{"id":15124,"date":"2013-05-23T16:51:30","date_gmt":"2013-05-23T15:51:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15124"},"modified":"2013-05-23T16:51:30","modified_gmt":"2013-05-23T15:51:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-l-agenzia-di-giovanna-gioele-e-il-figlio-di-domenico-castoldi-di-costantino-simonelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15124","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;L\u2019 agenzia di Giovanna, Gioele e il figlio di Domenico Castoldi&#8221; di Costantino Simonelli"},"content":{"rendered":"<p>Io sono Giovanna, una donna di ventisette anni. Sono sposata da due con Franco e c&#8217;ho pancia.<br \/>\nIl mio dentro, quando che nascer\u00e0, abbiamo discusso con mio marito sul suo nome: si chiamer\u00e0 Gioele. Non chiedetemi perch\u00e9. Ci \u00e8 piaciuto quel nome cos\u00ec, a sentircelo\u00a0\u00a0ripetere: io a lui e lui a me. Ce lo siamo detti, io e mio marito, e ci \u00e8 piaciuto l&#8217;un l&#8217;altro sentircelo dire: Gioele.<br \/>\nI nonni, da ambo le parti, sono rimasti un poco, come si dice, scornati. Loro si<br \/>\naspettavano un nome diverso, uno di quelli nostri, s&#8217;aspettavano. Specie mio<br \/>\npadre, Carmelo, s&#8217;aspettava che lo rinnovassimo. Ma chiamare Carmelo Caluori mio figlio e nipote di Carmelo Garbossi e di Libero Caluori, marmista funerario, mi dava l\u2019idea che nella nostra famiglia, passando il tempo, non sarebbe cambiato\u00a0\u00a0niente.<br \/>\nCos\u00ec. invece, io mi tocco la pancia e lo chiamo Gioele. E cos\u00ec penso pure di possedere un&#8217;agenzia di viaggi.<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 una famiglia che da cinquantant&#8217;anni fa pompe funebri.<br \/>\nIn citt\u00e0 Carmelo Garbossi \u00e8 un nome di rispetto in fatto di tristi circostanze.<br \/>\nIl motto di mio padre e dei miei fratelli \u00e8 : &#8220;il pi\u00f9 tardi possibile, ma quando<br \/>\n\u00e8 il momento, meglio la professionalit\u00e0 della ditta Carmelo Garbossi e figli.&#8221;<br \/>\nE figli.<br \/>\nCon questo motto\u00a0 hanno fatto, dagli anni settanta fino alla fine degli anni<br \/>\nottanta,\u00a0 la pubblicit\u00e0 tra il primo e secondo tempo dei film al cinema.<br \/>\nAdesso, all\u2019idea che il mondo stia cambiando e che i film a cinema non li vede<br \/>\npi\u00f9 nessuno, abbiamo pensato di fare la pubblicit\u00e0 su di quei cartelloni luminosi al centro della citt\u00e0, dove ci sono i semafori; di quei cartelloni in cui le lettere si accendono e si spengono, s&#8217;inseguono, si rincorrono e fuggono in un passare di qualche secondo; e poi di nuovo si ripetono. E cos\u00ec<br \/>\nindefinitamente, tanto che diventano utili perch\u00e9 gente ferma al semaforo<br \/>\npossa leggere il messaggio a bordo delle proprie automobili. E magari fare<br \/>\ngestacci o toccarsi nelle proprie intimit\u00e0. Perch\u00e9 cos\u00ec succede, che la morte,<br \/>\ncome tutte le cose troppo serie, troppo serie per prenderle per troppo tempo sul serio, alla fine sfogano il lato comico della faccenda.<br \/>\nUltimamente ci siamo intrufolati con lo spot pure tra la fine dei telegiornali e<br \/>\nla rubrica sportiva di certe tiv\u00f9 locali. Adesso, a breve, apriremo anche un<br \/>\nsito su Internet.<br \/>\nIl motto \u00e8 sempre lo stesso. Indefessamente cos\u00ec, da trent&#8217;anni: &#8220;il pi\u00f9 tardi<br \/>\npossibile, ma&#8230;&#8221;<br \/>\nDevo dire che io, l&#8217;ultima ruota del carro, la piccolina della famiglia e<br \/>\nl&#8217;unica laureata, in sociologia, mi sono sprecata all&#8217;inizio a dire che la morte, pure quella liturgia e quel folclore che fa da contorno alla morte, va trattata con pi\u00f9 tatto. Tanto pi\u00f9 tatto.<br \/>\nIo, per\u00f2, sono l&#8217;ultima figlia di tre che fanno questo mestiere. E gli altri<br \/>\nmiei due fratelli sono gi\u00e0 da tempo mariti e genitori fatti. E poi sono talmente<br \/>\npratici del mestiere e talmente addentro nel mercato di queste cose&#8230; Poi,<br \/>\nquando abbozzo uno scricciolo di predica &#8220;che cos\u00ec non \u00e8 bello, non \u00e8 giusto<br \/>\nspeculare e fare prezzi sul piant&#8230;&#8221; \u00a0loro m&#8217;interrompono e, un poco si mettono a ridere, un poco diventano severi.<br \/>\nMa poi, alla fine, quasi mi abbracciano, e cos\u00ec m&#8217;azzittiscono.<br \/>\n&#8220;Dai, piccola, non c&#8217;\u00e8 niente di male a&#8230; \u00e8 una cosa che comunque qualcuno deve pur fare&#8221; &#8211; mi dicono.<br \/>\nQuando \u00e8 agosto io sono abbronzata da fare invidia; perch\u00e9, con tutti i<br \/>\nsoldi che rende questa attivit\u00e0, io, nei fine settimana, me ne vado al mare a<br \/>\nprendermi il sole nei posti pi\u00f9 deliziosi d\u2019Italia.<br \/>\nEppure, adesso che \u00e8 settembre, mio padre e i miei fratelli mi hanno lasciato<br \/>\npraticamente sola a gestire il negozio. &#8220;Settembre &#8211; mi ha detto mio padre &#8211; \u00e8<br \/>\nun mese che si muore di meno&#8221; Chiss\u00e0 perch\u00e9. Sar\u00e0 che \u00e8 il mese che si fanno gli ultimi conti,\u00a0 una specie di bilancio\u00a0 con la vita prima di ricominciare a<br \/>\nmorire ad ottobre e novembre. Sembra strano, ma \u00e8 veramente cos\u00ec.<br \/>\n&#8220;Poi, i tuoi fratelli se ne vanno per tre o quattro giorni, ma io sono sempre<br \/>\nqui, in zona.&#8221;- mi ha ancora detto mio padre dandomi un buffetto affettuoso<br \/>\nsulla guancia. E poi ha guardato con un segno di rassegnata approvazione la mia pancia. &#8220;Ha metabolizzato, evidentemente, il nostro chiamarlo Gioele&#8221; &#8211; ho pensato.<\/p>\n<p>Stasera \u00e8 arrivato un tipo col fare ingenuo e dinoccolato. Appena entrato mi ha guardato l&#8217;abbronzatura delle braccia, la scollatura che tracciava una<br \/>\nprobabilit\u00e0 d&#8217;un certo bello dei miei seni. Poi , quando mi sono alzata dalla scrivania , ha guardato sotto, a non finire, lasciandosi accarezzare lo sguardo da quella pancia che io &#8211; ancora catturata dal vezzo<br \/>\nadolescente della linea da mantenere a tutti i costi &#8211; con le persone estranee<br \/>\nprovo istintivamente a ritirare dentro.<br \/>\nMi ha detto &#8221; buonasera&#8221;.<br \/>\n&#8220;Buonasera, prego.&#8221;<br \/>\n\u201cDevo ritirare i bigliettini di ringraziamento per la morte di mio padre. E poi<br \/>\nvorrei sapere anche quale \u00e8 il costo complessivo del funerale.\u201d<br \/>\nMentre io mi affrettavo a cercare la scheda con il conteggio della funzione &#8211; il<br \/>\nconto, in pratica &#8211; tra quelle degli ultimi dipartiti, lui, quasi volesse<br \/>\naiutarmi a ritrovarlo, s&#8217;era proteso tutto verso di me e mi ripeteva quasi<br \/>\nossessivamente:<br \/>\n&#8220;Castaldi&#8230; Domenico Castoldi.&#8221;<br \/>\n\u201cEccolo qua! Tremila e seicento euro per il funerale, e i bigliettini di<br \/>\nringraziamento sono gratis.\u201d<br \/>\n\u201cTutto qui?\u201d<br \/>\n\u201cTutto qui.\u201d<br \/>\n\u201cLe faccio un assegno adesso?\u201d<br \/>\n\u201cAdesso o quando vuole. Piuttosto, vuole la fattura o le basta una semplice<br \/>\nricevuta?\u201d<br \/>\nA questo punto lui mi ha guardato con uno sguardo che era come -ma mi posso sbagliare- se mi volesse dire: &#8221; ma tu sei felice o no?&#8221;<br \/>\n&#8220;Io no. E tu?\u201d<br \/>\n&#8220;Io neppure!&#8221;\u00a0 Questo abbiamo dovuto pensare in due.<\/p>\n<p>&#8221; Basta solo la ricevuta&#8221;, mi ha detto.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 essere veramente felici qui, nel cuore dell&#8217;agenzia della morte.<br \/>\nNella stanza affianco c&#8217;\u00e8 la nostra piccola tipografia. C&#8217;\u00e8 un computer sempre<br \/>\nacceso dove il cliente, il parente pi\u00f9 prossimo del defunto o un chicchessia<br \/>\nincaricato delle onoranze, ti pu\u00f2 dettare il testo del manifesto.<br \/>\nDi solito le solite parole, quelle che girano intorno alla sostanza, che \u00e8<br \/>\nsempre la stessa.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi lo fa con il clich\u00e9 solito e comincia con un &#8220;serenamente&#8221; od<br \/>\n&#8220;improvvisamente&#8221; od un &#8220;dopo lunga malattia&#8221; a seconda delle circostanze del<br \/>\ntrapasso o dell\u2019emotivit\u00e0 con cui i familiari hanno accettato l&#8217;evento. C&#8217;\u00e8 chi<br \/>\ninvece \u00e8 pi\u00f9 originale e ti fa scrivere cose roboanti del lui o della lei che<br \/>\nnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nDi solito cose tra poesia e retorica. A ridosso dell&#8217;una o dell&#8217;altra, di<br \/>\nsolito.<br \/>\nAffianco al computer la stampante parte con il suo caratteristico rumore. E&#8217; gi\u00e0 programmata per infiorare il manifesto di un\u2019effigie che vuol essere una<br \/>\ndevozione ed un viatico. Prima c&#8217;era solo un Cristo con la corona di spine o un<br \/>\nvolto dolce di Madonna a farla da padroni. Adesso vanno molto i Padre Pio ed i Papa Woityla.<br \/>\nE che ci vuoi fare, la fede con la morte affianco vuole i suoi buoni ed efficaci<br \/>\nintermediari per un aldil\u00e0 migliore.<\/p>\n<p>Nella stanza dall&#8217;altra parte, che non \u00e8 poi una stanza ma un ampio salone<br \/>\ngrosso trecento e passa metri quadrati, ci sono in esposizione le bare.<br \/>\nPer fortuna, quando si entra in questo locale non si respira aria diversa da<br \/>\nquella che emana la falegnameria che le sta dirimpetto, quell&#8217; odore<br \/>\ncaratteristico dei trucioli di legno e delle vernici.<br \/>\nPerch\u00e9 mio nonno prima e poi anche mio padre avevano cominciato facendo i<br \/>\nfalegnami. Solo dopo si erano accorti che l&#8217;industriarsi per i morti rendeva di<br \/>\npi\u00f9 che farlo per i vivi. E da allora, piano piano, abbiamo creato<br \/>\nun&#8217;organizzazione che direi perfetta, tecnologicamente avanzata ed<br \/>\nartigianalmente ricercata; soprattutto siamo autosufficienti in tutte le fasi<br \/>\ndel ciclo che va dall&#8217;annuncio dell&#8217;evento, alla tumulazione. Basta morire ed<br \/>\nessersi procurato un loculo al cimitero, che al resto provvediamo noi.<br \/>\nIo, in tutto questo processo, svolgo le mansioni pi\u00f9 burocratiche, quelle pi\u00f9<br \/>\nasettiche: ricevere le ordinazioni e poi, alla fine, battere cassa. A mio padre<br \/>\nrimangono da sempre quelle che la gente pensa siano le pi\u00f9 scabrose: raccogliere il primo pianto dei parenti, l&#8217;ultimo addio prima di chiudere la bara e, soprattutto, vestire e ricomporre i morti. Dicono &#8211; perch\u00e9 all&#8217;operazione io non ho voluto mai assistere &#8211; che in questo sia davvero un fenomeno; cio\u00e8 a dare o ridare quella compostezza della persona e quella serenit\u00e0 del viso che i parenti vogliono rivedere e ricordare per sempre. A volte non deve essere affatto facile, perch\u00e9 non credo che siano poi tante le morti veramente serene. E ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il fatto che mio padre, un omaccione tozzo, con delle mani grosse da falegname, riesca ad usare con i morti tutta quella delicatezza necessaria che mi dicono usi, e che non \u00e8 la stessa che spesso gli vedo usare coi vivi.<\/p>\n<p>Intanto il tipo con fare ingenuo e dinoccolato mi ha porto l&#8217;assegno firmato<br \/>\ne poi \u00e8 tornato a guardarmi, questa volta con\u00a0una espressione proprio stralunata,\u00a0fisso negli occhi.<br \/>\n\u201cMi scusi la domanda indiscreta, ma a lei \u00e8 capitato di vivere un lutto<br \/>\nimportante, voglio dire di una persona cara&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cCerto, mia nonna.\u201d<br \/>\n\u201cE per voi, dico voi nel senso di lei, di suo padre, dei suoi fratelli&#8230; \u00e8<br \/>\nproprio uguale a noi?\u201d<br \/>\nHo risposto in modo perentorio, anche un po&#8217; seccata.<br \/>\n\u201cUguale, assolutamente.\u201d<br \/>\n\u201cAh beh, in fondo&#8230; immagino sia proprio cos\u00ec\u201d &#8211; mi ha detto con l&#8217;aspetto<br \/>\nimbarazzato e timoroso, come se mi avesse fatto un torto non voluto, ma,allo stesso tempo, come di chi non \u00e8 convinto d&#8217;una cosa e tuttavia non vuole insistere.<br \/>\nAvr\u00e0 avuto sulla quarantina, leggermente brizzolato, aspetto distinto e<br \/>\ntrasandato allo stesso tempo.<br \/>\nSar\u00e0 stato &#8211; ho pensato &#8211; perch\u00e9 le disgrazie ti tolgono l&#8217;incombenza di<br \/>\napparire sempre presente a te stesso.<br \/>\nHa preso la ricevuta ed \u00e8 uscito. E sulla porta quasi mi ha sorriso e mi ha detto:\u00a0 &#8221; auguri&#8221; &#8211; indicando col dito indice proteso, gi\u00f9, la mia pancia.<br \/>\nIo sono rimasta per un attimo a pensare a lui, a quella sensazione che mi aveva dato di non volersi troppo bene, anzi, non volersene affatto. Ho pensato al perch\u00e9 di quella domanda e mi sono detta: \u201cquanta gente pensa di noi la stessa cosa ma non la dice, che la consuetudine con la morte ci ha incallito.\u201d<br \/>\nPoi Gioele nella pancia si \u00e8 mosso in modo turbolento come fa da una quindicina di giorni a questa parte sempre pi\u00f9 frequentemente. Si sente che ha voglia di venire allo scoperto per giocarsi le sue carte. Quella sensazione di dolore fisico, quel calcetto assestatomi proprio all&#8217;altezza dell&#8217;ombelico, ma di<br \/>\ndentro, ha la capacit\u00e0 di scacciarmi di dosso i cattivi pensieri che ricorrono.<br \/>\nDomani far\u00f2 l&#8217;ultima ecografia e, se Dio vuole, alla fine di ottobre&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15124\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15124\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io sono Giovanna, una donna di ventisette anni. 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