{"id":15357,"date":"2013-05-28T11:31:38","date_gmt":"2013-05-28T10:31:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15357"},"modified":"2013-05-28T11:31:38","modified_gmt":"2013-05-28T10:31:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-un-bicchiere-vuoto-di-lucia-cosci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15357","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Un bicchiere vuoto&#8221; di Lucia Cosci"},"content":{"rendered":"<p>Ikram \u00e8 seduta, la pelle del divano le si \u00e8 appiccicata alla camicetta. Quel sole di met\u00e0 ottobre la sta facendo sudare. Un ronzio aleggia nella sua testa. I capelli sono mossi dal vento che soffia attraverso la porta che ha lasciato aperta.<br \/>\nLo scaccia-guai appeso fuori dondola e lei si lascia cullare da quel battito di conchiglie, un ricordo della luna di miele ad Alessandria.<br \/>\nSocchiude gli occhi e ripensa alla mattina appena trascorsa.<\/p>\n<p>Era uscita presto, dopo che il marito era andato al cantiere. I due bimbi, erano a scuola fino all\u2019ora di pranzo. Lei era come sempre era libera. A parte le tinozze di panni da lavare, i letti sfatti, la scopa, lo spolverino ed il detersivo alla pesca allineati in cucina ad attenderla. Ma aveva tutte le mattine del mondo per i lavori di casa.<br \/>\nPer quella aveva un programma diverso. Da giorni ci pensava ed architettava nella sua mente. Da quando in tv aveva visto quel film francese. Quella donna. La scia di fumo che le usciva dalla bocca, quella bottiglia dorata nelle sue mani, la bocca rosso sangue e gli occhi languidi.<br \/>\nCos\u00ec Ikram si era lavata, si era messa la colonia all\u2019ambra dietro le orecchie. Poi aveva spazzolato i lunghi capelli del colore del miele. Ci aveva passato un filo di olio per lucidarli. Ed era uscita presto con uno strano formicolio sulla pelle.<br \/>\nAveva intenzione di dirigersi al vecchio quartiere islamico. Non poteva rimanere nel suo. Qualcuno avrebbe potuto vederla, riconoscerla e parlare.<br \/>\nSi incammin\u00f2 tra vecchi che chiedevano l\u2019elemosina, ragazzi che parlottavano con le cartelle a tracolla, i bimbi pi\u00f9 piccoli che scalciavano in braccio alle madri. Avvicinandosi ai quartieri del centro Ikram si stup\u00ec del viola e del rosa dipinto intorno agli occhi delle ragazze e i loro corpi fasciati e svestiti, come nei film occidentali.<br \/>\nErano anni che non veniva in centro e un po\u2019 le batteva il cuore, ma era ammaliata da tutta quella gente, cos\u00ec diversa dai suoi vicini di casa. Alcuni uomini indossavano completi stirati e cravatte sgargianti, eleganti come quel bell\u2019attore nel film Pretty Woman. Le vetrine erano ricolme di abiti provocanti, smalti colorati, riviste di moda, neon fluorescenti.<br \/>\nGiunse finalmente al vecchio quartiere islamico, frequentato per lo pi\u00f9 da turisti. Per prima chiese ad una ragazza con il velo se ci fosse un bagno pubblico. Questa le indic\u00f2 un locale &#8220;Burger King&#8221; recitava l&#8217;insegna. Ikram entr\u00f2 in quel posto impregnato di aria fritta e densa.<br \/>\nSi diresse alla toilette. Nello specchio unto vide riflessa la sua immagine e sciolse il velo azzurro. I capelli si snodarono sulle spalle strette e si sparsero tutto intorno. Si strinse una cintura intorno alla giacca. Il cuore acceler\u00f2 qualche battito. Vide la vita affusolarsi. Usc\u00ec e prov\u00f2 per la prima volta l\u2019ebbrezza del vento che ti accarezza i capelli, la civetteria di muovere il sedere sotto la giacca che ti fascia.<br \/>\nIntanto il richiamo del muezzin dall\u2019antica moschea aleggiava nell\u2019aria per la seconda preghiera della mattina.<br \/>\nSi era messa un tocco di rosa sulle guance e del lucidalabbra. Entr\u00f2 nelle vie tortuose del suk. Quell\u2019odore caratteristico, un miscuglio di pelle conciata, curcuma, sigaretta, e piscio, la stord\u00ec. Non sapeva se aveva il coraggio. Poi inspir\u00f2 forte, inarc\u00f2 la schiena e muovendosi leggiadra entr\u00f2 dentro al caff\u00e8 Fishawy. Si sedette con una breve esitazione su una delle tipiche panche in legno ad un tavolino rotondo. Accanto a lei due uomini fumavano la shisha e sorseggiavano un t\u00e8 alla cannella. Incroci\u00f2 per un attimo i loro occhi stretti nel fumo.<br \/>\nIl cameriere con un delicato odore di dopobarba le si avvicin\u00f2 per prendere l\u2019ordine e lei con un accenno di rossore sulle guance, ordin\u00f2. Un bicchiere di vino rosso, francese.<br \/>\nPens\u00f2 che aveva scelto il posto giusto, tutto quel legno ad attutire i battiti del suo cuore e la luce scura nascondeva la patina di sudore che le imperlava la fronte.<br \/>\nIl cameriere glielo serv\u00ec pochi minuto dopo in un bicchiere verde scuro, dai bordi spessi ed alti.<br \/>\nIl tocco sordo del bicchiere sul tavolo di legno la fece sussultare. Adesso, come l\u2019attrice del film, Ikram desiderava una sigaretta. I suoi occhi neri appena macchiati di kajal fissarono un turista che ne stava accendendo proprio una.<br \/>\nCome a leggerla nel pensiero lui gliene porse una.<br \/>\nIkram avvert\u00ec, come mitra puntanti sulle sue spalle, gli sguardi dei due egiziani dietro di lei.<br \/>\nUn brivido le mosse la schiena poi con un accenno di sorriso accett\u00f2 la sigaretta dalla mano dell&#8217;uomo. In giro un vocio soffuso. Un velo di fumo appiccicato al soffitto e il calore del sole che gi\u00e0 pervadeva il locale.<br \/>\nIkram pens\u00f2 all\u2019attrice, sollev\u00f2 il bicchiere pesante, annus\u00f2 quel liquido come sangue con quel profumo di frutta sconosciuta. Poi poggi\u00f2 le labbra sul vetro e si lasci\u00f2 sopraffare dal primo sorso.<br \/>\nPoco dopo sent\u00ec un prurito al fondo della pancia e la testa che girava come una giostra. Ma presto una leggerezza avvolse la sua vita che le sembr\u00f2 subito un incanto. Era bello anche pensare di dover stendere al sole caldo il bucato pulito. Preparare il riso bollito ai bimbi al ritorno da scuola che l&#8217;avrebbero salutata con un bacio fresco. Era bello anche suo marito, sporco di nero sotto le unghie, che di notte la cercava tra le lenzuola, anche quando lei non ne aveva voglia. Ne uscir\u00e0 un\u2019altra bocca da sfamare pensava, rabbuiandosi. Ma che gioia quella pancia tonda e quei piedini che ti scalciano dentro. Sorseggi\u00f2 tutto il vino senza lasciarne nemmeno una goccia. Dopo di che si fece accendere la sigaretta ed usc\u00ec lasciandosi dietro una scia di fumo, tre monete sul tavolo e quel bicchiere verde scuro, vuoto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15357\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15357\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ikram \u00e8 seduta, la pelle del divano le si \u00e8 appiccicata alla camicetta. 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