{"id":1533,"date":"2009-05-23T11:48:38","date_gmt":"2009-05-23T10:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1533"},"modified":"2009-05-23T11:48:38","modified_gmt":"2009-05-23T10:48:38","slug":"spinalonga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1533","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Spinalonga&#8221; di Cristiano Caracci"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u201cChi \u00e8 l\u00e0?\u201d, url\u00f2 al buio spingendo avanti la picca con cui veniva armato all\u2019inizio del turno di guardia; quel giorno, quella notte anzi, gli era toccato il peggiore, l\u2019ultimo, il turno per lui pi\u00f9 duro; a quelle ore, infatti, non si incontrava mai nessuno della fortezza, in quell\u2019ultimo baluardo di suolo veneziano e cos\u00ec, nel profondo silenzio che precede il giorno, gli pareva sempre di doversi attendere qualcosa; allora scrutava, aguzzando la vista stringendo le palpebre, scrutava la costa di fronte a cercare un lume, una fiammella, un segno di allarme temendo ogni notte di scoprire, nell\u2019orizzonte dell\u2019aurora, mille giannizzeri pronti, le barche in acqua, preparati a scagliarsi contro la loro isoletta e spazzare in un ultimo assalto il piccolo presidio dove nessun cristiano, certo, sarebbe sopravvissuto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Era troppo giovane per avere partecipato alla guerra tremenda, anni di sangue, speranze e citt\u00e0 cadute l\u2019una dopo l\u2019altra, fino al disastro ultimo; non aveva combattuto, dunque, la peggiore delle guerre ma, nelle lunghe giornate di quella vita assediata aveva ascoltato i racconti di tutti i veterani comandati laggi\u00f9 per badare loro, ai pi\u00f9 giovani sconosciuti alla battaglia, ignoranti di sangue e della peggiore ferocia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Insomma, ormai sapeva bene dell\u2019eroica resistenza, della difesa quasi palmo a palmo del veneto dominio, della disperata sconfitta e la fuga con le ultime navi; cos\u00ec, quando accadeva di terminare il pauroso ultimo turno, la mattina volentieri, ritirandosi, guardava i compagni alzare una volta in pi\u00f9 sul pennone della piazza e alla poppa dell\u2019unica nave, il loro magnifico stendardo, provocazione per i Turchi, sicura protezione marciana almeno delle anime fedeli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Mai, invero, aveva compreso il senso di quell\u2019accordo per cui l\u2019enorme isola di Candia era fatta islamica, mentre quella manciata di terra, di sassi anzi, rimaneva ai vinti che trascorrevano il tempo a Spinalonga asserragliati, senza potere mai raggiungere la costa, impegnati a costruire, con le pietre l\u00ec intorno e le poche altre sbarcate in estate, caricate a Venezia, in Istria o magari a Brazza, costruire fortificazioni che non avrebbero retto pochi colpi di una batteria turca.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Ma certo un motivo di quell\u2019inutile fatica e sofferenza, i saggi, lass\u00f9 in laguna, dovevano averlo visto, non stava a lui, povero fantaccino, giudicare; a lui bastava contare a ritroso per la fine del servizio quando la nave se lo sarebbe portato via da quell\u2019isola maledetta per sbarcarlo a Ossero, dove era la sua patria e la cara famiglia, dove avrebbe finalmente ricominciato a lavorare nei campi e a pescare nel quieto mare di casa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Dunque, \u201cchi \u00e8 l\u00e0\u201d, url\u00f2 al buio, armando la picca; l\u2019altro rideva, un passo avanti a farsi trafiggere, parte a parte, dalla punta acuminata; rideva e quasi sbeffeggiandolo gli ricordava di come, effettivamente, tutti loro fossero assai numerosi ma, infine, sempre gli stessi, parvenza di uomini antichi e moderni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u201cE tanto pi\u00f9 in questa tenebra di notte di luna nuova, meglio ancora avresti dovuto riconoscermi; e pure io ti vedo brillare al buio come, una volta, ti avrei visto in pieno sole, a mezzod\u00ec, quando perfino le ombre ricordo scomparire\u201d; e sorrise quando parl\u00f2 delle ombre. \u201cE cosa e come avrei dovuto rispondere al tuo avviso \u201cchi \u00e8 l\u00e0?\u201d quando neppure il fantasma di un turco, se avesse voluto raggiungerci, nulla di male avrebbe portato, n\u00e9 alla tua guarnigione n\u00e9 al nostro ospedale\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u201dGli ordini\u201d balbett\u00f2 il giovane ritirandogli la picca fuori dal ventre; e che mai ci si poteva fidare della parola del turco, neppure dei sigilli del Sultano, infedeli e traditori, odiosi di Marco erano sempre stati, \u201cgli ordini, il dovere, il sacrificio, l\u2019onore\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Invece l\u2019altro, assai pi\u00f9 vecchio ma appartenuto a un tempo assai pi\u00f9 giovane, ricordava con grande strazio il giorno in cui era sbarcato su quella parvenza di isola; e subito perse il gusto di quella pur innocente canzonatura rivolta al giovane antico; appartenevano veramente a et\u00e0 tra loro estranee, tuttavia riconosceva le illusioni giovanili e l\u2019inutile generoso slancio di cui la vita, infine, avrebbe profittato senza riguardi; fortunato, pensava, era stato quel giovane al quale non erano stati presentati falsi bilanci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Per quello che lo riguardava, sempre ripensava come, nei primi mesi avesse ricevuto i pacchi con regolarit\u00e0; sicuramente i genitori con la sorella andavano a visitarlo ogni volta fosse stato loro possibile; veniva avvertito dall\u2019infermiere e saliva, emozionato e dolente, i gradoni di pietra del bastione veneziano, da lass\u00f9 intuiva lontani i volti dei suoi cari e si salutavano con la mano, agitando le braccia, lanciandosi baci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Corrispondeva con loro, li informava del suo male, bagnava la carta e, spesso, gli pareva come di riconoscere le lacrime di risposta; era, comunque, una corrispondenza strana, mai tempestiva perch\u00e9 le lettere in partenza rimanevano in quarantena, prima di venire evase, mentre quelle in arrivo seguivano il normale recapito e, magari, rispondeva a qualche risposta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">I pacchi le visite le lettere, cos\u00ec gli era parso, si erano fatti pi\u00f9 frequenti, numerose e angosciate quando decise di fare loro sapere come la malattia procedesse inesorabile e che presto, seppure il pi\u00f9 tardi possibile, si sarebbe dovuto dare inizio alle amputazioni; al loro ultimo incontro li aveva salutati agitando il moncherino fasciato e da allora pi\u00f9 nulla.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Aveva quindi cominciato, \u201cfinch\u00e8 ho gambe\u201d pens\u00f2, una minuta esplorazione dell\u2019isola, illudendosi di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">La stranezza di quel modernissimo lebbrosario stava infatti nell\u2019essere edificato entro il perimetro di un\u2019antica fortezza veneziana, debole baluardo cristiano, un braccio di mare al largo dell\u2019ultima conquista turca; camerate salette camminamenti, seppure cadenti erano ben riconoscibili e le camerate , gli ambulatori, un cinematografo perfino, si alternavano a quelle antiche costruzioni e si poteva fingere, sbagliando l\u2019ingresso, di non risiedere in un luogo maledetto di fantasmi viventi incapaci di tenere insieme mani e braccia, piedi e gambe; a pezzi, si moriva a pezzi; meglio, assai meglio sognare le lotte vecchie di due secoli e di cui il piccolo camposanto veneziano era testimonianza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Il soldato veneto, pieg\u00f2 la testa perch\u00e9 aveva ascoltato i pensieri dell\u2019altro e finalmente comprendendo la tragedia di lui, immaginando quella di tutti gli altri moderni l\u00ec ricoverati simili a lui, guardando il piccolo cimitero dei suoi compagni morti su quell\u2019isola assedia, ricord\u00f2 ogni cosa di s\u00e9 stesso; di come fosse stato giovane e inesperto, fiducioso nel prossimo, spavaldo quanto basta, che mai un turco avrebbe rotto la tregua con la Serenissima, ed era impossibile colpire da terra sugli spalti con un tiro tanto preciso; poche ronde notturne e spaventevoli gli erano toccate allora, mentre il giorno pieno e assolato, il riposo quieto dopo il servizio lo avevano rovinato e nessuno, poi, aveva neppure pensato a coprirlo della lieve terra di Ossero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Anche il compagno moderno, ormai, si era permesso di ascoltare i pensieri del giovane ma quello, dopo tutto, greco in Grecia, neppure aveva conosciuto il problema della terra; l\u2019edificio pi\u00f9 grande, discosto dal resto degli impianti, dalle stanze tristi, tragiche e antiche, provvedeva a che nulla rimanesse del malato, n\u00e9 gli arti perduti in vita, n\u00e9 il rimanente del corpo perduto in morte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u201cL\u2019ora \u00e8 tarda\u201d, disse il soldato; \u201cogni ora \u00e8 tarda\u201d, gli rispose l\u2019altro \u201ce anche prima lo sono sempre state\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1533\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1533\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChi \u00e8 l\u00e0?\u201d, url\u00f2 al buio spingendo avanti la picca con cui veniva armato all\u2019inizio del turno di guardia; 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