{"id":15396,"date":"2013-05-28T11:57:58","date_gmt":"2013-05-28T10:57:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15396"},"modified":"2013-05-28T11:57:58","modified_gmt":"2013-05-28T10:57:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lo-sguardo-di-maurizio-grelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15396","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Lo sguardo&#8221; di Maurizio Grelli"},"content":{"rendered":"<p>Saranno stati sicuramente 40 gradi quel primo pomeriggio di Agosto degli ultimi anni &#8217;70 del secolo scorso.<\/p>\n<p>Il &#8220;vecchio&#8221; come lo chiamavano nel piccolo paese dell&#8217;entroterra marchigiano, era sempre l\u00ec, come da sua abitudine, seduto all&#8217;esterno dell&#8217;osteria di Bedollo, unico punto di ritrovo e svago, situato nella piccola e stretta via principale, osteria e spaccio alimentare allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Un cappello di paglia, la canottiera bucata in piu&#8217; punti, una camicia a scacchi rossi e bleu sbottonata e chiusa da un nodo alla fine dei bottoni, pantaloni da lavoro colore bleu rattoppati, rimboccati sopra le caviglie, scarpe lise ormai imbiancate, aperte, senza piu&#8217; lacci. La testa bassa, la sigaretta senza filtro penzolante dalle labbra e fumata dal vento, gli occhi socchiusi cullati dall&#8217;afa. Le braccia appoggiate al tavolo a doghe di legno. Le mani, con le dita a preghiera. Quelle mani, ormai deformate dall&#8217;eta&#8217; ed ingiallite dal troppo tabacco fumato, spesso si infilavano tra i pochi capelli bianchi a stringere, come in un gesto di consolazione, la testa.<\/p>\n<p>Maurizio quel giorno, passo&#8217; con l&#8217;automobile di fronte all&#8217;osteria. Sapeva di incontrarlo, sapeva che, come ogni altra volta che si era recato a trovare i genitori, lui, il &#8220;vecchio&#8221; sarebbe stato stato l\u00ec. Parcheggio&#8217; l&#8217;autovettura e, invece di recarsi subito verso casa dei genitori, si diresse verso l&#8217;osteria.<\/p>\n<p>Non sapeva chi fosse quell&#8217;uomo, sfuggevole e fuggito da tutti. Durante le sue brevi visite non aveva mai inseguito l&#8217;appiglio per domandare, chiedere qualche cosa in piu&#8217; per indagare. Entro&#8217;, scostando la tenda di fili di plastica applicati\u00a0 all&#8217;ingresso a mo&#8217; di barriera per le mosche. Lo spaccio era immerso nella pace piu&#8217; profonda di un primo pomeriggio afoso. Nessun cliente all&#8217;interno. Bedollo l&#8217;oste, se ne stava dietro il bancone, sonnecchiando. Si notava solamente la sua testa calva, appoggiata sul palmo della mano sinistra con l&#8217;avambraccio a sostegno.<\/p>\n<p>&#8220;Bedollo&#8230;..&#8221; saluto&#8217; Maurizio a voce alta &#8220;Come andiamo?&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>Bedollo sussulto&#8217;. Apri&#8217; gli occhi e rispose al saluto con un sorriso. Si alzo&#8217; dallo sgabello ma la differenza non fu notevole.<\/p>\n<p>&#8220;Portami un quartino fresco di bianco&#8230;&#8230;fuori&#8230;&#8230;per favore&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;oste annui&#8217; all&#8217;ordinazione.<\/p>\n<p>Maurizio usci&#8217; fuori. Si guardo&#8217; intorno. La luce del sole era accecante, resa ancor piu&#8217; abbagliante dal riflesso della stessa sulla parete di calcina bianca della chiesetta, posta al lato opposto della strada. Rimase in piedi. Il &#8220;vecchio&#8221; lo seguiva con lo sguardo. Il fruscio dei fili di plastica, annuncio&#8217; l&#8217;arrivo dell&#8217;oste. Il vassoio elegantemente e fermamente poggiato sul palmo della mano.<\/p>\n<p>&#8220;Dove ti siedi?&#8221;<\/p>\n<p>Maurizio si guardo&#8217; intorno. Diresse lo sguardo al &#8220;vecchio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Posso?&#8221; domando&#8217;.<\/p>\n<p>Il &#8220;vecchio&#8221; annui&#8217;.<\/p>\n<p>Bedollo appoggio&#8217; il vassoio con la pubblicita&#8217; della birra Peroni sul tavolo, all&#8217;interno il bicchiere da osteria e la brocca del vino. Maurizio si sedette. Prese in mano il brocchetto e porgendolo all&#8217;oste: &#8220;Bedollo&#8230;per favore&#8230;.porta via questo e portane uno da un litro, insieme ad un altro bicchiere&#8230;.sempre fresco, mi raccomando.&#8221; L&#8217;oste prese la brocca dalle mani del ragazzo e rientro&#8217; nell&#8217;osteria.<\/p>\n<p>&#8220;Caldo oggi&#8221; disse Maurizio. Il &#8220;vecchio&#8221; lo guardo&#8217; dritto negli occhi:<\/p>\n<p>&#8220;Tu&#8230;.sei il figlio di Eraldo&#8230;..il nipote di Berto&#8230;&#8230;vero?&#8221;<\/p>\n<p>Maurizio non riusci&#8217; a rispondere immediatamente. Quello sguardo, mai notato in primo piano, lo gelo&#8217;. Quello sguardo particolare, mai incrociato in altri esseri umani: un misto di paura, tremore, delusione, terrore e rassegnazione.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec&#8230;..allora mi conosce!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Certo che ti conosco&#8221; rispose il &#8220;vecchio&#8221; &#8221; Conosco tutti&#8221;.<\/p>\n<p>Bedollo si riaffaccio&#8217; all&#8217;esterno. Il boccale di vino bianco, trasudava da quanto era fresco. Maurizio lo alzo&#8217;. Prese il bicchiere vicino al &#8220;vecchio&#8221; e, volgendogli lo sguardo senza volerlo incrociare, domando&#8217;: &#8220;Lo gradisce un bicchiere in compagnia? Sa&#8230;.bere da soli non e&#8217; piacevole&#8221;. Il vecchio sorrise. Riempi&#8217; il bicchiere e la stessa cosa la fece con il suo. All&#8217;unisono, con un sol fiato, i piccoli bicchieri da osteria versarono tutto il contenuto nelle loro gole. Il &#8220;vecchio&#8221; scosse la testa in segno di gradimento.<\/p>\n<p>&#8220;Vecchio! Io ti conosco con questo nome. Qui, tutti ti chiamano cosi&#8217;, ma il tuo nome vero, quale e&#8217;?&#8221;<\/p>\n<p>Il &#8220;vecchio&#8221; lo guardo&#8217;. Quello sguardo&#8230;..<\/p>\n<p>&#8220;Puoi chiamarmi vecchio&#8230;.va bene cosi&#8217;&#8230;.tutti mi chiamano vecchio, non me la prendo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Lo so&#8230;lo so&#8230;.&#8221; ribatte&#8217; Maurizio &#8220;Ma sono curioso di sapere come ti chiami&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio prese la brocca. Verso&#8217; meta&#8217; bicchiere in quel di Maurizio e meta&#8217; nel suo.<\/p>\n<p>&#8220;Fa caldo oggi&#8230;..molto caldo&#8221; disse, poco prima che il bicchiere gli raggiungesse le labbra.<\/p>\n<p>&#8220;Vero&#8221; rispose Maurizio &#8220;Insopportabile&#8221; avvicinandosi anche lui il bicchiere alla bocca.<\/p>\n<p>&#8220;Gustino&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Come?&#8221; chiese il ragazzo che non aveva ben percepito quel nome appena sussurrato, allontanando il bicchiere dalle labbra.<\/p>\n<p>&#8220;Gustino&#8221; ripete&#8217; l&#8217;anziano.<\/p>\n<p>&#8220;Quindi&#8230;ti chiami Gustino&#8221;.<\/p>\n<p>Il vecchio annui&#8217; con la testa.<\/p>\n<p>&#8220;Gustino come?&#8230;.Solo Gustino? E poi&#8230;.Gustino dovrebbe essere il diminutivo di Agostino, vero?&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio strinse il bicchiere vuoto tra le mani. Sembrava che lo facesse per incamerare il fresco che il vino gelato aveva trasferito. Gli occhi pero&#8217;, quello sguardo, trasmettevano piu&#8217; la necessita&#8217; della ricerca di una salda presa, un appiglio, un punto fermo.<\/p>\n<p>&#8220;Meo&#8230;&#8221; usci&#8217; dalle labbra di Gustino.<\/p>\n<p>&#8220;Gustino Meo&#8230;.&#8221; ripete&#8217; Maurizio a voce alta e con lineamenti del viso concentrati.<\/p>\n<p>&#8220;Ma allora?&#8230;.&#8221; domando versando un altro goccio di vino in entrambi i bicchieri &#8220;allora&#8230;lei e&#8217; quello del rango? (piccolo appezzamento di terreno)&#8230;.lei&#8230;e&#8217; quello degli zufoli, e&#8217; quello che da un pezzo di legno ricava un flauto e regala ad ogni bambino che incontra?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec&#8230;sono io&#8221; rispose sorridendo il vecchio.<\/p>\n<p>Immediatamente, alla mente di Maurizio, vennero a galla tutti i pettegolezzi e le malelingue che, anche involontariamente, aveva udito su quest&#8217;uomo. Forse il vino, forse il caldo, ma nella sua mente, le frasi udite da bambino ed ora ritornate alla mente, scorrazzavano da destra a sinistra e viceversa scontrandosi:<\/p>\n<p>&#8220;Gustino&#8230;.non ha mai fatto nulla in vita sua&#8221;&#8221;Chi? Meo? Con quel rango che si ritrova potrebbe campare da signore.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Gustino? Lui basta che fa i fischietti per i bambini&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Pero&#8217; e&#8217; bravo. C&#8217;e&#8217; chi da un pezzo di legno ricava Pinocchio, lui, zufoli&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sara&#8217; anche bravo ma non sembra giusto per niente&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non ha nulla, non possiede nulla&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Vero! Siete mai stati a casa sua? Uno schifo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Quella? Manchera&#8217; poco prima che lami su se stessa&#8221;<\/p>\n<p>Sapeva dove era quella casa, incastrata tra quella di Capotreno e quella della Marianna di Beccichino, dirimpetto all&#8217;aia della Marietta del por Ernesto. Quella casa, con a livello della strada la stalla per le pecore e per le due mucche, utili per arare la terra. Quella casa che emanava fin sulla strada un forte e penetrante tanfo di letame. Odore uguale a quello piu&#8217; volte percepito nei suoi viaggi autostradali, soprattutto, nella Pianura Padana. Tanfo insopportabile agli olfatti piu&#8217; raffinati ma capace di aprire nella sua mente una porta direttamente collegata ai suoi ricordi di infanzia, a quel mese di Agosto di ogni anno, passato nella sua terra natia, nel suo paesello. Maurizio aveva avuto la fortuna di assistere al passaggio dalla civilta&#8217; contadina a quella industriale, aveva conosciuto, seppur ormai alla fine, costumi, odori, profumi e stili di vita ormai scomparsi.<\/p>\n<p>Scosse la testa: &#8220;Maledette malelingue&#8221; penso&#8217;. Volse lo sguardo al vecchio, le voci tacquero.<\/p>\n<p>&#8220;Gustino Meo&#8230;.ti chiamero&#8217; cosi&#8217; da adesso in poi&#8230;..non piu&#8217; &#8220;vecchio&#8221;! Mi piace questo nome&#8230;&#8221; disse riversando altro vino in entrambi i bicchieri &#8220;Suona di magico, fiabesco, quasi fatato&#8230;.non credi?&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio si rattristo&#8217;.<\/p>\n<p>&#8220;Non c&#8217;e&#8217; nulla di fatato e magico in me&#8230;..piu&#8217; nulla&#8221;<\/p>\n<p>Maurizio ne rimase toccato da quella risposta. Forse, involontariamente, aveva detto qualche cosa da non dire.<\/p>\n<p>&#8220;Perche&#8217;?&#8221; domando con un tono di voce di massimo rispetto.<\/p>\n<p>Il vecchio scosse la testa, le mani strinsero il capo.<\/p>\n<p>Maurizio inghiotti&#8217; e si fece coraggio:<\/p>\n<p>&#8220;Parlami della tua vita&#8230;..parlamene se vuoi&#8230;mi interessa&#8230;io, come tu sai, sono di qui, discendo da questa gente, da questa terra, siete nel mio DNA&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio libero&#8217; la testa dalle mani, con la destra prese il bicchiere e lo avvicino&#8217; a se.<\/p>\n<p>&#8220;La mia vita, termino&#8217; esattamente quasi quaranta anni fa&#8230;&#8230;&#8230;..Mauthausen&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Mauthausen?&#8221; ripete&#8217; Maurizio a voce alta.<\/p>\n<p>Con il capo, fece cenno di si.<\/p>\n<p>Il ragazzo comprese immediatamente. Incrocio&#8217; le braccia, allungo&#8217; le gambe scivolando un po&#8217; dalla sedia, volse lo sguardo in basso, fisso&#8217; l&#8217;asfalto a tratti sciolto ed appiccicoso. Rimasero in silenzio entrambi.<\/p>\n<p>Improvvisamente, si ritiro&#8217; su dalla sedia, assumendo una postura piu&#8217; corretta e decisa. Volse lo sguardo al vecchio, senza volontariamente incrociarlo, con l&#8217;espressione di chi avesse indovinato la risposta ad un quiz. La sussurro&#8217;, pero&#8217;, a voce bassa:<\/p>\n<p>&#8220;Il bambini&#8230;.gli zufoli&#8230;.i regali&#8230;..i bambini&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio alzo&#8217; la testa di scatto. Introdusse i suoi occhi in quelli del ragazzo.<\/p>\n<p>&#8220;I bambini&#8230;..&#8221; ripete&#8217; &#8220;quanti bambini&#8230;poverini&#8230;..le canzoncine, le partenze sui camion, le canzoncine&#8230;le risate&#8230;la gioia della gita&#8230;.il non ritorno&#8230;.il terrore sui visi delle madri&#8230;..quante vite, quante giovani vite&#8230;.e tu?&#8230;&#8230;Tu, che allora non eri nemmeno nato, tu, tu solo hai capito, tu solo hai compreso&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>Il vecchio stacco&#8217; lo sguardo perdendolo in altra direzione, nel vuoto.<\/p>\n<p>I suoi occhi si bagnarono, come sicuramente milioni di altre volte gia&#8217; si erano bagnati. Quelle lacrime silenziose avevano imparato a memoria la strada tra le rughe del viso.<\/p>\n<p>Maurizio gli poggio&#8217; la mano sulla spalla e la strinse.<\/p>\n<p>Gustino si volto&#8217; verso di lui.<\/p>\n<p>Il ragazzo introdusse i suoi occhi negli occhi del vecchio, fissandoli, senza piu&#8217; sfuggire.<\/p>\n<p>Quegli occhi, quello sguardo, era lo sguardo di chi:\u00a0 &#8220;Il lavoro rende liberi&#8221;.<\/p>\n<p>ARBEIT MACHT FREI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15396\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15396\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saranno stati sicuramente 40 gradi quel primo pomeriggio di Agosto degli ultimi anni &#8217;70 del secolo scorso. Il &#8220;vecchio&#8221; come lo chiamavano nel piccolo paese dell&#8217;entroterra marchigiano, era sempre l\u00ec, come da sua abitudine, seduto all&#8217;esterno dell&#8217;osteria di Bedollo, unico punto di ritrovo e svago, situato nella piccola e stretta via principale, osteria e spaccio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15396\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15396\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2870,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-15396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15396"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2870"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15396"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15502,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15396\/revisions\/15502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}