{"id":14818,"date":"2013-05-17T17:59:05","date_gmt":"2013-05-17T16:59:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14818"},"modified":"2013-05-17T17:59:05","modified_gmt":"2013-05-17T16:59:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lultimo-giorno-di-mare-di-lucia-finelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14818","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;L\u2019ultimo giorno di mare&#8221; di Lucia Finelli"},"content":{"rendered":"<p>Era arrivato settembre e, nel piccolo paese di mare, come ogni anno, i paesani erano stranamente felici, sollevati, perch\u00e9 diventavano nuovamente proprietari del proprio territorio: porticciolo, lungomare, spiagge,aria! I turisti erano un male necessario: ogni estate, li aspettavano, perch\u00e9 servivano al benessere del paese, ma dopo due mesi di convivenza, non vedevano l&#8217;ora che andassero via, con il loro chiasso, i loro modi arroganti e prepotenti.<br \/>\nIn effetti, quel paesino, a settembre, si trasformava: partite le orde di turisti, riacquistava le sue originarie sembianze. Era sicuramente pi\u00f9 bello e vivibile, a dimensione d&#8217;uomo. Per questo motivo, i turisti pi\u00f9 affezionati cercavano di trascorrervi, in quel magico mese, almeno un fine settimana.<br \/>\nAnche quell&#8217;anno, Paolo, Laura e la piccola Silvia, si tennero liberi per un lungo weekend da trascorrere nella pace del loro adorato paese di mare, prima di tuffarsi definitivamente nella noiosa, snervante routine cittadina.<br \/>\nArrivarono di sera, molto tardi, come al solito, per potersi svegliare col dolce rumore del mare, interrotto solo dal canto degli uccellini e dai rintocchi delle campane della chiesa, che, ogni quarto d&#8217;ora, scandivano l\u2019inesorabile scorrere del tempo.<br \/>\nQuella mattina, per\u00f2, nel paesino, c\u2019era un\u2019aria triste: le campane suonavano \u201ca morto\u201d, piangevano la prematura scomparsa di una bambina di dodici anni, stroncata dal cancro nel giro di pochi mesi. A nulla erano valse le cure mediche n\u00e9 le preghiere collettive, cui avevano partecipato anche i turisti durante la celebrazione delle suggestive messe estive, all\u2019aperto, sul sagrato della chiesa vestito a festa.<br \/>\nIl male l\u2019aveva consumata velocemente e la bambina era volata in cielo insieme agli altri angeli del Paradiso.<br \/>\nPer lei, quello era stato l\u2019ultimo giorno nel suo bel paese di mare.<br \/>\nLa Messa, alle dieci del mattino, era celebrata all\u2019aperto, come sempre, per consentire a tutti di partecipare all\u2019ultima preghiera di commiato per quell\u2019anima pura.<br \/>\nIn quest\u2019atmosfera giunsero, a messa iniziata, anche i nostri vacanzieri, i quali videro affissi, sui muri del paese, i numerosi manifesti funerari in memoria della ragazzina, di una straziante commozione. Non vi riconobbero alcun nome di persone a loro note, per cui, dopo avere recitato una preghiera, bench\u00e9 rattristati dalla vicenda, proseguirono, decisi a noleggiare l\u2019ultima barca della stagione.<br \/>\nNell\u2019enigmatica commedia della vita bisognava cogliere l\u2019attimo fuggente! D\u2019altra parte, si nasce e si muore di continuo, contemporaneamente, in ogni parte del mondo, mentre il globo continua a muoversi ed a ballare divertito!<br \/>\nScelsero la barca pi\u00f9 bella del porticciolo: un grande gozzo bianco e blu, degno della principessina di famiglia. Silvia aveva adocchiato quel gozzo all\u2019inizio della stagione, strappando una promessa al babbo per la fine dell\u2019estate. E, si sa, ogni promessa \u00e8 un debito, soprattutto se fatta alla figlioletta adorata!<br \/>\nIl tempo, in realt\u00e0, non era un granch\u00e9: il cielo era velato, il sole dubbioso, e, a tratti, scompariva del tutto dietro la maestosa montagna a picco sul mare.<br \/>\nC\u2019era davvero un\u2019aria strana in giro; anche il mare, seppur non agitato, non prometteva niente di buono, cos\u00ec spumeggiante e ventilato.<br \/>\nMa loro volevano salpare, erano venuti appositamente per quell\u2019ultimo giorno di mare e non vi avrebbero facilmente rinunciato. Cos\u00ec fu: comprarono i panini e l\u2019acqua ghiacciata nell\u2019esclusivo negozio della marina e poi noleggiarono la barca, costretti a saldare subito il prezzo del noleggio.<br \/>\nLaura, la moglie, non apprezz\u00f2 questo comportamento del marinaio; avrebbero potuto tranquillamente pagare al rientro in porto. Ai suoi occhi fu un gesto di grande scortesia, visto e considerato che l\u00ec ormai erano conosciuti, ma, soprattutto, superstiziosa com\u2019era, le sembr\u00f2 di cattivo augurio, vi intravide quasi un ulteriore presagio di sventura.<br \/>\nInfatti, non le era piaciuta la triste concomitanza dei funerali della bambina; forse, avrebbe fatto a meno di quell\u2019ultimo bagno per rispetto al dolore di quella madre e di quel padre, ma c\u2019era da accontentare il proprio angioletto! Si sa, la vita continua!<br \/>\nE se fosse stato proprio l\u2019ultimo bagno? Questo pensiero cominci\u00f2 ad aleggiare nella mente di Laura e fin\u00ec col rovinarle la giornata, ma lo tenne per s\u00e9, senza lasciare trapelare nulla a marito e figlia. D\u2019altra parte, era innato in lei un pessimismo di leopardiana memoria e anche la piccola, nonostante la tenera et\u00e0, non esitava a rinfacciarglielo. E poi, era dannatamente sensibile e si commuoveva per un nonnulla! Senza contare la terribile superstizione, tipica dei meridionali, che, a volte, rasenta la follia!<br \/>\nComunque, bando ai sentimentalismi, i tre partirono col vento in poppa e tanti schizzi! Un vero divertimento per i lupi di mare! Si allontanarono dal porticciolo, fino a quando il paese non divenne un piccolo punto, per poi scomparire dietro le montagne.<br \/>\nChe spettacolo! Solo cielo e mare con tante sfumature di blu, e le montagne frastagliate, il tutto sovrastato dai numerosi gabbiani, tornati da lontano per riappropriarsi delle petrose spiagge.<br \/>\nAnche quell\u2019anno si era verificato, dunque, il miracolo di settembre: nell\u2019arco di una settimana il paese si era svuotato, il mare ripulito dei tanti, forse troppi, spericolati natanti, e tutto era tornato come prima \u2013 poche barche, pochi turisti, pochi, ma buoni! A Laura sembrava proprio di ritornare bambina, quando, in quel paesino, era perennemente settembre!<br \/>\nLaura aveva sempre apprezzato tutto ci\u00f2, ma quel giorno non fu cos\u00ec. Avrebbe preferito di gran lunga stare in mezzo alla gente, circondata da barche, canoe e pedal\u00f2. Nonostante avesse desiderato tanto quel momento di solitudine, non stava a proprio agio; il sordo rumore del mare, lo stridulo vociare dei gabbiani e quel silenzio naturale la opprimevano, la disturbavano pi\u00f9 di ogni altro suono fastidioso, la facevano stare veramente male!<br \/>\nPi\u00f9 volte il marito le chiese se stesse bene e lei, tutte le volte, ment\u00ec con un finto sorriso di circostanza, fino a quando, improvvisamente, la barca si ferm\u00f2, ammutolita! A quel punto Laura sbianc\u00f2; d\u2019un colpo, perse l\u2019abbronzatura cos\u00ec faticosamente conquistata durante le vacanze. Quest\u2019imprevisto non ci voleva proprio! Tra l\u2019altro con quel vento sarebbero arrivati in Sicilia! Il panico prese il sopravvento, ma solo per poco. Paolo, infatti, con la sua consueta, quasi irritante pacatezza, ed il suo solito ottimismo, accompagnati dall\u2019immancabile tenacia, tranquillizz\u00f2 le proprie donne, e, soprattutto, riusc\u00ec a riavviare il motore.<br \/>\nLa barca ripart\u00ec, ma, contrariamente ai programmi, decisero di non allontanarsi ulteriormente e di approdare alla spiaggia pi\u00f9 vicina. Era una spiaggia molto piccola, sovrastata dalla montagna, la quale, sul lato destro, mostrava una grande cavit\u00e0, una grotta, da loro soprannominata, appunto, \u201cil grottone\u201d.<br \/>\nDato l\u2019umore, Paola avrebbe preferito una spiaggia grande, dove probabilmente sarebbero arrivate altre persone, ma non fu accontentata, in quanto padre e figlia volevano fare un po\u2019 di snorkeling e quello era il posto pi\u00f9 adatto. Cos\u00ec, dopo un po\u2019 di vane proteste, cap\u00ec che non aveva altra scelta; si rassegn\u00f2 e pens\u00f2 che avrebbe approfittato per finire di leggere il suo libro, adagiata sul materassino, in riva al mare, cullata dalle onde, naturalmente, tempo permettendo! Dietro la montagna, infatti, si affacciavano sempre pi\u00f9 vicine e minacciose delle grandi nubi. Per calmarsi recit\u00f2 una preghiera, come era solita fare quando voleva dare pace all\u2019anima e alla turbinosa mente. I pensieri si accavallavano vertiginosamente e neppure il sole, forse troppo debole, riusc\u00ec a stordirla e ad annientare le idee di morte che, ormai, le si erano insinuate nel cervello. I pensieri, si sa, corrono pi\u00f9 del vento e sono difficilmente controllabili!<br \/>\nAlla fine, rimasta sola, si arrese: apr\u00ec il libro e si immerse nella lettura, bench\u00e9 non amena, trattandosi di una recente testimonianza sulla persecuzione degli ebrei. In genere, portava, in viaggio, con s\u00e9 due o tre libri di genere diverso, in modo da avere un po\u2019 di scelta in base all\u2019umore, ma quella volta non era stato possibile. Aveva dovuto ridurre il bagaglio, stressata dalle lamentele del marito, per cui, anche sul fronte lettura dovette accontentarsi.<br \/>\nEssendo, comunque, una fanatica dell\u2019abbronzatura, cominci\u00f2 a leggere posizionandosi nella direzione del sia pur debole sole, e, pian piano, tra lettura, sole e stanchezza mentale, suo malgrado, cadde in un sonno profondo. Inizi\u00f2 cos\u00ec il viaggio verso l\u2019ignoto.<br \/>\nApr\u00ec gli occhi e le si par\u00f2 innanzi l\u2019uomo della grotta, un vero e proprio homo sapiens, il quale la guardava curioso e la toccava, la tastava curiosamente come se fosse una bambola, poi la prese in braccio e la sollev\u00f2 in aria, lanciandola fino alla vetta della montagna.<br \/>\nCadde gi\u00f9 facendo uno spettacolare tuffo nel mare, al pari di quelli olimpionici, e, cosa ancora pi\u00f9 strana, l\u2019uomo della grotta non c\u2019era pi\u00f9.<br \/>\nUsc\u00ec dall\u2019acqua indenne e, con sua grande sorpresa, si ritrov\u00f2 con una bellissima coda di pesce: era diventata una gigantesca sirena! Che orrore! Le era capitato spesso di invocare \u201cun bel corpo da sirena\u201d, ed, invece, quell\u2019ingombrante coda variopinta la faceva sentire prigioniera di s\u00e9 stessa e molto ridicola. Inoltre, ricordava bene quanto odiasse la fiaba de \u201cLa Sirenetta\u201d, con quel finale tanto ingiusto: lei, la sirenetta, la salvatrice del principe, diventa spuma di mare, invisibile, mentre, l\u2019altra, per un puro colpo di fortuna, sposa il principe. Una vera ingiustizia, percepita come tale anche dalla piccola Silvia, la quale, puntualmente, cambiava il finale della favola, senn\u00f2, diceva lei, \u201cma che favola \u00e8?\u201d!<br \/>\nMentre pensava a queste cose, sent\u00ec un brusco strappo che la fece andare sott\u2019acqua: uno spaventoso natante le aveva tranciato di netto la coda! Per fortuna, si ritrov\u00f2 di nuovo con le proprie gambe, piccole e corte, ma pur sempre gambe, e con i suoi soliti piedi a papera. Il natante prese il largo e sembr\u00f2 allontanarsi; ma poi, di colpo, si gir\u00f2, acceler\u00f2 e si diresse verso la spiaggia dove si trovava la povera malcapitata, Laura.<br \/>\nSi trattava di un gommone, che ospitava cinque bruti, i quali si scagliarono contro di lei con tutta la loro forza e malsana cattiveria. Inutilmente sadico sarebbe soffermarsi sui terribili particolari dell\u2019aggressione!<br \/>\nVeramente un brutto sogno, anzi il peggiore degli incubi! Eppur cos\u00ec reale!<br \/>\nLaura si svegli\u00f2 di soprassalto e si rese conto che aveva dormito parecchio; uno sguardo all\u2019orologio per capire che era passata un\u2019ora, ma, del resto della famiglia, neanche l\u2019ombra! In giro non c\u2019era nessuno, un vero deserto in mare aperto.<br \/>\nNon ebbe neppure il tempo di rilassarsi per avere realizzato che si era trattato solo di un orribile incubo, quando, all\u2019improvviso, vide emergere dal mare, marito e figlioletta, sconvolti, in un mare di sangue!<br \/>\nPaolo aveva avuto un incontro ravvicinato con una murena e ci aveva giocato un po\u2019 troppo per farsi bello agli occhi della figlia. La murena si era innervosita e, per difesa, gli aveva afferrato il braccio in una strettissima morsa.<br \/>\nLa moglie, inebetita, corse sulla spiaggia, prese un telo e glielo strinse intorno al braccio, nella speranza di fermare il sangue. Fece tutto senza guardare bene la ferita, poich\u00e9 la vista del sangue, da sempre, le provocava svenimento.<br \/>\nTra i pianti della bambina ed i lamenti del marito, ebbe poi la prontezza di nuotare veloce alla barca, non certo per condurla \u2013 era una totale imbranata -, ma, semplicemente, per chiedere aiuto col cellulare. Ovviamente, l\u00ec, a largo, sotto la montagna, non c\u2019era campo per telefonare! Disperata, cominci\u00f2 a guardare in lontananza, sperando di scorgere qualche imbarcazione, ma invano!<br \/>\nNel frattempo, infatti, il tempo era peggiorato ed i pochi turisti avevano preferito rimanere tranquilli nella marina a godersi la brezza marina, comodamente seduti ad un tavolino di bar.<br \/>\nLa povera Laura cominci\u00f2 a temere il peggio; prov\u00f2 anche, ma inutilmente, a far partire quella dannatissima barca! In preda ai suoi terribili pensieri percep\u00ec, in lontananza, una specie di ronzio, che, poco alla volta, divenne sempre pi\u00f9 chiaro: era il motore di una barca! Finalmente! Quei pochi secondi di attesa le erano sembrati un\u2019eternit\u00e0.<br \/>\nDa lontano l\u2019ombra della barca, man mano che si avvicinava, divent\u00f2 sempre pi\u00f9 visibile: nel giro di poco l\u2019incubo si materializz\u00f2. L\u2019incubo nell\u2019incubo! Era proprio il gommone sognato poc\u2019anzi, e a bordo c\u2019erano proprio loro, gli uomini che l\u2019avevano brutalmente assalita, ma non poteva lasciarsi condizionare dall\u2019immaginazione, dai sogni, e, soprattutto, doveva abbandonare la sua dannata superstizione.<br \/>\nLe urla della piccola Silvia la richiamarono alla realt\u00e0 e smise di pensare. Cominci\u00f2 ad agitarsi sulla barca in modo da attirare l\u2019attenzione del natante in lontananza. Non appena questo fu vicino a lei, tutti i suoi dubbi trovarono conferma, purtroppo! Ma non si perse d\u2019animo; fissando i loro occhi di ghiaccio, in lacrime, implor\u00f2 il loro aiuto.<br \/>\nAnche gli uomini la fissarono, si scambiarono complici sguardi, parlarono nella propria lingua, e, poi, senza fiatare, si diressero verso la spiaggia, dove caricarono l\u2019uomo con la bambina che gli stava attaccata come una ventosa. Passarono vicino al gozzo, dal quale prelevarono anche la donna, e, sempre in silenzio, si diressero veloci verso il porto pi\u00f9 grande, vicino all\u2019Ospedale.<br \/>\nAlla banchina c\u2019era gi\u00e0 l\u2019ambulanza con un medico ed infermieri pronti a soccorrere l\u2019infortunato, oltre ai soliti curiosi.<br \/>\nEseguita la consegna, i soccorritori del gommone, schivi come dall\u2019inizio dell\u2019incontro, ebbero fretta di andarsene, rifiutando qualsiasi ricompensa. A sorpresa, per\u00f2, uno di loro, parlando in un italiano stentato, rivolgendosi in particolare a Laura, ringrazi\u00f2 a nome di tutti, per aver salvato loro la vita eterna.<br \/>\nIl povero Paolo era in stato di totale incoscienza quando arrivarono al porto e non ud\u00ec quelle parole; Silvia era troppo piccola per capirle, ma Laura, reduce da una mattinata di terrore, ancora incredula per l\u2019accaduto, pur versando in uno stato mentale confusionale, intese e perci\u00f2 ringrazi\u00f2 il suo Dio per averla salvata. Tuttavia, la giornata non era terminata. Concentr\u00f2 le sue preghiere sul povero marito.<br \/>\nDopo una giornata di autentico realismo, riprendeva la commedia della vita, nell\u2019atrio squallido di un ospedale di paese, sbrigando le pratiche burocratiche necessarie per l\u2019ingresso di un degente.<br \/>\nLa realt\u00e0 aveva superato il sogno. Fu l\u2019ultimo giorno di mare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14818\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14818\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era arrivato settembre e, nel piccolo paese di mare, come ogni anno, i paesani erano stranamente felici, sollevati, perch\u00e9 diventavano nuovamente proprietari del proprio territorio: porticciolo, lungomare, spiagge,aria! I turisti erano un male necessario: ogni estate, li aspettavano, perch\u00e9 servivano al benessere del paese, ma dopo due mesi di convivenza, non vedevano l&#8217;ora che andassero [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14818\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14818\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1751,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-14818","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14818"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1751"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14818"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14818\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14820,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14818\/revisions\/14820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}