{"id":14830,"date":"2013-05-17T18:07:19","date_gmt":"2013-05-17T17:07:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14830"},"modified":"2013-05-17T18:07:19","modified_gmt":"2013-05-17T17:07:19","slug":"premio-racconti-per-corti-2013-la-spina-di-valentina-amadio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14830","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2013 &#8220;La Spina&#8221; di Valentina Amadio"},"content":{"rendered":"<p>Il cuscino come al solito era per terra e gi\u00e0 entrava luce dalle persiane accostate.<br \/>\nDopo aver buttato il pigiama in un angolo prendo un paio di pantaloncini sgualciti e una maglietta gi\u00e0 sporca d&#8217;erba e scendo in cucina per il caffe, c\u2019\u00e8 casino ovunque, ma son nato nel casino e credo ci morir\u00f2.<br \/>\nIl sole inizia gi\u00e0 a farsi sentire e il tagliaerba arrugginito mi aspetta esattamente dove l\u2019ho lasciato due settimane fa: rovesciato in un angolo del prato vicino alla catasta di legna avanzata dall\u2019inverno.<br \/>\nCon le infradito sento l\u2019erba umidiccia che mi bagna i piedi, odio questa sensazione almeno quanto odio la bella BMW dei vicini e il loro stupido Setter che piscia sempre sulla ruota della mia Dolly, la mia Pit Bike, l\u2019unico mezzo di trasporto che posso permettermi con lo stipendio da fame che mi danno gi\u00f9 al ferramenta per cui lavoro.<br \/>\nAlzo quel macinino svogliatamente e provo ad accenderlo tirando quel cordino spellacchiato una volta, due, tre,&#8230; \u201cChe palle!\u201d urlo tirandogli un calcio al quarto tentativo fallito di metterlo in moto.<br \/>\nDevo averci messo pi\u00f9 forza del previsto perch\u00e8 riesco a farlo ribaltare sulla legnaia causando la caduta di un po\u2019 di tronchi rinsecchiti.<br \/>\nResto a guardare la scena qualche secondo, immobile, poi dopo un respiro profondo inizio a liberare il prato dalla legna caduta ed eccola: la spina.<br \/>\nE\u2019 grossa e scura, e f\u00e0 un male cane; quella piccola cicciona della figlia dei miei vicini mi sta guardando, forse attirata dalle mie imprecazioni, e appena accenno uno scatto verso di lei scappa in casa rovesciando il pacchetto di patatine che stava mangiando lungo tutto il vialetto.<br \/>\nAdesso mi tocca perdere mezz\u2019ora per levarmi \u2018sta cosa dal pollice e dovr\u00f2 tagliare l\u2019erba sotto il sole cocente cos\u00ec se tutto va bene m\u2019ustiono anche.<br \/>\nMi ci vuole qualche secondo per abituare gli occhi alla penombra del soggiorno, dove tengo la cassetta del pronto soccorso, e dopo vari insulti a me stesso per il disordine che vi regna trovo un paio di pinzette.<br \/>\nInizio a provare ad afferrare la spina e cerco di trattenere l\u2019ennesima imprecazione quando sento la prima fitta che dal dito mi percorre tutto il corpo.<br \/>\nRitento, e stavolta riesco a prenderne la punta e inizio a tirare, ma invece di uscire sento come se un ago mi penetrasse ulteriormente nella carne arrivando fino alla spalla; sento il dolore diramarsi verso la pancia, le gambe, l\u2019altro braccio, la testa&#8230;<br \/>\nE\u2019 pi\u00f9 di quanto il mio corpo sia disposto a sopportare: svengo.<br \/>\nBuio, non entra luce dalla finestra della sala, al momento non ricordo quasi nulla, poi pian piano i ricordi riemergono come da una nebbia confusa: il tagliaerba, la legna, la pinzetta.<br \/>\nProvo ad alzarmi ma mi sento come legato dalla testa ai piedi, non riesco a parlare n\u00e8 a muovermi, come se il mio corpo non m\u2019appartenesse pi\u00f9 e pesasse tonnellate.<br \/>\nHo sete, ho una sete pazzesca, non mi sento pi\u00f9 la lingua, non mi sento pi\u00f9 nulla!<br \/>\nResto in quella condizione di vegetale senza capire cos\u2019\u00e8 successo fino al giorno dopo, e a quello dopo ancora&#8230;ma che cazzo ho?!<br \/>\nNon ho fame, non ho sonno, non riesco a muovermi e ho questa sete che mi sta uccidendo.<br \/>\nAd un tratto sento un\u2019auto parcheggiare vicino al marcipiede di casa mia e una voce familiare che mi chiama \u201cGiulio! Giulio!&#8230;\u201d \u00e8 mia sorella, per una volta nella vita son felice di vederla!<br \/>\nSento il suo tacchettare in veranda, \u201cGiulio! Razza di cretino&#8230;\u201d viene scocciata verso la sala, entra e la vedo, provo a muovermi e a chiamarla, ma \u00e8 come se avessi la bocca cucita e ogni muscolo del mio corpo cementato a terra.<br \/>\nLei mi guarda stupita e poi il suo sguardo cambia subito direzione diventando bianco cadaverico, vedo che nota una chiazza piuttosto consistente di sangue a terra, devo aver sbattuto la testa quando sono svenuto; prende il cellulare tremando e compone un numero \u201cCarlo, Carlo sono io, ti prego corri qui e chiama la polizia&#8230;No, no, vieni e basta!\u201d, riaggancia e corre al piano superiore \u201cGiulio! Giulio ti prego!\u201d urla a squarciagola piangendo&#8230;non capisco.<br \/>\nDieci minuti dopo ho la casa piena di gente, c&#8217;\u00e8 la polizia scientifica, poi amici, parenti, vaghi conoscenti, i vicini, tutti mi buttano uno sguardo vagamente incuriosito e poi continuano a sparlare di me come se non ci fossi \u201cEra destino che gli succedesse qualcosa\u201d \u201cTi ho detto che frequentava brutta gente\u201d \u201cPer me si drogava\u201d e questo andirivieni va avanti per qualche giorno, poi resto solo con me stesso e i miei pensieri.<br \/>\nRipercorro la mia vita, la prima scazzottata, la prima canna, le liti coi miei, i soldi che chiedevo a chiunque, le bugie, i vicoli bui, le donne.<br \/>\nUn rumore attira la mia attenzione e mi distoglie da quei cupi pensieri, \u00e8 Lucia, o Chiara, non ricordo esattamente il suo nome anche se le abito a fianco da anni; \u00e8 la figlia di 6,7 anni dei miei vicini, ha un innaffiatoio in mano e, avvicinatasi, mi mette una mano sul cuore e inizia dolcemente a bagnarmi i piedi \u201cNon ti preoccupare, non si prendeva cura manco di stesso, figuriamoci se poteva si curare qualcun\u2019altro\u201d dice.<br \/>\nI piedi bagnati, quella sensazione che ho sempre odiato improvvisamente \u00e8 come manna dal cielo, pian piano svanisce il mio maniacale bisogno di bere e mi sento gi\u00e0 pi\u00f9 vivo.<br \/>\nLa piccola sta l\u00ec e mi parla della scuola, dei compagni che la scherzano per i suoi chili di troppo, dei compiti&#8230;la osservo mentre mi parla, mentre si prende cura di me senza pretese e per la prima volta noto che ha due splendidi occhi verdi.<br \/>\nContinuo a ricevere solo la sua visita serale col suo innafiatoio rosa tutti i giorni per due, tre settimane, ho perso la cognizione del tempo, ormai l&#8217;aspetto come un cagnolino e quando se ne va resto con la compagn\u00eca peggiore di tutte: la mia.<br \/>\nLa mia vita sembra ormai decisa, interminabili giornate immobile aspettando Lucia, s\u00ec, si chiama cos\u00ec m&#8217;ha detto lei stessa, quando una mattina arriva un camion, un enorme camion da cui scendono tre netturbini seguiti da mia sorella in auto.<br \/>\n\u201cEcco, portate via pure tutto, \u00e8 roba vecchia, ammuffita, non vale nulla\u201d dice lei distrattamente.<br \/>\n\u201cE della pianta che ne facciamo?\u201d dice uno del trio con la sigaretta che gli penzola dalla bocca e i capelli unti.<br \/>\nMia sorella si ferma, mi guarda e viene a toccarmi, per un istante ho l&#8217;impressione che mi stia guardando negli occhi, poi ritrae improvvisamente infastidita la mano \u201cFatene quel che volete, \u00e8 orrenda!\u201d, si volta, consegna dei soldi agli uomini e se ne va.<br \/>\nI tre cominciano a prendere i miei mobili e caricano nel camion, se solo potessi prenderei a calci quegli energumeni che osano toccare la mia roba!<br \/>\nAd un tratto un flash mi abbaglia e, come si trasale spaventati da un forte tuono inatteso, capisco, o pi\u00f9 che altro mi vedo: uno degli omaccioni ha staccato dalla parete un grande specchio e l\u2019ha messo per terra appoggiandolo al muro davanti a me.<br \/>\nCi\u00f2 che vedo \u00e8 scioccante: un vecchio ulivo, tutto contorto su se stesso, marcio, poche foglie secche e dei funghi sul tronco, vedo le mie rughe premature, le mie cicatrici, la mia rabbia, il mio odio, \u00e8 tutto l\u00ec in bella mostra.<br \/>\nMa questo assurdo! Chiss\u00e0 che cacchio m&#8217;ha venduto da fumare quel bastardo di Ramones, quando mi sveglio da &#8216;sto incubo lo riempio di botte!<br \/>\nEppure \u00e8 tutto cos\u00ec reale&#8230;<br \/>\n\u201cAbbiamo dietro l\u2019accetta o vado a prenderla in discarica?\u201d<br \/>\n\u201cNo, lascia, l\u2019ho gi\u00e0 qua io. Spostati. Ma come cacchio avr\u00e0 fatto a farle mettere radici nel pavimento? Assurdo! Doveva essere un gran coglione &#8216;sto tipo.\u201d.<br \/>\nVedo l\u2019accetta, sento lo spostamento d\u2019aria e chiudo gli occhi preparandomi al dolore quando all\u2019improvviso \u201cAspetta!\u201d urla un netturbino.<br \/>\nSocchiudo gli occhi e lo vedo allungare la mano e iniziare a scavarmi la pelle, o meglio, la corteccia del fianco, sento le sue unghie sporche che staccano pezzi di me e poi mi strappa qualcosa che luccica al sole \u201cGuarda! Una pinzetta?\u201d \u201cButta via, dai levati!\u201d.<br \/>\nE\u2019 un secondo, ho giusto il tempo di pensare che \u00e8 assurdo, tra tutte le piante proprio un ulivo, il simbolo della \u201cSSSTAC-STOC-..\u201d&#8230;pace.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14830\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14830\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cuscino come al solito era per terra e gi\u00e0 entrava luce dalle persiane accostate. 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