{"id":1539,"date":"2009-05-23T11:52:02","date_gmt":"2009-05-23T10:52:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1539"},"modified":"2009-05-23T11:52:02","modified_gmt":"2009-05-23T10:52:02","slug":"uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1539","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Uomini&#8221; di Adriano Ficili"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"150%;\">Nelle calde sere di maggio Catania sembra una citt\u00e0 pi\u00f9 bella, in cui la luce soffusa dei lampioni proietta sui muri grigi degli edifici le ombre malinconiche dei passanti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Il brusio della gente, sfiancata dal lavoro, dalle corse in macchina, dalle liti con i vicini, dagli assordanti rumori dei clacson, si riversa su via Etnea che maestosa, in tutta la sua lunghezza, si mostra come la madre di tutte le strade, la regina indiscussa della notte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">In questa citt\u00e0 il cui manifesto fascino architettonico viene spesso calpestato dagli abominevoli fatti di cronaca che impestano come funghi velenosi intere pagine di quotidiani,<span> <\/span>molte delle tragiche storie che accadono rimangono nel dimenticatoio, relegate in fondo alle viuzze della periferia, all\u2019ombra di vecchie case degradate.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Una di queste storie dal sapore amaro, che lasciano dentro il senso di un tormento al quale non si potr\u00e0 mai fare a meno di pensare, \u00e8 quella di Livia, la figlia del tranviere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Il padre lo conoscevano tutti nella zona in cui abitava, quella di piazza Rosolino Pilo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">La sua casa faceva angolo con il panificio di sant\u2019 Anna ed era la pi\u00f9 grande del quartiere. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">La mattina presto, quando usciva dal portone vestito di tutto punto, col berretto e la valigetta di pelle, i baffi spioventi e gli occhi vivi, a tutto somigliava meno che a un tranviere, e per l\u2019aria e il portamento che amava assumere, la gente del vicinato gli aveva addossato il soprannome di \u201cdottore\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Il dottor Zingale, questo il suo cognome tipicamente catanese, amava il suo lavoro, ed era assai meticoloso e preciso in tutto ci\u00f2 che faceva, dai due cucchiaini e un terzo di zucchero che regolarmente dopo pranzo versava sul suo caff\u00e8, alle ciabatte che posizionava sempre appaiate e parallele al fianco del letto prima di andare a dormire. Per non parlare del suo passatempo preferito: la collezione dei tappi di bottiglie stappate a natale dall\u201984 a oggi; tappi che amava conservare, disposti in verticale su sei file, alla stessa distanza gli uni dagli altri, in una teca che aveva comprato apposta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Quando qualcuno gli faceva notare la sua eccessiva attenzione nel fare delle cose a volte del tutto frivole lui si indispettiva a tal punto che non gli rivolgeva pi\u00f9 la parola.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">La moglie, una nobildonna catanese appartenente ad una delle pi\u00f9 illustri famiglie della citt\u00e0, aveva litigato con tutti i suoi parenti, compresi i genitori, nel momento in cui non aveva voluto sposare il cugino, nobile nullafacente di partito buono, preferendo convolare a nozze con un uomo dal tenore di vita sicuramente inferiore, ma che di certo l\u2019amava maggiormente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">I suoi abiti pomposi, le sottane ricamate, i gioielli sempre bene in vista, i capelli dai grandi riccioli neri che finemente contornavano il suo viso bianco e morbido non facevano altro che alimentare le malelingue delle anziane donne limitrofe, che nell\u2019ora del vespro, con la scusa del ricamo, formavano gi\u00f9 nelle strade dei veri e propri circoli di pettegolezzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Livia, la figlia, completava l\u2019insolito quadretto familiare nella maniera pi\u00f9 insolita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Tutti si chiedevano da chi avesse preso il suo carattere, cos\u00ec diverso da entrambi i genitori.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Aveva da poco compiuto ventitr\u00e9 anni e fin da piccola si era distinta per la sua innata capacit\u00e0 di dipingere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Spesso non poteva proprio farne a meno e trascorreva intere giornate davanti a una tela, con i pennelli in mano, a dare libert\u00e0 alle sue voglie e ai suoi turbamenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">I soggetti che preferiva erano i paesaggi, quelli dolci delle campagne nelle fredde sere di Novembre, allietati qua e l\u00e0 da piccole sagome in lontananza, forse di<span> <\/span>uomini, sfumate e impercettibili, mentre castagni, pini e abeti ricevevano luce e vita dai colori, il cui accorto impasto denotava grande maestria.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Senza che i genitori ne fossero almeno in parte d\u2019accordo Livia aveva deciso di iscriversi all\u2019accademia di belle arti, per rendere il giusto onore al suo talento.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Le serate notturne, il caos di giovani che si creava intorno ai pub verso piazza teatro massimo, il frastuono delle discoteche, non l\u2019attraevano pi\u00f9 di tanto. Anzi spesso preferiva restare in casa, nella sua stanza, a dipingere o a leggere le poesie di Quasimodo o Baudelaire. Odiava il rumore delle auto che impazzavano lungo via Etnea, la polvere per cui era allergica e che la rendeva nervosa, la cenere dell\u2019Etna che copriva con un sottile strato nero i tetti delle case e i balconi, compreso il suo dal quale amava affacciarsi la sera per guardare le stelle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Quando andava a trovare la nonna, quella paterna, alla quale era pi\u00f9 affezionata, che abitava a pochi isolati di distanza, in via Oberdan, si divertiva a canticchiare le canzoni di Battisti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">A volte di notte si metteva le cuffie alle orecchie e riascoltava anche pi\u00f9 di dieci volte di fila le stesse melodie, fino a quando non si addormentava.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Una domenica di met\u00e0 Maggio, com\u2019era solita fare, Livia usc\u00ec fuori per andare dalla nonna.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Erano le tre del pomeriggio. Il sole rischiarava i ciottoli grigi delle strade. L\u2019aria era tersa e leggera.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Poche macchine circolavano. I pi\u00f9 erano ancora dentro a riposare dopo un\u2019abbondante pranzo, alcuni si stavano gi\u00e0 risvegliando dal pisolino ristoratore che si erano concessi, mentre altri avevano gi\u00e0 acceso la televisione per seguire le partite di campionato che presto sarebbero iniziate.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Livia avanzava gaiamente, saltellando, ripetendo a mente le parole della canzone \u201c due mondi \u201d che aveva ascoltato la notte prima e che le aveva fatto pensare, forse per la prima volta seriamente, all\u2019amore e a come questa forza potesse smuovere cos\u00ec tanto gli animi e infiammare i cuori.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Prima di uscire si era guardata<span> <\/span>allo specchio cercando ancora una volta di scorgervi l\u2019immagine che lei desiderava, e<span> <\/span>nuovamente<span> <\/span>era rimasta delusa nell\u2019osservare la ragazza di sempre, magra, emaciata, scura in volto, forse poco piacente, dalla personalit\u00e0 complessa non ancora del tutto formata, alla ricerca di un forte stimolo che la facesse uscire dal guscio, che la facesse veramente gioire. Per anni aveva dovuto subire di essere etichettata dagli altri come la figlia del \u201cdottore\u201d e della \u201ccontessa\u201d, termini usati malignamente da coloro che ignoravano il suo stato d\u2019animo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Mentre camminava saltellando, per distogliere la mente dai brutti pensieri fantasticava, pensando che un giorno anche lei avrebbe incontrato il principe azzurro e che una volta sposati si sarebbero trasferiti su un\u2019isola deserta, come nei film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Teneva la mente occupata da tutto questo ed era gi\u00e0 tornata a sorridere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Fra l\u2019altro tra poco avrebbe riabbracciato la cara nonnina, che non vedeva da diversi giorni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Era ormai giunta alla soglia di casa. I raggi del sole iniziavano a pizzicarle la schiena.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Alza gli occhi verso il campanello, va per suonare ma si ferma.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Il portone \u00e8 aperto. Lo spinge ed entra. La nonna lo avr\u00e0 lasciato aperto, pensa, mentre saltella lungo il corridoio. In fondo a destra c\u2019era il salotto dove la cara vecchietta di solito si sedeva per lavorare a maglia. La chiama a gran voce, poco prima di entrare: &#8211; nonna, sono io, hai dimenticato di chiudere il port\u2026 d\u2019improvviso le parole le si smorzano nella gola.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Guarda la nonna, riversa a terra con la faccia in gi\u00f9, in un lago di sangue; anche le pareti e le porte sono imbrattate, schizzate come da vernice rossa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Livia si porta le mani al volto. Piange. Grida. \u00c8 scioccata. Non sa cosa fare. Le gira la testa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Poi lo sguardo va a sinistra. Le sembra di vedere qualcosa, una sagoma. Un uomo. C\u2019\u00e8 un uomo dietro la tenda che la sta fissando. Livia grida: &#8211; aiuto, chi sei? \u2013<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">L\u2019uomo esce allo scoperto e avanza verso di lei. \u00c8 interamente vestito di nero. Il volto scuro, tetro. Non ha l\u2019aspetto di un principe azzurro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Con la mano destra impugna un coltello da cucina dalla lama insanguinata; nella sinistra stringe un mazzetto di banconote da cinquanta euro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Quel giorno la nonna di Livia era andata alla posta per ritirare la pensione; il malfattore aveva aspettato che la signora rientrasse e nel momento in cui stava per aprire l\u2019aveva costretta a farlo entrare, per poi ucciderla selvaggiamente. Da l\u00ec aveva approfittato per rigirare la casa alla ricerca di altri soldi o di gioielli. Stava quasi per andarsene, quando ha sentito Livia gridare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Ed ora si trovava proprio di fronte a lei. I suoi occhi, accecati dalla follia, tradivano una furia omicida non ancora del tutto appagata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Le grida strazianti di Livia si spensero quando la lama affilata del coltello le raggiunse il ventre, mentre tutt\u2019intorno si offuscava e svaniva, in un tremendo istante, in cui il dolore si mischi\u00f2 alla sua assoluta indecifrabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Il resto si sa: i pianti, i lamenti dei parenti, ma soprattutto il senso si vuoto nei cuori dei genitori. Davanti ad un interminabile cordoglio funebre il loro strazio per la perdita si un\u00ec al senso di inettitudine, all\u2019impotenza. Le viscere si rovesciarono nello stomaco e il peso del mondo si somm\u00f2 al peso del loro mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Niente di simile ai due mondi che Livia si augurava di conoscere, il suo e quello del suo principe azzurro. Forse in un aldil\u00e0 avr\u00e0 trovato la pace e avr\u00e0 conosciuto il vero volto dell\u2019amore. Forse, mentre ci guarder\u00e0 dall\u2019alto, potr\u00e0 ancora dipingere i suoi dolci paesaggi e forse quelle sagome scure, dai contorni poco definiti, che lei vi inseriva,<span> <\/span>prenderanno forma e colore diventando uomini. Uomini, non bestie.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\"><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1539\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1539\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle calde sere di maggio Catania sembra una citt\u00e0 pi\u00f9 bella, in cui la luce soffusa dei lampioni proietta sui muri grigi degli edifici le ombre malinconiche dei passanti. 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