{"id":14894,"date":"2013-05-20T16:57:11","date_gmt":"2013-05-20T15:57:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14894"},"modified":"2013-05-20T16:57:11","modified_gmt":"2013-05-20T15:57:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-testamento-di-cinzia-giuntoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14894","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il testamento&#8221; di Cinzia Giuntoli"},"content":{"rendered":"<p>La lettera riportava una frase che non capiva. Avrebbe dovuto distruggerla, ma non lo aveva fatto. Non sarebbe dovuta partire.<\/p>\n<p>Il viaggio era stato un disastro.<br \/>\nIl sole caldo non si sentiva nell\u2019auto, ma la strada all\u2019orizzonte perdeva la sua consistenza.<br \/>\nUn certo languore lo stava prendendo allo stomaco. La donna accanto a lui confondeva, dietro gli occhiali neri, occhi stanchi. Le mani curate rendevano piacevole il colore dello smalto, rosa pesca, come il rossetto e la sfumatura sulle guance.<br \/>\nRocco le accarezz\u00f2 il ginocchio.<br \/>\n\u201cCi fermiamo a mangiare qualcosa?\u201d<br \/>\nDalia gli scost\u00f2 la mano e si tir\u00f2 su gli occhiali formando una passata sui capelli.<br \/>\n\u201cNon ho fame.\u201d<br \/>\nLe rughe sulla fronte di lui si fecero profonde. Lo sguardo torn\u00f2 sulla strada, dritta, calda e assolata. Intorno solo campi che avevano gi\u00e0 dato i loro frutti.<br \/>\n\u201cPer quanto ancora intendi tenermi il muso. E\u2019 mia madre non posso fare finta di nulla.\u201d<br \/>\nLei guard\u00f2 fuori dal finestrino.<br \/>\n\u201cQuesta volta \u00e8 tua madre, per Natale erano i tuoi nipoti. La prossima volta ci vai da solo in quel paese di merda.\u201d<br \/>\nLa fame gli era passata, coperta da un senso di nausea.<br \/>\n\u201cSenti, possibile che tutte le volte che torniamo a casa mia, devi fare una scenata. Sembri una bambina.\u201d<br \/>\n\u201cForse perch\u00e9 non riesci a capire.\u201d<br \/>\nLui scosse la testa. Si ricordava il giorno che l\u2019aveva incontrata. Lei era in vacanza e lui, studente di Giurisprudenza, d\u2019estate lavorava nel bar del paese. La conobbe durante la festa del patrono, quando i fuochi d\u2019artificio illuminano il cielo per turisti e fedeli. Non fu amore a prima vista, anzi a prima vista fu solo l\u2019aranciata sul vestito. Lei imprec\u00f2 e lui, per farsi perdonare cerc\u00f2 di asciugarla sfiorandole il seno, con il risultato di ricevere un bel ceffone.<br \/>\nDopo fu tutta discesa: una bella storia.<br \/>\nL\u2019anno dopo, dovendosi laureare lui studi\u00f2 tutta l\u2019estate e lei gli rimase accanto per tutte le vacanze. Quando arrivarono i genitori di Dalia, i melanesi, come li chiamava Salvo, il calore del Sud e la freddezza del Nord si fusero.<br \/>\nTutto bene, anche se Rocco non cap\u00ec perch\u00e9 lei volle andare via prima di finire le ferie.<br \/>\n\u201cCerto che non capisco. Fai sempre la donna misteriosa.\u201d<br \/>\nLei incroci\u00f2 le mani tenendole in grembo con le unghie che lasciavano il segno.<br \/>\n\u201cHai passato l\u2019autogrill.\u201d<br \/>\n\u201cMi \u00e8 passata la fame!\u201d<br \/>\nDalia armeggi\u00f2 con la radio.<br \/>\n\u201cQuesta strada non finisce pi\u00f9. Ho bisogno di bere.\u201d<br \/>\n\u201cSe avevi fatto meno la rompicoglioni c\u2019eravamo fermati prima.\u201d<br \/>\n\u201cSenti falla finita. Se ti rompo non mi parlare. Arriviamo, facciamo quello che dobbiamo fare e torniamo a casa.\u201d<br \/>\nIl ronzio dell\u2019aria condizionata stava diventando fastidioso.<br \/>\n\u201cCi vorr\u00e0 qualche giorno. Non si liquida in un ora un\u2019eredit\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec ma in quella casa non ci voglio dormire.\u201d<br \/>\nLui tir\u00f2 un cazzotto al volante.<br \/>\n\u201cE questa che novit\u00e0 \u00e8?\u201d<br \/>\nLei sobbalz\u00f2, ma non rinunci\u00f2 al suo intento.<br \/>\n\u201cE\u2019 cos\u00ec e basta! Ci sar\u00e0 uno schifo di albergo in quello schifo di paese?\u201d<br \/>\nQuando arrivarono il sole tingeva i campi di rosso e la terra cominciava a respirare.<br \/>\n\u201cFigghiu mia!\u201d L\u2019abbraccio della mamma odorava di salsa e sudore. Tir\u00f2 fuori dal seno un fazzoletto si asciug\u00f2 il viso e poi lo ripose fra le pieghe della scollatura.<br \/>\nSulla porta di casa, Salvo, spalle da pescatore e viso cotto dal sole, era la copia di Rocco, solo pi\u00f9 abbronzato e con i capelli che tendevano al grigio.<br \/>\nRocco si divincol\u00f2 dalla madre e lo raggiunse, abbracciando, come fanno i fratelli.<br \/>\nDalia lo salut\u00f2 con un ciao.<br \/>\nIl padre era morto da un anno. Pescatore da quando era riuscito a stare in piedi su una barca, negli ultimi anni usava la sua \u201cNina\u201d, per trasportare i turisti nel mare pugliese. Adesso quella barca era l\u2019unica cosa da dividere fra i fratelli.<br \/>\nLa camera del B&amp;B dava nella Piazza della Chiesa e la domenica mattina le campane non lasciavano posto al riposo.<br \/>\n\u201cAndiamo al mare?\u201d Dalia si volt\u00f2 accarezzandogli il braccio.<br \/>\n\u201cCome vuoi, ma solo io e te, non ho voglia di vedere n\u00e9 tua madre n\u00e9 tuo fratello.\u201d<br \/>\nLa ruga si insinu\u00f2 di nuovo in mezzo alla fronte di Rocco.<br \/>\n\u201cPrima o poi mi farai capire cosa ti disturba.\u201d<br \/>\nSulla spiaggia i bambini facevano castelli di sabbia. Dalia li guardava e a Rocco non sfugg\u00ec il suo sguardo.<br \/>\n\u201cSiamo giovani ci riproveremo.\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, riproveremo.\u201d e si adagi\u00f2 sull\u2019asciugamano per prendere il sole.<br \/>\n\u201cA pranzo siamo da mia madre. Sono giorni che prepara.\u201d<br \/>\n\u201cE naturalmente non sei riuscito a dirle di no.\u201d<br \/>\n\u201cSenti, la prossima volta ci vengo da solo. Ma sei stata convocata anche tu dal notaio.\u201d<br \/>\n\u201cMa cosa credi, che ti toccher\u00e0 parte dell\u2019eredit\u00e0? Te sei il figlio che \u00e8 andato via.\u201d<br \/>\nRocco si volse verso il mare per non dare sfogo alla rabbia.<br \/>\n\u201cSe ha lasciato scritto le sue ultime volont\u00e0 perch\u00e9 non ascoltarle.\u201d<br \/>\n\u201cGi\u00e0 perch\u00e9 non ascoltare.\u201d Disse Dalia mettendosi gli occhiali.<\/p>\n<p>La finestra aperta lasciava le tende bianche sventolare leggere.<br \/>\nIl caldo attanagliava i respiri. Solo il notaio dietro la scrivania di legno, piena di carteggi, non si accorgeva della calura. Vestito di nero e la pelle grigiastra sembrava pronto per l\u2019ultimo viaggio.<br \/>\nDalia, completo chiaro, si sventolava con un foglio di carta. Accanto a lei Rocco. Dietro Salvo con sua madre, vestita ancora a lutto.<br \/>\nIl notaio si schiar\u00ec la voce e inizi\u00f2 a leggere il testamento.<br \/>\n\u201cIl sottoscritto Antonio Musciano, nato a \u2026..\u201d Dalia si era gi\u00e0 persa. Guardava un quadro che raffigurava una tempesta con le sfumatura del mare che contrastavano con il grigio del cielo. Voleva che finisse la lettura del testamento, che la tempesta inghiottisse la barca, che potesse tornare alla sua vita, che\u2026<br \/>\n\u201d\u2026lascio la Nina a mia nuora Dalia.\u201d<br \/>\nI fratelli erano di ghiaccio. La madre con il fazzoletto asciug\u00f2 una lacrima per poi farlo tornare nella scollatura.<br \/>\nDalia era sola, e non riusc\u00ec a fare altro che \u2026.ridere. Una risata isterica riemp\u00ec la stanza.<br \/>\nSalvo se ne and\u00f2. Il notaio chiuse il testamento e mentre lei si calmava, Rocco si alz\u00f2 e con sua madre usc\u00ec dall\u2019ufficio.<br \/>\nDalia rimasta sola, stava per andarsene, quando il notaio la ferm\u00f2.<br \/>\n\u201cSignorina, c\u2019\u00e8 una lettera per lei. Il mio cliente ha chiesto di consegnarla dopo la lettura del testamento. Ecco.\u201d Le porse una busta. Dentro un foglietto, scritto a mano.<\/p>\n<p>La Nina non era una bella barca, ma ai turisti piaceva. Salvo, braccia incrociate, la guardava. Doveva essere sua. Rocco arriv\u00f2 senza far rumore.<br \/>\n\u201cCosa sta succedendo Salvo? Questa barca ti spetta di diritto.\u201d<br \/>\n\u201c\u00c8 andata cos\u00ec.\u201d<br \/>\n\u201cE io che dovrei farci con questa bagnarola?\u201d Disse Dalia avvicinandosi ai fratelli.<br \/>\n\u201cPer me potete venderla. Non voglio entrare nelle vicende della vostra famiglia.\u201d<br \/>\nRocco fece un cerchio nella sabbia con le scarpe. \u201cLa barca \u00e8 tua, devi decidere.\u201d<br \/>\nSalvo non aveva ancora distolto gli occhi dalla Nina.<br \/>\n\u201cDevi decidere di nuovo, Dalia.\u201d<br \/>\n\u201cCosa vuoi dire?\u201d chiese Rocco.<br \/>\nEra un dolore sommerso quello di Salvo, per questo si allontan\u00f2.<br \/>\n\u201cVoglio che la barca resti a Salvo. Fai le carte necessarie e torniamo a casa.\u201d<br \/>\nNon che Rocco fosse contrario, ma che diamine, almeno parlarne un po\u2019 insieme.<br \/>\nIl caldo continuava a farsi sentire. Non c\u2019era nulla che rendesse il soggiorno piacevole. E poi quella lettera. Dalia la teneva nella borsetta, senza capire cosa volesse significare quella frase scritta dal suocero. Avrebbe voluto chiedere a Rocco, ma erano giorni che pensava solo agli incartamenti per il trasferimento della Nina.<br \/>\nDalla terrazza del B&amp;B si godeva il vento profumato di salsedine. Rocco entr\u00f2, silenzioso.<br \/>\n\u201cDomani torniamo a casa. Il passaggio di propriet\u00e0 \u00e8 pronto. Firmi tutto e chiudiamo questa storia.\u201d<br \/>\nDalia annu\u00ec e lui la baci\u00f2 sul collo.<br \/>\n\u201cMia madre ci aspetta a cena.\u201d Disse quasi implorando. Lei si irrigid\u00ec scostandosi.<br \/>\n\u201cDai l\u2019ultimo sforzo. E poi stasera in piazza c\u2019\u00e8 la festa, un po\u2019 di allegria non ci far\u00e0 male.\u201d<br \/>\nLei si guard\u00f2 le mani, lo smalto rosa pesca si stava deteriorando.<br \/>\n\u201cVa bene, cos\u00ec non staremo tutta la sera a tavola.\u201d<\/p>\n<p>I fuochi d\u2019artificio erano bellissimi. I turisti restavano con il naso in su fino a quando le ultime tre botte non ne decretavano la fine.<br \/>\nDalia era seduta sulle scale della Chiesa. Aspettava Rocco con qualcosa da bere di fresco. Arriv\u00f2 invece Salvo.<br \/>\n\u201cNon ti ho ancora per ringraziato.\u201d<br \/>\n\u201cLo hai fatto adesso.\u201d<br \/>\n\u201cTi sei chiesta perch\u00e9 mio padre ha fatto questo?\u201d le chiese sedendosi sui gradini. Lei lo guard\u00f2 disgustata.<br \/>\n\u201cMe lo sono chiesto anch\u2019io.\u201d Rocco era arrivato con le birre. Dalia abbass\u00f2 la testa portando in avanti i capelli.<br \/>\n\u201cFa troppo caldo stasera. Meno male che domani torniamo a Milano.\u201d<br \/>\n\u201cDalia non cambiare argomento. Perch\u00e9 mio padre ha lasciato la barca a te.\u201d Rocco era alterato.<br \/>\n\u201cMa cosa volete da me. Lasciatemi stare!\u201d<br \/>\nSi alz\u00f2 di scatto, la borsetta gli scivol\u00f2 di mano e il suo contenuto rotol\u00f2 per le scale della chiesa. Il rossetto, l\u2019agendina, lo specchietto e un foglio, stropicciato, con uno scritto nel centro della pagina. Rocco lesse quelle poche righe.<br \/>\n\u201c&#8217;a pinsatu tui pi la vita di &#8216;llatrie moi ti la spicci tui finu alla fini.\u201d<br \/>\n\u201cCos\u2019\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cNon sono affari tuoi.\u201d disse Dalia riprendendosi il biglietto. Senza dare a nessuno il tempo di replicare raccolse tutto e se ne and\u00f2. Salvo aveva assistito a tutta la scena.<br \/>\n\u201cChe femmena!\u201d<br \/>\n\u201cChe vuoi dire.\u201d disse Rocco.<br \/>\n\u201cChe c\u2019ha fatto fessi a tutti e due.\u201d<br \/>\nLa piazza si stava svuotando. Le stelle erano rimaste le uniche compagne.<br \/>\n\u201cBuonanotte \u2013 disse Salvo &#8211; Domani a che ora partite?\u201d<br \/>\n\u201cAlle otto, il viaggio \u00e8 lungo.\u201d<br \/>\n\u201cSalutami la femmena.\u201d<br \/>\nIn camera Dalia non si mosse quando Rocco entr\u00f2 nel letto.<br \/>\n\u201cChe ti ha detto Salvo?\u201d<br \/>\nRocco era spazientito.<br \/>\n\u201cMi dovresti far capire tu qualcosa. Chi te l\u2019ha scritto quel biglietto?\u201d Non dire nulla era troppo tardi.<br \/>\n\u201cTuo padre. L\u2019aveva lasciato con il testamento?\u201d<br \/>\n\u201cChe significa?\u201d<br \/>\n\u201cTu mi devi dire cosa significa. Per me \u00e8 arabo.\u201d<br \/>\n\u201cVuol dire che devi decidere della vita degli altri come hai gi\u00e0 fatto. Spiegami te adesso.\u201d<br \/>\nDalia volt\u00f2 le spalle.<br \/>\n\u201cVoglio tornare a casa. Non ci voglio restare un minuto in pi\u00f9 in questo posto.\u201d<br \/>\nSi avvolse nella lenzuola. Grattavano la pelle, mentre lei aveva bisogno di carezze.<br \/>\n\u201cEra di Salvo il figlio che hai perso?\u201d<br \/>\nLei non si mosse. Le lacrime scendevano sul viso.<br \/>\n\u201cQuando lo hai capito?\u201d<br \/>\n\u201cQuando ho letto il biglietto.\u201d<br \/>\n\u201cE\u2019 successo quando tu studiavi e io mi annoiavo.\u201d<br \/>\n\u201cE che \u00e8 colpa mia!\u201d<br \/>\n\u201cLasciami in pace, voglio dormire.\u201d<br \/>\nLui guard\u00f2 l\u2019orologio. Le tre. Si rivest\u00ec.<br \/>\n\u201cDove vai?\u201d<br \/>\n\u201cSi respira un\u2019aria pesante in questa camera.\u201d<br \/>\nLa notte fuori era fresca, profumata. I pescatori stavano partendo. La Nina si lasciava dondolare dolcemente.<br \/>\nRocco entr\u00f2. Sapeva di trovarci suo fratello. L\u2019odore della barca riavvolse un nastro che da tempo non aveva pi\u00f9 ascoltato. Si vedeva bambino con suo padre e Salvo, la salsedine sui capelli e le mani puzzolenti di pesce.<br \/>\nSalvo era nella cuccetta. Rocco si mise a sedere sugli scalini.<br \/>\n\u201cSalvo questa volta decido io della mia vita. Ricomincio da qui.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14894\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14894\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettera riportava una frase che non capiva. 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