{"id":14900,"date":"2013-05-20T17:03:13","date_gmt":"2013-05-20T16:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14900"},"modified":"2013-05-20T17:03:13","modified_gmt":"2013-05-20T16:03:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-delocalizzazione-di-mario-michele-nejrotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14900","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Delocalizzazione&#8221; di Mario Michele Nejrotti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Presidio<\/strong><\/p>\n<p>Giorgio, tanti capelli, sempre spettinati, grigio dove \u00e8 giusto, gli occhi illuminati dalla luce del fuoco, dentro al verde dell\u2019iride: rabbia, delusione, voglia di giustizia.<br \/>\nOperaio specializzato di 42 anni, la sua azienda \u00e8 stata comprata da una multinazionale, che l\u2019ha inserita in un programma di riorganizzazione.<br \/>\nIn poche parole l\u2019azienda, che ha un numero elevato di commesse per i suoi prodotti, \u00e8 stata chiusa e lui con gli altri \u00e8 in cassa integrazione da tre mesi.<br \/>\nAncora pi\u00f9 in breve, la multinazionale preferisce chiudere un pericoloso concorrente, comprando il vecchio padrone: brava persona, che lo ha sempre trattato bene. Ma non ha figli e sua moglie se ne \u00e8 andata da dieci anni con un altro e lo sta prosciugando con gli alimenti. Perci\u00f2, brava persona o no, deve pensare agli affari suoi e non \u00e8 mica il pap\u00e0 degli oltre cento impiegati e operai della sua azienda, che era anche del padre e prima di lui del nonno.<br \/>\nGiorgio pensa tutto questo seduto davanti al bidone pieno di legna che brucia, sprigionando un fumo troppo denso, nel presidio che ormai da 48 giorni stanno gestendo davanti ai cancelli, perch\u00e9 non arrivi la solita azienda specializzata a smontare i macchinari ed a lasciare tutti in mutande con pi\u00f9 niente da difendere. \u00c8 venuto il TG3, anche qualche politico locale. Sono venuti anche gli studenti del Liceo della cittadina, a solidarizzare per la nostra situazione. Si vede benissimo, poveri ragazzi, che hanno paura per loro, per il loro futuro. Che valore ha il lavoro, il prodotto, la qualit\u00e0? Tutte stupidaggini, solo i soldi, il dividendo, la finanza.<br \/>\nE noi andiamo avanti a occupare la fabbrica: polenta, vino, canti, la cassa integrazione, l\u2019appoggio dei sindacati. Non tutti certo, ma meglio che niente.<br \/>\nPoi \u00e8 arrivata anche quella trasmissione nazionale, quando Luigi si \u00e8 incatenato nel cestello della gru e non voleva pi\u00f9 scendere. La trasmissione \u00e8 andata bene, grande share, poi Luigi \u00e8 sceso, lo ha convinto il Signor Questore, anche perch\u00e9 c\u2019era quella vecchia faccenda, di quando aveva rotto il vetro del lunotto posteriore della macchina del Direttore, in un\u2019altra agitazione per il contratto, e l\u00ec dietro, disgrazia vuole, c\u2019era la bambina rannicchiata, che quel giorno non era andata a scuola per lo sciopero delle maestre, tutte precarie.<br \/>\nE cos\u00ec una scheggia di vetro l\u2019ha tagliata, proprio sopra l\u2019occhio, niente di grave. Il Direttore \u00e8 stato comprensivo e ha ritirato la denuncia. Luigi di bambine ne ha tre, che vanno a scuola con quella del Direttore. Ma adesso, lui non pu\u00f2 esporsi pi\u00f9 di tanto, lui \u00e8 un po\u2019 sovversivo e suo zio era un comunista, uno di quelli che ogni tre per due negli anni settanta andavano a Mosca. Qui lo sanno tutti, anche perch\u00e9 allora avevamo tre asili e due cooperative agricole, che andavano per la maggiore. Adesso \u00e8 tutto in malora e l\u2019asilo ha le liste d\u2019attesa.<br \/>\nE cos\u00ec Luigi \u00e8 sceso e quella trasmissione non \u00e8 pi\u00f9 uscita, come aveva promesso, con la rubrica \u201cCome \u00e8 andata a finire\u201d e cos\u00ec io penso che nessuno si ricorda pi\u00f9 n\u00e9 di Luigi, n\u00e9 di noi, che di problemi ce ne sono sempre di pi\u00f9 per tutti.<\/p>\n<p>Giorgio lo sa che \u00e8 una questione di tempo. Loro presto saranno licenziati e la fabbrica smembrata prima e fatta sparire poi, non c\u2019\u00e8 niente da fare: \u00e8 il mercato, \u00e8 la storia. In Italia non siamo competitivi, figurati, noi operai non vogliamo essere sfruttati, vogliamo lavorare otto ore al giorno, decidere liberamente se vogliamo fare gli straordinari o no. Vogliamo persino le ferie e la pensione decente, vogliamo le commissioni sindacali all\u2019interno delle fabbriche, non \u00e8 come in Cina, che loro s\u00ec, sanno lavorare, lavorare, lavorare e basta, si accontentano di poco, che \u00e8 sempre meglio che morire di fame. Noi operai Italiani, no, noi abbiamo la nostra storia di lotte sociali, con le nostre vittorie e le nostre sconfitte. Abbiamo sempre lottato contro i padroni, che facevano il loro mestiere di padroni e cercavano di guadagnare pi\u00f9 soldi possibile sul nostro lavoro. Ma anche loro sapevano che la corda non la si poteva tirare oltre tanto, se no era sciopero e i soldi andavano in fumo. E quindi era meglio darci qualche cosa di pi\u00f9, che noi lavoravamo anche pi\u00f9 volentieri e producevamo di pi\u00f9. Era una lotta, dura, lo dicono tutti i morti degli ultimi cent\u2019anni, ma tutti sapevano che parte recitavano e c\u2019era rispetto, non tanto per noi, ma un po\u2019 ce n\u2019era, e qualche volta si capiva che il padrone investiva per il lavoro e lo sviluppo e non solo per i suoi soldi.<br \/>\nAdesso come provi a lottare, loro dislocano e le regole sono cambiate, meglio sfruttare un altro popolo, pi\u00f9 indietro, senza storia sociale, senza cultura del lavoro, per qualche decennio, finch\u00e9 dura e poi\u2026<br \/>\nE poi, dove credono di andare a sfruttare la gente: su Marte?<br \/>\nMa intanto hanno ragione loro e io, che so fare questo lavoro, non servo pi\u00f9 a niente, sono un esubero, ma guarda che bella carriera! Ho una moglie, che gi\u00e0 non lavora da due anni e due figli: sono fregato. \u00c8 il destino della mia generazione, abbiamo studiato per avere un posto sicuro, ci hanno tolto la sedia da sotto il sedere e adesso abbiamo tutti il culo per terra.<\/p>\n<p>Giorgio al freddo con i suoi compagni pensa a tutto questo e sa che non c\u2019\u00e8 niente da fare, il mercato non \u00e8 una societ\u00e0 di pubblica assistenza. Sa anche che gli imprenditori non ci sono pi\u00f9. Ci sono solo gli investitori e gli azionisti e se sei nella casella giusta, buon per te, altrimenti crepa.<br \/>\nGiorgio per giunta sa che non potr\u00e0 avere neanche tanti aiuti dall\u2019assistenza sociale, perch\u00e9 lui per loro \u00e8 un ricco, che il suo povero pap\u00e0, morto di quel brutto tumore alla pleura, che si \u00e8 preso nella azienda elettrica dove lavorava, l\u2019alloggio gliel\u2019ha lasciato. Tre camere e cucina, dove, adesso, ci vive anche la mamma. Lui per\u00f2 \u00e8 proprietario e quindi \u00e8 fregato: niente tariffe agevolate, niente aiuti. Il servizio sociale si \u00e8 visto tagliare i fondi gi\u00e0 da tre anni e quindi che cosa si pu\u00f2 sperare.<br \/>\nSiamo tutti nella stessa barca e io le capisco, le assistenti sociali.<\/p>\n<p><b>Il ritorno<\/b><\/p>\n<p>Ciao ragazzi, vado a casa, mia moglie \u00e8 da sola con i bambini. Vado a tenerle un po\u2019 di compagnia; ci vediamo presto.<br \/>\nCiao Giorgio, vuoi ancora l\u2019ultimo?<br \/>\nIl vino \u00e8 forte, forse un po\u2019 aspro. Giorgio, dopo il primo sorso, alza il bicchiere e dice: \u201cAl nostro futuro, ragazzi. Auguri a tutti, non prendete freddo\u2026\u201d Poi con un gesto solo lo scola, appallottola la plastica e la getta nel fuoco.<br \/>\nA passo lento si allontana per le strade buie, qualche fiocco di neve comincia a cadere.<br \/>\nCerto che dovrei incominciare a pensare a trovare qualche cosa, cos\u00ec, solo per prudenza, se non ci rinnovano la cassa integrazione, tra due mesi \u00e8 finita.<br \/>\nNon credo che si vedr\u00e0 nessuno a comprare la fabbrica. A chi conviene? Ci vorrebbe qualcuno di qui, che coinvolga gli operai. Qualcuno che cerchi una nuova strada, dove tutti siamo responsabili nel lavoro, nei profitti, nei guai e nei successi. Mio padre me lo diceva sempre smettila di sognare, i padroni sono padroni e gli operai sono operai. Non si possono mettere insieme; se qualche volta \u00e8 successo, ci hanno pensato gli altri padroni a raddrizzare le teste bislacche del loro ambiente.<br \/>\nHai ragione tu pap\u00e0, devo pensare a mia moglie e ai miei figli. La rivoluzione l\u2019hanno gi\u00e0 fatta tante volte e non abbiamo ottenuto mai niente, se non che \u00e8 cambiato il padrone.<br \/>\nGiorgio fa il giro lungo. Cammina per le strade silenziose. Chi vuoi che stia fuori con questo freddo. Non ha nessuna voglia di andare a casa. Che cosa dice a sua moglie ? Che ha capito, che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare? Che di presidi \u00e8 ormai piena tutta l\u2019Italia, dal Nord al Sud.<br \/>\nE qui dicono che sono i terroni, i negri, i rumeni e Roma ladrona, che ci rubano il pane; e laggi\u00f9 dicono che sono i padroni del Nord, che rubano i soldi pubblici e poi scappano con la cassa.<br \/>\nLa realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: \u00e8 che i padroni, quelli veri, non li vede pi\u00f9 nessuno. Sono nei loro begli uffici e giocano a Risiko con le nostre vite.<br \/>\nTanto non ci vedono mica morire di disperazione e di fame.<br \/>\nMagari passo da Michele a bere ancora un bicchiere, cos\u00ec mi tiro un po\u2019 su prima di andare a casa.<br \/>\nSono le undici quando arriva all\u2019alloggio nel vecchio palazzo operaio degli anni \u201930.<br \/>\nLa testa gli gira e si vergogna di essere in quello stato.<br \/>\nNon ha mai bevuto tanto, solo cos\u00ec, per dimenticare.<br \/>\nDimenticare che cosa? Che \u00e8 un buono a nulla? Che non avr\u00e0 pi\u00f9 un lavoro? Che l\u2019hanno fregato, come tutti i suoi compagni? Che passer\u00e0 da un lavoro fisso e sicuro a quelle, come le chiamano, agenzie interinali, a quei lavori a progetto. Che ti chiamano quando c\u2019\u00e8 bisogno e che speculano sul tuo lavoro e che non puoi dire nulla, pretendere nulla, chiedere nulla. Non sei pi\u00f9 nessuno, solo una insignificante necessit\u00e0 del Mercato. E questo se va bene, altrimenti niente. Il Nulla: il Bar, il Superenalotto, i soldi della moglie, che fa le ore in nero, i lavoretti insignificanti per qualche euro\u2026<br \/>\nChe cretino sono stato a bere tanto. Ho anche voglia di vomitare.<br \/>\nCiao Sofia.<br \/>\nI bambini, per fortuna, sono a dormire e la mamma \u00e8 rimasta da sua cugina.<br \/>\nMeglio.<br \/>\nNon mi dire niente. \u00c8 colpa mia, stasera ero un po\u2019 troppo triste e allora ho bevuto, sono uno stupido, ma tu non ti preoccupare, adesso vado a vomitare e con due buoni caff\u00e8 mi rimetto.<br \/>\nNon mi succeder\u00e0 pi\u00f9.<br \/>\nE no, Madonna. Non ci sto proprio \u2026Meglio vomitare e ricominciare a pensare.<br \/>\nDopo il secondo caff\u00e8, con in bocca un sapore orribile, riesce a guardare in faccia sua moglie e a dirle che ormai ha capito: la fabbrica chiuder\u00e0 e li licenzieranno tutti, ma lui non vuole stare a guardare. Se il mondo cambia, cambier\u00e0 anche lui.<br \/>\nNo, sta tranquilla, niente Brigate Rosse, non sparo a nessuno, non serve a noi e ai nostri figli.<br \/>\nNon ci sar\u00e0 pi\u00f9 la catena, le cose che lui ha sempre fatto e saputo fare, lo stipendio al 27, gli scatti, lo straordinario. Raccoglieranno quello che hanno e studieranno insieme che cosa devono fare e poi c\u2019\u00e8 anche la mamma, che forse pu\u00f2 dare una mano.<br \/>\nVedrai Sofia, vedrai, dice Giorgio, mentre si lascia andare, vestito, sul letto e gli sembra che la testa sia piena di quel fumo troppo denso, che usciva dal fuoco del presidio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>La gita<\/b><\/p>\n<p>A due mesi da quella notte la fabbrica ha definitivamente chiuso.<br \/>\nSono passati altri mesi, Giorgio ha letto mille annunci, si \u00e8 presentato in centinaia di posti, ha contattato decine di agenzie interinali.<br \/>\nPassa il tempo a guardare su internet in una confusione che cresce.<br \/>\nE\u2019 arrivato Luigi, che va ancora al circolo, ma non si espone pi\u00f9 tanto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche sua moglie Giulia, anche lei \u00e8 stata licenziata e fa la badante in nero. Per fortuna qui da noi non ci sono ancora tante rumene.<br \/>\nAnche Luigi cerca lavoro e non lo trova: chi glielo d\u00e0 qui, che lo conoscono tutti!<br \/>\nLui, per\u00f2, ha sempre voglia di scappar via, di fare qualche cosa per divertirsi, per non pensare.<br \/>\nSofia, dai, andiamo in montagna domani, ci facciamo i panini e portiamo il vino buono che mi ha regalato mio cugino da Montiglio. I bambini potranno giocare, diglielo anche tu a quell\u2019orso di Giorgio, non si pu\u00f2 mica stare tutto il tempo al computer, a cercare che cosa, poi, la manna ? Nessuno ti regala niente e in rete non succedono i miracoli.<br \/>\nGiorgio si lascia tirare.<br \/>\nMa s\u00ec almeno i bambini corrono un po\u2019, stanno all\u2019aperto e respirano aria buona.<br \/>\nChe se andiamo avanti cos\u00ec, solo l\u2019aria gli posso comprare\u2026<\/p>\n<p>Come \u00e8 strana la luce, c\u2019\u00e8 tanta luce, c\u2019\u00e8 silenzio e nello stesso tempo un rumore, che non \u00e8 rumore: \u00e8 un suono, \u00e8 acqua, \u00e8 vento. Si vedono le montagne, i boschi, i prati.<br \/>\nE\u2019 proprio un bel posto. Non c\u2019\u00e8 nessuno, si vedono poco lontane alcune case grandi. Accidenti come sono grandi. Molte sono diroccate: tetti sfondati, grandi travi oblique verso il cielo, mura sbreccate, finestre senza vetri e grandi camini diritti, che sembrano sostenere loro tutto quello che resta.<br \/>\nAltre le hanno riparate alla buona.<br \/>\nUna \u00e8 a posto, solida, austera e nello stesso tempo allegra, che sembra che il tempo non sia passato e chiss\u00e0 quanto ne \u00e8 passato.<br \/>\nGiorgio \u00e8 in piedi con le braccia lungo il corpo, gira lentamente su se stesso: guarda.<br \/>\nDio quanto spazio, quanta terra, chiss\u00e0 come era dura la vita qui, certo che sono scappati tutti. Chiss\u00e0 quanto nevica di inverno\u2026<br \/>\nE le scuole? Ci saranno ancora le scuole? Ma perch\u00e9 penso alle scuole?\u2026<br \/>\nI bambini corrono, gridano, ridono, \u00e8 comparso un cagnone fulvo, pacioccone, che gioca con loro.<br \/>\nLe ragazze chiacchierano fitto, fitto. Guardano i bambini, sono tranquille, il cane non fa paura.<br \/>\nLuigi si \u00e8 arrampicato su un gobbone erboso, che spunta da ammassi di pietre disposte a intervalli regolari nell\u2019erba.<br \/>\nChiss\u00e0 chi li avr\u00e0 messi l\u00ec?<br \/>\nGuarda il paese, non si muove, non si volta verso di lui quando lo chiama.<br \/>\nChiss\u00e0 quanto riusciamo a metter insieme vendendo l\u2019alloggio ? e per fare che cosa ? Che cosa so fare io ? Le mani le so muovere, posso imparare, non sono mica scemo ! Si tratta di capire se qui c\u2019\u00e8 qualcuno, se qui c\u2019\u00e8 bisogno di fare qualcosa\u2026<br \/>\nBasta con queste stupidaggini, devo smetterla di sognare, me lo diceva sempre mio padre.<br \/>\nAppena torniamo mi rimetto al computer e vedi se qualcosa non salta fuori e poi posso sempre andare all\u2019agenzia\u2026<br \/>\nCerto, avevo letto che in montagna si pu\u00f2 mettere su qualcosa con la cura del territorio e poi c\u2019\u00e8 il turismo, di qualcuno che si occupi di \u2018sti turisti ci sar\u00e0 pure bisogno, si potrebbero allevare le pecore, coltivare.<br \/>\nNo, qui non cresce niente\u2026<br \/>\nMa come faccio a far tutto da solo\u2026 e poi Sofia, Sofia mi prende per pazzo\u2026<br \/>\nCammina piano verso il gobbone, verso Luigi\u2026 Che cosa guarda?<br \/>\nLe ragazze pi\u00f9 in basso parlano fitto, i bambini corrono, sembrano felici, il cane abbaia, con un vocione bonario.<br \/>\nLuigi, sei diventato sordo, ti ho chiamato. Luigi!<br \/>\nLo tocca\u2026<br \/>\nGiorgio, porca vacca, mi hai spaventato.<br \/>\nCome ti ho spaventato, \u00e8 un\u2019ora che grido\u2026 che c\u2019hai?<br \/>\nNiente. Niente, guardavo. Guardavo quel cartello.<br \/>\nSulla prima casa, quella che sembra li da sempre, poco fuori dalle altre, salta agli occhi un cartello, scritto grosso, con la biacca: \u201c Affittasi casa, per lunghi periodi, con terreno\u201d<br \/>\nE allora?<br \/>\nNiente, pensieri stupidi, da ragazzi, ma io non sono pi\u00f9 un ragazzo\u2026<br \/>\nLe ragazze si sono alzate, i bambini corrono, gridano. Intorno il sole \u00e8 caldo, ci sono tanti fiori e poi c\u2019\u00e8 quel rumore, che non \u00e8 un rumore. \u00c8 un suono: \u00e8 vento, \u00e8 acqua.<br \/>\nRagazzi, gridano Sofia e Luisa, venite gi\u00f9: ci \u00e8 venuta un\u2019idea\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14900\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14900\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Presidio Giorgio, tanti capelli, sempre spettinati, grigio dove \u00e8 giusto, gli occhi illuminati dalla luce del fuoco, dentro al verde dell\u2019iride: rabbia, delusione, voglia di giustizia. Operaio specializzato di 42 anni, la sua azienda \u00e8 stata comprata da una multinazionale, che l\u2019ha inserita in un programma di riorganizzazione. In poche parole l\u2019azienda, che ha [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14900\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14900\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3699,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-14900","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14900"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3699"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14900"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14967,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14900\/revisions\/14967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}