{"id":14805,"date":"2013-05-17T17:57:15","date_gmt":"2013-05-17T16:57:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14805"},"modified":"2013-05-17T17:57:15","modified_gmt":"2013-05-17T16:57:15","slug":"premio-racconti-della-rete-2013-una-stola-magnificadi-laura-muscara-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14805","title":{"rendered":"Premio Racconti della Rete 2013 &#8220;Una stola magnifica&#8221;di Laura Muscara (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta il borgo di Lindopinto che, come tutti i borghi del tempo che fu, si spiegava ordinato attorno a un castello imponente, dotato di torri merlate, passaggi segreti e del pi\u00f9 classico dei ponti levatoi.<\/p>\n<p>Ebbene, in questo borgo la vita scorreva tranquilla, per non dire monotona.<\/p>\n<p>I marciapiedi erano puliti fino all\u2019inverosimile, le facciate delle case lustre, addirittura. Lungo la via, i concittadini procedevano composti scambiandosi, di quando in quando, brevi opinioni sul tempo metereologico.<\/p>\n<p>Non volava mosca che il Barone di Settecalze, signore del castello, non avesse autorizzato.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque immaginare quale scompiglio port\u00f2 in citt\u00e0 l\u2019arrivo d\u2019un povero vecchio straccione: faceva ribrezzo solo a guardarlo, tanto era cencioso. Al suo passaggio, le dame si scansavano inorridite e, da pi\u00f9 parti, si levavano commenti pieni d\u2019indignazione. Insomma, se si fosse trattato d\u2019un cane, mettiamo anche randagio e di razza ibrida, l\u2019accoglienza sarebbe stata migliore ch\u00e9 qualche osso l\u2019avrebbe rimediato.<\/p>\n<p>Il vecchio, dal canto suo, pareva non crucciarsi troppo di tanta ostilit\u00e0 e, a dispetto dell\u2019aria derelitta, conservava gli occhi vispi e brillanti di chi sa dove andare a parare. Era abituato a trascorrere la notte all\u2019aperto e il cielo stellato gli ispirava solitamente sonni beati e profondissimi, cosicch\u00e9 si sistem\u00f2 a suo agio nella volta di un sottopasso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trascorse una settimana. Nessuno, in questo frattempo, gli apr\u00ec mai la porta di casa n\u00e9 si azzard\u00f2 ad offrirgli un piatto di zuppa.<\/p>\n<p>Fino a che, un mattino, due guardie nerborute si presentarono al suo cospetto.<\/p>\n<p>\u201cRaccogli i tuoi stracci\u201d, gli intimarono a brutto muso; dopodich\u00e9 lo condussero al castello, ove venne rinchiuso in una cella umida e buia.<\/p>\n<p>Il perfido Barone di Settecalze, infatti, era insofferente a qualsiasi forma di sudiciume: la presenza di un miserabile rappresentava un grave affronto per il decoro cittadino tanto pi\u00f9 che, il giorno seguente, sarebbe giunta in visita Sua maest\u00e0 la regina Semprinposa.<\/p>\n<p>Quando gli occhi si furono abituati alla penombra sinistra della cella, il poveruomo s\u2019accorse di non essere solo.<\/p>\n<p>Insieme a lui, nelle prigioni sotterranee, vi erano almeno altri dieci, ma che dico, venti vecchi magri e ricurvi. A giudicare dalla lunghezza di barbe e capelli, dovevano essere rinchiusi da tempo immemore.<\/p>\n<p>\u201cNon che qui sia un bel vivere\u201d gli fece un uomo dall\u2019et\u00e0 indefinita. \u201cAd ogni modo, benvenuto tra noi!\u201d. Dopodich\u00e9 spieg\u00f2 che il Barone organizzava sistematicamente delle <i>Battute di pulizia<\/i>, come lui le definiva, per eliminare una volta e per sempre le cose <i>vecchie, brutte e inutili<\/i>, quali erano fra l\u2019altro, ai suoi occhi spietati, tutti gli anziani di Lindopinto.<\/p>\n<p>\u201cSe non fosse per Rosina saremmo gi\u00e0 morti di stenti\u201d, aggiunse poi un anziano col volto rigato da una ragnatela di rughe.<\/p>\n<p>Rosina era una giovane servetta che prestava sevizio nelle cucine del castello: ogni sera, eludendo la sorveglianza delle guardie, portava ai prigionieri gli avanzi delle opulente cene del Barone e qualche volta anche un libro, per passare il tempo.<\/p>\n<p>\u201cA quanto mi dite\u201d esord\u00ec il nuovo arrivato,\u201cquesta Rosina \u00e8 una ragazza semplice, ma intraprendente. Ho in mente un piano e, se tutto va come deve, domani rivedrete la luce del sole. Forza\u201d aggiunse poi, estraendo una lametta dalla tasca,\u201ddiamoci un taglio!\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec fu che barbe, basette, baffi e capelli furono sfoltiti ben bene ed intrecciati a regola d\u2019arte in una magnifica stola setolosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019indomani, nella sala delle udienze, tutta la servit\u00f9 si schier\u00f2 per omaggiare la regina Semprinposa la cui vanit\u00e0, come dice il nome stesso, era proverbiale; tuttavia, fatta eccezione per questa debolezza, ella aveva fama di essere donna assai magnanima.<\/p>\n<p>Anche la piccola Rosina si dispose a riverire la sovrana, avvolta nella candida stola intessuta nella notte. Come previsto, non pass\u00f2 inosservata.<\/p>\n<p>\u201cChe magnifica pelliccia!\u201d esclam\u00f2 la regina. \u201cSono certa di non averne mai vista una simile. Trattasi forse di lince dei Pirenei? O di scoiattolo di Bulgaria?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNe l\u2019uno, ne l\u2019altro, mia regina\u201d replic\u00f2 Rosina sottovoce, per paura di sembrare sfacciata. \u201cE\u2019 un <i>prodotto locale<\/i>, frutto del lavoro sapiente dei maestri conciatori\u201d.<\/p>\n<p>\u201dNe voglio una uguale!\u201dasser\u00ec la regina, in tono imperativo.<\/p>\n<p>A nulla valsero i tentativi di distoglierla messi in atto dal Barone che, compreso l\u2019inganno, era diventato viola dalla rabbia: la regina Semprinposa volle seguire Rosina nei sotterranei del Castello. Una volta nella prigione, la sovrana apprese la verit\u00e0 e fece immediatamente destituire il Barone dal suo incarico, spedendolo a spaccare pietre in miniera.<\/p>\n<p>E la buona Rosina? Fu insignita del titolo di duchessa e govern\u00f2 il borgo di LindoPinto per molti anni, consigliata con saggezza dagli anziani che aveva salvato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14805\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14805\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta il borgo di Lindopinto che, come tutti i borghi del tempo che fu, si spiegava ordinato attorno a un castello imponente, dotato di torri merlate, passaggi segreti e del pi\u00f9 classico dei ponti levatoi. 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