/p>\n<p>Adem la fece entrare in casa. \u201cSta meglio, oggi non ha quasi pi\u00f9 febbre. Adesso \u00e8 di l\u00e0 che dorme\u201d.<\/p>\n<p>Maryam abbandon\u00f2 su una poltrona la stanchezza del viaggio e la tensione. La loro famiglia era emigrata a Roma quando erano piccole, ma avevano entrambe poi scelto di ritornare l\u00ec, l\u2019una per lavorare in universit\u00e0, e l\u2019altra per sposarsi. Da allora aveva percorso centinaia di volte la strada polverosa che collegava Addis Abeba a Nazareth, la cittadina dove la sorella viveva, ma quella volta il viaggio le era sembrato interminabile. Adem si affacci\u00f2 alla porta che dava sulla cameretta dove dormiva la figlia, e la accost\u00f2 in modo che le loro voci non la disturbassero. Poi accese un fornello sul quale mise a scaldare un bricco per il t\u00e8.<\/p>\n<p>\u201cMa come \u00e8 successo?\u201d Maryam non ce la faceva proprio a rimanere ferma e si era di nuovo alzata per avvicinarsi ad Adem mentre stava ancora armeggiando nervosamente con il fornello.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stato l\u2019altro ieri. Ero al lavoro e come al solito avevo lasciato la bambina da mia suocera dopo la scuola\u201d. Tir\u00f2 su con il naso mentre, volgendo le spalle a Maryam, cercava di preparare le tazze per servire il t\u00e8. \u201cL\u2019ha portata da una vecchia del posto che pratica il megrez. L\u2019hanno tagliata! Me l\u2019hanno tagliata, capisci? E io che gliel\u2019avevo affidata. Ero riuscita a non farglielo fare quando era piccola, e credevo di averla scampata, ma quella megera non ha pensato ad altro in questi anni\u201d. Scoppi\u00f2 di nuovo a piangere.<\/p>\n<p>\u201cCazzo!\u201d Maryam si strinse a lei. \u201cMa non avevi avuto nessun sentore che aveva in mente di farlo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa no, niente, aveva combinato tutto a mia insaputa. Si \u00e8 messa d\u2019accordo con altre tre donne e sono andate l\u00ec insieme con le bambine\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCosa le hanno fatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer fortuna solo l\u2019escissione del clitoride, come era stato fatto alle mie cognate e alle loro figlie. Almeno il resto non l\u2019hanno toccato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNaturalmente ha usato lo stesso coltello per tutte e quattro le bambine\u201d fece Maryam con raccapriccio.<\/p>\n<p>Adem annu\u00ec. \u201cQuando sono tornata a casa le faceva molto male e aveva la febbre, ma per fortuna non ha perso molto sangue. Le ho fatto una medicazione e le ho dato un antibiotico. Oggi comincia a stare meglio. Povera la mia bambina\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ha vista un medico?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, \u00e8 venuta una dottoressa che lavora con me in ospedale. Ha detto che non c\u2019\u00e8 pericolo immediato di setticemia e che la ferita dovrebbe richiudersi nel giro di qualche giorno. \u00c8 lei che mi ha prescritto le medicine\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019acqua aveva cominciato a bollire. Adem spense, vi vers\u00f2 il t\u00e8 e lo zucchero, tir\u00f2 fuori dalla credenza dei biscotti e si risedettero entrambe.<\/p>\n<p>\u201cMa tuo marito come ha reagito? Che cosa ha detto quando lo ha scoperto?\u201d<\/p>\n<p>Lo sguardo di Adem si abbass\u00f2. \u201cConosci Bogal\u00e9, sai come \u00e8 fatto. Anche lui era contrario a far mutilare la bambina, ma non si metter\u00e0 mai contro i genitori. All\u2019inizio si \u00e8 arrabbiato, ma poi ha cominciato a dire che si tratta di sua madre, che in fondo viviamo nella casa dei suoi genitori e dobbiamo loro della gratitudine e che anche se lei ha sbagliato lo ha fatto a fin di bene. Insomma per lui la questione \u00e8 chiusa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0, non \u00e8 mai una questione che riguarda gli uomini\u201d sibil\u00f2 con rabbia Maryam.<\/p>\n<p>Una vocina flebile che chiamava la mamma giunse dall\u2019altra stanza. Adem si affrett\u00f2 a raggiungere la figlia. \u201cCome stai?\u201d Le sent\u00ec la fronte: era ancora calda.<\/p>\n<p>\u201cMi brucia ancora\u201d si lament\u00f2 Mihret.<\/p>\n<p>\u201cNon ti preoccupare, adesso ti do io una cosa che ti far\u00e0 sentire meglio. Intanto guarda chi \u00e8 venuta a trovarti\u201d. Le indic\u00f2 la porta, dove Maryam si stava affacciando.<\/p>\n<p>La bambina appoggi\u00f2 sul letto la bambola che aveva fra le braccia e si mise seduta aprendosi in un ampio sorriso. \u201cCiao zia!\u201d<\/p>\n<p>Maryam si avvicin\u00f2 e la abbracci\u00f2 con tutta la delicatezza di cui era capace, rimanendo stretta a lei sino a quando non riusc\u00ec a ricacciare indietro le lacrime che in quel momento le premevano sugli occhi. \u201cCiao Piccolina\u201d. Avrebbe voluto dirle che adesso era l\u00ec con lei, che nessuno le avrebbe pi\u00f9 fatto del male, che l\u2019avrebbe protetta, ma non poteva: nessuno le avrebbe fatto pi\u00f9 nulla, perch\u00e9 tutto era gi\u00e0 successo e non c\u2019era nessuna possibilit\u00e0 di tornare indietro. E n\u00e9 lei n\u00e9 sua madre erano state in grado di proteggerla quando era stato il momento.<\/p>\n<p>\u201cChe bella bambola che hai\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMe l\u2019ha regalata la nonna\u201d.<\/p>\n<p>Ovvio, pens\u00f2 Maryam.<\/p>\n<p>\u201cSai zia, sono stata brava al megrez: non ho pianto e non ho avuto paura. Invece Luam ha strillato tantissimo, non voleva farsi tagliare e hanno dovuto tenerla ferma\u201d. Aveva pronunciato quelle parole tutte d\u2019un fiato. Poi si ferm\u00f2 e abbass\u00f2 gli occhi, stringendo fra le mani la bambola. \u201cBe&#8217;, hanno tenuto ferma anche me, ma mi hanno messo un fazzoletto in bocca e non ho gridato, e la nonna mi ha detto che mi sono comportata come una grande\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCerto Piccolina. Sono molto orgogliosa di te. Ma adesso come stai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi brucia l\u00ec dove mi hanno tagliata e mi fa male quando devo fare la pip\u00ec, ma la mamma dice che poi mi passa\u201d.<\/p>\n<p>Adem era tornata nella stanza con dell\u2019acqua ossigenata, del cotone idrofilo e delle garze. \u201cMihret, dobbiamo rifare la medicazione, adesso\u201d. Le sollev\u00f2 il lenzuolo, facendo attenzione a non farle male. Le lev\u00f2 con delicatezza la garza sporca di sangue, scoprendole la piccola piaga aperta e le disse di andare in bagno e provare a fare la pip\u00ec. \u201cVuoi che venga l\u00ec con te?\u201d<\/p>\n<p>Mihret non rispose, chiuse la porta del bagno alle sue spalle e dopo pochi attimi la sentirono urlare. In quel momento Adem si sent\u00ec morire, e cerc\u00f2 rifugio fra le braccia della sorella. Quando la bambina usc\u00ec, un paio di minuti pi\u00f9 tardi, aspirava l\u2019aria dalla bocca tenendo i denti serrati, e due grossi lacrimoni le scivolavano sulle guance: \u201cMamma! Brucia, brucia ancora da morire!\u201d Adem la lav\u00f2 dentro un catino e inizi\u00f2 molto delicatamente a tamponarle la piccola macchia rossa in corrispondenza della ferita con l\u2019acqua ossigenata. Poi la ricopr\u00ec con una pomata antibiotica prima di riapplicare la garza. Il bruciore sembr\u00f2 calmarsi un poco.<\/p>\n<p>\u201cSei davvero bravissima, Piccolina\u201d cerc\u00f2 di consolarla Maryiam.<\/p>\n<p>\u201cAdesso mettiti gi\u00f9 e prendi la medicina\u201d. Adem le porse una pastiglia e una tazza con una tisana di erbe che l\u2019avrebbe aiutata a riposare, poi usc\u00ec dalla stanza riportandosi via il vassoio.<\/p>\n<p>\u201cSai tenere un segreto, zia?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto Piccolina, dimmi pure\u201d rispose, incrociando due volte gli indici davanti alle labbra per indicare che sarebbero state sigillate per sempre, come aveva imparato a fare da bambina quando condivideva i segreti con le compagne di scuola al Pigneto.<\/p>\n<p>\u201cNon dirlo alla mamma e alla nonna, ma io non volevo farmi tagliare. Tu non l\u2019hai fatto e neanche la mamma, ma fa malissimo e ho avuto anche tanta paura. Per\u00f2 la fanno tutte le bambine qui. Nella mia classe eravamo soltanto in cinque a non essere tagliate e le altre ci prendevano in giro perch\u00e9 dicevano che poi diventavamo come dei maschi. Ma tu e la mamma non sembrate uomini\u201d.<\/p>\n<p>Maryam la accarezz\u00f2 teneramente sulla fronte. \u201cCerto che no, ma molte persone pensano che sia cos\u00ec. Lo so che fa male e fa paura, ma adesso \u00e8 davvero tutto finito. Devi pensare a guarire, ora\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa nonna dice che ci tolgono un pezzo di carne che c\u2019\u00e8 in pi\u00f9, e che senn\u00f2 diventa come quello che hanno i maschi\u201d.<\/p>\n<p>Maryam trasal\u00ec, ma non disse nulla. Non poteva dirle che la nonna le aveva mentito, e che il male che aveva dovuto subire era assurdo e immotivato. Pi\u00f9 avanti s\u00ec, ma non ora, in quel lettino, con la ferita che bruciava ancora cos\u00ec forte e la fronte che scottava.<\/p>\n<p>\u201cTi fermi qui a dormire stasera?\u201d le chiese prendendole la mano.<\/p>\n<p>\u201cNo, non posso, ma ti prometto che torno prestissimo e che staremo un sacco di tempo insieme\u201d.<\/p>\n<p>\u201cZia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDimmi, Piccolina\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAllora adesso me la racconti una favola come quando ero piccola?\u201d<\/p>\n<p>Maryam le rimbocc\u00f2 le coperte e cominci\u00f2 ad accarezzarla sulla fronte. La bambina sembrava pi\u00f9 tranquilla. Inizi\u00f2 a raccontarle la storia di una principessa alla quale i predoni avevano rubato un prezioso tesoro e dei viaggi avventurosi che aveva intrapreso per recuperarlo. Accolse con sollievo il momento in cui si accorse che Mihret si era addormentata, perch\u00e9 non aveva idea di come avrebbe potuto terminare quella favola: non sarebbe riuscita a inventare nulla su come la principessa avrebbe potuto recuperare il suo tesoro, irrimediabilmente perduto. Baci\u00f2 la bambina sulla fronte prima di uscire dalla stanza. \u201cMihret significa \u2018perdono\u2019\u201d le sussurr\u00f2 con rabbia, \u201cma tu questa cosa non la perdonare, non la perdonare mai\u201d.<\/p>\n<p>Trov\u00f2 la sorella in cucina che lavava le tazze del t\u00e8. \u201cMandala in prigione!\u201d<\/p>\n<p>Adem la guard\u00f2 e scosse il capo.<\/p>\n<p>\u201cDenunciala!\u201d la incalz\u00f2 Maryam. \u201cAbbiamo faticato tanto perch\u00e9 ci fosse una legge che impedisse di tagliare le bambine. Non poteva farlo! Non <i>doveva<\/i> farlo! Vai alla polizia a denunciarla\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE a che cosa servirebbe? Vuoi che mio marito mi rinfacci per tutta la vita di avere mandato in prigione sua madre? Vuoi che mi cacci di casa?\u201d<\/p>\n<p>Maryam sentiva venire a galla tutta la sua rabbia e la sua frustrazione: \u201cPreferisci vivere ancora accanto a lei e continuare ad affidarle tua figlia? Dopo quello che le ha fatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMaryam, non posso farlo. Viviamo nella casa dei miei suoceri, sai che non possiamo permettercene una nostra. Se facessi come dici tu distruggerei la mia famiglia, e Mihret sarebbe la prima a soffrirne. Davvero, non posso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSai che se volete potete venire da me ad Addis, vero? Quella casa \u00e8 tua quanto mia e questo vale anche per tuo marito, se sceglie di stare con te\u201d.<\/p>\n<p>Adem la abbracci\u00f2. \u201cLo so, ma \u00e8 davvero troppo per me, non me la sento di affrontare una cosa cos\u00ec grande, e Bogal\u00e9 non mi sosterrebbe mai contro sua madre\u201d. Fece una lunga pausa. \u201cE poi sono io a non sentirmela. Mia suocera vuole davvero bene alla bambina: se ha sbagliato lo ha fatto in buona fede\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBuona fede un cazzo!\u201d Maryam si avvi\u00f2 decisa verso la porta.<\/p>\n<p>Adem prov\u00f2 a fermarla, senza troppa convinzione. Sapeva che non ci sarebbe riuscita e, in fondo, non lo voleva nemmeno. Appoggi\u00f2 la schiena alla parete, con il viso fra le mani, singhiozzando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La famiglia di Bogal\u00e9 viveva sull\u2019altro lato della palazzina. In un angolo del cortile vi era un fornello realizzato con un bidone di metallo: l\u00ec la nonna di Mihret stava preparando dell\u2019enjera<a title=\"\" href=\"\\Documenti\\Varie\\Mirhet.doc#_ftn1\">[1]<\/a>. Maryam le si piazz\u00f2 davanti. \u201cCos&#8217;hai fatto a mia nipote, brutta strega?\u201d<\/p>\n<p>La vecchia alz\u00f2 appena lo sguardo, strizzando gli occhi per identificare la sua interlocutrice. \u201cChi sei tu che vieni a parlarmi in questo modo in casa mia?\u201d Fece una breve pausa. \u201cAh s\u00ec, sei la sorella della moglie di mio figlio\u201d. Riabbass\u00f2 lo sguardo e riprese a versare l\u2019impasto dell\u2019enjera sulla padella.<\/p>\n<p>\u201cAllora?\u201d la incalz\u00f2 Maryam<\/p>\n<p>\u201cNon devo rendere conto a te. Ho fatto la cosa giusta per lei\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa cosa giusta? I suoi genitori non volevano che fosse tagliata! Che cosa ti fa pensare di sapere cosa \u00e8 giusto e cosa non lo \u00e8 per gli altri?\u201d<\/p>\n<p>\u201cI suoi genitori non sanno niente! Tu non sai niente! Qui non siamo a Roma e nemmeno ad Addis. Le bambine qui vengono circoncise: quelle che non lo fanno sono considerate male e non trovano marito. Lo sai che altrimenti quando crescono hanno un sacco di grilli per la testa, esattamente come i maschi, e diventano delle poco di buono\u201d.<\/p>\n<p>\u201cChe accidenti stai dicendo? Io non sono stata tagliata, e neanche Adem. Ti sembriamo forse delle poco di buono?\u201d<\/p>\n<p>La vecchia alz\u00f2 di nuovo gli occhi esibendo un sorriso beffardo: \u201cAdem \u00e8 stata fortunata perch\u00e9 ha trovato un uomo che l\u2019ha sposata lo stesso e lei \u00e8 una brava moglie, sottomessa come dev\u2019essere, ma \u00e8 un\u2019eccezione. In quanto a te, guardati: hai trent\u2019anni e sei ancora senza marito. Chiediti perch\u00e9. Quando una ragazza \u00e8 circoncisa gli uomini le corrono dietro per sposarla, altrimenti \u00e8 lei che deve inseguirli. Ed \u00e8 facile farsi una cattiva reputazione\u201d.<\/p>\n<p>Una cattiva reputazione. Da non crederci. Maryam si trattenne a stento: non era l\u00ec a parlare di lei ma della bambina. \u201cE chi ti dice che Mihret vorr\u00e0 sposarsi? O che vorr\u00e0 rimanere qui? Chi ti d\u00e0 il diritto di ipotecare cos\u00ec il suo futuro?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019enjera era cotta e la vecchia la stacc\u00f2 dalla padella per inserirla in un canestro di vimini. Prese di nuovo la brocca di plastica con l\u2019impasto e vers\u00f2 quello che rimaneva facendo attenzione a distribuirlo uniformemente sulla padella. Poi rialz\u00f2 lo sguardo verso Maryam e sentenzi\u00f2: \u201cSolo Dio sa cosa ciascuno di noi far\u00e0 in futuro. Quello che so io \u00e8 che nella nostra famiglia le figlie femmine vengono circoncise, tutte. Questo prova che provengono da una famiglia onorata\u201d.<\/p>\n<p>Una voce stridula giunse da dietro. \u201cCome ti permetti di venire qui in casa nostra e rivolgerti cos\u00ec a nostra madre?\u201d Era la figlia pi\u00f9 giovane della donna, che si era affacciata dalla porta della casa. Si teneva con le mani un enorme pancione e ostentava quell\u2019aria spossata e appagata che solo le donne incinte hanno, e una faccia che Maryam avrebbe volentieri preso a schiaffi. \u201cVattene, vattene subito! Non venirci a dire cosa dobbiamo fare delle nostre figlie. Tornatene da dove sei venuta!\u201d<\/p>\n<p>Prima di allora l\u2019aveva vista soltanto un paio di volte, ma non l\u2019aveva mai potuta sopportare. Cap\u00ec che se avesse continuato in quella discussione avrebbe finito col dire o fare qualcosa di cui si sarebbe pentita, ma solo perch\u00e9 avrebbe messo sua sorella in una situazione difficile. Si augur\u00f2 solo che la creatura nel grembo della donna non fosse una femmina. Per la rabbia diede un calcio alla brocca dell\u2019impasto, oramai vuota, e torn\u00f2 verso la porta della casa di Adem.<\/p>\n<p>\u201cStronza maledetta!\u201d<\/p>\n<p>Trov\u00f2 Adem che ancora piangeva, sommessamente. \u201cDavvero non vuoi fermarti? Non sei in condizione di guidare cos\u00ec alterata. Ti prego, non lasciarmi qui da sola, almeno aspetta un po\u2019, sino a quando torna Bogal\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer cosa? Per sentirmi ancora ripetere che \u00e8 stato fatto per il bene della bambina? No, meglio di no. Preferisco andare via subito\u201d. Fece un lungo respiro, per calmarsi. \u201cPoi la strada \u00e8 lunga, e non voglio arrivare troppo tardi a casa\u201d. Abbracci\u00f2 la sorella con tenerezza. \u201cSpero che quello che ho detto non ti crei problemi con tuo marito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon importa\u201d la rassicur\u00f2 Adem, e un velo di tristezza le adombr\u00f2 il viso. \u201cAvrei dovuto avere io il coraggio per dire quelle cose, e non ne sono stata capace. Grazie per averlo fatto tu\u201d.<\/p>\n<p>Si strinsero forte. Poi Maryam prese la borsa che aveva lasciato sulla poltrona e usc\u00ec, mentre il sole cominciava ad abbassarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"\\Documenti\\Varie\\Mirhet.doc#_ftnref1\">[1]<\/a> Focaccia morbida sulla quale vengono disposte varie pietanze, tipica della cucina etiope ed eritrea<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15649\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15649\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trov\u00f2 ad aspettarla sulla porta di casa. Aveva ancora gli occhi gonfi. \u201cMi dispiace di averti fatto venire. Eri in giro per lavoro?\u201d Si abbracciarono. \u201cNon ci pensare\u201d la rassicur\u00f2. \u201cAdesso sono qui. Come sta Mihret?\u201d Adem la fece entrare in casa. \u201cSta meglio, oggi non ha quasi pi\u00f9 febbre. Adesso \u00e8 di l\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15649\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15649\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1730,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-15649","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15649"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1730"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15649"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15797,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15649\/revisions\/15797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}