{"id":15569,"date":"2013-05-29T10:24:59","date_gmt":"2013-05-29T09:24:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15569"},"modified":"2013-05-29T10:24:59","modified_gmt":"2013-05-29T09:24:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-dormi-bene-di-sebastiano-iannizzotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15569","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Dormi bene&#8221; di Sebastiano Iannizzotto"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>C&#8217;\u00e8 una foto, appesa in soggiorno, in cui ci siamo io e nonna che prepariamo i biscotti. Avr\u00f2 avuto quattro o cinque anni, sono in piedi su una sedia per poter raggiungere il tavolo della cucina. Lei li tingeva ancora, i capelli. Erano corvini e la luce li faceva scintillare. Ha gli occhiali con la montatura bordeaux in equilibrio sulla punta del naso sottile. Abbiamo le maniche dei maglioni tirate su fino ai gomiti. Guardiamo entrambi l&#8217;obiettivo e sorridiamo, con le mani affondate nella pasta frolla.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Dal finestrino abbassato a met\u00e0 entrava l\u2019odore dolciastro dei gelsomini che coprivano i cancelli delle ville del paese. Si mischiava all\u2019odore della sigaretta che pap\u00e0 teneva stretta tra le labbra. La cenere gli cadeva sui jeans. Aveva lo sguardo fisso sulla strada, la mano sinistra sul volante e la destra sul cambio. L\u2019odore dei gelsomini svan\u00ec quando uscimmo dal paese e imboccammo la strada statale. Rimase solo l\u2019odore aspro del tabacco. La statale lambiva i paesi della costa. Non avevo mai visto questa strada cos\u00ec vuota. Quando di giorno si passa da qui per andare al mare, ci sono cos\u00ec tante macchine in coda che non si riesce a vedere l\u2019asfalto, ma soltanto una lenta processione di targhe e paraurti. Quella notte, invece, vidi scorrere porzioni di asfalto nero e poroso illuminate dai fari. Ci scorrevano di sotto come un grande tapis roulant. Guardai la lancetta del contachilometri e strinsi ancora pi\u00f9 forte la maniglia della portiera. La plastica ruvida mi gratt\u00f2 il palmo della mano.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>Non ti azzardare a guidare cos\u00ec quando prenderai la patente, l&#8217;anno prossimo<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb<\/span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Mi ero svegliato dopo il primo squillo del telefono. La luce dei lampioni, filtrando attraverso le persiane, tracciava sul muro delle righe orizzontali. Avevo sentito la voce di mio padre arrochita dal sonno e da troppe sigarette, poi il rumore della fibbia della cintura e l&#8217;acqua scorrere dal rubinetto del bagno. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>Che ci fai sveglio? Sono le due, torna a dormire<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb<\/span> mi aveva detto lui mentre si passava l\u2019asciugamano sul viso. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>Ho sentito il telefono. Chi era?<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>La casa di riposo. Nonna sta male e l&#8217;hanno portata in ospedale<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb<\/span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>Mi vesto e vengo con te<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb<\/span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>L\u2019ospedale si trovava dopo una grossa rotatoria. Da un paio d\u2019anni le rotatorie si erano diffuse nella nostra provincia come una malattia infettiva, nel vano tentativo di smussare gli angoli degli incroci e di liberarci dalla tirannia dei semafori. Gli pneumatici emisero un fischio acuto, io chiusi gli occhi e mi sentii sul tagad\u00e0 che ogni anno viene in paese per la festa del santo patrono. Quando riaprii gli occhi eravamo gi\u00e0 nel parcheggio dell\u2019ospedale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>La maglietta di cotone sudata mi si era appiccicata alla schiena. Il frinire dei grilli copriva il rumore dei nostri passi sul marciapiede. Mi affrettai per raggiungere pap\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Nonna era stesa su un lettino del pronto soccorso. La stanza era rettangolare e stretta. Sul lettino accanto a quello di nonna c\u2019era un signore di mezza et\u00e0 steso su un fianco, rivolto verso il muro. Sembrava che dormisse. C&#8217;era un forte odore di candeggina. Faceva caldo in quella stanza e immaginai la macchia di sudore allargarsi velocemente sulla mia schiena. Il naso e la bocca di nonna erano coperti da una maschera per l\u2019ossigeno. Aveva gli occhi socchiusi, come se le desse fastidio la luce. Quando ci vide, sollev\u00f2 la mano destra. Sul dorso della sinistra era infilato l\u2019ago della flebo. Pap\u00e0 le accarezz\u00f2 la mano e la baci\u00f2 sulla fronte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00ab<\/span><\/span><span>Vado a parlare con un dottore. Non ti muovere da qui<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00bb<\/span><\/span><span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Pensai che stesse parlando con nonna, perch\u00e9 lo disse continuando ad accarezzarle la mano e a guardarla negli occhi. Sentii la pelle umida sotto le ascelle. L\u2019odore di candeggina mi stava facendo venire la nausea. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ab<\/span>Posso aprire un po\u2019 la finestra?<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00bb<\/span> dissi guardando un punto in mezzo ai due letti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Nonna mosse la mano libera dalla flebo. Interpretai quel gesto come un s\u00ec. Il signore di mezza et\u00e0 rimase girato sul fianco. Non disse nulla, non si mosse.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Ero in piedi vicino alla finestra. Nonna continuava a tenere gli occhi chiusi come se ci fosse troppa luce. Con la mano libera dalla flebo prov\u00f2 a togliersi la maschera per l\u2019ossigeno. Non ci riusc\u00ec. Ci prov\u00f2 anche con la mano sinistra e l\u2019ago della flebo si sfil\u00f2 scivolando sul pavimento di linoleum. Alcune gocce di soluzione fisiologica e sangue macchiarono il lenzuolo bianco. I pori della pelle del petto si allargarono per lasciare uscire minuscole gocce di sudore che mi bagnarono la maglietta. Mi avvicinai al letto. Adesso sentivo puzza di pip\u00ec. Il signore del letto accanto dormiva, pensai, perch\u00e9 rimase immobile, voltato verso il muro, anche quando nonna inizi\u00f2 a lamentarsi emettendo suoni gutturali. Le abbassai sul collo la maschera. Chiuse gli occhi e prese a lamentarsi sempre pi\u00f9 forte. Mi pulsavano le orecchie. Le immaginai rosse e calde come quando c\u2019erano le versioni di greco. Il lamento era diventato un rantolo sordo e costante. Mi girava la testa. Fissai il pavimento di linoleum. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Una domenica di maggio di sette anni fa, io, pap\u00e0 e nonna andammo a fare un picnic in campagna. Era da tanto tempo che non lo facevamo, quando c&#8217;era mamma ci andavamo pi\u00f9 spesso. Dopo pranzo pap\u00e0 rimase a riposare steso all&#8217;ombra di un arancio, mentre io e nonna passeggiammo per la campagna. Nonna aveva raccolto uno stelo lungo e flessuoso di grano selvatico. Facendolo scorrere tra l&#8217;indice e il pollice elimin\u00f2 la spiga ancora verde e fece un piccolo nodo proprio in cima, ricavandone un cappio minuscolo. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00ab<\/span><\/span><span>Con questo adesso andiamo a caccia<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00bb, mi disse. Poco pi\u00f9 in l\u00e0, su alcune pietre laviche ai piedi di una collinetta, c&#8217;erano delle lucertole immobili sotto il sole. Ci avvicinammo con cautela, facendo attenzione a non fare rumore. Allungando il braccio, nonna fece penzolare il cappio sulla testa di una lucertola e, con un movimento ben calibrato verso il basso, fece scorrere il cappio, che, non appena la lucertola si mosse, si strinse attorno al suo collo grigio grosso quanto un mignolo. Mi inginocchiai per osservarla da vicino. \u00abCos\u00ec non sta soffrendo? Liberiamola subito\u00bb dissi a mia nonna senza smettere di osservare quel piccolo animale in trappola. Quella sera, dopo cena, venne in camera mia<\/span><\/span><span> per rimboccarmi le coperte e darmi la buona notte. Si chin\u00f2 per darmi un bacio sulla fronte, ma esit\u00f2. Si sedette allora sul bordo del letto. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00ab<\/span><\/span><span>Promettimi una cosa<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00bb,<\/span><\/span><span> disse<\/span><span> dopo un lungo respiro, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00ab<\/span><\/span><span>se io dovessi stare tanto male da non poter pi\u00f9 giocare con te e correre in bici e fare tutto quello che facciamo insieme, se io non potessi pi\u00f9 farlo, mi aiuteresti a non soffrire pi\u00f9? Mi libereresti come abbiamo fatto oggi con la lucertola che avevamo catturato?<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>\u00bb<\/span><\/span><span>.<\/span><span> Sgranai gli occhi e annuii. Lei allora si sporse un po&#8217;, mi diede un bacio sulla fronte e mi disse <\/span><span><i>dormi bene<\/i><\/span><span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Glielo avevo promesso. Guardai mia nonna su quel letto. Guardai la pelle raggrinzita attorno ai suoi occhi chiusi. Guardai le pieghe attorno alle labbra contratte dal dolore. Il suo petto si alzava e si abbassava con un ritmo sfasato. Glielo avevo promesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Con una mano le sorressi la testa e con l&#8217;altra sfilai via il cuscino. Lo poggiai contro il suo viso. I grilli, fuori, non la smettevano di frinire. Feci pressione con entrambi i palmi delle mani. Guardai oltre la finestra aperta. La collina declinava verso il mare. Seguendo le gocce di luce in fila indiana dei lampioni, si arrivava al primo paese sulla costa, in cui quelle stesse luci diventavano dei grappoli in corrispondenza della piazza. Pi\u00f9 in gi\u00f9, si allungava sul mare il braccio di cemento del porticciolo in cui, l&#8217;estate scorsa, ero andato a cercare la <i>Provvidenza <\/i>con nonna. La sagoma scura dei faraglioni, appoggiati sulla superficie color catrame del mare, sarebbe stata una presenza rassicurante e inoffensiva vista da l\u00ec, dalla terraferma, dal lungomare illuminato dalle insegne dei bar. Visti da l\u00ec, seduti a un tavolino di plastica, mentre i cucchiaini affondano nei bicchieri colmi di granita, i faraglioni sarebbero stati una riproduzione, in piccolo, certo, della sagoma scura pi\u00f9 grande alle nostre spalle, quelle pendici che stringevano in un abbraccio tutta la provincia. Nonna mi avrebbe raccontato la storia di Polifemo, cieco e arrabbiato che scaglia quelli che per lui sono solo sassolini contro Ulisse, e di Efesto, brutto e curvo nella sua fucina nel cuore dell&#8217;Etna che fabbrica le armi di Achille.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Dopo alcuni brevi sussulti, era finito tutto. Sprimacciai il cuscino e lo misi di nuovo al suo posto, sotto la testa di nonna. Mi chinai per darle un bacio sulla fronte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span>Dormi bene.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15569\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15569\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una foto, appesa in soggiorno, in cui ci siamo io e nonna che prepariamo i biscotti. 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