{"id":15395,"date":"2013-05-27T17:29:39","date_gmt":"2013-05-27T16:29:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15395"},"modified":"2013-05-27T17:29:39","modified_gmt":"2013-05-27T16:29:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-un-giorno-nel-parco-di-maria-beatrice-berti-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15395","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Un giorno, nel parco&#8221;  di Maria Beatrice Berti (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Era una bella giornata di primavera. Clotilde e Milla avevano appena finito i compiti, bevuto la spremuta e mangiato una fetta di pane e marmellata preparata dalle rispettive mamme. Si erano date appuntamento dalla finestra della camera con un gesto di saluto, come sempre.<\/p>\n<p>Poco dopo erano sotto casa con i libri di fiabe sotto il braccio, le voci festanti e ciarliere. E alcune marionette che sbucavano dalle tasche.L&#8217;obiettivo di quel giorno era l&#8217;antica torre.<\/p>\n<p>Intanto che costeggiavano il canale, notarono che il negozio del rigattiere e la trattoria erano aperti e c&#8217;era un po&#8217; di viavai.<\/p>\n<p>Clotilde sperava che una volta superate le case, la piccola pineta verdissima e silenziosa restasse a loro disposizione.<\/p>\n<p>Le appariva come un bosco magico, incantato nel tempo. Intravedeva gia&#8217; il muricciolo sconnesso che delimitava la banchina dalla radura in cui il sole occhieggiava invitante. Le barche ormeggiate producevano uno sciacquio dolce.<\/p>\n<p>Che bello poter prendere il largo verso il mare. Ma era soltanto un sogno. Una volta lei e Milla si erano calate giu&#8217;, sulla barca piu&#8217; vicina alla spalletta ed erano rimaste incredule ed entusiaste per un bel po&#8217; a cullarsi nei rumori. Si vedevano gia&#8217; in partenza verso isole lontane e sconosciute.<\/p>\n<p>Era stata una bella impresa. Nascoste, avevano sentito le voci dei pescatori che scaricavano e la paura di essere scoperte le aveva elettrizza<\/p>\n<p>te. Inoltre, uscendo si erano imbattute in un numero di gatti e gattoni che gironzolavano al sole in cerca di cibo.<\/p>\n<p>Accipicchia, quanti! E poi, ai piedi della torre quella volta avevano pure scoperto tre gattini che muovevano a stento i primi passi, tanto erano piccoli.<\/p>\n<p>Camilla volle dare un nome a tutti e tre. Zero, Muso e Cartoccio. Clotilde penso&#8217; invece di correre a casa subito, prendere una coperta, una cesta e un po&#8217; di latte dal frigo. Fu cosi&#8217; che li sistemarono, con molta cura.<\/p>\n<p>Ritornarono il giorno dopo ma dei gatti nessuna traccia. E neppure della cesta e della vecchia coperta.<\/p>\n<p>Trovarono invece un sacco di biglie di vetro multicolori negli anfratti del muricciolo. Che per\u00f2 non compensarono l&#8217;enorme delusione,<\/p>\n<p>Erano arrivate. Entrarono sul lato che era coperto da fogliame e aghi di pino, una siepe profumata circondava e isolava tutto, regalando un&#8217;atmosfera fresca e misteriosa. I muschi annidati tra le pietre, i cinguettii degli uccelli e lo zampillare della fontanella rotta portavano lontano. In un&#8217;epoca in cui una giovane principessa abitava in quella torre ornata di finestre a sbarre, di una porta con gli scalini un po&#8217; sciupati, imprigionata in un sortilegio gettato da una maga stramba col cappello a sghimbescio. Nessun cavaliere era riuscito nell&#8217;intento di liberarla. La maga era riuscita con un colpo furbo ad attirarla e strapparla dal suo castello e condurla li&#8217;, nascosta nella folta vegetazione del bosco.<\/p>\n<p>Clotilde guardava su verso l&#8217;alto e si perdeva a scorgere la cima della torre, dove sapeva che Erminia, la principessa, era prigioniera.<\/p>\n<p>Camilla invece, era assorta nel raccogliere fiori, le prime margherite dopo molta pioggia. Tra l&#8217;erba luccicava qualcosa.<\/p>\n<p>Milla fece un salto ed esclamo&#8217; contenta guarda qua! Clotilde invece con la testa per aria percorreva piano piano ciascun lato della torre.<\/p>\n<p>Poi, improvvisamente, lancio&#8217; un urlo e corse via come un fulmine.<\/p>\n<p>Milla trasali&#8217; forte, getto&#8217; le margherite e inizio&#8217; a correre verso Clotilde, al limite del piccolo parco.<\/p>\n<p>Clotilde tremava dallo spavento era bianca in viso e non pronunciava parola. Milla che tremava di riflesso, impaurita dai modi dell&#8217;amica, trovo&#8217; il coraggio di prenderle la mano e di portarla fuori nello spiazzo ora assolato rigenerante di una piacevole calura.<\/p>\n<p>Finalmente Clotilde si calmo&#8217; un poco e cerco&#8217; di raccontare a Camilla quel che aveva visto. Ma non fece che poche parole.<\/p>\n<p>Vicino a loro si materializzo&#8217; un&#8217;ombra, una persona. Era piu&#8217; grande di loro, vestito con abiti di fortuna. In un cattivo italiano disse loro di scusarlo, non voleva far loro paura.Milla e Clotilde sussultarono, si allontanarono di qualche passo e si strinsero vicine l&#8217;una all&#8217;altra.<\/p>\n<p>Era in viaggio, continuo&#8217; lo sconosciuto, doveva raggiungere la moglie e il figlio che abitavano un po&#8217; distanti da li&#8217;.<\/p>\n<p>Si stava riposando, perche&#8217; aveva camminato tanto e sarebbe partito di nuovo tra un po&#8217;.<\/p>\n<p>Clotilde e Milla avevano riacquistato il sangue freddo, suggerirono allo straniero di prendere il treno. Come avrebbe fatto a piedi a raggiungere la citta&#8217; dove stavano sua moglie e il figlio?<\/p>\n<p>Il giovane sorrise e i denti candidi spiccarono nel volto bruno di sole. Non aveva soldi.<\/p>\n<p>Milla e Clo si guardarono stupitissime. Ma come?<\/p>\n<p>Il giovane racconto&#8217; che veniva da un paese lontano e che aveva speso tutti i soldi nel viaggio e per mangiare. Lo guardarono ancora con gli occhi grandi dell&#8217;incredulita&#8217;.<\/p>\n<p>Quelli di Camilla ebbero un lampo e con ritrovata prontezza apri&#8217; la mano che aveva serrato con forza il tesoro trovato.<\/p>\n<p>Erano tre monete che luccicavano al sole nel palmo della mano.<\/p>\n<p>Clotilde disse al ragazzo di prenderle. Il ragazzo disse di no. Non poteva.<\/p>\n<p>Tutte e due insistettero. Allora lui le prese, ringraziando. E poi si guardarono e dissero al giovane di non muoversi di li&#8217;:<\/p>\n<p>La trattoria era ancora aperta e Ignazio, il padrone, le conosceva bene. Aveva sempre in serbo per loro pesce e patatine fritte o pane e prosciutto, se facevano una visitina.<\/p>\n<p>Fecero capolino dalla finestrella che dava sulla strada e Gianna la cuoca, sorridendo allungo&#8217; due sacchetti alle simpatiche ragazzine.<\/p>\n<p>Ritornarono dal ragazzo che stava ancora osservando le monete e gli porsero i sacchetti. Lui si senti&#8217; in imbarazzo ma ringrazio&#8217; e li prese.<\/p>\n<p>Si accomodarono tutti e tre sul muretto sconnesso dove adesso un pescatore aveva posato le reti da riparare. Il ragazzo racconto&#8217; del suo paese, del forte caldo che vi faceva, dei campi lavorati a perdita d&#8217;occhio. Dei canti delle donne e dei bambini verso sera, al ritorno verso casa. Della poverta&#8217; e della ricchezza, del cielo dal colore particolare e dei giorni senza pioggia.<\/p>\n<p>Era tanto lontano quel paese? Milla e Clo sarebbero partite subito, avessero potuto.<\/p>\n<p>Avrebbero voluto vedere quel cielo di un blu cosi&#8217; diverso da quello della citta&#8217; dove erano nate e in cui vivevano; i sorrisi candidi dei bambini che cantavano di ritorno verso casa, dalla scuola.<\/p>\n<p>Il ragazzo si scuso&#8217;. Era tardi. E doveva rimettersi in viaggio. Le ringrazio&#8217; per\u00a0 cio&#8217; che gli avevano regalato.<\/p>\n<p>E si avvio&#8217; con un ultimo sorriso per la sua strada.<\/p>\n<p>Camilla e Clotilde rimasero a guardarlo mentre si allontanava, salutandolo con la mano.<\/p>\n<p>Spari&#8217; alla loro vista. Contemplavano il canale davanti a loro, le barche che passavano e turbavano il silenzio con lievi rumori.<\/p>\n<p>Ad un certo punto le note di una canzone in voga in quel momento le riscossero da quel meditare e, piene di energia, si misero a saltellare per strada.<\/p>\n<p>Cominciarono a ridere forte, dei loro passi sgraziati e goffi, delle facce sempre piu&#8217; buffe che si facevano l&#8217;un l&#8217;altra e delle linguacce.<\/p>\n<p>Si misero a correre, iniziarono a giocare a nascondino a ritmo di musica, ai piedi dell&#8217;antica torre, ignare e in attesa di nuove scoperte e nuovi tesori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15395\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15395\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una bella giornata di primavera. 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