{"id":1475,"date":"2009-05-20T18:26:50","date_gmt":"2009-05-20T17:26:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1475"},"modified":"2009-05-20T18:26:50","modified_gmt":"2009-05-20T17:26:50","slug":"perdendo-si-vince","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1475","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Perdendo si vince&#8221; di Bruno Satta"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"42.9pt;\"><span style=\"Arial;\">Signora Assuntina entr\u00f2 in casa con difficolt\u00e0, ingobbita per le sferzate di maestrale. A<em>desso quando arrivano, <span style=\"italic;\">gi\u00e0 <\/span>mi sentono. Mi devo ammazzare per aprire la serranda del negozio, mi devo ammazzare per richiuderla e non riesco neanche ad entrare in casa mia. Ma a me chi mi aiuta?<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"Arial;\">Si diresse subito verso il camino. Si sedette nella piccola sedia in paglia. Soffi\u00f2 sopra la brace. Il tronco riprese vita tossendo. Dopo altri scoppi, spunt\u00f2 la fiamma. Nella gola del camino si sentiva il rumore del vento che lottava per entrare. La donna si stropicci\u00f2 le mani velocemente e poi le apr\u00ec davanti al fuoco. Erano screpolate. Gialle dal freddo e rosse per i geloni. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"Arial;\">Il calore del camino fece appannare la porta finestra. Si avvicin\u00f2 e, come faceva da ragazza, spann\u00f2 il vetro con la mano. Come per magia, apparve la linea dei monti, con le nuvole al di sotto. Le cime spruzzate dalla neve sembravano scogli in un mare grigio fatto di nuvole. Pi\u00f9 in basso, immobile come una tavola, il lago artificiale. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"normal;\"><span style=\"12pt;\">Prepar\u00f2 la cena per i suoi due figli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"normal;\"><span style=\"12pt;\">Marco ed Andrea. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"normal;\"><span style=\"12pt;\">Marco era il pi\u00f9 grande, <em>quasi quaranta, ne aveva<\/em>. Solido come una roccia di granito, come suo padre, buon\u2019anima.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Mai un raffreddore o un colpo di tosse, mai freddo o caldo, mai un lamento. Dopo la licenza elementare aveva lavorato nei campi con il padre. Aveva fatto di tutto, dal bracciante al potatore. Certo che adesso nessuno lo poteva fregava, <em>ci dovevano solo provare<\/em>. Quando si arrabbiava, faceva paura. Faceva paura a lei che era la madre. Era cos\u00ec anche da piccolo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"normal;\"><span style=\"12pt;\">Andrea, pi\u00f9 piccolo di otto anni, invece era il pi\u00f9 coccolato in casa. Era sempre piccolino, anche se di anni ne aveva trentadue. Non aveva conosciuto le privazioni, perch\u00e9 la guerra era un ricordo lontano. Per lei era un cucciolo, figlio della ripresa economica. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"normal;\"><span style=\"12pt;\">Nessuno dei due si era formato una famiglia. Glielo diceva sempre, <em>sistematevi che vostra madre non \u00e8 eterna, non potr\u00e0 accudirvi sempre, non potr\u00e0 sempre farvi il pranzo e la cena, <span style=\"italic;\">che avete sempre tutto pronto voi, le camicie nei cassetti ed il piatto caldo in tavola.<\/span> Ci dovete pensare da soli adesso che avete il tempo. Non \u00e8 solo <span style=\"italic;\">a divertirsi! <\/span><\/em><span style=\"italic;\">M<\/span>ancava un quarto alle otto. Andrea buss\u00f2, colpendo la porta con i piedi per non togliere le mani dalle tasche. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; <em>Mi, <\/em>che freddo. Si congela! &#8211;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Aveva il bavero alzato, era spettinato con un ciuffo sulla fronte. Guadagn\u00f2 il camino e rovist\u00f2 le braci per attizzare ancore di pi\u00f9 il fuoco.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"center 257.4pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211;<em>Ma! <\/em>Che c\u2019\u00e8 a cena! Quando si mangia?-<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Aspettiamo tuo fratello, che non siamo mica bestie per mangiare da soli! &#8211;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Si sent\u00ec la macchina entrare nel cortile del retro e il cono di luce dei fari illumin\u00f2 per un momento il soffitto della cucina. Marco entr\u00f2 dalla porta del cortile.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Si misero a tavola chiacchierando allegramente. Andrea, appena mangiato, and\u00f2 verso la finestra e spann\u00f2 il vetro, per vedere il nero della notte. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Tanto i vetri li pulisco io!- gli disse la madre<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211;<em>Ma, <\/em>perch\u00e8 non <em>ce lo butti via<\/em> quel negozio e ti riposi un po\u2019. Per quel poco che ci d\u00e0!- Le disse Andrea. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Tuo padre ha sputato sangue, per quel negozio. Diceva sempre che poteva essere il futuro tuo e di Marco, perch\u00e9 nella vita non si sa mai. Non li ha trovati mica per terra i soldi, li ha guadagnati, con il suo sudore, spaccandosi la schiena tutti i santissimi giorni. Che Dio l\u2019abbia in gloria, quel sant\u2019uomo! E spegnete le luci prima di andare a letto, che la corrente costa!- Disse la donna salutando i figli, mentre il suo cuore si apriva ad un sorriso pieno di soddisfazione, vedendoli seduti vicino, mentre chiacchieravano allegramente. Apr\u00ec l\u2019armadio dell\u2019andito e <em>tir\u00f2 fuori<\/em> due asciugamani puliti. Era tutto in ordine in quel grosso armadio di castagno, l\u2019unica cosa ereditata dalla nonna: tutto allineato, tutto contato. Le assomigliava, lo dicevano tutti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">L\u2019indomani mattina si avvi\u00f2 come sempre verso il negozio, dopo essersi data un colpo di cipria alle guance. Non era male per avere quasi cinquant\u2019otto anni. Il fisico alto e robusto, faceva ancora la sua figura. Figuriamoci che si <em>era messo<\/em> anche il maresciallo. Un bell\u2019uomo, alto, anche lui sui sessanta. <em>Signora Maria Assunta, <\/em>le aveva detto,<em> anch\u2019io sono vedovo, ho girato l\u2019Italia e di cose ne ho visto, <\/em>diceva con un sorriso che lasciava intendere, <em>per\u00f2 da quando la mia povera moglie, buon\u2019anima, mi ha lasciato, ho maturato la necessit\u00e0 di unirmi con un\u2019altra donna. <\/em>Guardando la campagna ancora grigia, le sembrava quasi di sentire la fatica dell\u2019erba di crescere. Si sentiva imparentata con tutta la natura circostante.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Alla fine della giornata, abbass\u00f2 la serranda a met\u00e0<em>. Andrea ha bisogno di un paio di scarpe. Forse quelle marrone scuro possono andare bene. <\/em>Le mise in cima ad una pila di scatole sul pavimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Senti bussare sulla serranda abbassata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Posso entrare?-<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Siamo chiusi, torni domani- Rispose signora Assuntina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Signora, sono di passaggio. Ho rotto le scarpe, abbia la compiacenza&#8230;-<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">La donna apr\u00ec la porta interna del negozio, e si gir\u00f2, dirigendosi verso la cassa:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Facciamo in fretta <em>che<\/em> devo chiudere.- Rispose la donna brusca. L\u2019uomo entr\u00f2 di spalle. Era vestito bene, con un abito scuro e la cravatta in tono. Aveva un il fisico asciutto.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Quando si gir\u00f2, in faccia aveva una maschera di cartone, da pagliaccio. Da buchi rotondi si intravedevano gli occhi guizzanti. In mano stringeva una pistola nera, raschiata nella canna. Signora Assuntina rimase incredula, con la mano contro il suo petto, per contrastare i battiti impazziti del cuore. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Dammi tutto l\u2019incasso! . &#8211; Disse l\u2019uomo con un tono minaccioso e diede un calcio alla pila di scatole di scarpe, camminandoci sopra. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Calpest\u00f2 anche quel paio marrone di Andrea. Proprio quelle no! <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Gli si avvent\u00f2 contro pestandolo in faccia con i pugni chiusi. Il rapinatore alz\u00f2 il braccio sopra la sua faccia, inchinandosi per evitare i colpi della donna. Con la mano destra assegn\u00f2 al viso della donna un colpo con il calcio della pistola. Stramazz\u00f2 al suolo con la mascella tumefatta. Il rapinatore apr\u00ec la cassa, afferr\u00f2 tutto l\u2019incasso, lo mise in una scatola di scarpe. Si tolse la maschera. Poi usc\u00ec con la calma da professionista. La donna per un attimo gli vide il volto, regolare, con occhi chiari. Aveva una cicatrice che, da sotto il naso, raggiungeva i margini della bocca. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 0cm;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Marco ed Andrea, dopo la medicazione, <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>la portarono a casa. Lei non volle andare a letto e si sistem\u00f2 vicino al camino acceso. I figli, dalla cucina, la fissavano con la morte nel cuore, seduta nella sua piccola sedia vicino al camino, improvvisamente stanca per il peso della sua vita. Aveva una grossa benda sulla mascella, tenuta con un cerotto incrociato. Rimaneva ferma, immobile, senza appoggiare la schiena alla piccola sedia impagliata, umiliata dal ricordo della violenza. Diceva parole senza suono. I figli parlavano tra loro con cautela, ma lei li sent\u00ec distintamente: <em>anche se lo prendono, lo condanneranno a pochi anni, avr\u00e0 tutte le attenuanti del caso, non se la pu\u00f2 cavare cos\u00ec! Gli faremo maledire di essere nato.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">La notte pass\u00f2 con Marco e Andrea che facevano capolino nella sua stanza da letto. Lei li vedeva dal profondo dei suoi occhi stanchi. Li sentiva costruire e programmare progetti di feroce vendetta. Da quel giorno uscirono tutte le notti, salutando la madre frettolosamente. I giorni passavano e Marco ed Andrea uscivano sempre dopo cena. Tornavano sempre pi\u00f9 tardi. Un pomeriggio <span style=\"italic;\">l\u2019appuntato la condusse in caserma. Il maresciallo le disse:<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>&#8211; l\u2019abbiamo trovato! <em>Tanto queste persone qui<\/em> prima o poi ci cascano di nuovo. Ci serve la sua testimonianza, se no questo se la cava. \u2013<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Nella stanza entrarono tre persone. La terza era elegante con un abito senza cravatta, e una cicatrice che dal naso arrivava fino alla bocca. Aveva dei lividi in faccia. La donna si alz\u00f2 in piedi. Si diresse, calma, verso l\u2019ultima persona entrata, la guard\u00f2 bene dentro quei piccoli occhi chiari.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Oggi ti faccio un regalo &#8211; gli disse guardandolo dentro la sua anima. &#8211; Ti regalo la vita, maledetto bastardo!-<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">E gli assegn\u00f2 un ceffone, inaspettato, in pieno viso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Questi sono gli schiaffi che non ti ha dato tua madre! \u2013<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Il maresciallo ordin\u00f2 con soddisfazione:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Arrestatelo e portatelo dentro! &#8211;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Maresciallo, non \u00e8 fra questi. Non \u00e8 lui il rapinatore- Usc\u00ec senza esitazione, lasciando i presenti stupefatti. Il giorno dopo il maresciallo si present\u00f2 a casa sua. Davanti ad un caff\u00e8 disse:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Perch\u00e9 l\u2019ha fatto? L\u2019avevamo in pugno! L\u2019avremo difesa noi! &#8211;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Sono io che ho difeso lui, dai miei figli. Condannandolo, l\u2019avrebbero aspettato, anche una vita intera; e poi avrebbe pagato per l\u2019affronto fatto alla loro madre. Forse avrei perso me stessa, avrei perso i miei figli. Ormai il danno era fatto. Caro maresciallo, a volte perdendo si vince.- Il maresciallo abbozz\u00f2 un sorriso sincero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Gi\u00e0, alle volte perdendo si vince! Giusto Signora Maria Assunta! Lei \u00e8 una gran donna. &#8211; <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>&#8211; Un altro caff\u00e8, signor maresciallo? \u2013<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">&#8211; Grazie, <em>Assuntina <\/em>&#8211;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm -17.7pt 0pt 3.9pt;\"><span style=\"12.0pt;\">Prepar\u00f2 la caffettiera, lo guard\u00f2 mentre rovistava la brace e si mise a sorridere.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1475\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1475\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signora Assuntina entr\u00f2 in casa con difficolt\u00e0, ingobbita per le sferzate di maestrale. 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