{"id":14914,"date":"2013-05-20T17:14:54","date_gmt":"2013-05-20T16:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14914"},"modified":"2013-05-20T17:14:54","modified_gmt":"2013-05-20T16:14:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-volonta-e-amore-di-antonio-margaroli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14914","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Volont\u00e0 e amore&#8221; di Antonio Margaroli"},"content":{"rendered":"<p>Gli Astolfi erano la famiglia pi\u00f9 ricca, rispettata e, presumibilmente, invidiata della zona. Villa Astolfi, un\u2019imponente costruzione al centro di un parco secolare, orgoglio di una squadra di dieci giardinieri, era la loro abitazione e rappresentava un eloquente biglietto da visita per chi si trovava a passare da quelle parti.<\/p>\n<p>Altiero, non solo erede di una notevole fortuna ma anche artefice della sua crescita e del rinverdimento della fama degli Astolfi, era il capofamiglia. Rimasto prematuramente vedovo, viveva solo con le figlie, le gemelle Elettra e Morgana, o le \u201ccontessine\u201d, come erano chiamate in paese. Nate nel \u201993, negli anni avevano mantenuto una somiglianza assoluta.<\/p>\n<p>Nel pettegolo ambiente di paese le voci si sprecavano. In particolare, anni prima, la tata Lucia, tanto attenta e puntigliosa nel badare alle bambine, quanto capace di uscite inconsulte nel parlarne in paese, aveva iniziato a creare una leggenda. Seguace di una setta esoterica e appassionata di occultismo e numerologia, aveva individuato nel carattere diverso delle gemelle un legame soprannaturale.<\/p>\n<p>Elettra o della volont\u00e0. Morgana o dell\u2019amore. Volont\u00e0 e amore. Thelema\u00a0e agape. Gemelle unite da quell\u2019esoterica isopsefia per cui due parole greche sono associate allo stesso numero, attraverso una corrispondenza numerologica secondo la quale th\u00e8lema e ag\u00e0pe\u00a0 corrispondono entrambe proprio al 93, il loro anno di nascita.<\/p>\n<p>Elettra era la dominatrice e disponeva in tutto e per tutto di Morgana, mite, timida e succuba della sorella.<\/p>\n<p>Una lunga serie di bambinaie, istitutrici e governanti non sempre all\u2019altezza, la mancanza della madre, un padre generoso ma freddo e poco attento e soprattutto quella sensibilit\u00e0 e quei rapporti tra il misterioso e il morboso che si instaurano tra i gemelli e li isolano dal resto del mondo, avevano portato a una situazione difficile.<\/p>\n<p>Nonostante gli anni trascorsi con grandi disponibilit\u00e0 economiche, sempre viziate, servite e riverite, le gemelle erano preda di una certa inquietudine: entrambe aspiravano ad affrancarsi dal loro ruolo e il giorno del loro sedicesimo compleanno se ne andarono di casa, lasciando nello sconforto un padre affranto, impreparato ad affrontare una situazione per lui assolutamente imprevista.<\/p>\n<p>L\u00e0 fuori, nel mondo reale, le contessine si accorsero presto delle difficolt\u00e0 della vita e mal si adattavano a sopravvivere di mestieri umili, pesanti e mal pagati. Per pochi giorni furono lavapiatti, per meno di due mesi cameriere in un hotel di quart\u2019ordine, finch\u00e8 alla fine iniziarono la loro vita da regine.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno\u201d<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno, il signor Pieplus?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMais oui, mais oui, c\u2019est moi. Ma chiamatemi pure G\u00e9rard. A cosa devo l\u2019onore della visita di queste due splendide ragazze? O vedo doppio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVeramente noi saremmo qui per l\u2019annuncio&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, per l\u2019annuncio in cui si ricercano due regine&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh, quell\u2019annuncio. Guardandovi direi che sareste perfette. Belle, alte, eleganti. Ma non montatevi la testa, non \u00e8 un lavoro leggero. Solo i re hanno un ruolo pi\u00f9 faticoso. Comunque adesso vi presento Raymond; vi spiegher\u00e0 lui tutto quello che c\u2019\u00e8 da sapere e domani potete iniziare. Una settimana di prova, gratis, e poi decider\u00f2.\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec Elettra e Morgana diventarono la regina nera e la bianca, in una sgangherata compagnia itinerante di scacchi viventi che sbarcava il lunario mettendosi a disposizione di appassionati e profani, in piazze e luna park, su scacchiere improvvisate, per partite interminabili. Le regine, si sa, sono un pezzo prezioso e ben difficilmente Elettra e Morgana avevano la fortuna di essere prese nelle fasi iniziali delle partite, ma dovevano restare in piedi per ore e ore. Caviglie gonfie, lo spauracchio delle vene varicose, piedi massacrati da calli e vesciche, per via di quelle scarpette, parte del costume di scena, strette, rigide e ben poco anatomiche.<\/p>\n<p>Ormai al limite della resistenza, un giorno, una banale mossa fece esplodere Elettra. Era una partita estenuante. Avversari prudenti e una classica difesa siciliana. Poi i contendenti, pi\u00f9 appassionati che esperti, avevano continuato basandosi sull\u2019istinto piuttosto che sulle conoscenze teoriche e, con una strategia forse un po\u2019 azzardata, il nero aveva sacrificato la regina. Elettra, senza nascondere il suo sollievo, lasci\u00f2 la scacchiera, si sedette, si slacci\u00f2 le scarpe e allung\u00f2 le gambe.\u00a0 Dopo poche mosse per\u00f2 la strategia di gioc\u00f2 pag\u00f2 e un pedone nero raggiunse la casella B1, sull\u2019ultima traversa. Il giocatore scelse di promuoverlo a regina, facendo rientrare in gioco la regina nera, ormai in totale relax. A quel punto Elettra sbott\u00f2: \u201cAdesso basta. Torniamo a casa. Se dobbiamo essere delle regine \u00e8 meglio esserlo davvero\u201d, si sfil\u00f2 le scarpre, le lanci\u00f2 lontano, si diresse sulla scacchiera, prese sottobraccio Morgana e la trascin\u00f2 via, lasciando a guardarsi tra loro, attoniti, spettatori, giocatori, re, cavalli, alfieri, torri e pedoni. Cos\u00ec le gemelle se ne andarono, una scalza e l\u2019altra camminando goffamente in quelle assurde scarpette, senza neppure cambiarsi d\u2019abito.<\/p>\n<p>Il ritorno delle gemelle fu salutato con grandi festeggiamenti. L\u2019esperienza aveva insegnato alle contessine che era molto pi\u00f9 comodo disporre delle ricchezze di famiglia e fare quel che volevano. La contropartita, tutto sommato, era ben poca cosa: si trattava di subire qualche predica del loro noioso e rigoroso padre e seguire le sue poche regole. Su alcune cose Altiero Astolfi era inflessibile: niente piercing, niente capelli verdi scolpiti con il gel in improbabili creste, niente vino bianco con le carni rosse e, una volta alla settimana, un incontro con uno psicologo, naturalmente il migliore disponibile.<\/p>\n<p>In breve, in casa Astolfi, tutto torn\u00f2 alla normalit\u00e0 anche se normalit\u00e0 significava liti, tensioni, ripicche e ricatti, soprattutto tra Elettra e il padre, mentre Morgana, in disparte, metabolizzava il tutto senza rinunciare alla speranza che un giorno le cose sarebbero cambiate.<\/p>\n<p>Ma era davvero troppo aspettarsi un po\u2019 di serenit\u00e0 e infatti, al contrario, nulla cambi\u00f2 fino al giorno della tragedia, quando alla polizia e ai primi soccorsi si present\u00f2 lo spettacolo agghiacciante di Altiero Astolfi sulla poltrona dello studio con la gola orrendamente squarciata, la finestra dello studio spalancata e, di sotto, Elettra infilzata sulle punte della pi\u00f9 interna delle tre cancellate che circondavano la villa. In sottofondo la musica esoterica dei Current 93, su un CD che nessuno si era preoccupato di fermare, con la dolente voce di David Tibet, accompagnata dalle note di uno struggente pianoforte, contribuiva a mettere i brividi.<\/p>\n<p>Nello studio, sul tavolo, un decanter e due ballon con del vino rosso. Per terra i cocci di una bottiglia di Sassicaia del \u201893 con il collo sporco di sangue.<\/p>\n<p>\u201cElettra era salita da pap\u00e0 per discutere con lui. Mi aveva detto che voleva chiarire pacificamente le cose e per quello aveva una bottiglia di vino, il suo preferito. Poi non so cosa sia successo. Sar\u00e0 passato un quarto d\u2019ora quando ho sentito il rumore della bottiglia che si spaccava e delle urla. Sono salita di corsa, sono entrata nello studio, ho visto pap\u00e0 come l\u2019avete trovato anche voi e un\u2019ombra sparire dalla finestra. Penso che Elettra si sia lasciata trascinare e in un impeto d\u2019ira abbia&#8230; abbia fatto quello di cui subito si \u00e8 pentita e si \u00e8 gettata di sotto per raggiungere pap\u00e0&#8230;\u201d a quel punto Morgana scoppi\u00f2 in lacrime e corse via. Il commissario organizz\u00f2 subito i rilievi e cerc\u00f2 di raggiungerla per calmarla. Il tenente Medri apr\u00ec la vetrinetta nello studio, prese un ballon, vers\u00f2 dal decanter un dito di quel vino e, seduto sull\u2019altra poltrona, lo osserv\u00f2, avvicin\u00f2 il naso una prima volta, fece ruotare il ballon e di nuovo lo avvicin\u00f2 al naso per farsi inondare da quel complesso di profumi che il vino emanava. Infine lo assaggi\u00f2 sbattendolo contro le pareti della bocca e il palato con rapidi movimenti della lingua.<\/p>\n<p>Quando il commissario, dopo quasi un\u2019ora, torn\u00f2 nello studio e trov\u00f2 Medri ancora l\u00ec seduto, alle prese con il vino, ebbe una reazione calma ma durissima.<\/p>\n<p>\u201cVedo che stai brindando. Niente di meglio da fare che brindare al tuo ultimo caso&#8230; No. Non \u00e8 accettabile. Il tuo comportamento \u00e8 vergognoso. Neppure un po\u2019 di pudore, di rispetto. Considerati sospeso, in attesa delle dimissioni che mi aspetto entro domani mattina. E adesso alzati da l\u00ec e sparisci.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa capo&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cNiente ma. Esci dalla mia vista. Esci dalla mia vita. Mi hai nauseato.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLe cose non sono come sembrano&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh no? E come sono allora? Lo spirito del padrone di casa ti ha invitato a brindare con lui? Non farmi arrabbiare di pi\u00f9 e vattene.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon intendevo quello. Le cose raccontate dalla contess&#8230; dalla gemella, non quadrano.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuella poveretta \u00e8 sconvolta e tu ti permetti di sindacare, mentre ti servi come un parassita cinico e senza rispetto. Oltretutto stai alterando le prove. Quel vino, oltre che per il tuo diletto personale, se non te ne fossi reso conto, \u00e8 un reperto sulla scena di un omicidio, un orribile omicidio. Ti ripeto di sparire da qui e di farti vedere solo quando avrai in mano la tua lettera di dimissioni.\u201d<\/p>\n<p>Lo svolgersi degli avvenimenti, pur nella sua truculenza, era stato ricostruito con facilit\u00e0. Le impronte trovate sul collo della bottiglia di Sassicaia usata per uccidere il povero Altiero, erano uguali a quelle prese al cavadere di Elettra, confermando il racconto e le ipotesi di Morgana.<\/p>\n<p>Nel giro di due giorni il caso era chiuso e Morgana, unica erede dell\u2019immensa fortuna degli Astolfi, affidata alle cure dello psicologo, avrebbe dovuto iniziare un non facile percorso per superare lo choc di quella sera.<\/p>\n<p>Nel suo ufficio il commissario stava riflettendo sull\u2019accaduto quando sent\u00ec bussare e si trov\u00f2 di fronte il tenente Medri.<\/p>\n<p>\u201cSto ancora pensando a come tu abbia potuto comportarti in quel modo. Spero che sia venuto a rassegnare le tue dimissioni. Non ho intenzione di discuterne e, anche se il caso \u00e8 chiuso, su questo punto non intendo cambiare idea.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa quel Sassicaia era eccezionale.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE adesso cos\u2019\u00e8? Se sei venuto anche a prendermi in giro guarda che la mia pazienza \u00e8 da un po\u2019 che si \u00e0 esaurita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo capo, ascoltami. Quel Sassicaia era davvero un vino favoloso. Ampio e persistente, con quei toni di spezie e goudron. Strutturato, armonico e ricco. E poi il colore: quel rubino cos\u00ec intenso con riflessi granata. Era senz\u2019altro dell\u2019\u201985, unico e inconfondibile. Non poteva essere un Sassicaia del \u201993 come dice l\u2019etichetta sui cocci della bottiglia trovata nello studio, e otto anni di differenza si sentono. Il Sassicaia del \u201893 \u00e8 pure un grande vino, aristocratico ed equilibrato, ma non al livello dell\u201985. E poi 93, ancora il 93 che ritorna, l\u2019anno di nascita delle gemelle, il loro numero della vita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cInsisti? Per Dio finiscila una buona volta. Non voglio pi\u00f9 vedere la tua faccia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE se la bottiglia che abbiamo trovato in frantumi, con tanto di impronte, non fosse quella che conteneva il vino che stavano bevendo? Se qualcuno ce l\u2019avesse messa l\u00ec di proposito, perch\u00e8 la trovassimo e trovassimo quelle impronte?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa fino a quando vuoi andare avanti? Non capisco dove vuoi arrivare con queste tue pietose giustificazioni. Adesso verrai a dirmi che quando ti ho trovato a bere di fianco al cadavere stavi indagando? Io e te lo sappiamo del tuo debole per l\u2019alcol. Non farla lunga e lasciami in pace.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE poi quel vino era \u201caperto\u201d. Offriva gi\u00e0 tutti i suoi aromi migliori. La bottiglia era stata stappata almeno tre ore prima. Il racconto di Morgana non regge.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE allora? Ne hai forse tu uno migliore? Pensi che Morgana menta e sia coinvolta? Lo psicologo lo esclude categoricamente. La conosce da anni ed \u00e8 assolutamente sicuro che sia incapace di azioni violente e di mentire.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon lo so. E\u2019 due giorni che ci penso. Forse c\u2019\u00e8 una spiegazione. Sopportami ancora un giorno, e se alla fine non salter\u00e0 fuori nulla di nuovo avrai le mie dimissioni.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE cosa vorresti fare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTroviamoci domani per andare a bere qualcosa in casa Astolfi. La cantina \u00e8 ben fornita&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Puntualmente, il giorno dopo, erano da poco passate le sei del pomeriggio, il commissario e il tenente Medri si presentarono a villa Astolfi. Morgana aveva riacquistato un minimo di forze e fu lei ad andare ad accoglierli. Dopo gli usuali convenevoli si ritrovarono seduti in soggiorno, con una palpabile tensione che serpeggiava, a ripercorrere assieme gli avvenimenti tragici di quei giorni.<\/p>\n<p>\u201cI rapporti tra pap\u00e0 ed Elettra erano tesissimi ma, forse per proteggermi, mi tenevano sempre in disparte. Mi sentivo impotente. Sapevo di avere un ruolo importante ma non potevo agire. Ero la regina in D8, bloccata tra il re, l\u2019alfiere e i pedoni. Dovevo aspettare che qualcun altro si muovesse prima di me per poter prendere l\u2019iniziativa. E\u2019 il destino della mia vita.\u201d A quelle parole Medri prov\u00f2 un brivido e tutto all\u2019improvviso si chiar\u00ec.<\/p>\n<p>Era stata lei. Era stata Elettra. Ed Elettra era diventata Morgana. Sulla scacchiera, D8 \u00e8 la casella di partenza della regina nera. Il giorno precedente, al telefono, G\u00e9rard Pieplus gli aveva raccontato di quelle due regine un po\u2019 strane, identiche nell\u2019aspetto ma opposte nel carattere. Elettra era sempre la nera e Morgana la bianca, inderogabilmente. E adesso la regina nera si era tradita. Medri si trattenne a stento. Al termine, risaliti in auto, con una foga che non gli era consueta, spieg\u00f2 al commissario quella che non era pi\u00f9 solo una teoria ma una realt\u00e0, per quanto difficile da accettare e ancor pi\u00f9 da dimostrare.<\/p>\n<p>Elettra aveva organizzato tutto. Il giorno prima dell\u2019omicidio si era fatta portare una bottiglia dalla sorella che aveva scelto come annata il loro anno di nascita. L\u2019aveva rotta stando attenta a non cancellare o alterare le impronte di Morgana, e aveva conservato i cocci che sarebbero diventati la prova decisiva.<\/p>\n<p>Il giorno successivo era stata in cantina, aveva preso un\u2019altra bottiglia di Sassicaia, dell\u2019annata migliore, ed era salita nello studio. Aveva stappato la bottiglia, ne aveva versato il contenuto nel decanter e poi aveva iniziato quella folle ultima conversazione. Per Altiero Astolfi non c\u2019era stato scampo. Elettra estrasse dalla borsetta un vetro tagliente e gli apr\u00ec la gola. A quel punto sparse i cocci della bottiglia con l\u2019impronta della sorella, ne intrise di sangue il collo e si preoccup\u00f2 di portar via l\u2019altra bottiglia.<\/p>\n<p>Soltanto dopo chiam\u00f2 Morgana e, prima che la sorella potesse rendersi conto di quello che era successo, davanti al cadavere straziato del padre, la spinse dalla finestra.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi Elettra divenne Morgana. Erano uguali. Chi avrebbe potuto accorgersene? E si conoscevano cos\u00ec a fondo che Elettra avrebbe potuto interpretare Morgana anche negli incontri con lo psicologo.<\/p>\n<p>Al termine della ricostruzione di Medri, il commissario era visibilmente sconvolto. Ma c\u2019era ancora qualcosa ancora che non tornava.<\/p>\n<p>\u201cMa avendo gi\u00e0 la prova per incastrare la sorella, perch\u00e8 anche lo scambio di identit\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer due motivi\u201d prosegu\u00ec Medri \u201cCredibilit\u00e0 innanzitutto. C\u2019era la prova ma mancava il movente. Morgana non avrebbe avuto nessun motivo per uccidere il padre e con il suo carattere, comunque, non l\u2019avrebbe mai fatto. Accostare quell\u2019omicidio a Morgana strideva troppo. Invece Elettra odiava il padre, ci litigava quotidianamente e la cosa era risaputa. Far uccidere il padre da Elettra sarebbe stato molto pi\u00f9 credibile.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE l\u2019altro motivo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cConsapevolezza della colpa. Elettra era ben consapevole della malvagit\u00e0 della sua azione e voleva punirsi. Inoltre era legatissima alla sorella e non avrebbe mai potuto incolparla. Cos\u00ec, agli occhi di tutti, ha incolpato se stessa e si \u00e8 uccisa, anche se per rinascere come Morgana.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa come dimostreremo tutto questo?\u201d riprese il commissario \u201cL\u2019unica prova \u00e8&#8230; il fiuto da sommelier di un tenente alcolizzato. Non volermene Medri, io ti ho sempre apprezzato ma \u00e8 cos\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>\u201cInfatti lo sappiamo solo noi. E\u2019 una vittoria platonica, puramente intellettuale. E\u2019 impossibile dimostrare i fatti e poi ne varrebbe davvero la pena? Elettra la far\u00e0 franca anche se, per riuscirci, non potr\u00e0 pi\u00f9 essere Elettra ma dovr\u00e0 vivere per sempre come Morgana, dovr\u00e0 diventare Morgana, l\u2019amore dovr\u00e0 prevalere sulla volont\u00e0 e, finch\u00e8 interpreter\u00e0 quella parte, non sar\u00e0 pi\u00f9 colpevole ma vittima.\u201d<\/p>\n<p>E cos\u00ec Elettra, o meglio ormai Morgana, inizi\u00f2 una nuova vita. Doveva mostrarsi condiscendente e amorevole con tutti. Inizi\u00f2 a fare beneficenza e\u00a0 si dedic\u00f2 al volontariato. La volont\u00e0 era riuscita a far prevalere l\u2019amore, o meglio, volont\u00e0 e amore convivevano in quella strana simbiosi.<\/p>\n<p>Brutta faccenda l\u2019amore. Cominci a praticarlo e poi ti d\u00e0 assuefazione e non puoi pi\u00f9 farne a meno. E cos\u00ec fu per Elettra, fino a che un giorno, trasformata per il peso della colpa, frastornata da un insopportabile rimorso, decise di confessare la verit\u00e0. Si present\u00f2 al commissariato e buss\u00f2 alla porta dell\u2019ufficio del tenente Medri.<\/p>\n<p>\u201cPosso entrare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAvanti, la prego.\u201d<\/p>\n<p>\u201cTenente, le devo parlare&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, lo so, la stavo aspettando &#8230;\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14914\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14914\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Astolfi erano la famiglia pi\u00f9 ricca, rispettata e, presumibilmente, invidiata della zona. Villa Astolfi, un\u2019imponente costruzione al centro di un parco secolare, orgoglio di una squadra di dieci giardinieri, era la loro abitazione e rappresentava un eloquente biglietto da visita per chi si trovava a passare da quelle parti. Altiero, non solo erede di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14914\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14914\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3704,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-14914","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14914"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3704"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14914"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14973,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14914\/revisions\/14973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}