{"id":15475,"date":"2013-05-28T16:33:57","date_gmt":"2013-05-28T15:33:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15475"},"modified":"2013-05-28T16:33:57","modified_gmt":"2013-05-28T15:33:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lei-e-lui-di-marco-bugliosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15475","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Lei e lui&#8221; di Marco Bugliosi"},"content":{"rendered":"<p>Sara poggi\u00f2 con cautela i piedi nudi sul pavimento freddo e il contatto le diede un brivido lungo la schiena, riportandola in un attimo alla realt\u00e0. Percep\u00ec subito l\u2019alito caldo ed umido di Joy sul dorso della mano destra che ritrasse, piacevolmente infastidita.<\/p>\n<p>Avrebbe volentieri passato almeno un altra ora nel dormiveglia, sepolta dal caldo abbraccio della coperta e rassicurata dal corpo tiepido del suo animale che, anche quella notte, eludendo gli insegnamenti, aveva conquistato un giaciglio pi\u00f9 confortevole distendendosi sul letto, a stretto contatto della gamba sinistra della padrona.<\/p>\n<p>Ma non poteva restare. Non oggi: prima di recarsi al lavoro avrebbe dovuto far sosta al laboratorio di analisi dove era in lista per il prelievo del sangue e l\u00ec avrebbe perso almeno mezz\u2019ora<\/p>\n<p>Al buio Joy le salt\u00f2 sulle gambe e le lecc\u00f2 il viso, sicuro che, come ogni mattina, non avrebbe disatteso le sue aspettative.<\/p>\n<p>Sara si liber\u00f2 dalle effusioni del cane e ad occhi chiusi allung\u00f2 la mano verso il maglione ed i jeans, che aveva preparato sulla sedia accanto al letto la sera prima e li indoss\u00f2 il pi\u00f9 velocemente possibile tanto erano gelidi e poi, altrettanto velocemente, in punta di piedi, si spost\u00f2 in bagno e raccolse l\u2019urina nel contenitore di plastica trasparente che ripose nella scatolina di cartone.<\/p>\n<p>Joy gi\u00e0 l\u2019attendeva \u00a0di fronte alla porta, ma lei aveva assolutamente bisogno di prendere un caff\u00e8 prima di uscire. La caffeina\u00a0 avrebbe interferito minimamente sui risultati delle analisi mentre a lei avrebbe dato una piccola ma indispensabile sferzata di energia.<\/p>\n<p>Accese la moka e in meno di cinque minuti la miscela diffuse un sommesso gorgoglio che bast\u00f2 a rompere il silenzio nell\u2019 appartamento, procurando altres\u00ec un effetto condizionato sul suo cane, che si stese di nuovo, in attesa che la sua padrona terminasse l\u2019incomprensibile rito quotidiano.<\/p>\n<p>Poi indoss\u00f2 il cappotto di montone e si arrotol\u00f2 la sciarpa attorno al collo, \u00a0agganci\u00f2 il guinzaglio al collare di Joy e quindi apr\u00ec la porta, che era solita chiudere con tutte le mandate durante la notte.<\/p>\n<p>Fece un passo sul pianerottolo illuminato dalle luci condominiali a neon, che rendevano ancor pi\u00f9 malinconica \u00a0l\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 alz\u00f2 come ogni mattina il dito medio, in irriverente segno di sfida verso l\u2019uscio della dirimpettaia, con cui vi erano state nel recente passato accese discussioni per via di Joy che, in sua assenza, attanagliato dalla solitudine e dalla noia, aveva preso l\u2019abitudine di raschiare la porta d\u2019ingresso disturbando, a dire dell\u2019altra, la tranquillit\u00e0 del condominio.<\/p>\n<p>Scese le scale quasi trascinata dal cane rischiando di inciampare e, una volta fuori, affront\u00f2 il freddo umido che le ghiacci\u00f2 la fronte, svegliandola definitivamente.<\/p>\n<p>Attraversarono in fretta la strada e salirono quasi correndo le scalette che li portarono al piccolo parco di fronte casa, da cui poteva vedere anche il suo balcone.<\/p>\n<p>Era in anticipo rispetto alle altre mattine e c\u2019era ancora un po\u2019 di bruma, che rendeva la piccola area verde un po\u2019 minacciosa. \u00a0Sara tocc\u00f2 istintivamente il pacchetto di sigarette che teneva nella tasca e ne accese subito una.<\/p>\n<p>Liber\u00f2 Joy e guard\u00f2 verso casa, \u00a0aveva lasciato di proposito la luce della lampada sul suo comodino accesa e poteva vederne da l\u00ec il debole chiarore che, per qualche sconosciuto motivo, la rincuorava.<\/p>\n<p>Aspirava ritmicamente il fumo senza perdere d\u2019occhio il cane, che procedeva in piccoli cerchi concentrici, \u00a0\u00a0annusando ed alzando la testa di tanto in tanto per controllare \u00a0a sua volta la padrona.<\/p>\n<p>Lo richiam\u00f2 dopo una mezzora e quindi risalirono a casa dove, come ogni mattina lo lasci\u00f2 solo, non senza averlo prima accarezzato un po\u2019 e avergli rivolto qualche frase sottovoce che sapeva avevano su di lui un effetto rassicurante prima dell\u2019abbandono.<\/p>\n<p>Chiuse a chiave\u00a0 l\u2019uscio e quindi part\u00ec in auto.<\/p>\n<p>Erano passate da poco le sette quando la guardia giurata le fece un cenno distratto e alla sua domanda, altrettanto distrattamente, pronunci\u00f2 il numero che contraddistingueva\u00a0 il laboratorio, indicandole con la mano destra la direzione, quasi senza guardarla..<\/p>\n<p>Sara allora si avvi\u00f2 ed attravers\u00f2 due corridoi vuoti illuminati a giorno e, una volta raggiunta la porta indicatale, si accorse non c\u2019era nessuno oltre a lei ad attendere il proprio turno.<\/p>\n<p>Si sedette di fronte alla porta, in attesa che qualcuno si facesse vivo.<\/p>\n<p>Dal nulla apparve una infermiera dall\u2019aspetto stanco e disordinato che all\u2019improvviso ruppe quel silenzio e la invit\u00f2 ad entrare. Le disse di stendersi sul lettino, di liberarsi degli abiti troppo ingombranti e di scoprire il braccio sinistro e di rilassarsi, che avrebbe fatto tutto in un attimo.<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi, sent\u00ec l\u2019ago conficcarsi nella pelle e poi entrare nella vena e fu allora che si mosse inavvertitamente, cosicch\u00e9 un po\u2019 di sangue fin\u00ec per colarle sull\u2019avambraccio e gocciare \u00a0sul pavimento bianco.<\/p>\n<p>Quando vide il suo braccio ed il pavimento macchiati di rosso Sara ebbe un sussulto e per un attimo rivide quella la scena di due anni prima: il corpo di suo padre riverso sul asfalto, il rivolo di sangue che scorreva verso il bordo della carreggiata, scomparendo sotto l\u2019automobile in equilibrio sul cric.<\/p>\n<p>L\u2019agente della Polizia Stradale le spieg\u00f2 che probabilmente un camion lo aveva investito, mentre \u00a0stava cambiando una ruota \u00a0e forse l\u2019autista non si era neppure accorto di averlo travolto.<\/p>\n<p>Aveva gi\u00e0 perso la madre un anno prima, un tumore l\u2019aveva divorata in pochi mesi e non aveva fratelli, cos\u00ec adesso, a ventotto anni, era rimasta sola. Ricord\u00f2 che quella fu la prima riflessione che fece.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 in se e si scus\u00f2 subito con l\u2019infermiera. In piedi \u00a0si rivest\u00ec velocemente, prese le sue cose ed usc\u00ec in fretta dal laboratorio e mentre percorreva in senso inverso i corridoi vuoti pens\u00f2 a Joy, a come era entrato nella sua vita.<\/p>\n<p>Subito dopo la morte del padre, un giorno tra tanti in cui la disperazione la portava a vagabondare in auto, lontano dalla citt\u00e0 in direzione del mare, aveva notato sul ciglio della strada una scatola di cartone che sembrava inspiegabilmente animata di vita propria. Sara \u00a0allora aveva accostato l\u2019automobile a pochi metri dall\u2019involucro, era scesa e lentamente si era avvicinata: attaccato ad una delle pareti di cartone c\u2019era un foglio di carta bianco su cui era scritto IL SUO NOME E\u2019 JOY, SALVALO!<\/p>\n<p>Esitando un po\u2019 Sara aveva allungato la mano ed aperto il cartone e allora lo vide: i loro occhi si incrociarono e fu in quel preciso attimo che \u00a0cap\u00ec che \u00a0invece sarebbe stato \u00a0quel cane a salvare lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15475\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15475\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sara poggi\u00f2 con cautela i piedi nudi sul pavimento freddo e il contatto le diede un brivido lungo la schiena, riportandola in un attimo alla realt\u00e0. 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