{"id":15443,"date":"2013-05-28T15:58:44","date_gmt":"2013-05-28T14:58:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15443"},"modified":"2013-05-28T15:58:44","modified_gmt":"2013-05-28T14:58:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-palpito-invisibile-di-roberta-zilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15443","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il palpito invisibile&#8221; di Roberta Zilio"},"content":{"rendered":"<p>Alle sei e trenta di pomeriggio, d\u2019estate come d\u2019inverno, il filobus della linea 92 diretto alla Bovisa arriva nei pressi della Stazione Centrale bello e pieno ed \u00e8 gi\u00e0 una fortuna se ci si riesce a guadagnare uno spazio abbastanza largo in cui assicurarsi un buon appoggio dei piedi e una sbarra o una maniglia cui aggrapparsi.<\/p>\n<p>Per Lara, ormai, salire, timbrare e posizionarsi nella pancia lunga del veicolo \u00e8 un processo automatico, che svolge tenendo gli occhi bassi, a un livello non superiore a quello dell\u2019obliteratrice. Le basta inquadrare gli scalini ed eventuali ingombri all\u2019altezza delle gambe. Quando le porte sono chiuse e il filobus comincia a muoversi, capisce se l\u2019autista appartiene al partito della guida scattante e nervosa, che accelera per inchiodare all\u2019improvviso, o se \u00e8 tra quelli che davanti a un semaforo arancione non ci pensano due volte a rallentare, lasciando che diventi rosso. Di conseguenza cerca qualche altro appiglio o sostegno cui affidarsi o, al contrario, si distende e lascia che le mani siano libere\u00a0 di fare altre cose. Con gli anni ha acquisito e affinato questo istinto metropolitano, lei che \u00e8 cresciuta in campagna e a Milano c\u2019\u00e8 arrivata che era donna gi\u00e0 fatta. L\u2019importante \u00e8 riuscire a creare velocemente e senza troppa fatica uno spazio vitale, un bozzolo entro il quale avere meno interferenze possibili con chi le sta intorno. E in questo modo riuscire a trascorrere al meglio i venti minuti di tragitto fino a piazza Bausan. Venticinque, quando il traffico \u00e8 pi\u00f9 denso del solito. Un tempo tutto per s\u00e9, la parentesi di decompressione tra l\u2019ufficio e la casa, tra il suo ruolo di impiegata e quello di madre di famiglia.<\/p>\n<p>Lara di solito lo dedica a quella parte di lei che viene dopo tutto e che si accontenta delle briciole di un\u2019esistenza vissuta di corsa. Estrae un taccuino dalla borsetta e con una grafia resa traballante e irregolare, a volte quasi illeggibile dalle scosse e i sobbalzi sull\u2019asfalto, appunta una frase. Un\u2019annotazione, breve, telegrafica. Il distillato di una giornata.<\/p>\n<p>Un pensiero al giorno. Questa \u00e8 la regola del gioco che ha stabilito Elisa quando le ha regalato quella specie quaderno con la copertina rigida il trenta di dicembre, come buon auspicio per l\u2019anno nuovo. Su un angolo di ogni pagina, di carta riciclata, la sua amica aveva aggiunto a mano un numero progressivo, che arrivava fino a centoottantasei, tante quante erano le facciate. \u201cIntanto cominciamo con questo, poi vedremo\u201d le ha detto, e poi aveva aggiunto che si sarebbe impegnata a fare altrettanto. Le ha mostrato un volumetto identico al suo: \u201cAlla fine potremmo scambiarceli, che ne pensi?\u201d. Lara ha accettato quella sfida come un gioco aveva il sapore dell\u2019adolescenza. Nel corso della prima settimana ha scritto ogni giorno, alla sera, prima di andare a letto. Poi l\u2019otto di gennaio si \u00e8 accorta di avere gi\u00e0 lasciato vuote due pagine. Per rimediare a quella smagliatura, ha improvvisato qualcosa che andasse a occupare i fogli che erano rimasti bianchi, ma nel rileggere quelle frasi messe su di proposito si \u00e8 accorta che si trattava di un inganno che avrebbe nuociuto prima di tutto a se stessa. Cos\u00ec il giorno dopo Lara ha infilato il libretto nella borsa con cui va in ufficio in modo tale da averlo sotto mano se si fosse presentata l\u2019ispirazione e l\u2019occasione per la scrittura. All\u2019inizio avvertiva il disagio di chi si sente costretto a esprimere per forza qualcosa che meriti di essere immortalato. Poi, una mattina di inizio febbraio in cui, seduta su uno dei sedili arancioni del convoglio ATM, rimirava il vuoto nella sua testa, le \u00e8 capitato lo sguardo su una donna di mezza et\u00e0 materializzatasi dopo la fermata di Lancetti. Stava l\u00ec, a due metri da lei, impalata, al riparo dietro di due spesse lenti poste a pochi centimetri dal display del cellulare. L\u2019acconciatura, la montatura degli occhiali, il cappotto che indossava, tutto aveva una forma squadrata: sembrava che per quella donna le curve non esistessero. Le sue dimensioni, in altezza e larghezza, si sviluppavano secondo degli angoli. Gli occhi erano due robotiche fessure rettangolari che a intervalli si stringevano, riducendosi a una linea. Lara \u00e8 stata colta dall\u2019impulso a fermare l\u2019immagine di quel personaggio e siccome sentiva che le parole non le avrebbero tenuto dietro con la velocit\u00e0 e precisione che avrebbe voluto, ha deciso di farne un disegno. Ha tracciato le linee con decisione, velocemente, perch\u00e9 la donna avrebbe potuto scendere da un momento all\u2019altro. A compimento dell\u2019opera ha aggiunto un fumetto che usciva dalla bocca del ritratto. All\u2019interno non c\u2019erano parole, ma numeri, figure geometriche e altri segni a esprimere un linguaggio composto da formule astratte.<\/p>\n<p>Ha guardato quello che aveva fatto, incredula e divertita, e ha richiuso velocemente prima che qualcuno potesse sbirciare. Da allora si \u00e8 lasciata andare, annotando un po\u2019 di tutto, anche le cose apparentemente pi\u00f9 sciocche e frivole. E questo la faceva stare bene, perch\u00e9 in quel fermarsi ad osservare il significato che per lei aveva un fatto, un sentimento, riconosceva se stessa. E il sentire di poter aggiungere qualcosa al mondo attraverso il proprio sguardo le riportava il gusto di essere viva.<\/p>\n<p>Non \u00e8 riuscita a mantenere la promessa di scrivere ogni giorno, ma il libriccino \u00e8 diventato un suo alleato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un pomeriggio di met\u00e0 luglio Lara esce prima del solito. L\u2019ufficio dove lavora \u00e8 un open space senza finestre e cos\u00ec, quando sbuca sulla strada passando dall\u2019uscita di emergenza, \u00e8 sopresa dal fatto di non trovare il sole ad abbagliarla. Nessun riverbero dei raggi sulla pietra bianca del palazzo nelle cui viscere ha trascorso gran parte della giornata. All\u2019orizzonte il cielo \u00e8 ricoperto da un drappo viola scuro. Lei si affretta verso la fermata. Sale al volo sul primo autobus che arriva. Non \u00e8 della sua linea, non la porter\u00e0 vicino a casa, ma l\u2019importante per lei ora \u00e8 mettersi al riparo dalle folate ruvide e insistenti che spazzolano la carreggiata da cartacce e stralci di foglie.<\/p>\n<p>Si sente la testa pesante. Quando succede cos\u00ec, una volta a bordo, \u00e8 molto meglio starsene a guardare fuori dal finestrino, lasciare che le immagini delle auto e delle case sfilino davanti agli occhi senza fare il minimo sforzo, senza stabilire alcuna connessione logica che assomigli vagamente a un pensiero.<\/p>\n<p>Il sedile davanti a lei si libera, ma non ha voglia di contenderselo con la ragazza al suo fianco e lascia che questa le scivoli davanti per accomodarsi.<\/p>\n<p>A Zara il veicolo cede parte dei suoi viaggiatori alla metropolitana e rimane in sosta, con le porte aperte per permettere a chi arriva all\u2019ultimo minuto di saltare dentro prima che il semaforo diventi verde e si riparta.<\/p>\n<p>Lara ha davanti ai suoi occhi la pensilina sulla parte opposta della strada. Sotto la tettoia, sedute sulla panchina, un paio di donne con delle sporte. Il resto della gente in attesa \u00e8 distribuita lungo lo spartitraffico. Tra questi c\u2019\u00e8 un uomo che parla e se la ride da solo, beve piccoli sorsi da una bottiglietta di plastica, camminando avanti e indietro. C\u2019\u00e8 poi un giovane dal fisico atletico, in sandali e calzoni corti, con in mano una rosa rossa fasciata dal cellophane. L\u2019involucro trasparente assomiglia a una guaina, tanto \u00e8 stretto. Chiss\u00e0 a chi \u00e8 destinato.<\/p>\n<p>A quella vista Lara sorride. Anche lei oggi ha avuto delle rose. Durante la pausa pranzo, attraversando la strada davanti all\u2019imbocco del tunnel sotto i binari, i suoi occhi hanno intercettato una grande macchia rossa sul marciapiedi, a ridosso di un bidone della spazzatura. Si \u00e8 avvicinata per verificare se fosse proprio quello che sembrava e s\u00ec, erano tante rose rosse tagliate sotto la corolla e giustapposte per formare un grande cuore. Sui petali luccicavano ancora delle perle d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Lara rimaneva l\u00ec, incantata, tra gli autobus in arrivo da Malpensa che riversavano\u00a0 viaggiatori provenienti da ogni dove, giunti a destinazione o ancora in transito insieme a valigie, zaini e fagotti. Famiglie dagli occhi a mandorla guidate dall\u2019iPhone nella ricerca della via pi\u00f9 breve per giungere all\u2019hotel; ragazze dai capelli biondi in calzoni corti, infradito \u00e8 il naso all\u2019ins\u00f9, quasi del tutto coperto da grossi occhiali scuri; interi ginecei provenienti dall\u2019Africa, o dall\u2019India, avvolti in abiti talari, circondati da bambine e bambini di varia et\u00e0. Negli anfratti di quei portoni della stazione che rimangono perennemente chiusi, qualche anima persa in una lattina di birra, e venditori ambulanti accucciati per terra a sorvegliare la merce esposta su delle lenzuola: occhiali da sole, mascherine per smart-phone e altre chincaglierie di plastica colorata.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto il rombo di un treno in partenza arrivava a coprire i richiami dei conducenti d\u2019autobus e le frasi in varie lingue straniere.<\/p>\n<p>Nessuno si fermava ad osservare il cuore vicino alla spazzatura. Nessuno, tanto pi\u00f9, che ne rivendicasse la propriet\u00e0. Forse avrebbe dovuto prenderlo lei, se non altro per tenerlo in custodia. Ma a questo punto si poneva il problema di dove sistemarlo e come conservarlo. E comunque che cosa l\u2019autorizzava a portarlo via da l\u00ec?<\/p>\n<p>Mentre contemplava la sagoma di quell\u2019insolito bouquet, scura come un grumo di sangue sul pavet grigio battuto dal sole, Lara si sentiva la testimone privilegiata di un fatto eccezionale. Doveva conservarne una prova. E cos\u00ec lo aveva fotografato.<\/p>\n<p>Infine era andata avanti, ma con la sensazione di lasciarsi qualcosa di incompiuto alle spalle, di non essere andata a fondo in una faccenda che in qualche modo la riguardava. Forse quelle rose erano proprio per lei.<\/p>\n<p>Era entrata dentro la stazione, come faceva quasi ogni giorno da quando l\u2019azienda di cui \u00e8 dipendente si \u00e8 trasferita l\u00ec vicino. Le d\u00e0 piacere guardare la gente che si dirige verso un treno. Vive insieme a loro l\u2019eccitazione della partenza. La contemplazione del paesaggio dal finestrino, gli incontri possibili, le letture. Preferisce pensare che siano tutti in procinto di andare in qualche dove. Di partire. Il ritorno non lo contempla, perch\u00e9 non \u00e8 interessante, di fatto \u00e8 la conclusione dell\u2019avventura.<\/p>\n<p>Per distrarsi dall\u2019immagine del cuore era entrata in libreria. Aveva dato uno sguardo alle nuove uscite, leggendo qualche pagina qua e l\u00e0. Alla fine non aveva preso niente. Di libri in attesa di essere letti ne aveva gi\u00e0 troppi, a casa.<\/p>\n<p>Quando ormai la pausa stava per finire si era diretta verso l\u2019ufficio.<\/p>\n<p>Era giunta sul punto dove aveva sostato mezz\u2019ora prima.<\/p>\n<p>Il cuore era ancora l\u00ec, intatto, nello scalpiccio della gente che andava e veniva.<\/p>\n<p>Lara gli aveva lanciato un ultimo sguardo di congedo e aveva proseguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver attraversato via Farini, il filobus ha percorso Viale Stelvio ed \u00e8 infine sbucato in Viale Jenner.<\/p>\n<p>Quando Lara scende in piazzale Nigra il vento si \u00e8 fatto ancora pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Lei attraversa la strada e si infila in via Catone. Deve percorrere almeno un chilometro per arrivare a casa. Il cielo bluastro incombe sopra i palazzi e i caseggiati che una volta erano appartenuti alle industrie. Un tuono percuote l\u2019aria come fosse la pancia di un tamburo.<\/p>\n<p>Questo la intimorisce e la fa camminare pi\u00f9 svelta. Una musica proviene da un appartamento l\u00ec di fianco. Lei alza gli occhi. A un balcone, un uomo in boxer fuma scrutando i nuvoloni.<\/p>\n<p>Lungo il marciapiedi s\u2019affrettano le persone. Chi cammina con le borse di nylon del supermercato che spenzolano dalle braccia. Chi trascina dei bambini per mano.<\/p>\n<p>Lara ha l\u2019impressione di riuscire a percepire che cosa stia attraversando la mente di ognuno di loro. Ripensa al cuore sull\u2019asfalto e le sembra quasi di sentirlo battere, con il palpito invisibile di ogni uomo e ogni donna che torna a casa a fine giornata.<\/p>\n<p>Cadono le prime gocce, prima rade, poi sempre pi\u00f9 forti e corpose, come acini d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Due ragazzi sudamericani in giacca e cravatta corrono verso di lei. Si coprono il capo con delle borse di pelle. Si stanno sfidano a chi arriva prima, ridono.<\/p>\n<p>Lara si scosta, sente il fresco dell\u2019aria da loro smossa. Inspira e si sente pi\u00f9 leggera. Sollevata.<\/p>\n<p>Rallenta il passo, si accosta a un muro, apre il suo libriccino.<\/p>\n<p>E ascolta il fruscio della pioggia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15443\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15443\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle sei e trenta di pomeriggio, d\u2019estate come d\u2019inverno, il filobus della linea 92 diretto alla Bovisa arriva nei pressi della Stazione Centrale bello e pieno ed \u00e8 gi\u00e0 una fortuna se ci si riesce a guadagnare uno spazio abbastanza largo in cui assicurarsi un buon appoggio dei piedi e una sbarra o una maniglia [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15443\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15443\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3764,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-15443","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15443"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3764"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15443"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15443\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15524,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15443\/revisions\/15524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}