{"id":1531,"date":"2009-05-23T11:47:43","date_gmt":"2009-05-23T10:47:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1531"},"modified":"2009-05-23T11:47:43","modified_gmt":"2009-05-23T10:47:43","slug":"solimano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1531","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Solimano&#8221; di Cristiano Caracci"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Caro Sinan, l\u2019esercito non ha ancora ultimato l\u2019allestimento del campo e gi\u00e0 desidero scriverti mentre intorno a me guardo svolgersi gli usuali preparativi per assediare questa piccola, maledetta citt\u00e0 di Ungheria; assisto al dispiegamento della nostra potente artiglieria, con i cannoni pi\u00f9 pesanti sistemati su robusti terrapieni cui i genieri hanno provveduto in fretta; guardo l\u2019avanzare lento e pauroso dei giannizzeri che vanno disponendosi accanto ai pezzi, pronti a precipitarsi nelle brecce al crollo delle mura, avidi di saccheggio; gi\u00e0 la cavalleria \u00e8 schierata, in ordine, per respingere ogni tentativo di incursione; scorgo le teste dei resistenti al rivellino e, pi\u00f9 indietro, comparirne altre tra la merlatura dei bastioni: teste che presto il comandante dei giannizzeri mi presenter\u00e0 raccolte e sanguinanti nelle ceste di vimini; i soldati delle nostre retrovie stanno alzando un mare di tende bianche, alloggi notturni e riparo dalle piogge che qui cadono anche d\u2019estate; i cuochi accendono gli enormi bracieri e macellano le prime bestie per la fame del grande esercito. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Da molti anni non presiedevo a un simile rituale di guerra, sembra ieri l\u2019ultima volta, ma il calendario parla di nove anni; allora fu uno scontro duro, ai confini orientali, una vera campagna che ben si poteva chiamare \u201caugusta\u201d, con sacrificio per i soldati i quali si adattavano ai pericoli fidando in me, sempre loro accanto a sopportare rischi e privazioni. Qui, oggi, comandanti inetti e imbelli pasci\u00e0 hanno richiesto un esercito a Istanbul e la mia augusta presenza sul campo dove pochi anni fa i vecchi generali avrebbero saputo ridurre a ragione questi piccoli, meschini, litigiosi principi ungheresi con le sole forze dei presidi locali, senza neppure darne notizia alla Porta. Comunque sono qui, settantenne, al servizio dell\u2019Impero, primo degli schiavi, a comandare quest\u2019ultima battaglia; la truppa \u00e8 entusiasta, mi benedice, mi invoca quando, ancora a cavallo, attraverso gli accampamenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Ma ricordo commosso il mezzogiorno di quel lontano Ramadan, quando fui costretto a sedermi a tavola davanti alla mia tenda, anche allora sulla cima di un colle, perch\u00e8 tutti i fedeli mi potessero vedere mangiare e tutti fossero sicuri come il Libro consenta di interrompere il digiuno ai combattenti della gihad; e soltanto dieci anni sono trascorsi da quando quei giannizzeri volevano battersi senza mangiare e senza bere! Ormai vecchio, sono qui e con strazio ho lasciato, credo per l\u2019ultima volta, la mia amata citt\u00e0, che tu hai fatto ancora pi\u00f9 bella, ho lasciato la famiglia e la mia casa da dove, finalmente con l\u2019aiuto di un vero Gran Visir, potevo dedicarmi alla pace e alle sue opere, alle leggi, alle strade dell\u2019Impero, all\u2019organizzazione del governo anche nei territori pi\u00f9 lontani; in pace ricevevo gli ambasciatori e gli artisti dalla Francia e dall\u2019Italia e mi incontravo con te, stimato architetto, per continuare, questa conversazione che, come Dio ha voluto, dura da quaranta anni. Comunque sono qui e presto le deboli mura quegli spalti adatti a difendere la citt\u00e0 dai ladri le ridicole fortificazioni, cadranno sbriciolate dall\u2019artiglieria distruttrice delle fortezze di Belgrado e Rodi, l\u2019invincibile artiglieria ottomana sfidata da questi meschini senza senso e senza motivo, esponendo gli inermi al massacro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Ormai, caro amico, conosciamo reciprocamente i pensieri dell\u2019altro; quando leggerai, la tua mente andr\u00e0 dove adesso, mentre scrivo, \u00e8 la mia; a quel giorno lontano quando ti ho fatto cercare tra gli ingegneri giannizzeri sparsi per tutta la Rumelia, mentre l\u2019esercito rientrava reduce dalla grande campagna che ci diede terre sterminate. Rientravamo vittoriosi, bench\u00e9 il sacrificio fosse stato grande, ma enormi erano la gloria, i territori e il bottino dei soldati; rientravamo a Istanbul con tappe brevi, in un\u2019atmosfera di festa: giannizzeri suonavano ballando, compiacendosi l\u2019un l\u2019altro, l\u2019allegria era di tutti e l\u2019enorme esercito partecipava con gratitudine alle preghiere perch\u00e9 ciascuno sentiva su di noi la protezione di Dio insieme alla Sua volont\u00e0 di condurci alla vittoria per l\u2019Islam. Anche tra i pasci\u00e0 e i visir del seguito si respirava aria di soddisfazione e i pi\u00f9 sfacciati mi lodavano magari con parole scherzose, quasi a voler cogliere quell\u2019occasione felice per vincere la mia nota, naturale austerit\u00e0 e apparente indifferenza ai successi come alle contrariet\u00e0; ben volentieri lasciavo fare, consentendo addirittura che ridessero in mia presenza, poich\u00e9<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>anch\u2019io, niente affatto indifferente, ero felice e condividevo i sentimenti del mio esercito. Allora, in quello stato d\u2019animo, nell\u2019allegro fracasso dei tamburi, avvicinandoci a un fiume, apparve il ponte. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Come ricordo bene quel ponte di un\u2019unica arcata, altissimo sull\u2019acqua, dalla carreggiata di bassi gradoni a non ostacolare i carri ma a facilitare, d\u2019inverno, il cammino sul bagnato e sul ghiaccio; contro i programmi di marcia disposi a pernottare vicino quel ponte che continuai a guardare fino allo stagliarsi contro il sole al tramonto; quel ponte volli illuminato la notte da molte fiaccole, poi rivisto all\u2019alba col sole alle spalle! Allora, architetto, decisi di farti cercare, informarmi su quel lavoro e perfino ordinai di punire per negligenza chi, per primo, mi rifer\u00ec del tempo occorso alla sua realizzazione; le persone del paese, tuttavia, confermarono anche la pochezza dei mezzi, il piccolo numero degli uomini impiegati, il fatto che nessun incidente si fosse verificato e tutto sempre pi\u00f9 sollecitava il mio interesse a incontrare quel costruttore di genio. Quando finalmente ti accompagnarono a palazzo, il mio carissimo Ibrahim era gi\u00e0 Gran Visir e ti ricevemmo insieme; tacevi, aspettando di essere interrogato, mentre noi conoscevamo un uomo robusto, poco pi\u00f9 anziano di me, a capo chino sotto il turbante giannizzero; poi si cominci\u00f2 a parlare e per giorni, tra un impegno e l\u2019altro, a tavola e nei giardini privati, noi tre parlammo, quasi tra amici, dell\u2019Impero e di Santa Sofia; di come noi intendessimo essere unici e veri eredi del grande Giustiniano; come lui avremmo codificato la legge degli uomini; avremmo costruito moschee pi\u00f9 belle e pi\u00f9 grandi di Santa Sofia, dove la cupola fosse il cielo dei credenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Passarono anni prima che il mio firmano ti nominasse, come gi\u00e0 avresti meritato, capo degli architetti di corte; ma furono anni, lo sai bene, di guerre continue, di mie lunghissime assenze dalla citt\u00e0, finch\u00e9 fummo toccati dalle prime sconfitte. Conosci e, forse, apprezzi la prudenza e la lentezza del palazzo, la tendenza a rinviare il superfluo per agire con energia nelle questioni militari; ricordi come anche dopo la tua nomina, ti furono commissionati lavori di minor conto, quasi per metterti alla prova; ma quando, in pochi giorni, la malattia si prese il pi\u00f9 amato, il migliore dei figli, chiesi a te la sua tomba e una grande moschea in ricordo del prediletto Mehmet. Mi consolasti con un\u2019opera splendida dove ancora mi reco a pregare e a cercare conforto per quella ferita mai sanata e per tutti i dolori della mia lunga vita di solitudine. Dopo quella costruzione, nessuno, poteva disconoscere i tuoi meriti e la tua arte; cos\u00ec non fu difficile far accettare al diwan l\u2019enorme spesa per erigere, sul colle pi\u00f9 alto di Istanbul, la grande moschea che, a mio nome, dedicavo a Dio, cominciandone i lavori nel trentesimo anno di regno. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">E se la guardo da lontano, o passeggio nel giardino, o vi entro, quasi intimidito, a pregare, ancora mi chiedo come si \u00e8 fatto a ultimare tutto quell\u2019enorme complesso di pietra soltanto in sette anni; ma erano ancora anni magici e benedetti. Caro Sinan, se ti domandassi il motivo di questa lunga lettera, piena di confidenza e di ricordi comuni, lo capiresti dalla nuova opera che intendo commissionarti. Questa spedizione \u00e8 stata faticosa per un settantenne da sempre di scarsa salute; la convinzione, ti dicevo, della inutile banalit\u00e0 della campagna e cos\u00ec la sensazione di come i nostri capi militari e l\u2019Impero stesso non siano pi\u00f9 quelli del tempo di Ibrahim, mi hanno condotto a una condizione di invincibile prostrazione. Tu sai, caro Sinan, che i doveri del governo sono per me come per te l\u2019architettura; ho dedicato la mia esistenza all\u2019Impero, trascurando ogni affetto; la mia vita \u00e8 stata un\u2019unica guerra cui tutto ho sacrificato, costretto perfino a uccidere due dei miei figli e lasciando giustiziare il pi\u00f9 leale dei ministri; ora sono stanco, spesso ho la febbre e riconosco la preoccupazione dei medici. Voglio da te, caro Sinan, il mio monumento funebre, ma lo voglio modesto, come la mia vita non ha potuto essere. Lo edificherai a tua discrezione nell\u2019area della mia grande moschea, non lontana da quella di mio figlio. Dar\u00f2 le disposizioni necessarie. Per ci\u00f2, caro Sinan, ti ho scritto della nostra vita comune che, credo, si debba concludere e perch\u00e8 tu possa un poco proseguirla.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">Al Gran Visir a Istanbul. Eccellenza Sokollu, le confermo come il nostro esercito al mio comando ha cinto di assedio la citt\u00e0 di Szigetvar. Prevedo operazioni brevi con bombardamento di artiglieria pesante e facile successo; ritengo di sottoporre la citt\u00e0 ribelle a tre giorni di saccheggio, per monito alle altre fortezze ungheresi. Vorr\u00e0 disporre dure sanzioni contro quei pasci\u00e0 qui residenti i quali ci hanno erroneamente rappresentato la necessit\u00e0 dell\u2019intervento di un intero esercito da Istanbul per sedare una cos\u00ec modesta rivolta. Sappia che ho dato disposizioni all\u2019architetto di palazzo perch\u00e8 provveda al mio monumento funebre; egli lo far\u00e0 sollecitamente in obbedienza a quanto da me disposto, ma sempre nella pi\u00f9 completa sua libert\u00e0 di progetto. Nel caso mancassi di rientrare a Istanbul, l\u2019Eccellenza Vostra provveder\u00e0, nel modo gi\u00e0 convenuto, a garanzia della pacifica continuit\u00e0 del governo. Ricorder\u00e0, tra l\u2019altro, a mio figlio Selim, come io l\u2019abbia impegnato a confermare l\u2019Eccellenza Vostra nella suprema carica di Gran Visir. Sia lode a Dio e al Suo Profeta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"italic;\">Il Gran Visir dell\u2019Impero di Osman a Selim. Principe dei credenti, bench\u00e9 la nostra anima sia affranta e la mente sconvolta, le necessit\u00e0 del governo ci impongono di agire. Come da disposizioni ricevute dal grande scomparso, la sua morte dovr\u00e0 essere tenuta segreta fino a quando Voi non avrete raggiunto l\u2019esercito. Partirete immediatamente per la citt\u00e0 ungherese di Szigetvar (sia maledetta) con buona scorta di cavalleria; sarete dotato dal tesoro di un\u2019adeguata quantit\u00e0 d\u2019oro che distribuirete subito ai giannizzeri l\u00e0 presenti. Da parte mia, rimarr\u00f2 a Istanbul per garantire, come era desiderio del grande Sovrano, una pacifica successione e preparare la cerimonia di incoronazione. L\u2019architetto Sinan \u00e8 stato avvertito. Sokollu.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"none;\"><span style=\"italic;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1531\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1531\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Sinan, l\u2019esercito non ha ancora ultimato l\u2019allestimento del campo e gi\u00e0 desidero scriverti mentre intorno a me guardo svolgersi gli usuali preparativi per assediare questa piccola, maledetta citt\u00e0 di Ungheria; assisto al dispiegamento della nostra potente artiglieria, con i cannoni pi\u00f9 pesanti sistemati su robusti terrapieni cui i genieri hanno provveduto in fretta; guardo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1531\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1531\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":457,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1531","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/457"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1531"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1531\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}