{"id":15359,"date":"2013-05-28T11:37:46","date_gmt":"2013-05-28T10:37:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15359"},"modified":"2013-05-28T11:37:46","modified_gmt":"2013-05-28T10:37:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-un-colpo-di-coda-di-lucia-cosci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15359","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Un colpo di coda&#8221; di Lucia Cosci"},"content":{"rendered":"<p>Ho mollato gli ormeggi. E&#8217; accaduto un pomeriggio con la pioggia che lavava i vetri che incastonano il mio ufficio del settimo piano, in un palazzo rinascimentale del centro.<br \/>\nHo tirato via dal muro a stucco dorato la pergamena con il centodieci e lode e il master di Oxford. Ho pigiato dentro al camino del palazzo rinascimentale la raccolta del sole ventiquattrore degli ultimi due anni. Una fumata grigia ha sputato in un colpo un cumulo di bot, spread, btp, azioni e previsioni. Tutti i numeri e i pensieri che mi toglievano il sonno e il respiro.<br \/>\n&#8220;Guido, se continua cos\u00ec saremo i prossimi a saltare&#8221; mi ripeteva sempre pi\u00f9 spesso al mattino, davanti al nostro caff\u00e8 e al briefing della riunione del consiglio di amministrazione, il mio socio. E io dovevo correre all&#8217;ultimo piano del palazzo rinascimentale, sul terrazzo, come un ragazzino impaurito, affinch\u00e9 affluisse aria nei miei polmoni. Aria nera di smog, a spingere gi\u00f9 quella matassa di pensieri. Momenti cos\u00ec erano sempre pi\u00f9 frequenti. Una volta avevo lasciato la spesa sul nastro ed ero corso fuori, fradicio di sudore ghiaccio con addosso gli occhi sbarrati della cassiera ed il cuore che batteva colpi come un cavallo impazzito. &#8220;torno subito&#8221; le biascicai io e appena l&#8217;aria nera del parcheggio mi pass\u00f2 nei polmoni e le gocce dello psicanalista entrarono in circolo, tornai a pagare e prendere la busta.<br \/>\nUna sera ho pensato di buttarmi dentro a questo fiume marrone per le forti piogge di questo inverno. Poi ho pensato che un canottiere avrebbe ripescato il mio corpo mangiucchiato dalle pantegane. Cos\u00ec ho lasciato perdere.<br \/>\nS\u00ec perch\u00e9 io da questa citt\u00e0 piena di s\u00e9, di turisti, di gelati gonfiati con l&#8217;aria, di musei a pagamento, di auto in colonna e di smog, di cinesi, me ne voglio andare senza lasciare traccia. Nemmeno un titolo di giornate &#8220;trovato corpo di noto imprenditore, gi\u00e0 avanzato stato di decomposizione&#8221;. Non voglio nemmeno un trafiletto cos\u00ec, un funerale con musi lunghi che pochi minuti dopo starebbero a rimpinzarsi la bocca di tartine per l&#8217;aperitivo.<br \/>\nMa di notte quella matassa mi si intrigava nelle viscere ed il peso mi teneva come piombo attaccato al materasso. Senza sonno.<br \/>\nUna notte di quelle con gli occhi stremati, ho trovato per caso dentro al comodino un libro di racconti zen. Una storia di pescatori\u00a0[1].<br \/>\nLa mia testa ha dato un colpo di coda, come un pesce.<br \/>\nHo lascito tutto, a soli sei anni dalla pensione. Un &#8216;azienda sull&#8217;orlo del disastro. Una ex moglie. Figli grandi ormai distanti dal cerchio della mia vita. Una casa a due piani. Un auto rossa. Il tennis del gioved\u00ec coi colleghi e i pranzi dal Procacci.<\/p>\n<p>Qua venivo da piccolo, ci abitava mio nonno. con le mani spaccate dagli ami e il sorriso aperto come un melone maturo.<br \/>\nE&#8217; stato difficile all&#8217;inizio. Vivere tra quattro legni dipinti di celeste. Senza wi-fi, senza macchina del caff\u00e8 elettrica che si attiva con la sveglia.<br \/>\nAl mattino, senza veli alle finestre, il sole entra con prepotenza. Apro gli occhi poco dopo l&#8217;alba.<br \/>\nEd in pochi passi mi tuffo nella stessa acqua dove sguazzavo da piccolo, con gli occhi vuoti di futuro e pieni di presente. Una cosa stupida. Un tuffo nell&#8217;acqua. Eppure non ho pi\u00f9 matasse in gola. Ho solo quella da pesca. Sulla barca a remi che mi porta fuori ho sbaffato di nero il nome &#8220;onda&#8221;<br \/>\nL&#8217;onda che mi muove il cuore e che per troppi anni mi \u00e8 mancata. E pensare che bastava un pezzo di mare in un isola di questo arcipelago, un pesce, una partita a carte con amici ossuti e sorridenti, un tavolo e una bottiglia di vino bianco dell&#8217;isola per far ondeggiare di nuovo il mio cuore.<br \/>\nLo sciabordio del mare mi culla sempre e alla sera, anche in inverno, lascio un vetro di camera leggermente accostato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] IL RACCONTO ZEN (\u00e8 una storia che ho trovato su web, di cui non compare l\u2019autore. Forse in parte ispirata al racconto di Heinrich B\u00f6ll \u201cil turista e il pescatore \u201c)<\/p>\n<p><i>Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.<\/i><\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><i> Si complimenta con il pescatore per la qualit\u00e0 del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo. Il pescatore risponde: \u2018Non ho impiegato molto tempo\u2019 e il turista: \u2018Ma allora, perch\u00e9 non \u00e8 stato di pi\u00f9, per pescarne di pi\u00f9?\u2019<br \/>\nIl messicano gli spiega che quella esigua quantit\u00e0 era esattamente ci\u00f2 di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiese: \u2018Ma come impiega il resto del suo tempo?\u2019 E il pescatore: \u2018Dormo fino a tardi, pesco un po\u2019, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via cos\u00ec, trascorro appieno la vita.\u2019<br \/>\nAllorch\u00e9 il turista fece: \u2018La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto dovrebbe pescare pi\u00f9 a lungo, ogni giorno di pi\u00f9. Cos\u00ec logicamente pescherebbe di pi\u00f9. Il pesce in pi\u00f9 lo potrebbe vendere e comprarsi una barca pi\u00f9 grossa. Barca pi\u00f9 grossa significa pi\u00f9 pesce, pi\u00f9 pesce significa pi\u00f9 soldi, pi\u00f9 soldi pi\u00f9 barche\u2026 Potr\u00e0 permettersi un\u2019intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all\u2019uomo medio, potr\u00e0 negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potr\u00e0 a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potr\u00e0 lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da l\u00ec potr\u00e0 dirigere un\u2019enorme impresa!\u2019<br \/>\nIl pescatore lo interruppe: \u2018Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?\u2019<br \/>\nE il turista: \u201820, 25 anni forse\u2019 quindi il pescatore chiese: \u2018\u2026.e dopo?\u2019<br \/>\nTurista: \u2018 Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potr\u00e0 vendere le azioni e guadagnare miliardi!\u2019<br \/>\nE il pescatore:\u2019miliardi? e poi?\u2019<br \/>\nTurista: \u2018Eppoi finalmente potr\u00e0 ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio<\/i><i> vicino <\/i><i>alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po\u2019 di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita\u2019.<\/i><i><\/i><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15359\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15359\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho mollato gli ormeggi. 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