{"id":1562,"date":"2009-05-24T18:37:53","date_gmt":"2009-05-24T17:37:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1562"},"modified":"2009-05-24T18:37:53","modified_gmt":"2009-05-24T17:37:53","slug":"tangenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1562","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Tangenziale&#8221; di Alberto Lavoradori"},"content":{"rendered":"<p>Tlen\u2026 tlen\u2026 tlen\u2026 tlen\u2026 Sbam!<br \/>\nTom Morgan sbatt\u00e9 la portiera dell&#8217;auto. Il cicalio d\u2019avviso delle luci accese l\u2019infastidiva, aumentava solo la sua rabbia. Nella sfortuna d\u2019aver forato si era fermato giusto nei pressi d&#8217;una piazzola d\u2019emergenza. L\u2019isterico sfrecciare delle auto l&#8217;esasperava. Oltre le barriere insonorizzanti le luci di\u2026? Che citt\u00e0 era quella? Tom non lo poteva sapere, non si ricordava, non gli interessava. Lui percorreva autostrade e tangenziali tutto l&#8217;anno\u2026 troppe per poterle ricordare. Tom, in testa, ora, aveva solo spazio per le imprecazioni. Tante e piene d&#8217;umano livore. Gi\u00e0; pur sentendosi distrutto dalla stanchezza, la giornata, da lui, recriminava altre energie. Non ne poteva pi\u00f9 di quella vita.<br \/>\nTom apr\u00ec il bagagliaio, sfil\u00f2 la ruota di scorta e si pieg\u00f2 per osservare il misfatto. Gli occhi gli si sbarrarono! Le ruote forate erano due. Tom con uno scatto rabbioso scaravent\u00f2 a terra la chiave a croce. Di rimbalzo l\u2019attrezzo fini sotto la ruota anteriore, con una delle teste esagonali ad indicare un oggetto incarnato nel pneumatico. La cosa rifletteva un brillare opaco, come quello emesso dal bronzo.<br \/>\nIncuriosito, Tom allung\u00f2 la mano. Sfior\u00f2 appena la cosa e un dolore lanciante gli sferz\u00f2 indice e pollice. Copioso il sangue inizi\u00f2 a sgorgare da una profonda ferita.<\/p>\n<p>Gocce di sangue sul torrido asfalto.<br \/>\nContemporaneamente un corpo fu scosso da un fremito, occhi grigi si aprirono immersi nel liquame. La sacca a tubero e tutti i legamenti aggrappati al cemento si mossero scossi da morbide onde interne.<br \/>\nDalla vulva del tubero spunt\u00f2 un braccio intriso d\u2019olio scuro, una testa rasata, un mento sporgente, denti candidi e poi un tronco massiccio spinto da gambe muscolose.<br \/>\nAppoggiato ad un costone di cemento l\u2019allucinante tizio si alz\u00f2 in piedi, scroll\u00f2 parte del nauseabondo liquame dal viso e annus\u00f2 l\u2019aria a fondo; pi\u00f9 volte. Benzina, polvere, l\u2019odore dell\u2019afa impastata al bitume, al calcestruzzo&#8230; pi\u00f9\u2026 qualcosa di preciso, che lui ben conosceva.<\/p>\n<p>Gocce di sangue sul torrido asfalto.<br \/>\nStretto con una pinza, Tom osserv\u00f2 l\u2019oggetto strappato a fatica dalla gomma. Non era certo un chiodo, tanto meno sembrava un residuo casuale. Pur asimmetrico aveva un suo preciso design, dove, da un centro grumoso, aggressive, si ergevano a tripode robuste lame ricurve. L\u2019affilatissimo affarino &#8220;figlio di puttana rotto in culo&#8221;, qualunque posizione assumesse, non dava scampo. Allucinante. Che cazzo era quella cosa? Chi poteva essere il bastardo demente che costruiva e gettava pezzi del genere sulle strade. Potesse averlo avuto tra le mani, Tom l&#8217;avrebbe strangolato. D\u2019istinto, osserv\u00f2 il pneumatico posteriore, aveva un brutto presentimento. Il sospetto si tramut\u00f2 in realt\u00e0. Nella ruota posteriore c&#8217;era infilato un pezzo identico.<\/p>\n<p>Tom ringhi\u00f2 bestemmiando istericamente.<\/p>\n<p>Un\u2019ombra a spicchi, proiettata dagli asettici lampioni della tangenziale accarezz\u00f2 improvvisamente la schiena di Tom. Lui si volt\u00f2. Dietro, la tuta blu, il casco giallo e il corpetto arancione di un operaio addetto alla manutenzione delle strade. Sicuramente uno di quelli del turno della notte. Finalmente un sospiro di sollievo. Stretti nei grossi guanti da lavoro, il tizio sorreggeva degli attrezzi che Tom non riusciva a distinguere. Gli oggetti, stranamente, scintillavano.<br \/>\nTom non fece neanche in tempo a formulare una parola. La testa gli vol\u00f2 staccata di netto rotolando sul cemento, incastrandosi a bordo piazzola tra un cordolo d&#8217;asfalto e il guardrail. Altri terribili fendenti tranciarono il corpo di Tom. L\u2019inquietante stradino infil\u00f2 le affilate lame nella cintura; poi, avidamente, raccolse in un sacco della spazzatura tutti i pezzi della macabra esecuzione, sal\u00ec nell\u2019auto e svan\u00ec lungo la corsia d\u2019emergenza.<br \/>\nCorrendo quasi sui cerchioni, mezzo miglio dopo, l\u2019auto usc\u00ec dalla tangenziale. Dopo aver svoltato nei meandri d&#8217;una periferia deserta, immersa tra distese di silenziosi capannoni, l&#8217;auto si ferm\u00f2 davanti un deposito rottami.<br \/>\nL\u2019inspiegabile essere strapp\u00f2 le targhe, trafug\u00f2 i documenti e gett\u00f2 il tutto in un cassonetto, abbandonando -come sempre- l\u2019auto davanti al cancello. Infine, con il sacco in spalla, l&#8217;operaio svan\u00ec nel lercio di polverose sterpaglie, diretto a nord, verso il rombo isterico della tangenziale.<\/p>\n<p>Tutti i legamenti saldamente aggrappati alla trave di cemento furono scossi da un fremito. Ma nessuno lo vide. Dalla vulva spurg\u00f2 un sacco della spazzatura, ossa e poltiglia organica cosparsa da rifiuti asimmetrici color bronzo, dotati di micidiali lame ricurve. In quella posizione la sacca e il suo inquilino erano invisibili. Gli unici spettatori: refoli di smog, l&#8217;arido calcestruzzo, il guano degli uccelli -scomparsi da tempo- e gli abiti d\u2019uno stradino diligentemente ripiegati nei pressi d\u2019una scaletta d\u2019emergenza sotto un&#8217;anonima tangenziale.<\/p>\n<p>fine<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1562\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1562\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tlen\u2026 tlen\u2026 tlen\u2026 tlen\u2026 Sbam! 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