{"id":15606,"date":"2013-05-29T15:49:41","date_gmt":"2013-05-29T14:49:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15606"},"modified":"2013-05-29T15:49:41","modified_gmt":"2013-05-29T14:49:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-opere-e-omissioni-di-patrizia-mancini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15606","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Opere e omissioni&#8221; di Patrizia Mancini"},"content":{"rendered":"<p>Quando suo padre quella mattina usc\u00ec dalla camera dicendo che avrebbe mandato a chiamare il prete, Agostina seppe che il momento era arrivato, e che occorreva prepararsi.<\/p>\n<p>Coi suoi magri quindici anni, aveva gi\u00e0 visto la morte trascorrere diverse volte nella casa, e il rituale le era divenuto familiare. Bisognava avvisare i parenti, iniziando da chi abitava pi\u00f9 lontano, controllare la scorta di caff\u00e8, riordinare il piccolo tinello, dove tutti avrebbero sostato, almeno per un po\u2019. La geografia del dovere lasciava poco spazio alle domande, e Agostina aveva imparato che questa era una cosa buona.<\/p>\n<p>Sua madre giaceva a letto da oltre un mese, con un cancro in pancia, dall\u2019ospedale l\u2019avevano rimandata a morire tra i suoi.<\/p>\n<p>La casa era annegata nel silenzio. I sani avevano preso l\u2019abitudine di bisbigliare, tanto che fuori, tra la gente, ogni voce li turbava come il presentimento di un\u2019offesa, e faceva di loro degli esseri straniti.<\/p>\n<p>Si badava a smorzare i gesti, ad accompagnare il chiudersi delle porte, e le lancette della grande pendola, di cui erano stati messi a tacere i rintocchi, montavano una guardia insonne sulle tre.<\/p>\n<p>La luce calda di giugno straripava ovunque, ma la camera in cui era coricata l\u2019inferma veniva mantenuta sempre in penombra, poich\u00e9 lei mal sopportava il chiarore pieno del giorno, e il buio le dava terrore.<\/p>\n<p>Le portavano a letto il mangiare. Erano cibi ridotti a consistenze molli, o pi\u00f9 spesso del brodo, che lei dopo qualche minuto rigettava, tra gli spasmi, in un catino di latta posato sopra il comodino. Il catino veniva subito svuotato, ma l\u2019odore acido di quei rigurgiti persisteva a lungo e addensava l\u2019aria come una pioviggine, impregnando la pelle e i vestiti.<\/p>\n<p>In quella camera Agostina andava di rado. Era il padre ad occuparsi di tutto, notte e giorno, con l\u2019affanno di chi avesse una qualche colpa da farsi perdonare, e poco tempo per riuscirci.<\/p>\n<p>Agostina sceglieva i momenti in cui scorgeva la madre addormentata. Raccolta nella poltrona bassa accanto al letto, esplorava con lo sguardo quella solitaria isola i cui confini si restringevano ogni giorno di pi\u00f9, ingoiati dal mare bianco dell\u2019unico lenzuolo. Da quel territorio devastato, dove le ossa sporgenti disegnavano alture e avvallamenti innaturali, tentava invano di ricavare una mappa che potesse ricondurla alla donna che l\u2019aveva generata e accudita. Per lo sforzo a volte si assopiva, e se la madre nel frattempo si svegliava le toccava la mano, con dolcezza le diceva di andarsene fuori, che c\u2019era un bel sole.<i><\/i><\/p>\n<p>Il dottore era venuto, una volta o due, e se n\u2019era andato con l\u2019aria di qualcuno a cui abbiano appena riportato alla mente una faccenda molesta.<\/p>\n<p>Il prete invece veniva spesso. Arrivava a piedi, dalla vicina canonica, armato solo di un vecchio Vangelo con la copertina nera e le pagine consunte, da cui emergevano sottili ritagli di carta perch\u00e9 si aprisse senza incertezze sui passaggi che pi\u00f9 temeva di dimenticare. Il piccolo libro quasi scompariva nella sua mano vigorosa, a cui poco si addiceva l\u2019immobilit\u00e0 della preghiera, o il gesto lento del benedire.<\/p>\n<p>Aveva l\u2019et\u00e0 del padre di Agostina, e lei sapeva che in giovent\u00f9 erano stati poco meno che fratelli. Sua nonna glielo aveva rivelato, una volta in cui le raccontava di com\u2019era fatto il mondo prima che lei nascesse.<\/p>\n<p>Il prete aveva preso i voti dopo la guerra. Era tornato da una lunga prigionia quando nessuno pi\u00f9 lo immaginava tra i vivi, e il giorno del rientro a casa, quando tutti facevano a gara per riferire gli avvenimenti accaduti in sua assenza, aveva appreso che il suo compagno d\u2019armi si era da poco sposato, e lavorava come operaio nella fornace riaperta qualche tempo prima al vicino paese.<\/p>\n<p>Da allora non si rivolgevano parola. Quando Agostina aveva domandato il perch\u00e9, l\u2019anziana donna aveva risposto che l\u2019amore era una cosa difficile, da cui era meglio tenersi lontani. Dopodich\u00e9 non ne avevano pi\u00f9 parlato.<\/p>\n<p>Quando il prete arrivava, il padre di Agostina masticava un borbottio a testa bassa, a cui lui replicava volgendo lo sguardo verso la camera dell\u2019inferma, dove chiedeva di essere accompagnato. Agostina, che lo conduceva fin l\u00ec, udiva poi dietro la porta socchiusa l\u2019adagiarsi morbido del suo saluto.<\/p>\n<p>A volte indugiava in corridoio per tutta la durata della visita. Seduta a terra, il filo verticale dell\u2019esile schiena allungato contro il muro, ad occhi chiusi si faceva consolare da quel fruscio di voci come dal battito di un cuore.<\/p>\n<p>Fu suo fratello, il pi\u00f9 giovane, che quella mattina corse in canonica, a dire che la madre era in fin di vita, e si voleva confessare.<\/p>\n<p>Il prete usc\u00ec dalla camera della moribonda dopo un tempo interminabile, le braccia abbassate lungo i fianchi, un passo lento che non gli apparteneva. L\u2019arco della stola color porpora sembrava curvargli le robuste spalle come un giogo.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 gli occhi su Agostina che coi familiari aveva atteso davanti alla porta, e per la prima volta, da quando l\u2019aveva tenuta sopra il fonte battesimale, la vide.<\/p>\n<p>Lei rimase esposta a quello sguardo come ad una carezza ricevuta durante il sonno, di cui al risveglio non sarebbe rimasta traccia. Ma il padre lo raccolse, e ne ebbe un tremore in tutto il corpo, forte da dover cercare sostegno al muro.<\/p>\n<p>Il prete si volt\u00f2 verso di lui, gli disse che la donna aveva rifiutato l\u2019eucarestia. L\u2019avrebbe vomitata, era per rispetto a Nostro Signore. Ma il sacramento era valido, aggiunse. Poi si avvi\u00f2. L\u2019uomo esit\u00f2 ancora un attimo, radun\u00f2 la forza nelle gambe, e lo segu\u00ec.<\/p>\n<p>Mentre gli altri entravano in camera per preparare la veglia, Agostina rimase sulla porta. Osservando la figura della madre, ormai pacificata, si chiese quale rispetto poteva meritare un dio che ti lasciava morire come un cane alla catena, senza neanche il conforto di un po\u2019 di cibo caldo da trattenere in pancia.<\/p>\n<p>Si strapp\u00f2 da quella vista, e quando fu in fondo al corridoio ud\u00ec la voce di suo padre riempire la stanza vicina.<\/p>\n<p>Era diversa, smarrita, domandava perch\u00e9.<\/p>\n<p>Tu sapevi che non ero morto, disse solo il prete. Al funerale pianse lacrime grosse e silenziose, a cui i presenti guardarono con lo sgomento che avrebbero riservato ad un\u2019eclissi non predetta.<\/p>\n<p>Agostina al cimitero non and\u00f2 mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15606\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15606\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando suo padre quella mattina usc\u00ec dalla camera dicendo che avrebbe mandato a chiamare il prete, Agostina seppe che il momento era arrivato, e che occorreva prepararsi. 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