{"id":15614,"date":"2013-05-30T11:16:29","date_gmt":"2013-05-30T10:16:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15614"},"modified":"2013-05-30T11:16:29","modified_gmt":"2013-05-30T10:16:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-mentre-gli-altri-dormono-di-simone-iacono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15614","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Mentre gli altri dormono&#8221; di Simone Iacono"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;altra giornata se n&#8217;\u00e8 andata.<\/p>\n<p>Eccomi finalmente solo nel tinello dove di giorno io e i miei genitori mangiamo, guardiamo la televisione, e che verso le ventidue, diventa camera mia, esclusivo territorio di me. O almeno dovrebbe, visto che qualcuno nel bel mezzo della notte, irrompe dove io dormo o fingo di dormire,spezzando quella solitudine, quella che solo chi \u00e8 rimasto figlio unico pu\u00f2 capire.\u00a0 Non ho una vera stanza.Non ho fratelli. Ho desiderato entrambi.Poi ho smesso. Lo spazio in cui dormo comunica con un cucinino, pochi metri quadrati, due finestre, uno spazio che comprende frigorifero, cucina a gas, lavatrice, lavandino, per molto tempo anche uno scaldobagno ( in futuro sar\u00e0 spostato fuori, sul balcone, un rumore in meno ). La zona cottura \u00e8 vicinissima a me, un paio di metri ci separa. Dormo in una camera &#8220;a ponte&#8221; che di giorno usiamo come divano. Mi sento protetto da quella struttura in legno che mi sovrasta. A volte ho pensato che mi tenesse caldo, io come avvolto da una carezza di un oggetto inanimato. Forse sono divagazioni ma che ci posso fare se la mia mente mi ha condotto a questo pensiero?<\/p>\n<p>E &#8216; mia madre a tenermi compagnia dopocena, davanti alla tv. Ma \u00e8 stanca del lavoro di colf, di giornate frenetiche, si addormenta senza mai riuscire a terminare di vedere un film o un programma. Siamo coricati specularmente, i suoi piedi verso la mia faccia e viceversa. In inverno condividiamo la coperta. Siamo entrambi freddolosi. Il contrario di mio padre, che ha sempre caldo, anche se secondo me qualche volta sente freddo pure lui, ma non lo vuole ammettere. Mi domando perch\u00e8. Che senso abbia negare di avere freddo? L &#8216; ho capito pi\u00f9 in l\u00e0 che molti considerano poco virile che un uomo ammetta di sentire freddo. Come quelli che piuttosto di indossare sciarpa-guanti-cappello andrebbero a piedi in Alaska in maniche corte. Io quando fa freddo e ho freddo, mi copro e me ne frego di ci\u00f2 che qualcuno potrebbe pensare o insinuare. Sono sempre stato cos\u00ec: non mi sono adeguato alle convenzioni ( spesso assurde ) dettate dalla massa. Lo so, ho di nuovo divagato. Vagabondo da una parte all &#8216; altra dei miei infiniti pensieri. Ero rimasto al momento in cui mia mamma si appisola in quello che tra poco sar\u00e0 il mio letto. Le dico: &#8221; Stai scomoda qui, vai nel tuo letto &#8220;, ma non glielo dico sempre perch\u00e8 mi dispiace svegliarla e mi fa piacere averla vicina. Abbasso il volume della tv, non troppo altrimenti se ne accorge e si sveglia, perch\u00e8 quello in cui \u00e8 caduta \u00e8 un sonno debole, un dormiveglia. Ogni tanto la guardo. <em>Guardo mia madre che dorme.<\/em><strong> <\/strong><em><\/em>Penso a quando la vedr\u00f2 dormire sapendo che sar\u00e0 per sempre. Scaccio quel pensiero che mi uccide. Lo rimando il pi\u00f9 indietro possibile. Non so perch\u00e8, ma presto si \u00e8 attaccata a me l&#8217; idea della morte, il pensiero che tutto finisce. Ho letto che quello \u00e8 il segnale che si \u00e8 diventati adulti, una maturazione interiore ha fatto di noi degli esseri meno bambini, pi\u00f9 consapevoli e pertanto un po&#8217;\u00a0 pi\u00f9 tristi. Forse anche per questo mi sono allontanato precocemente dai cartoni animati. Quasi non me li ricordo. Mi sembra di non averne mai visti. Un po&#8217; per predisposizione innata, un po&#8217; per esperienze di vita, la mia infanzia \u00e8 stata corta. Ho iniziato prima di molti miei coetanei a dare peso alle cose, a scegliere di occuparmi, cercando di capire, quelle meno divertenti. Non pensate a quei bambini prodigio, odiosi e tristi, non sono stato uno di loro. In me quella tensione a cercare, criticare, dubitare, lottare contro le ingiustizie, non mi ha portato a risultati immediati, non ha fatto di me un enfant prodige. E menomale. Perch\u00e8 l&#8217;infanzia va rispettata e non deve subire brusche accelerazioni in direzione della vita adulta. Il mio \u00e8 stato un apprendistato lungo, insidiato da molti bastoni fra le ruote. E l &#8216; immagine delle ruote mi pare tra le pi\u00f9 opportune per descrivere il delinearsi di un giovane che pensa.\u00a0<em>La ruota come il pensiero in movimento, che si muove perch\u00e8 cerca.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Arriva il momento in cui rimango solo. Mamma, morta dal sonno, si trascina lungo il corridoio che separa me dall &#8216; unica vera stanza da letto della nostra casa, quella dei miei. Pap\u00e0, qualche volta gi\u00e0 dorme, qualche altra guarda la piccola tv sul com\u00f2 mentre mamma dorme. Si danno il cambio. Mai che li abbia visti fare qualcosa all &#8216; unisono, in completa armonia, Mi sono apparsi, fin da quando ho memoria, molto diversi fra loro. Due caratteri forti ma profondamente diversi. Inevitabile dunque lo scontro. E la notte, con il suo silenzio e i suoi rumori, pi\u00f9 di una volta, ha ospitato i loro duri confronti, le tensioni di coppia, le cose non dette, portate dentro e poi vomitate durante una litigata, anche molto tempo dopo. Una notte sono stato svegliato di soprassalto dalle loro voci: urlavano. Nessuna chiacchierata notturna fra innamorati, parole lontane dall &#8216; amore che era stato e non era pi\u00f9, parole che se fanno male a loro, figurati a un figlio, parole che mi sono sforzato di non ascoltare, ma che il pi\u00f9 delle volte mi \u00e8 stato impossibile allontanare da me, perch\u00e8 il tono con cui erano espresse era troppo alto e chiaro per attutirne la forza e i colpi. E la casa era troppo piccola perch\u00e8 i suoni potessero, come prevede la fisica, perdere d &#8216; intensit\u00e0, fino a farsi indistinguibili. Tra me e loro c&#8217; erano pochi passi, pochi metri. Li ho sentiti anche sorridere, ma poche volte. Ha prevalso il conflitto. Ad alcuni accade di sentire il rumore dell &#8216; amore dei propri genitori. Ci si tappa le orecchie, imbarazza, d\u00e0 fastidio. E&#8217; giusto cos\u00ec, che ai figli non importi e dia fastidio pensare ai genitori nella loro intimit\u00e0, e che ai genitori accada lo stesso nei confronti dei figli. A me non \u00e8 mai successo di sentire il suono del loro amore. <em>Ho ascoltato il loro risentimento.<\/em> L&#8217; ideale sarebbe non sentire nulla, al limite, russare. Ma ho appreso presto che le cose ideali sono di solito irraggiungibili e impraticabili. La realt\u00e0 vince su tutto. Puoi fingere che vada tutto bene, ma se non \u00e8 cos\u00ec, il velo dell&#8217;apparenza cadr\u00e0 sul pavimento o si trasformer\u00e0 in un cristallo trasparente. Non ho soltanto brutti ricordi delle mie notti da figlio unico. Fra quelli belli, emerge mia madre che si alza facendo cigolare le molle del materasso, va in bagno e poi entra nella mia anomala camera, apre il frigorifero, mangia solo dolci, mai salato, cerca la sua, anzi la nostra adorata Nutella che teniamo fuori dal frigo, in un pensile. Dal frigo invece estae l&#8217;acqua frizzante, non beve mai quella naturale. Io bevo solo quella del rubinetto. Dobbiamo pur avere qualcosa che ci distingua! Talvolta scambiamo qualche parola, andiamo d&#8217; accordo, il legame \u00e8 stretto, forse in futuro la sentir\u00f2 pi\u00f9 lontana, ma ora \u00e8 vicina, e anche se sar\u00e0 mai lontana, so che cercheremo entrambi di tornare vicini, annullare la distanza. <em>E&#8217; questo quello che conta, la volont\u00e0 di non perdersi di vista e qualora accada volersi ritrovare.<\/em> Dopo la sua visita notturna ( ogni notte si alza, mangia dolci e rimane magra ) va via riuscendo a riprendere sonno quasi istantaneamente. Non so come faccia. &#8220;Buonanotte cioccolatino! &#8220;. Questo \u00e8 il suo saluto unito a un bacino. Chiamarmi cos\u00ec dimostra il suo duplice amore per me e per la cioccolata. E quello per la cioccolata \u00e8 un amore che mi ha trasmesso.Non le ho mai tenuto compagnia mentre di notte mangiava. Forse solo un paio di volte. Di rado mi alzavo la notte. Un osservatore coricato, questo ero.<\/p>\n<p>Mio padre, per molto tempo, ha fatto i turni. Una volta la settimana, talvolta due, usciva prima di cena e rincasava in piena notte, per le tre o verso le prime luci dell&#8217; alba.Sento la serratura mossa dalle sue chiavi, lui che si spoglia, qualcosa che gli cade o urta. Lui che si sforza, non sempre riuscendovi, di non fare baccano. Un&#8217; infinit\u00e0 di monetine cadono dalle tasche dei suoi pantaloni. E poi un rito sempre uguale: mio padre che si prepara la colazione, anche se \u00e8 stanco, non riesce a coricarsi senza avere prima bevuto il suo amato latte e biscotti. <em>Il mio destino dev&#8217;essere quello di vedere persone che mangiano di notte. <\/em>Pap\u00e0 si muove al buio, solo un lumino sopra il pentolino, pap\u00e0 mangia in piedi, girato di spalle. Non saprei dire che espressione avesse sul viso. Non l&#8217;ho mai visto verso di me. Anche in questo mia madre \u00e8 diversa, pi\u00f9 aperta, anche la sua postura fisica lo svela, non mangia dandomi la schiena.E poi mio padre non vuole che mi svegli. Solitamente fingo di dormire ( in quel caso i minuti sembrano ore, mi sforzo di stare fermo, mi fa male tutto il corpo ) ma capita che lo saluti, vorrei parlare, tenergli compagnia, senza mangiare, ma mi fa &#8221; Dormi! &#8220;e il tono della sua voce sa di un tenero inperativo. A mamma sento che fa piacere parlarmi anche quando il giorno si \u00e8 spento. Quasi spera di trovarmi sveglio. Pap\u00e0 \u00e8 andato a riposare. Gli basteranno poche ore. Lasci a me l &#8216; odore che gli resta del suo lavoro. Nella stanza sento qualcosa che ha portato da fuori. Pap\u00e0 lava i treni. <em>Pap\u00e0 profuma di ferrovia.<\/em> Pap\u00e0 non parte per\u00f2, resta sempre nella stessa citt\u00e0, sono gli altri a viaggiare, lui rimane a terra, scende dai treni prima che partano, i treni che ha pulito con pochi colleghi e senza avere gli adeguati strumenti per pulire al meglio. E poi puoi pulire quanto vuoi, ma se dopo che lo hai fatto qualche incivile caga per terra, chi salir\u00e0 sul treno, stai pur certo che incolper\u00e0 chi lo ha pulito.<em> Dipende tutto da dove le guardi le cose.<\/em> Da una parte sembrano in un modo ma se ti sposti, scopri che forse non \u00e8 come pensavi.<\/p>\n<p>Quando dovevo sostenere l &#8216; Esame di Stato, ho passato notti o buona parte di esse, a studiare, perch\u00e8 al liceo artistico non c&#8217;\u00e8 mai tempo. Sono state notti diverse da quelle steso nel letto. ma quella \u00e8 stata una breve parentesi della mia vita.<\/p>\n<p>Mentre penso, la notte, penso alle infinite opzioni delle notti altrui. C &#8216;\u00e8 chi dorme, chi ama, chi muore, chi bada ai malati, chi lavora, chi studia, chi mangia, chi litiga, chi piange, chi fa festa, chi vomita, chi vaga per le strade, chi stupra, chi \u00e8 struprato, chi ruba, chi \u00e8 derubato, chi porta il cane a fare pip\u00ec, chi ubriaco pone fine a una vita, chi dorme su una panchina sempre che un maledetto non gli dia fuoco, chi si masturba pensando a chi non ha nel letto, e poi c &#8216;\u00e8 chi come me pensa e scrive, mentre tutti gli altri vivono,mentre il mondo continua a girare, anche se \u00e8 buio, e nessuno lo vede.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15614\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15614\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;altra giornata se n&#8217;\u00e8 andata. 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