{"id":15368,"date":"2013-05-28T11:50:40","date_gmt":"2013-05-28T10:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15368"},"modified":"2013-05-28T11:50:40","modified_gmt":"2013-05-28T10:50:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-improvvisamenteuna-mattina-di-simonetti-jaclyne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15368","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Improvvisamente,una mattina\u2026.&#8221; di Simonetti Jaclyne"},"content":{"rendered":"<p>Improvvisamente, non ci sei pi\u00f9.<\/p>\n<p>Mi ero abituata a vederti, a cercarti ogni giorno ma, oggi, mi sono accorta con dolore, che sei sparito.. Me lo avevi accennato \u201c partir\u00f2 fra poco\u201d- dicevi- ma non pensavo che la tua partenza fosse cos\u00ec imminente. Ed ora mi sento vuota e delusa, non certamente di te, ma di me e della mia superficialit\u00e0, per non avere capito che avevi bisogno, forse, anche di me che ti avevo costretto a scoprirti subdolamente\u00a0 senza farmene accorgere.. che non ero io ad essere importante, bens\u00ec, tu per me, lo eri, anche se non lo sapevo ancora.<br \/>\nTi vedevo da tempo, in questo freddo ed inusuale inverno, spuntare da quella strana macchina rossa parcheggiata lungo la pineta\u2026Uscivi piano piano, tutto indolenzito, prendendo aria dopo una lunga notte, sdraiato sui sedili anteriori della tua \u201ccasa\u201d rossa. Assomigliava ad un carro da circo con tutte quelle scatole, piene o vuote , non l\u2019ho mai saputo, quegli ombrelloni vecchi , quelle sedie da buttare via, quei sacchetti di plastica pieni di oggetti vari, raccattati probabilmente qua e l\u00e0 nei punti di raccolta delle immondizie \u2026Li vedevo, gli zingari che cercavano oggetti da raccattare per venderli in seguito. .Anche tu, avevi fatto come loro? E oltre a quei reperti sistemati con sapienza sul tetto , c\u2019era un\u2019intera casa all\u2019interno, la tua casa , una casa essenziale e povera, da far rabbrividire. Probabilmente le tue uniche risorse per l\u2019inverno, per l\u2019estate, per ogni stagione.. Vestiti, oggetti vari, pentole e scarpe , tutto mescolato in modo grottesco, ammucchiati al punto tale che per poter dormire dovevi rannicchiarti sui sedili anteriori.. Non c\u2019era spazio per distenderti malgrado tu non fossi un uomo alto n\u00e9 robusto.<br \/>\nE poi, quella impenetrabilit\u00e0 di quello strano alloggio\u2026Non si percepiva niente di ci\u00f2 che potesse contenere perch\u00e9 proteggevi la tua intimit\u00e0 con pupazzi, giornali, riviste, cenci vecchi e chi si avvicinava per cercare di intravedere, rimaneva deluso ..Niente appariva attraverso i vetri annebbiati e impenetrabili della tua unica casa.. Ti nascondevi di giorno, e di notte, l\u00e0 dentro,\u00a0 dovevi ridere di chi voleva violare la tua vita segreta\u2026Provate, provate pure ma non vedrete niente.. ti immagino mentre lo pensavi, con quegli occhietti scuri e buoni che mi guardavano passare, io , indifferente come se tu non esistessi..<br \/>\nMa era paura, come abbiamo tutti paura di chi o di che cosa non conosciamo..<br \/>\nChi poteva sapere se eri dentro oppure no? Io, s\u00ec , lo sapevo perch\u00e9 ormai conoscevo i tuoi movimenti e i tuoi orari\u2026 La mattina , quasi all\u2019alba, uscivi tutto infreddolito, ti stiracchiavi e respiravi forte.. Guardavi il cielo e decidevi dove passare il resto della tua giornata.. Come una brava massaia scuotevi fuori dalla macchina le tue povere lenzuola e vecchie coperte che ti riparavano forse, dal freddo. Con la bottiglia piena d\u2019acqua, ormai, lo sapevo, ti sciacquavi il viso e con un asciugamano che doveva sapere di muffa ti asciugavi\u2026 Sapone, rasoio e eccoti qua tutto rinfrescato per affrontare una nuova giornata\u2026Il tuo specchio era il retrovisore nel quale controllavi il tuo aspetto. Potevi affrontare la vita cittadina senza dare nell\u2019occhio ed attirare forse gli sguardi incuriositi o malvagi degli altri? Nessuno avrebbe potuto capire nel vederti deambulare per le strade quale fosse la tua vita vera, i tuoi problemi e le tue angosce, i tuoi rimpianti e soprattutto i tuoi bisogni.<br \/>\nMa dove andavi con quel passo tranquillo e rilassato?.. Non sembravi sofferente , anzi guardavi al mondo con uno sguardo distaccato e quasi divertito\u2026 finch\u00e9, un giorno, in cui ebbi il coraggio di alzare gli occhi e guardarti in faccia per vedere, se almeno tu , mi vedevi\u2026 mi rivolgesti la parola e io ti risposi con serenit\u00e0\u00a0 e mi accorsi allora che eri come tutti gli altri, una persona come tante, che cercavi di comunicare qualcosa. Allora, mi fermai e abbiamo cominciato a chiacchierare ..Parole spezzate, incomplete ma significative.. Era come se il sole fosse apparso all\u2019improvviso rendendo tutto pi\u00f9 chiaro e semplice, trasparente, senza pi\u00f9 nessuna remora.. Un velo era caduto, il velo dell\u2019ignoranza e dell\u2019egoismo.<br \/>\nAll\u2019inizio, il pretesto fu la mia cagnetta. \u201canch\u2019io avevo un cane.. Ma \u00e8 morto l\u2019anno scorso e mi manca\u201d \u00a0mi dicesti. .Allora ti raccontai qualcosa di molto banale sul mio animale, che era anziano ma ancora in salute, brava cagnetta che aveva gi\u00e0 quindici anni e speravo che durasse ancora tanto tempo perch\u00e9 era come una di famiglia.. Mi capivi ..anche per te era stato lo stesso.. Purtroppo, \u00a0non ce l\u2019\u2019aveva pi\u00f9 il tuo compagno . E da quel giorno, mi fermavo ogni volta che ti vedevo in giro per scambiare qualche parola\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Colui che avevo considerato un barbone , non lo era affatto.. Era solo una fase della sua vita ma non era definitiva\u2026 Qualche sostentamento lo riceveva perch\u00e9 aveva lavorato per tanti anni da artigiano e con quella piccola pensione sopravviveva, come poteva.. Non si lamentava ..Diceva solo che da mangiare, non gli mancava ma non si poteva permettere una casa o un albergo e visto che possedeva una macchina, vecchia ma ancora efficiente, l\u2019aveva trasformata in camera da letto. Ogni mattina la metteva in moto\u2026perch\u00e9 non aveva intenzione di restare a lungo anche se la citt\u00e0 gli piaceva.. Infatti, ogni giorno, la attraversava e conosceva tutti i posti.. sopratutto i giardini, i parchi, le piazze l\u00e0 dove potevi trovare un rifugio, un posto a sedere e guardare la vita che scorre, i bambini, gli anziani ma anche i diseredati provenienti da ogni luogo di questo mondo.<br \/>\nRestava ancora per un po\u2019 perch\u00e9 qualcuno gli aveva promesso un lavoro, da falegname, professione che gli aveva dato benessere e sicurezza per tanti anni. Il mestiere, lo conosceva bene e poteva assicurare a chi gli avesse dimostrato fiducia che era onesto e capace. Tuttavia, non sembrava convinto che tutto andasse a buon fine .. Lui, veniva da un altro posto, da un\u2019isola. Era stato il solito emigrante partito alla ricerca di un lavoro sicuro. \u201cIo ho lavorato sempre, ed ero pagato bene\u00a0 e avevo anche una compagna. Mi voleva bene ma ora.. lass\u00f9 , nel Nord quella, l\u2019ho lasciata\u201d ..Si sentiva la delusione e l\u2019amarezza. \u201cFigli? No. Non ne ho mai avuto per fortuna\u201d \u00a0..Io, non osavo chiedere di pi\u00f9 ..Mi raccontava quello che voleva lui, o si sentiva di dire\u2026Doveva essere lui, a raccontarsi se ne avesse sentito il bisogno.<br \/>\nQuando lo vedevo in altri posti della citt\u00e0, spesso in qualche giardinetto, a mangiare o a sedere per vedere passare la gente, lo salutavo con la mano o mi avvicinavo per scambiare due parole.. Lui, mi chiamava \u201c Madame\u201d perch\u00e9 aveva capito e mi aveva chiesto da che paese provenivo.. Glielo dissi senza problemi come lui mi aveva confidato tante cose\u2026 Avrei voluto sapere ancora di pi\u00f9 ma non osavo per timore di sembrare troppo curiosa.. Pian piano mi avrebbe detto di pi\u00f9, ne ero certa\u2026<br \/>\nEd ora, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.. Ma lo so dove \u00e8 andato.. me lo aveva confidato.. Sarebbe ritornato nella sua isola dove ancora qualche parente c\u2019era.. Voleva tornare alle sue origini, rivedere la sua terra. Mi venne in mente un bellissimo libro letto qualche anno fa.. La storia tormentata di un uomo diventato barbone malgrado se stesso.. Abbandonato dalla sua donna, senza pi\u00f9 lavoro , disperato,\u00a0 intraprende un lungo viaggio avventuroso pieno d\u2019insidie e di umiliazioni, senza denaro, da clandestino e attraverso mille difficolt\u00e0, riesce a raggiungere la sua terra da dove era partito per cercare fortuna e che voleva rivedere prima che fosse troppo tardi. Ci giunger\u00e0 per morire, davanti al suo mare, davanti al suo sole, un viaggio verso la vita che diventer\u00e0 morte\u2026 oppure verso una morte simile ad una \u00a0vita ritrovata?<br \/>\nSar\u00e0 uguale anche per l\u2019uomo di cui so cos\u00ec poco?.. Mi aveva anche detto come si chiamava ma l\u2019ho dimenticato.. Per me , rimane l\u2019uomo dalla macchina rossa.. Ha portato via con s\u00e9 \u00a0dei ricordi della nostra strana amicizia.. Gli avevo regalato qualche indumento e una coperta calda per avere meno freddo.. Glielo chiedevo sempre di dirmi di che cosa avesse bisogno e , lui, ogni tanto accennava a qualcosa di essenziale.. La sua ultima richiesta che non ho avuto tempo di esaudire era strana e commovente.. Qualche biancheria intima per lui, \u201cmi servirebbe\u201d mi disse, gli avrebbe fatto comodo. Mi dicevo \u201c ora gliela vado a comprare\u201d.. Non volevo dargli roba usata .. Quando dovevo portare qualche cosa che mi aveva chiesto, lo appoggiavo sulla macchina in uno scatolone vecchio e vuoto pronto ad essere \u00a0riempito. E lui, appena mi vedeva, mi ringraziava\u2026Che strano il mondo! Come la vita ci sorprende non sempre in modo negativo! Tuttavia, mi sentivo colpevole, di non osare far di pi\u00f9.. Sempre quella paura che ci attanaglia nell\u2019andare incontro all\u2019ignoto.. E se fosse un pericolo? E se si attaccasse troppo a me? E se diventasse troppo esigente?\u00a0 Tutte quelle paure prettamente e umanamente egoistiche, che \u00e8 difficile superare quando la nostra educazione troppo borghese ci impedisce di agire secondo i nostri istinti..<br \/>\nHo saputo che qualche altra persona gli appoggiava ogni tanto anche un po\u2019 di cibo ..Mi chiedeva: \u201c\u00e8 lei che me lo ha portato? \u201d\u00a0 No, non ero io, ma ero felice di vedere che qualcuno mi aveva seguita nel mio cammino verso la solidariet\u00e0.<br \/>\nQuesta mattina, la macchina era sparita.. Che dispiacere di non avere potuto salutare e parlare ancora con l\u2019uomo dalla macchina rossa\u2026Sono passata vicino alla panca dove s\u2019installava per mangiare quando il sole appariva anche nelle giornate fredde\u2026 Davanti a lui, ogni ben di Dio.. non si faceva mancare niente.. Le sue risorse gli permettevano un buon pranzo ogni giorno\u00a0 e quando il sole era perfino troppo forte, si riparava dai raggi ancora deboli, con un buffo ombrello.. e si credeva al mare! \u201cChi sta meglio di me?\u201d mi diceva.<br \/>\nVicino alla sua panchina preferita, guardo come in cerca di qualcosa che si fosse dimenticato.., una traccia del suo passaggio, una briciola della sua vita ed ecco, chinandomi, intravedo tra le erbe alte un apriscatole con cavatappi,quello che usava per tagliare ed aprire i barattoli o le bottiglie.. Era nascosto, l\u00ec, tra i cespugli. L\u2019ho raccolto non senza esitazione e timore, come se dovesse bruciarmi le dita. Ma di che cosa avevo paura? Non saprei definirlo ma ecco che ritornava in me quel senso di vergogna non giustificabile ma anche un\u2019emozione strana, una dolce e amara sensazione. Lo user\u00f2 anch\u2019io quell\u2019apriscatole o lo lascer\u00f2 in fondo ad un cassetto per sempre? Non potr\u00f2 mai dimenticare quell\u2019incontro cos\u00ec casuale e diverso, durato cos\u00ec poco, nei mesi d\u2019inverno. La primavera lo ha interrotto lasciandomi una triste e inconfondibile sensazione, un arricchimento personale insostituibile \u2026La mia speranza \u00e8 che, anche l\u2019uomo dalla macchina rossa, abbia conservato un bel ricordo di me e che magari, qualche giorno, ripassi da queste parti per finire il suo racconto e che la sua fuga verso il suo destino non sia stata per morire, ma per vivere ancora e ancora\u2026.e per non perdere la \u00a0speranza\u2026\u2026<br \/>\nE poi, non era cos\u00ec anziano. Eravamo coetanei. Me ne ricordo improvvisamente\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Giugno 2012<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15368\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15368\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Improvvisamente, non ci sei pi\u00f9. 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