{"id":14948,"date":"2013-05-20T17:39:10","date_gmt":"2013-05-20T16:39:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14948"},"modified":"2013-05-20T17:39:10","modified_gmt":"2013-05-20T16:39:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-notturno-di-tommaso-lani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14948","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Notturno&#8221; di Tommaso Lani"},"content":{"rendered":"<p>Buio, solo e soltanto buio. Impotenti, i suoi occhi annaspavano. Nelle orecchie l\u2019eco di un sonno inquieto; nel petto il palpito frenetico del cuore imbizzarrito. <i>Mamma!<\/i> pens\u00f2, incapace di materializzare in un grido quell\u2019invocazione; la sua mente era ancora tormentata dall\u2019effige cocciuta e beffarda di quel vecchio bavoso, barbaro aguzzino dei suoi incubi. Deglut\u00ec a fatica, provando a convincersi che era tutto finito.<\/p>\n<p><i>La pip\u00ec! <\/i>fu il pensiero che all\u2019improvviso sequestr\u00f2 la sua attenzione; d\u2019incanto, gli strascichi dell\u2019incubo sbiadirono in un diafano ricordo: fu come un risveglio dal risveglio. Si scopr\u00ec e l\u2019aria gelida sferz\u00f2 il suo corpo sudato. Allung\u00f2 una mano sopra la testiera del letto per cercare l\u2019interruttore; non lo trov\u00f2. Si alz\u00f2 sfidando l\u2019oscurit\u00e0; dopotutto, quella era pur sempre la sua camera e poteva benissimo muoversi al buio, schivando libri e vestiti disseminati per terra secondo un preciso disordine. Invece dello scendiletto, quello morbido col disegno dei supereroi, i piedi trovarono solo il nudo pavimento; un brivido freddo lo trafisse e acu\u00ec l\u2019impulso di orinare, ormai irrefrenabile.<i> <\/i>Si affrett\u00f2 a memoria verso la porta. <i>Le gambe! <\/i>Un dolore lancinante lo sorprese, pungendogli le ginocchia. Barcoll\u00f2 verso sinistra, cercando un appoggio sulla scrivania, ma non trov\u00f2 che il nulla: con le mani afferr\u00f2 il vuoto e cadde.<\/p>\n<p>Un grido, poi la luce invase la stanza. \u2013 Che stai combinando? Guarda che disastro! \u2013 gli disse una donna, negli occhi lo sguardo stralunato di chi \u00e8 spaventato a morte.<\/p>\n<p>Lui non riusc\u00ec a riconoscere n\u00e9 quella donna n\u00e9 quel posto. Niente interruttore sopra la testiera, anzi, niente testiera; della scrivania, dove faceva i compiti tutti i giorni, nemmeno l\u2019ombra. Sul pavimento nessuna traccia di libri o vestiti.<\/p>\n<p>\u2013 Insomma che hai? \u2013 incalz\u00f2 la donna, fissandolo.<\/p>\n<p>Osserv\u00f2 intimorito quella figura aliena, senza sapere che et\u00e0 attribuirle; era spettinata e con quella camicia da notte d\u2019altri tempi gli sembr\u00f2 una strega. Gli ricordava il vecchio dei suoi incubi; stabil\u00ec, una volta per tutte, che i vecchi non gli piacevano.<\/p>\n<p>\u2013 Guarda l\u00ec! \u2013 disse la donna \u2013 te la sei fatta addosso! Di nuovo!<\/p>\n<p>Solo in quel momento si accorse del pigiama bagnato che aderiva alla gamba; lo stordimento fece spazio alla vergogna. \u2013 Dov\u2019\u00e8 la mamma? Dove hai messo le mie cose? \u2013 chiese, travestendo da rabbia la paura.<\/p>\n<p>La donna sbuff\u00f2 e non rispose; invece, tir\u00f2 fuori un pigiama pulito da un cassetto. \u2013 Per fortuna non l\u2019hai fatta a letto\u2026 lo sai che devi svegliarmi se ti serve qualcosa!<\/p>\n<p>\u2013 Voglio sapere dov\u2019\u00e8 la mamma! \u2013 insist\u00e9 lui, lasciandosi andare a un\u2019imprecazione.<\/p>\n<p>\u2013 Ah, bene! Cerchi la mamma e parli cos\u00ec? \u00c8 cos\u00ec che ti ha insegnato a comportarti tua madre? Io non credo proprio! Dai cambiamoci, su!<\/p>\n<p>La donna lo aiut\u00f2 a sedersi sul letto, rivelandogli una forza fisica che a prima vista non avrebbe potuto attribuirle.<\/p>\n<p>Malgrado l\u2019aiuto, lui si mosse a fatica, sublimando in una smorfia il senso di nausea.<\/p>\n<p>\u2013 Che hai adesso? Hai fatto un brutto sogno? \u2013 fece lei.<\/p>\n<p>\u2013 Mi gira la testa \u2013 disse lui \u2013 e mi fa male il ginocchio. Ma non deve farmi male, domani devo giocare.<\/p>\n<p>\u2013 Devi giocare?<\/p>\n<p>\u2013 Domani, alle tre. La finale del torneo. Non abbiamo mai giocato la finale, ma domani\u2026 Sono un po\u2019 emozionato e non riesco a dormire.<\/p>\n<p>\u2013 Si, certo! \u2013 lo canzon\u00f2 \u2013 Non sar\u00e0 mica che ti sei svegliato perch\u00e9 ti scappava la pip\u00ec, invece?<\/p>\n<p>La fiss\u00f2 come se avesse detto la pi\u00f9 grande eresia del mondo. \u2013 Dimmi dov\u2019\u00e8 la mamma! Voglio andare a casa! \u2013 proruppe, faticando a trattenere il groppo che gli ghermiva la gola.<\/p>\n<p>Lei gli sorrise. \u2013 Ehi, ehi, non piangere, su! La mamma non pu\u00f2 venire adesso. Ti ricordi che ne abbiamo parlato?<\/p>\n<p>Lui neg\u00f2, imbronciandosi.<\/p>\n<p>La donna sospir\u00f2. \u2013 Ti ricordi di me? \u2013 chiese.<\/p>\n<p>Lui neg\u00f2 ancora, scuotendo la testa.<\/p>\n<p>\u2013 D\u2019accordo \u2013 disse lei \u2013 facciamo cos\u00ec! Ci presentiamo di nuovo. Io sono Irene e tu sei\u2026? Non te lo ricordi? No? Non preoccuparti, \u00e8 tutto a posto. Tu sei Alberto.<\/p>\n<p>La fiss\u00f2, incredulo per non averle saputo dire il suo nome. Senza accorgersene, si ritrov\u00f2 con indosso un pigiama pulito.<\/p>\n<p>\u2013 Ti piacciono le storie? Vuoi che te ne racconti una? \u2013 chiese lei.<\/p>\n<p>Alberto annu\u00ec appena a quella proposta.<\/p>\n<p>\u2013 Bene! \u2013 fece lei, regalandogli un altro sorriso. \u2013 Lo so che ti piacciono le storie! Te ne racconto una tutte le sere! Allora\u2026 vediamo\u2026 questa \u00e8 una storia fantastica. Riguarda il futuro\u2026 \u2013 prese a raccontare stringendolo a s\u00e9.<\/p>\n<p>\u2013 Come fa a riguardare il futuro? \u2013 l\u2019interruppe Alberto divincolandosi dal suo abbraccio.<\/p>\n<p>\u2013 Be\u2019 \u2013 disse Irene \u2013 vedo che stanotte sono molte le cose che non ricordi! Tu adori questo genere di storie! E poi io ho dei poteri e conosco il futuro! \u00c8\u2026 una specie di magia!<\/p>\n<p>\u2013 Allora\u2026 \u2013 la esort\u00f2, disarmato da tanta dolcezza.<\/p>\n<p>\u2013 Allora\u2026 domani ci sar\u00e0 il sole e giocherai la finale con i tuoi amici. Il ginocchio non ti dar\u00e0 fastidio!<\/p>\n<p>\u2013 Vinceremo?<\/p>\n<p>\u2013 Vuoi davvero saperlo?<\/p>\n<p>\u2013 Voglio sapere dov\u2019\u00e8 la mamma!<\/p>\n<p>\u2013 Te lo dico, allora. Vincerete e tu farai anche un gol!<\/p>\n<p>\u2013 Davvero?<\/p>\n<p>\u2013 Davvero!<\/p>\n<p>\u2013 Allora domani sar\u00e0 il giorno pi\u00f9 bello della mia vita!<\/p>\n<p>Lei gli sorrise e continu\u00f2: \u2013 Non vuoi sapere cos\u2019altro accadr\u00e0 domani?<\/p>\n<p>\u2013 S\u00ec, s\u00ec!<\/p>\n<p>\u2013 Andrai a festeggiare con gli amici e prenderai un pizza.<\/p>\n<p>\u2013 Mi piace la pizza!<\/p>\n<p>\u2013 Lo so\u2026 \u2013 disse Irene.<\/p>\n<p>Nonostante le stranezze di quella donna, cominciava a sentirsi a suo agio; chiuse gli occhi. \u2013 E poi? \u2013 chiese.<\/p>\n<p>\u2013 Poi, giocherai ancora molte altre partite.<\/p>\n<p>\u2013 Giocher\u00f2 per sempre?<\/p>\n<p>\u2013 Col tempo giocherai un po\u2019 meno \u2013 replic\u00f2 lei. \u2013 Ma farai tante altre cose divertenti. E poi incontrerai qualcuno che ti vorr\u00e0 tanto, tanto bene e non ti abbandoner\u00e0 mai! Lei sar\u00e0 la tua principessa. E tu sarai il suo principe. E insieme sarete speciali.<\/p>\n<p>Alberto mugugn\u00f2: principi e principesse non lo avevano mai interessato. <i>Roba da femminucce<\/i> pens\u00f2. Il pallone, gli amici\u2026 quella sarebbe stata la sua vita. Poi, uno sbadiglio interruppe i suoi pensieri.<\/p>\n<p>\u2013 Allora abbiamo di nuovo sonno, eh? \u2013 disse la donna, cullandolo. Prese a cantare una ninna nanna e Alberto si abbandon\u00f2 a quell\u2019abbraccio che adesso gli sembrava famigliare.<\/p>\n<p>\u2013 Mio principe, mio amore\u2026 \u2013 cantava Irene, la voce lievemente increspata.<\/p>\n<p>Nel dormiveglia, Alberto pens\u00f2 che lei fosse una donna davvero strana e che quella suonasse troppo triste per essere una ninna nanna, ma liquid\u00f2 in fretta la questione. <i>Avr\u00e0 qualcuno dei soliti problemi dei grandi<\/i>.<\/p>\n<p>Si assop\u00ec, sicuro che l\u2019indomani ci sarebbe stato il sole, che avrebbe giocato una finale e che avrebbe segnato un gol. Lo attendevano una pizza, gli amici e tante altre partite. Questo era quello che sapeva; molte altre, invece, sarebbero state le cose che non avrebbe mai saputo, compreso il fatto che le principesse sanno piangere in silenzio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14948\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14948\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buio, solo e soltanto buio. 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