{"id":14778,"date":"2013-05-17T17:35:44","date_gmt":"2013-05-17T16:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14778"},"modified":"2013-05-17T17:35:44","modified_gmt":"2013-05-17T16:35:44","slug":"premio-racconti-per-corti-2013-lattesa-di-matteo-scarrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=14778","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2013 &#8220;L&#8217;attesa&#8221; di Matteo Scarrone"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un uomo sui trent\u2019anni raggiunge un\u2019amica sul terrazzo condominiale dove abita. Lei, una ragazza mora, alta e magra, con i capelli raccolti dietro la testa, si stringe in un pullover bianco.<\/p>\n<p>Luca: <i>Ti cercavo,<\/i> <i>Roberto mi ha detto che forse ti avrei trovata qui. Noi stiamo per andare. Vorremmo che tu venissi con noi. Lo sai.<\/i><\/p>\n<p>Cristina si gira, lo guarda e sorride appena. Si vede che ha appena pianto. Luca abbassa lo sguardo.<\/p>\n<p>Luca: <i>E va bene: \u00e8 Roberto che mi ha detto di convincerti. Mi ha mandato lui. Cris, sono giorni che sei strana e nessuno capisce che cos\u2019hai. Roberto voleva chiamare tua madre e dirglielo, ma per fortuna ha chiamato prima me. Gli ho ricordato quanto tu odi che lo faccia. Ma questo non cambia che, se stasera non esci con noi e non mi racconti che cavolo \u00e8 successo, la chiamo io stesso tua madre. E sai quanto non la sopporti nemmeno io!<\/i><\/p>\n<p>Cristina sposta lo sguardo e lo fissa negli occhi. Sorridono insieme.<\/p>\n<p>Cristina:<i> Ho aspettato che Roberto si arrabbiasse. Ma non lo ha fatto. Ti ha detto che gli ho tirato un piatto addosso prima?\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Luca annuisce con la testa diventando serio.<\/p>\n<p>Cristina: <i>Mi aspettavo reagisse. Invece mi ha solo fissata. Poi \u00e8 entrato in bagno. Io sono salita ed ho aspettato che arrivasse. \u00c8 tutta la vita che aspetto.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Cristina si sporge dal parapetto e guarda gi\u00f9, il palazzo \u00e8 alto. Poi si gira e parla direttamente con Luca.<\/p>\n<p>Cristina : <i>\u00c8 incredibile quanto tempo della mia vita abbia sprecato nell\u2019attesa di qualcosa. Anche tu, oggi, mi hai fatto aspettare. E quei momenti persi qui, a non fare niente, non me li ridar\u00e0 nessuno. Ho atteso una vita in macchina le mie amiche che scendessero di casa per andare ad aspettare degli altri amici in un pub o in pizzeria. Ho atteso una vita mia madre sul sedile posteriore mentre faceva benzina o mi accompagnasse da mia zia. Ho atteso una vita che qualcuno si accorgesse delle mie sofferenze, delle mie ferite. E l\u2019attesa pi\u00f9 lunga forse \u00e8 stata quella che ancora vivo: l\u2019attesa della morte. Ad esempio, quando attendevo mia madre che doveva fare benzina o\u00a0 le mie amiche che si finivano di truccare, io ero l\u00ec, ferma. Sapevo che prima o poi sarebbero scese, che qualcosa sarebbe successo. Sapevo che qualcosa sarebbe accaduto prima o poi. E la morte \u00e8 la stessa cosa: prima o poi, io so che toccher\u00e0 anche a me, \u00e8 inutile che faccia finta di niente.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Cristina ride guardando la faccia attonita di Luca che non dice niente.<\/p>\n<p>Cristina:<i> Che cavolo di discorso che sto facendo, lo so. Non me lo dici, ma te lo leggo nello sguardo. Anche tu stai aspettando qualcosa. Per esempio che io ti chieda come stai veramente. O che qualcuno faccia quello che hai sempre voluto e che non hai mai avuto il coraggio di chiedere. Anche tu stai aspettando un attimo di pace in questo mondo che ti divora gli anni e i sogni. Sbaglio, Luca? Lo so, ma non lo far\u00f2, non ti chieder\u00f2 come stai veramente, come nessuno fa niente per me o per le persone che ci aspettano a casa. Solo noi possiamo fare qualcosa per noi stessi, ed io sto aspettando anche quello. Io so che me ne sarei potuta andare dopo aver passato mezz\u2019ora ad aspettare in macchina. Che avrei potuto aiutare mia madre a fare benzina, o che sarei potuta andare da qualcuno che, seppur pagando, mi aiutasse a curare le mie ferite. Lo so. Ma ho atteso, con la speranza. E aspetter\u00f2 invano fino al giorno della mia morte. Perch\u00e9 non voglio aiutarmi.<\/i><\/p>\n<p>Luca la guarda ma non parla. \u00c8 il crepuscolo e si alza un po&#8217; di vento.<\/p>\n<p>Cristina: <i>Tu mi conosci. Ti ricordi qual \u00e8 l\u2019ultima cosa che mi ha detto mio padre? \u201cTu intanto vai da tua madre, adesso vi raggiungo\u201d.\u201cAdesso vi raggiungo\u201d, capisci? Sono vent\u2019anni che ancora lo sto aspettando, seduta al ristorante. Con lo sguardo di mia madre carico di preoccupazione. Ero cos\u00ec piccola che i piedi non mi toccavano terra, e penzolavano sotto la sedia mentre mi agitavo guardando la porta. Anche li, mia madre mi disse che ci voleva tempo per crescere, che dovevo avere pazienza, che bisogna saper attendere. Bene, io ho atteso, e nonostante adesso tocchi terra con i piedi, ancora aspetto qualcosa.<\/i><\/p>\n<p>Luca si avvicina e le prende una mano.<\/p>\n<p>Luca: <i>Il problema non \u00e8 quanto attendiamo, ma quanto vale la pena attendere. Non c\u2019\u00e8 bisogno di disperarsi perch\u00e9, dietro l\u2019angolo, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa per la quale valga la pena. Vale la pena rischiare qualcosa, giocarsi dei soldi, una carriera. E per alcune cose vale anche la pena attendere del tempo. Non valeva la pena forse attendere trent\u2019anni per conoscere Roberto? Allora forse \u00e8 valsa la pena attendere stasera e la nostra libera uscita. E varr\u00e0 la pena attendere di prendere in braccio tuo figlio forse. Varr\u00e0 la pena fare altre mille cose che neanche conosci e che attenderai. A volte invano, a volte no. Non sta a te decidere cosa vale la pena. Di sicuro vale la pena far aspettare la morte ancora un po&#8217;. Che dici?<\/i><\/p>\n<p>Cristina sorride. Abbassa lo sguardo ed accarezza la mano di Luca. Annuisce, si stringe nel cardigan per il fresco che arriva con il calare del sole. Luca si allontana verso la porta per scendere a casa. Si gira e guarda sorridendo Cristina, aspettando che lo raggiunga.<\/p>\n<p>Cristina: <i>Tu intanto vai, adesso vi raggiungo.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_14778\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"14778\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un uomo sui trent\u2019anni raggiunge un\u2019amica sul terrazzo condominiale dove abita. 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