{"id":15002,"date":"2013-05-21T15:35:51","date_gmt":"2013-05-21T14:35:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15002"},"modified":"2013-05-21T15:35:51","modified_gmt":"2013-05-21T14:35:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-scommessa-di-viola-giannelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=15002","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La scommessa&#8221; di Viola Giannelli"},"content":{"rendered":"<p>Piero Troisi nacque il 23 aprile del 1923 a Chitignano in provincia d\u2019Arezzo e mor\u00ec a Marina di Carrara all\u2019et\u00e0 di novanta anni in una domenica di gennaio del 2013, stroncato da una confessione della moglie che tornava a casa dopo la messa e non se la sentiva proprio di andare all\u2019altro mondo con quel segreto. Questa \u00e8 la storia di come tutto ebbe inizio e io, Dino Sclavi, cugino della moglie del defunto, fui spettatore, non visto, del \u201csegreto\u201d che mand\u00f2 all\u2019altro mondo il povero Piero. A casa nostra, a Chitignano, si lavorava tutti come matti. I campi, distese e distese di campi, erano sempre l\u00ec, aguzzini vigili e sempre desti, pronti a piegarci la schiena, indurirci le mani e rinforzare i cuori. Io m\u2019ero salvato dalla sorte tipica di un figlio di contadini, perch\u00e9 babbo m\u2019aveva mandato a studiare dal signor Ugo Baralla il fotografo di via del Carrugio ed ero diventato fotografo di matrimoni. Quel giorno il 20 maggio del \u201944 le mie due cugine Arminia e Celeste, le \u201cgemellone\u201d, si sposavano e con i campi a riposo, per un giorno, zio Pepe, detto cos\u00ec per i due mustacchi arricciolati color del fumo, aveva organizzato una grande festa, ingaggiando anche me per il servizio fotografico. Le mie cugine, io le conoscevo bene, erano due matte sconsiderate nel senso che tra loro avevano sempre l\u2019abitudine di giocare con la loro estrema somiglianza e lanciarsi in scommesse pericolose per loro e per tutti gli altri che raramente riuscivano a distinguerle quando non si acconciavano i capelli in modo diverso. Il giorno delle loro nozze erano identiche, tranne che per una coroncina di fiori tra i capelli che avrebbe dovuto indossare Celeste. Fu proprio in quell\u2019occasione che scommisero la cosa pi\u00f9 impensabile della loro vita: i loro mariti. Io le fotografai nella loro follia. Prima delle foto di rito durante il pranzo di nozze quelle due incoscienti erano corse in casa per scambiarsi l\u2019una con l\u2019altra e io le avevo seguite, pronto a fotografare ogni loro mossa. Mi avvicinai all\u2019uscio e questo fu quello che vidi: \u201cAllora Celest\u00ec, giochi stavolta o no?\u201d \u201cNon lo so, ma sar\u00e0 il caso?\u201d \u201cSar\u00e0 o non sar\u00e0, ci stai a scommettere il tu\u2019 Giulio?\u201d. C\u2019\u00e8 da dire che l\u2019Arminia era sempre stata quella pi\u00f9 dispotica e tirannica tra le due ma anche l\u2019altra, secondo il detto \u201cchi va con lo zoppo impara a zoppicare\u201d, non voleva mai rimanere indietro e infatti s\u2019affrett\u00f2 a rispondere \u201cSe tu metti in palio il tu\u2019 Piero!\u201d. Io ero allibito, soffocai a stento un urletto e per poco non mi feci scoprire, perch\u00e9 la gravit\u00e0 e la follia della scommessa erano inaudite, ma ero troppo curioso di vedere se sarebbero andate fino in fondo. \u201cCelest\u00ec, dammi la tua coroncina e lo vedi se que\u2019 du\u2019 bischeri s\u2019accorgan di nulla!\u201d \u201cMa sarem fatte in du\u2019 maniere diverse da qualche parte o no?\u201d \u201cSon\u2019 omini, vedi ben che l\u00e0 sotto siam fatte tutte alla medesima maniera: un bocciolo che si coglie a occhi chiusi!\u201d. Cos\u00ec scattai la prima foto della giornata. Le avevo immortalate proprio mentre si scambiavano la coroncina, mentre davano il via a quell\u2019epocale disastro. Poi me la detti a gambe, giusto in tempo per non essere scoperto. \u201cO Arminie\u2019 andiamo a cercar Dino per la foto che sento la voce del babbo che s\u2019avvicina e quello se ci scopre altro che le nozze co\u2019 fichi secchi, quello ci scote per benino\u2026\u201d \u201cVia, via, se \u00e8 omo come gl\u2019altri stavolta gli si fa anche a lu\u2019?\u201d. Nel frattempo lo zio Pepe urlava come un matto, un po\u2019 perch\u00e9 in Toscana si urla un po\u2019 tutti, un po\u2019 perch\u00e9 era uno che non c\u2019aveva pazienza, mentre cercava le sue figliole per fare una foto sotto i tralci della vite come aveva fatto anche lui a suo tempo con la sua Cesarina. I quattro sposini s\u2019incamminarono nel luogo deputato, Giulio tenendo per il collo quella che credeva essere Celeste \u201cSei la mia gallinella te, eh Celest\u00ec? Ma come mi garber\u00e0 il tu\u2019 collino liscio\u2026\u201d \u201cShhh, o Giulio il babbo ti sente!\u201d e la vera Celeste recitando a dovere la sua parte \u201cO Piero c\u2019ho \u2018na smania nelle gambe, ma quando ci si va a dacci \u2018na rinfrescatina?\u201d \u201cO Arminie\u2019 \u2018un ti fa sent\u00ec dal tu\u2019 babbo che mi vergogno, via\u2026\u201d. A questa scena faceva da perfetta cornice il linguaggio colorito dello zio \u201cIo \u2018un sento, \u2018un sento seghe\u2026moviansi a fa\u2019 la foto Dio bonino che son\u2019 seduto v\u00ec da \u2018n\u2019ora e su questa sedia m\u2019\u00e8 venuto il culo a quadretti! O Dinoooo, scatta, Dio bonino!\u201d. E quella fu la seconda foto della giornata. La terza fu uno sbaglio, credendo di documentare un atto d\u2019amore tra una delle due coppie nella cantinetta delle botti, fotografai il sedere del parroco dietro la porta che si stava\u2026non voglio ripensarci. In un attimo, accortosi di ci\u00f2 che era successo, si tir\u00f2 su i calzoni e di buona lena mi corse dietro urlando \u201cBrutto rospo vergognoso, vieni qui, t\u2019ho detto vieni qui, se ti metto le mani addosso lo vedi il padre eterno\u2026\u201d, io correvo a pi\u00f9 non posso tra i tavoli imbanditi e gli ospiti \u201cDon Sauro si calmi \u00e8 stato \u2018no scatto per errore\u2026\u201d, ma lui \u201cnon sentiva seghe\u201d, avrebbe detto lo zio Pepe, e continuava \u201cSe ti prendo quella macchina maledetta, lo vedi che d\u2019errori non ne faccio! Ti sganghero! Te e la macchina! Io ero magro e agile a quel tempo e a farlo correre a quel modo mi prendevo una rivincita per quando da ragazzino mi fregava i soldi che le donnette del paese davano a me per la benedizione nelle case, cos\u00ec gli gridavo \u201cDon Sauro, e si cancella, si strappa, si cestina, ma anche lei\u2026far certe cose a un matrimonio! A un matrimonio \u2018un s\u2019ha da fare!\u201d e quel povero diavolo con l\u2019ultimo fiato che aveva in corpo s\u2019appoggi\u00f2 al pozzo e mi url\u00f2 \u201cBravo, bravo, tu mi sembri proprio \u2018n bravo, \u2018n bravo delinquente!\u201d e per quel giorno lasci\u00f2 perdere l\u2019inseguimento. La festa stava volgendo al termine, era quasi sera, ma Celeste e Arminia non sembravano per niente intenzionate a interrompere quella pazzia, cos\u00ec fecero e disfecero che arriv\u00f2 per gli sposi l\u2019ora di coricarsi nelle rispettive stanze nuziali e le due gemelle finirono a letto con il loro rispettivo cognato. Io dormivo in una delle stanze accanto, ma non riuscivo a chiudere occhio, perch\u00e9 non mi capacitavo di come fossero potute arrivare fino a quel punto, poi il silenzio della notte fu interrotto da rumori impercettibili di passi e squittii. Pian piano socchiusi la mia porta, imbracciando la macchina fotografica e le vidi, mentre in camicia da notte uscivano l\u2019una dalla camera dell\u2019altra e si preparavano all\u2019ennesima confidenza \u201cO Celest\u00ec, moviti che c\u2019\u00e8 poco tempo, come russa il tuo\u2026\u201d \u201cIl tuo sibila peggio d\u2019una biscia\u2026\u201d \u201cO, l\u2019\u00e8 andata, hai visto? Non voglio sapere come, sia ben chiaro! Quel che c\u2019\u00e8 stato l\u00ec dentro rimane nel gioco!\u201d e Celeste \u201cMa lo sai che non s\u2019\u00e8 accorto di nulla?\u201d \u201cChe t\u2019avevo detto! Uomini! Son tutti uguali, son tutti fatti con un pezzo solo\u201d e gi\u00f9 a ridacchiare silenziosamente \u201cO Arminie\u2019 l\u2019abbiam fatta grossa stavolta e se una di noi\u2026\u201d e con la mano si toccava il ventre ancora piatto \u201cCelest\u00ec, zitta! Il tuo sar\u00e0 del tuo e il mio del mio, nessun fiato, nessuna voce!\u201d poi si presero per mano come due bimbe e Arminia continu\u00f2 \u201cSiamo due matte, ma le creature, se ci saranno, non dovranno risentire della nostra scempiaggine e ricordi quello che diceva sempre la mamma, quando eravamo piccole \u201cO Pepe, l\u2019hai fatte con uno schioppo \u2018nfuocato quelle due gocce d\u2019acqua\u201d \u201cEh s\u00ec, e poi ci cantava sempre <i>Il babbo \u2018n vole, \u2018n vole, \u2018n vole che io faccia l\u2019amor con te, ma vieni amore quando il babbo \u2018n c\u2019\u00e8 <\/i>e noi s\u2019\u00e8 fatto proprio cos\u00ec, ma ora basta a ognuno il suo e a chi tocca \u2018n pianga\u201d. S\u2019abbracciarono, si baciarono e stavolta entrarono nella stanza giusta, mentre io che ero rimasto immobile per tutto il tempo, quasi senza respiro, m\u2019accorsi che non ero riuscito a scattare nemmeno una foto, nemmeno una. Tornai a letto e feci passare quella notte maledetta in cui i protagonisti erano stati due gemelle e due poveri mariti, scambiati per il gusto di provare almeno una volta l\u2019una quello dell\u2019altra o forse, davvero, solo per gioco. Decisi poi di vedere come sarebbe andata a finire in rigoroso silenzio, perch\u00e9 di certo io non avrei avuto il coraggio di rivelare a nessuno quel tremendo segreto. Il tempo pass\u00f2 e fin\u00ec che Giulio e Celeste ebbero due splendide figlie Emma e Anna, no, non gemelle, mentre Arminia e Piero un maschio solamente Giuliano e cos\u00ec le \u201cgemellone\u201d iniziarono a condividere le prime notti insonni, perch\u00e9 da quello che si mormorava in famiglia i cugini Arminia e Piero dopo il primo figlio erano stati colpiti dal seme dell\u2019infecondit\u00e0 e dal malocchio, ma le due gemelle sapevano che anche se Arminia aveva pi\u00f9 volte riprovato a rimanere incinta con il marito non c\u2019era riuscita, perch\u00e9 lui era sterile e quell\u2019unico figlio era in realt\u00e0 di Giulio. Tra alti e bassi and\u00f2 tutto liscio fin quando Emma e Giuliano non s\u2019innamorarono, cosa assai comune all\u2019epoca l\u2019amore tra cugini e furono scoperti nel fienile un attimo prima che succedesse l\u2019irreparabile. Fu Giulio a scoprirli e per poco non ammazz\u00f2 di schiaffi quel povero Giuliano, non perch\u00e9 sospettasse qualcosa, ma perch\u00e9 aveva visto l\u2019onore della figlia quasi compromesso. Ci volle l\u2019intervento sia di Celeste, sia di Arminia per toglierglielo dalle mani e anche a quel punto non voleva desistere, finch\u00e9 Arminia si trov\u00f2 costretta insieme alla sorella a rivelare, solo a lui chiaramente, che Giuliano era suo figlio. Giulio dette in escandescenza, schiaffeggi\u00f2 con una sola manata entrambe le donne, grid\u00f2, imprec\u00f2 e butt\u00f2 all\u2019aria tutto il capanno degli attrezzi. Da quel giorno il suo matrimonio con Celeste si pot\u00e9 dire concluso, non la lasci\u00f2, non era nel costume del tempo, ma non la tocc\u00f2 pi\u00f9 con un dito, n\u00e9 per un bacio, n\u00e9 per una carezza, n\u00e9 per uno schiaffo. Ogni sera che si coricavano insieme lei gli dava la buona notte e lui spegneva il lume e si girava dall\u2019altra parte e quella fu la punizione della donna per tutto il resto della loro vita. Per quanto riguarda Giuliano da Chitignano fu mandato di forza a Marina di Carrara e anche se cerc\u00f2 di opporsi tenacemente i suoi genitori e soprattutto suo padre, quello vero, ci riuscirono, facendo credere a Piero, il padre finto, che l\u00e0 il figlio sarebbe diventato ricco lavorando il marmo e Piero che era come una gazza ladra, quando si parlava di guadagno, acconsent\u00ec. Quando Giuliano part\u00ec, Giulio lo abbracci\u00f2, mentre il ragazzo in un primo momento si ritir\u00f2 per paura di altre botte, poi guard\u00f2 lo zio che in realt\u00e0 era molto di pi\u00f9 di questo e vide che aveva le lacrime agli occhi. Emma da parte sua pianse tutte le lacrime che aveva, minacciando pi\u00f9 volte di gettarsi nel pozzo, ma sua madre non avrebbe permesso che si unisse a quello che in realt\u00e0 era suo fratello e cerc\u00f2 di aiutarla a superare quel triste momento che si concluse quando si seppe che Giuliano dopo un anno aveva trovato una moglie carrarina e a Emma non rimase che orientare i suoi sospiri\u00a0 verso qualcun altro. Scongiurato il pericolo di un incesto, l\u2019unico che rimase all\u2019oscuro di tutto fu Piero, almeno fino a quella fatidica domenica di gennaio, quando Arminia di ritorno dalla messa decise che non se ne sarebbe andata all\u2019altro mondo con quel peso sul cuore. Ogni domenica andava a messa, ma i miliardi di rosari che recitava non bastavano, gli atti di dolore che pronunciava non lenivano quell\u2019immenso senso di colpa che si portava dietro, almeno sua sorella in tutti quegli anni aveva potuto scontare quotidianamente il suo peccato anche se accanto a un marito di ghiaccio e ci\u00f2 le avrebbe permesso almeno di sperare in un posto in purgatorio e non nel pi\u00f9 nero inferno. A lei non era concesso nemmeno quello, l\u2019aspettava la dannazione eterna e ogni giorno si sentiva il cuore sempre pi\u00f9 pesante e pieno di crepe e un inspiegabile respiro corto. Ci\u00f2 che la dilaniava era che in tutti quegli anni si era resa conto di quanto amasse suo marito, di come lui riuscisse a leggere sul suo volto ormai scritto dalle rughe del tempo tutta la sua storia di ragazza, di donna, di moglie, mentre lei in quella notte di tanti anni fa aveva rovinato irrimediabilmente tutto. Arriv\u00f2 a un punto in cui non ce la fece pi\u00f9 e confess\u00f2, ammise l\u2019inconfessabile e l\u2019indicibile e vide negli occhi di suo marito prima la delusione, poi subito dopo il dolore immenso e lacerante e infine la Morte che dall\u2019iride degli occhi azzurri di Piero gli sussurrava \u201cAllora Arminie\u2019 giochi stavolta o no?\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15002\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15002\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piero Troisi nacque il 23 aprile del 1923 a Chitignano in provincia d\u2019Arezzo e mor\u00ec a Marina di Carrara all\u2019et\u00e0 di novanta anni in una domenica di gennaio del 2013, stroncato da una confessione della moglie che tornava a casa dopo la messa e non se la sentiva proprio di andare all\u2019altro mondo con quel [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_15002\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"15002\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3690,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-15002","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15002"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3690"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15002"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15004,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15002\/revisions\/15004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}